



Al contrario invece vedi gente legata all'azienda da trent'anni che magari si fa anche pagare lo stipendio con mesi di ritardo per aiutare il datore di lavoro in difficoltà.
Ma questa gente non lo capisce che vuol dire 'lavoro di squadra' e stare sulla stessa barca.
Per loro tutte le barche sono galee: loro che battono il tamburo e gli schiavi incatenati al remo a vogare.
Salvo poi il fatto che quando sei schiavo appena la catena si spezza la usi per strangolare il padrone, certo non per riparare la falla.


Imprenditore Siculo:
Grande gruppo dolciario piemontese:
Sono le persone che fanno un’azienda, coloro che vi lavorano con passione ed entusiasmo.
Ferrero sa bene quanto grande sia il valore e il potenziale di ogni risorsa, per questo pone una cura estrema nella ricerca e selezione di nuove figure da inserire al suo interno.
Lavorare in Ferrero significa operare per una delle principali industrie dolciarie al mondo, far parte di un Gruppo radicato in decine di Paesi, innovativo e legato alla tradizione, tecnologicamente avanzato e attento alla qualità delle proprie specialità. Sono oltre 16mila oggi le persone che con l’azienda Ferrero hanno un rapporto speciale, che va al di là del normale contratto di lavoro.
Gratificare le risorse e valorizzarne le potenzialità, è questo lo scopo della Ferrero Corporate University, che dedica a Manager e Professional del Gruppo le risorse per conoscere ed apprendere:
gli scenari internazionali macroeconomici,sociali, politici
benchmarking su approcci, sistemi e metodologie
gli elementi caratterizzanti la "Ferrerità"
le competenze manageriali e professionali funzionali al raggiungimento del successo
le conoscenze fondamentali perche’ i giovani potenziali possano ottenere importanti risultati all’interno del Gruppo.
Consapevole dell’importanza fondamentale che riveste il percorso formativo nella creazione di figure professionali competenti e specializzate, Ferrero interviene in prima persona sostenendo alcune istituzioni nella creazione di Master e Corsi di specializzazioni volti alla formazione di professionalità da inserire nelle diverse aree aziendali.
Poi ci chiediamo come mai al sud le cose vanno maluccio....![]()


Quella tra le Brigate Rosse e lo Stato è stata una Guerra Civile.
PERSONALMENTE mi sembra sciocco condannare l'una o l'altra parte, è una cosa storicamente priva di senso. La guerra è guerra.
Sicuramente, come nella guerra civile di 30 anni prima, ben più sanguinosa ed inserita in un contesto bellico più rilevante, l'Italia era sull'orlo di un cambiamento radicale. In un certo senso si rischiavano più riforme tutte assieme di quante qualsiasi partito riformatore ne potesse desiderare o prevedere e il potere costituito dalla partitocrazia lottava per evitare tale sovvertimento del sistema.
Poi ovviamente il vincitore diede il nome che volle allo sconfitto.
In ogni caso una cosa è certa: DA UNA PARTE c'erano i cosiddetti 'terroristi' (ma l'unico nome giusto per definirli è probabilmente 'rivoluzionari') dall'ALTRA PARTE c'erano i partiti, tra cui il PCI era in primissima fila.
Collegare PCI e BR solo perché di sinistra è idiota come collegare Repubblica di Salò e Monarchici dopo l'8 settembre 1943. I Repubblichini sparavano addosso ai partigiani del Regno del Sud e viceversa. Questo è l'unico dato di fatto. E non esiste passato scomodo, ma solo un passato di lotta e di sangue sacrificato dal PCI per combattere le BR.




----- Original Message ----- From: pietroancona@tin.it
To: caruso@cameradeputati.it ; politiche@liberazione.it ; redaziione@manifesto.it ; politica@unita.it ; segreteria@cgil.it
Cc: giordano@cameradeputati.it ; bertinotti@cameradeputati.it ; Prof. Russo
Sent: Friday, August 10, 2007 78 AM
Subject: la legge Biagi Caruso la sinistra ed i sindacati
Caruso ha indubbiamente sbagliato la sua affermazione ma si è corretto. La correzione esprime un concetto vero storicamente e politicamente: Treu e Caruso hanno fornito gli strumenti giuridici per ridurre alla disperazione ed in schiavitù i nostri giovani.
La reazione alla affermazione di Caruso è di criminalizzazione di chiunque tenda in qualche modo di rivedere una legge mostruosa che in Europa esiste soltanto in Italia e che consente la distruzione psicologica, morale e civile di generazioni di ragazzi avviati a lavori con modalità finte, per quattrocento al massimo ottocento euro al mese.
La legge Biagi è diventata tabu' anche a sinistra. Nonostante esistano migliaia e migliaia di testimonianza delle disumane sofferenze provocate dalla legge Biagi, nessuno si muove per la sua abolizione neppure la CGIL che pure si era pronunziata in questo senso.
Bisognerebbe che i giovani schiavi della legge Biagi fossero difesi non solo da Caruso ma anche dalla CGIL e dalla sinistra e che i Ministri della sinistra al Governo ne chiedessero l'abrogazione. Ferrero, Mussi e gli altri invece fanno gli jesmens di Prodi.
Nessuno ha chiesto l'espulsione dal Parlamento dell'Onle Mele puttaniere a due e due con cocaina, mentre si chiede l'espulsione di Caruso a gran voce!!!
Per il forzista Claudio Scajola nessuno chiese l'espulsione dal Parlamento
Chiedendo l'espulsion e di Caruso dal Parlamento si vuole mettere un bagaglio a c hi protesta contro la Biagi.
Quando la sinistra ed il sindacato dismettono le loro funzioni di difensori dei diritti qualcuno lo fa con una cultura diversa e magari inaccettabile.
Ma la verità è che nel Paese della Casta di Oligarchi superprivilegiati e dei managers più pagati del mondo, abbiamo centinaia di migliaia di giovani ridotti in schiavitù e chi ne parla è pericoloso estremista....forse terrorista.
Pietro Ancona
www.spazioamico.it




bisognerebbe che i giovani pagati 400 euro invece di comprarsi i gucci finti e fare i fighi in centro imitando corona e company smettessero di lavorare tutti per una settimana
l'italia andrebbe a puttane dato che gli unici che lavorano sono loro e il sistema produttivo si basa esclusivamente su di loro


strano paese l'italia.
chi fa una legge vergognosa non può essere attaccato. poi se è stato fatto fuori figurati, in italia i morti sono tutti santi
nessuno a indignarsi però su ciò che la legge ha provocato.


Che Caruso sia un imbecille non è certo una novità: come NON è una novità il FATTO che ce lo ritroviamo in Parlamento A CAUSA del porcellum.
Per il resto (del 3ad), le solite chiacchiere "a manovella".
Uno dei pochi interventi sensati è quello di Althane.