Disse il lupo: basta mangiare agnellini, sono sazio.
Disse Rocco Siffredi: basta donne, oggi sono a posto.
Disse Veltroni: basta lottizzare la Rai, restino quelli che ci ho messo io.
È fenomenale che l'uomo incaricato di curare il settore comunicazione del Pci, nume tutelare di generazioni di giornalisti, cineasti e guitti vari, colui che teorizzò la lottizzazione e si vantò di aver contribuito alla carriera e alla
"liberazione" di stipendiati (aggiungendo «non solo comunisti»), il giovine interlocutore di Biagione Agnes, dg della Rai demitiana, dica: diamo respiro all'azienda, smettiamola di lottizzare.
Non si tratta solo di un tentativo di trasfigurazione: è anche una grande bugia.
Perché la Rai e la lottizzazione sono la stessa cosa. Anzi, la lottizzazione è la cosa migliore della Rai, che, se non ci fosse stata, tutti, dalle scosciate vallette ai corrispondenti esteri, tutti sarebbero stati figliocci di democristiani e comunisti. Invece, grazie alla lottizzazione, qualcun altro trovò asilo e pagnotta.
Si vuol farla finita con la pratica clientelare? Giusto, bene, era ora. Esiste un solo modo: privatizzare la Rai. Naturalmente Veltroni è contrario, adducendo le solite menate sul patrimonio culturale. In realtà perché quella greppia serve, e chi se ne nutre non gradirebbe.
Ragion per cui si vuol varare la riforma Gentiloni, che esclude anche quella falsa privatizzazione prevista dalla Gasparri. Così il kennedyano de noantri potrà continuare a metterci in conto le sue amicizie e, contemporaneamente, farci la predica.
E quando la finiremo d'essere testoni e coerenti offrirà un posto anche a noi. Perché la lottizzazione deve essere avvolgente ed inglobante. Veltroni lo sa, avendo a lungo praticato la materia ed ammiratone i virtuosi.
http://www.davidegiacalone.it/index....uoi_lottizzati
su Libero di oggi
saluti….




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