Originariamente Scritto da
stuart mill
non capisco cosa tu non capisca: eppure l'esempio era chiarificatore.
La dottrina buddista del nulla e del vuoto (chiamiamola così per semplificare), era ciò che (perdonatemi il termine impreciso, ma quando si parla di Assoluto, ogni termine è sbagliato) sperimentò Sddharta quando si realizzò. Cioè, quelloche lui 'vide' (idem come prima) una volta che 'divenne' (ari-idem) l'Assoluto. Non quindi uno stato umano ma uno stato aldilà di ogni stato. In tale stato-non stato, nulla esiste e tutto esiste, perchè ogni dualità è scomparsa. Quindi non esistono gli dei, non esiste pfj, non esisto io, non esistono nemmeno i cannoli alla ricotta (:D). Il maestro zen della storiella citata, però, castiga lo studente che avevca wenunciato la stessa verità. Perchè? perchè tale verità è valida una volta trasceso il piano umano. Una volta ttrasceso il mondo manifesto, non essitono muri su cui sbattere la testa, perchè non esiste ne la testa ne la non testa (vedere note precedenti), ma se ora, noi non risvegliati, a a dare una testata al muro, torneremmo con i piedi per terra: per noi il muro esiste, ed esistono gli dei, e pfj, e chaos e io e anche (per fortuna!) i cannoli alla ricotta.
Così, in realtà anche per la tradizione buddista zen e non solo, tali vderità non sono da prendere troppo alla lettera, e non vanno enunciate così, ma vanno 'realizzate' (idem con patate). Ora non sono espertissimo di buddismo, ma non credo proprio esistano dichiarazioni del Buddha, sulla non esistenza in assolkuto degli dei. Al massimo un invito a non affidarsi a loro per reralizzarsi, ma questo vi è anche in altre tradizioni, come quella hindù.
francamente non vedo:
1)tutta questa distanza fra hinduismo (vedantico advaita) e il buddismo
2)fra questi due e le tradizioni pagane europee
3)e con il taoismo, che, fuso assieme al buddismo, diede vita allo zen