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Risultati da 1 a 10 di 32
  1. #1
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito Il MAUSS e il paradigma anti-utilitaristico

    Per il momento alcuni riferimenti bibliografici sul Mauss [Movimento antiutilitarista nelle scienze sociali]

    Alain Caillé, ''Critica della ragione utilitaria'', Bollati Boringhieri, 1991

    Jacques Godbout, ''Il linguaggio del dono'', Bollati Boringhieri, 1998

    Jacques Godbout, ''Lo spirito del dono'', Bollati Boringhieri, 2ed. 2002

    Serge Latouche, ''L'occidentalizzazione del mondo. Saggio sul significato, la portata e i limiti dell'uniformazione planetaria'', Bollati Boringhieri, 2ed. 1994

    Mauss # 1, ''Il ritorno dell'etnocentrismo. Purificazione etnica versus universalismo cannibale'', Bollati Boringhieri, 2003

    Mauss # 2, ''Quale altra mondializzazione?'', Bollati Boringhieri, 2004

  2. #2
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    Dì... non che qualcuno aggiunga qualcosa a questo interessante thread! Che so, un'opinione o solo un intervento...
    Il MAUS, questo sconosciuto

    Chissà di cosa si parla? Non di allogeni, non di froci e nemmeno di aborto. Mi sa che è un pobblema.

    Ciao Paul, comunque ti voglio sempre bene

  3. #3
    Paul Atreides
    Ospite

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    Ciao Claudio

  4. #4
    Paul Atreides
    Ospite

    Predefinito

    Innanzitutto la definizione di utilitarismo data da Caillé:

    ''qualifichiamo utilitarista ogni dottrina che si basi sull'affermazione che i soggetti umani sono retti dalla logica egoista del calcolo dei piaceri e dei dolori, dal loro solo interesse, o dalle loro preferenze; e che è bene che sia così, perché non esiste altro fondamento possibile delle norme etiche se non la legge della felicità degli individui o della collettività degli individui''

    In senso stretto gli utilitaristi sono Jeremy Bentham, John Stuart Mill, Moore, Sidgwick, sino ai contemporanei Smart, Hare o Harsanyi.

    Ma giustamente Caillé aggiunge: ''se però si considerano utilitaristi in senso più ampio tutti i sistemi di filosofia morale epolitica che tentano di dedurre le norme di giustizia a partire dal postulato che gli uomini sono, almeno all'origine, individui egoisti, indipendenti e calcolatori, allora conviene far entrare nel campo di questo utilitarismo ampio la maggior parte delle teorie del contratto sociale e del giusnaturalismo''.


    E infatti così prosegue: '' il momento culminante dell'utilitarismo diffuso, il più noto, quello che costituirà effettivamente la matrice del pensiero successivo, e in particolare dell'economia politica, è rappresentato dalle varie teorie del contratto sociale. Cioè degli individui che decidono liberamente di costituirsi in società per assicurare la propria sicurezza e godere dell'esistenza, e che s'impegnano a obbedire alla legge comune solo a condizione che questa garantisca la soddisfazione dei loro interessi. E' ormai chiaro che l'unica fonte di legittimità è l'utilità individuale''.


    Già da queste citazioni si chiarisce come il bersaglio critico del MAUSS sia addirittura uno dei paradigmi fondanti della modernità, ossia l'individualismo basato sul self-interest, con le relative dottrine dell'economia politica [Mandeville, ad es.], della filosofia politica [il contrattualismo giusnaturalistico], della sociologia [la società come un insieme di individui 'atomici' e indipendenti, mossi dal solo interesse/preferenza individuale] ecc.

