





Per far osservare i doveri non c'è mai stato bisogno del precariato.
Bastava l'applicazione del normalissimo contratto collettivo di lavoro.
Mai sentito parlare di 'licenziamento per giusta causa'?
Ti spiego come funziona: io datore di lavoro becco Tizio il dipendente a cazzeggiare invece di lavorare, quindi lo riprendo giustamente e per iscritto. Al terzo richiamo ufficiale nel corso della sua carriera cartellino rosso: si licenzia per giusta causa.
Se poi lo becco a farsi timbrare il cartellino da altri, a farsi raccomandare per fare carriera, a prendersi la malattia senza reale necessità, ad appropriarsi di beni dell'azienda, ad ingiuriare, molestare o picchiare colleghi e capi, il licenziamento è in tronco.
Quindi non raccontatemi che il precariato serve a ricondurre al dovere: quella che il 'lavoratore te lo sposi con il tempo indeterminato' è una boiata, davanti a richiami fondati e scritti non ci sono sindacati che tengono, le aziende hanno sempre avuto 1000 strumenti per allontanare, licenziare o costringere alle dimissioni il lavoratore indegno. Il problema è che si vuole licenziare anche i dipendenti validi, anche senza giusta causa e di più: si vuole tenere sotto ricatto, sfruttare e buttare via, tutti i lavoratori in senso lato.
Il dovere del datore di lavoro è enormemente superiore a quello del lavoratore:
- Il lavoratore che non fa il suo Dovere, per legge, viene licenziato per giusta causa.
- Il guadagno del lavoratore è sempre una minima parte della sua produzione.
- Il datore di lavoro guadagna invece enormemente di più, e si accaparra anche la produzione in eccesso (plusvalore) dei suoi dipendenti, trasformandola in SUO guadagno.
Quindi maggiori diritti ---> maggiori doveri.
Invece il precariato impone maggiori/illimitati doveri a chi non ha più nessun diritto.


si vede che non hai dipendenti, altrimenti non scriveresti queste fregnacce, specie quelle sulla giusta causa e sulle boiate marxiste.


Caruso ha detto le stesse identiche frasi pronunciate in aula dalla Lioce durante il processo a suo carico. Controlla. Cambia solo qualche parola, ma il senso è lo stesso.
Così come il lessico con il quale i brigatisti, negli anni settanta, analizzavano la dinamiche sociali erano ricalcati in toto dai manuali in uso alle Frattocchie. Anche qui puoi facilmente controllare.
Ovvio che l'esistenza di una continuità/affinità ideologica è cosa del tutto diversa dalla condivisione del metodo di lotta dei brigatisti. Ma questo mi pareva di averlo specificato.
Ma evidentemente, a forza di telenovele, Isole dei famosi ecc. ecc., non si è in grado di comprendere discorsi che non siano semplici slogan......![]()
E' questo l'idolo no global????


I contratti collettivi li ho letti. C'è scritto nero su bianco. Riportano in calce le firme dei rappresentanti del sindacato, del datore di lavoro e del dipendente. Quindi sono validi.
Se poi non vengono applicati come dovrebbero non devono essere i precari a pagare.
Invece di fare pressioni politiche per attaccare i deboli, ovvero i precari, perché quei vigliacci di Confindustria e poteri forti vari non smettono di leccare il culo ai sindacati e fanno applicare le leggi che già ci sono?
Qui si è ripristinata la schiavitù per non rispettare i contratti applicando un diritto consuetudinario a che alimenta un conflitto insider/outsider in nome del favore all'amico dell'amico...
...questo è il maggiore schifo.
Ma questo darà SEMPRE la ragione ai precari, qualsiasi posizione assumano, qualsiasi linguaggio adottino, finché le cose staranno così. Con migliaia di vittime bianche, con centinaia di migliaia di vittime precarie francamente mi sembra che l'unica vittima cui lo Stato ipocritamente dedica corone d'alloro è quel Biagi che è solo un simbolo, non che gliene freghi nulla che è morto, anzi gli fa gioco, dato che da allora il suo nome è quello che legittima la sopraffazione dell'uomo sull'uomo.
Francamente, mi auguro che la situazione esploda. Poi vedremo chi ha più da perdere... i precari sono i proletari del XXI secolo, e come quelli del XIX hanno da perdere solo le loro catene economiche e sociali.


