.....e non sto parlando di quelle di distruzione di massa.
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=67994
Metà delle armi americane "donate" all'Iraq sono sparite
A poche settimane dalla cruciale scadenza di settembre, quando dovrà essere reso di pubblico dominio il rapporto sui risultati ottenuti con la nuova e più aggressiva strategia adottata in Iraq dalla Casa Bianca, l'amministrazione Usa non è in grado di rintracciare oltre la metà delle armi leggere, il 54 per cento, consegnate alle forze di sicurezza irachene per riportare ordine e stabilità nel Paese arabo: è quanto emerge da una relazione stilata a cura dell'Ufficio del Congresso preposto al controllo delle attività governative, risalente al 31 luglio e indirizzata ai membri di Camera dei Rappresentanti e Senato.
Fra il 2003 e il 2005 sono stati spesi spesi circa 19,2 miliardi di dollari per acquistare e fornire alle autorità di Baghdad 185.000 fucili d'assalto Ak-47 e 170.000 pistole: ma di tali armi non se ne trovano più ben 190.000 in tutto. Mancano altresì all'appello addirittura 135.000 pezzi tra giubbotti anti-proiettile, elmetti e simili, su un totale di 215.000. Solo per il trasporto, della cifra complessiva furono spesi 2,8 miliardi di dollari.
Nella relazione dell'ufficio parlamentare di controllo si dà atto al Pentagono di aver collaborato alle conclusioni raggiunte, fornendo dati e rilievo e avviando una revisione accurata del programma Usa di addestramento ed equipaggiamento delle forze regolari irachene; si ricorda però che lo stesso ministero della Difesa ha più volte premuto affinchè per tale programma fossero stanziati almeno 2 miliari di dollari supplementari: anche per le forniture di armamenti, nonostante la sparizione di gran parte di quelli già consegnati.
Il rischio, si avverte, è che possano essere finiti nelle mani della guerriglia, attraverso canali clandestini quali il contrabbando ma anche le connivenze esistenti a livello locale con i ribelli. Con il quotidiano "The Washington Post", tra l'altro, un anonimo dirigente del Pentagono ha ammesso che si ritiene gran parte di tali armi e attrezzature siano, o siano state, utilizzate in combattimenti contro i soldati americani: un pessimo viatico per il rapporto che tra un mese dovranno presentare alle due camere di Washington il generale David Petraeus, comandante in capo del contingente americano di stanza in Iraq, e l'ambasciatore statunitense a Baghdad, Ryan Crocker.
Pubblicato il: 06.08.07
Modificato il: 06.08.07 alle ore 16.50





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