  5. #5
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    Vero Holyfire. Noi non sappiamo niente del MAUSS (con due S, come ha scritto giustamente Paul) e di Caillé, non sappiamo niente del dialogo avvenuto tra questi e De Benoist, non sappiamo niente delle polemiche relative che ci furono nella stampa francese. Non sappiamo niente della diffusione data da Tarchi alle idee del movimento stesso.
    Anche perchè non abbiamo mai letto Diorama Letterario e non siamo stati abbonati, ad esempio, ad Elementi , nel periodo di sua pubblicazione in Italia, non abbiamo mai rovistato le edicole perugine negli anni 90 alla ricerca di una copia di Futuro Presente , e naturalmente siamo convinti che Trasgressioni sia una rivista per scambisti. E non abbiamo mai chiacchierato con Alessandro Campi che al contrario di altri è uno che non si è mai sottratto al dibattito e allo scambio di opinioni con chi ha fatto scelte diverse da lui e che non si è mai fatto problemi quando invitato a venire ad esporre le sue posizioni nella sede del Fuan.
    Per tutti questi motivi, sarebbe stato gradito un tuo contributo al dibattito.
    Ma fare una battutina è più facile ed occupa meno tempo, questo lo capisco.
    Mi scuso per il tono polemico ma non riesco a capire la finalità della tua presenza qui ...in fondo sarebbe più che interessante per me l'intervento di un rappresentante delle Nuove Sintesi, chiaro che ognuno occupa il suo tempo come vuole ma poi non ha il diritto di dire "nessuno ne sa niente" se lui non fa niente per veicolare le sue idee.
    "Nessuno nasce imparato" . O no?

  6. #6
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    Due parole, poi interverrò meglio con più tranquillità:

    - grazie per la correzione sul MAUSS (Movimento Antiutilitarista delle Scienze Sociali) non mi ero accorto di aver digitato una S in meno (errore che è caduto proprio a proposito per la battuta, nevvero?

    - su Campi tralasciamo:la sua capacità di "abbracciare" è ampia come un aprirsi di gambe. Fu tra i primi a farmi conoscere il MAUSS (su Elementi) e anche tra i primi a passare a IDEAZIONE, rivista liberale e di destra capitalista che sta all'antiutilitarismo come la m...a col risotto.

    - nessuno nasce imparato, vero. Mi limito a osservare come qui sopra ci sia l'80% di messaggi d'incazzatura o semplicistici sui soliti argomenti, affrontati con falso moralismo, e poco si colgano argomenti come questo.

    PS: che tu sia una spanna sopra la media non ci sono dubbi. Non ho mai detto che qui sopra ci siano solo idioti. Ce ne sono solo tanti



    In origine postato da cristiano72
    Vero Holyfire. Noi non sappiamo niente del MAUSS (con due S, come ha scritto giustamente Paul) e di Caillé, non sappiamo niente del dialogo avvenuto tra questi e De Benoist, non sappiamo niente delle polemiche relative che ci furono nella stampa francese. Non sappiamo niente della diffusione data da Tarchi alle idee del movimento stesso.
    Anche perchè non abbiamo mai letto Diorama Letterario e non siamo stati abbonati, ad esempio, ad Elementi , nel periodo di sua pubblicazione in Italia, non abbiamo mai rovistato le edicole perugine negli anni 90 alla ricerca di una copia di Futuro Presente , e naturalmente siamo convinti che Trasgressioni sia una rivista per scambisti. E non abbiamo mai chiacchierato con Alessandro Campi che al contrario di altri è uno che non si è mai sottratto al dibattito e allo scambio di opinioni con chi ha fatto scelte diverse da lui e che non si è mai fatto problemi quando invitato a venire ad esporre le sue posizioni nella sede del Fuan.
    Per tutti questi motivi, sarebbe stato gradito un tuo contributo al dibattito.
    Ma fare una battutina è più facile ed occupa meno tempo, questo lo capisco.
    Mi scuso per il tono polemico ma non riesco a capire la finalità della tua presenza qui ...in fondo sarebbe più che interessante per me l'intervento di un rappresentante delle Nuove Sintesi, chiaro che ognuno occupa il suo tempo come vuole ma poi non ha il diritto di dire "nessuno ne sa niente" se lui non fa niente per veicolare le sue idee.
    "Nessuno nasce imparato" . O no?

