.... a Villa Medici vicina alla Chiesa di Trinità dei Monti al Pincio, nel Palazzo
dell'Ambasciatore del Granduca di Toscana, Francesco Niccolini..
in seguito si trasferì nel palazzo dell'arcivescovo (!) a siena.
"Chi seppe fornirgli il più valido appoggio in questa fase di rapidissimo ricupero fu proprio l'arcivescovo di Siena, Ascanio Piccolomini, presso cui egli era giunto nella veste di confinato.
Legato a Galileo da sincera e profonda amicizia, il Piccolomini intuì che il suo
primo dovere era quello di fare in modo che lo scienziato non sentisse il
palazzo arcivescovile come una prigione, ma, al contrario, vi trovasse un
ambiente capace di ridargli fiducia in se stesso e di stimolarlo alla ricerca
scientifica. Organizzò pertanto «continue visite» delle maggiori personalità
cittadine, durante le quali gli invitati, sia manifestando a Galileo la loro
immutata ammirazione, sia sollevando innanzi a lui, giorno per giorno,
interessanti quesiti, riuscirono a fargli direttamente constatare quanto la sua
opera fosse ancora utile al progresso della cultura. Cosi lo sconfitto poté, in
breve tempo, riprendere le sue forze, e la «prigione» finì col trasformarsi in una vera e propria scuola di liberi dibattiti scientifici"...
(Geymonat).
per poi tornare ad arcetri dove potè rivedere le figlie..





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repapelle:
