Un tema a me molto caro e che ho proposto più volte, è l'esplorazione e la colonizazione del sistema solare da parte dei privati. Nell'articolo che propongo non è ben specificato se sarà proprio un privato a costruire e gestire l'opera. Ma è indicativo anche per il discorso delle risorse limitate sulla terra che spesso i Socialisti propongono come base per sostenere le loro assurde, deliranti e sconcie mistificazioni.
L'iniziativa in mano a un architetto catalano, Xavier Claramunt
Suite galattiche per vacanze nello spazio
Progetto spagnolo: capsule per turisti nella stratosfera: biglietti
da 3 milioni di euro, ma l'albergo non sarà pronto prima del 2012








Un'immagine del progetto

MADRID – La prima vacanza in orbita si avvicina, per chi potrà permettersela: 3 milioni di euro, tre notti in una suite, letteralmente, galattica. Gli extra sono gentilmente inclusi: vale a dire il trasporto dal domicilio a una non meglio identificata isola dei Caraibi dove i turisti studieranno i rudimenti di tecnologia spaziale per 18 settimane, prima di essere fiondati nella stratosfera, a 450 chilometri dalla Terra. I biglietti saranno in vendita dall'anno prossimo, ma l'albergo non sarà pronto prima del 2012.

Il progetto dell'hotel è in mano a un architetto catalano, Xavier Claramunt, nel cui studio di Barcellona lavorano una trentina di disegnatori normalmente impegnati su realizzazioni meno fantascientifiche: concessionarie d'auto, cliniche dentali, alberghi di varie categorie: ma questo è il primo che potrà vantare un numero praticamente incalcolabile di stelle. Gli escursionisti (e secondo l'architetto ce ne sono almeno 40 mila al mondo potenzialmente in grado di pagarsi la costosa vacanza) alloggeranno in 22 capsule individuali e curvilinee, che fluttueranno nello spazio come grosse arachidi: all'interno nessun mobile ingombra i 7 metri di lunghezza per 4 di altezza dove il passeggero disporrà soltanto di una protuberanza per appoggiarsi all'ora dei pasti. Scomodo? Forse, ma l'assenza di forza di gravità impedirebbe comunque di sdraiarsi o di rifare il letto. E, in compenso, la vista è imprendibile: dalla camera di nessun altro albergo si può vedere il sole sorgere 15 volte al giorno, spiegano i progettisti.



L'architetto catalano, Xavier Claramunt

Tecnicamente il piccolo hotel di charme sarebbe costruito a terra, con la collaborazione di specialisti del Gruppo di Bioingegneria e Telemedicina, dell'Università Politecnica di Madrid e del Centro Tecnologico per l'Industria Aeronautica e dello Spazio. A tre per volta, le capsule potrebbero essere trasferite nello spazio con una navicella come la Soyuz o l'Ariane 5. Mentre occorre approfondire ancora le modalità di trasporto dei clienti. L'idea è nata un anno fa, e sembrava destinata a restare uno scherzo mediatico; ma se non altro il progetto della "prima base" alberghiera ai Caraibi, punto di partenza delle aeronavi da crociera, è già a buon punto.
Elisabetta Rosaspina




09 agosto 2007