Ora, anche se non lo meriteresti, ti spiego un po' di cosine... dal ricco e florido nord.
Il rapporto di lavoro non e' altro che un contratto stipulato tra due soggetti paritetici che riporta diritti e doveri di ognuno dei contraenti.
Gia' sbagli a metterti in posizione superiore, ma non e' l'unico sbaglio che fai.
Le multinazionali con migliaia di dipendenti, per gestire i rapporti con gli stessi hanno un apposito gruppo: una volta si chiamava Direzione del personale, oggi si chiama Human Resources.
Gia'... risorse umane.
Teoricamente (in Italia molto, ma molto teoricamente) i dipendenti sono un capitale da valorizzare esattamente come un qualsiasi capitale aziendale, perche' essi concorrono al buon andamento dell'azienda ed anzi, sono l'essenza dell'azienda stessa.
Un lavoratore soddisfatto del proprio impiego rende al massimo, non guarda i cinque minuti, le mezz'ore ed a volte neppure le ore....
Sta a voi imprenditori fare in modo che il lavoratore sia soddisfatto, dovete essere presenti e scrutare le vostre persone, parlarci, ascoltare aspirazioni o proposte.
Ovvio che i lavativi ci sono e ci saranno sempre, ma se la maggior parte della gente si trova bene, e' naturale un isolamento spontaneo del lavativo.
Te' capi' come funziona?
Prova... verosimilmente tra un anno mi ringrazierai




Ovviamente sia le brigate rosse che la sinistra comunista prendono spunto da un'ideologia marxista e dalle esegesi politiche che ne sono seguite.
E' ovvio che alcune frasi siano simili. Ma questo non dimostra NULLA.
Se è per questo le tesi revisioniste sul ruolo di Salò o sulle Fosse Ardeatine fatte proprie dal Giornale o da AN sono le stesse identiche utilizzate dai NAR nei loro volantini distribuiti tra un omicidio e l'altro.
Se metti a paragone le prime allora stai dicendo che Fini o Paolo Berlusconi stanno sullo stesso piano di ha fatto saltare la stazione di Bologna, rapinato banche ed ammazzato tanta gente a sangue freddo?


Ah, a quanta gente ho sentito fare questi discorsi! Quanti ne ho visti quando lavoravo in banca...
Sai come funziona?
1- Arriva il padre con l'azienda solida ed i dipendenti fidati ed affidabili, la lascia al figlio cresciuto nell'arroganza, che si crede chissà chi scorrazzando con il suo SUV.
2- Questo inizia a fare tanti ragionamenti Berlusconiani sull'assumere ultra-laureati per 4 lire con contratto d'apprendistato o a progetto, sul tenere per le palle manovali extracomunitari e sullo spostare i soldi in Svizzera perché il governo è ladro.
3- 'Qualcuno' gli invia un bel controllone fiscale (sai così ti fai più nemici che amici e oggi con un clic dal terminale della banca vedo pure quanto hai pagato d'autostrada l'ultima volta che sei andato a trovare la tua amante...), e lo vedi piangere quando da un giorno all'altro deve pagare 100000 euro sennò gli mettono i sigilli.
4- Iniziano ad arrivare le richieste di fido... il credito al consumo collegato alla carta di credito aumenta inesorabile, le rate del mutuo o del leasing si procastinano. Intanto sai che tanti suoi dipendenti ora sono ex che magari si son messi in proprio e gli fanno concorrenza dopo anni di sfruttamento.
5- Un bel giorno il grande 'salto': arriva l'assegno scoperto dei fornitori. Lui sparisce e inizia a spararsi tutti i blocchetti d'assegni che ha in mano. Ovviamente gli si protesta tutto e gli si chiude il conto.
6- La storia finisce quando leggi nell'ultimo report della prossima asta giudiziaria anche i suoi automezzi ed immobili, e senti dire che lo si è visto in giro con i cerotti in faccia a causa delle amorevoli carezze degli strozzini...
E' francamente la carriera che auguro a tutti quelli che invece di costruire economia pensano di arricchirsi sul sangue degli schiav... ehm, precari.