  7. #7
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    1) Ammetto che correggere l'interlocutore quando è presumibile che il suo sia un errore di digitazione, non è molto corretto. Sono stato preso dalla foga dell' intervento, chiedo venia

    2) Sulle evoluzioni di Campi ammetto la mia ignoranza, io l'ho conosciuto negli anni 90 e all' epoca non vi erano avvisaglie di questa sua conversione. Che dire, sicuramente una brutta fine

    3)Io credo che questo sia un momento in cui spesso mancano punti di riferimento a chi fa politica. Non voglio usare la parola "maestri" che sarebbe eccessiva, ma sicuramente mancano persone che sappiano dare le giuste "dritte" per un percorso di approfondimento culturale. Poi ognuno fa le sue scelte, ma non sempre è colpa sua se mancano gli strumenti per farle, queste scelte..
    Ricordo che anni fa al Fuan di Perugia, che era un bell' ambiente, molto aperto agli stimoli intellettuali e al dialogo culturale, invitammo ad un incontro un rappresentante della comunità islamica perugina.
    Si trattava di un "fondamentalista" e naturalmente ci espose le sue opinioni (che credo si possano immaginare..) sulla legittimità dello Stato di Israele.
    Alla fine, una ragazza si alzo in piedi per complimentarsi dandogli la mano, che lui naturalmente ritrasse con gentilezza ma con molta fermezza. Attimi di silenzio imbarazzato e naturalmente una "figuraccia" e dimostrazione di non conoscere molto del suo interlocutore da parte della ragazza stessa...che era a una delle sue primissime partecipazioni e che in quel momento molti di noi considerarono come una persona che si avvicinava in modo superficiale al nostro ambiente.
    Anni dopo, quella stessa ragazza ha "regalato" all' Area di cui anch'io bene o male (e con molti mal di stomaco, ma certo infinitamente inferiori rispetto a quando stavo in AN )faccio parte, un libro importante come "Una Ideologia dell'Origine, Franco Freda e la controdecadenza."
    Come dire, si cresce, si approfondisce, e , come dicevo nell' altro thread, "nessuno nasce imparato"

  8. #8
    Paul Atreides
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    Riprendo la discussione.

    Un testo fondamentale alla base della teoria antiutilitaria è quello di un grande antropologo, Marcel Mauss.

    Marcel Mauss, ''Teoria generale della magia'', Einaudi, 1991. Contiene, alle pp.153-292, lo scritto ''Saggio sul dono. Forma e motivo dello scambio nelle società arcaiche''.

    Un altro testo decisivo è quello di Karl Polanyi, ''La grande trasformazione'', Einaudi, 1974.

  9. #9
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    In origine postato da Paul Atreides
    ''se però si considerano utilitaristi in senso più ampio tutti i sistemi di filosofia morale epolitica che tentano di dedurre le norme di giustizia a partire dal postulato che gli uomini sono, almeno all'origine, individui egoisti, indipendenti e calcolatori, allora conviene far entrare nel campo di questo utilitarismo ampio la maggior parte delle teorie del contratto sociale e del giusnaturalismo''.
    illuminismo, liberalismo, anarchismo, socialismo, comunismo sono stati e sono utilitaristi. Il nazionalismo, il fascismo ed il tradizionalismo invece hanno respinto espilicitamente l'utilitarismo.

    tutta l'area della dx radicale dovrebbe essere in pectore anti-utilitarista.

  10. #10
    Dalla parte del torto!
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    In origine postato da Felix
    illuminismo, liberalismo, anarchismo, socialismo, comunismo sono stati e sono utilitaristi. Il nazionalismo...
    Beh Felix dipende quale tipo di nazionalismo tu intendi. Perché se parliamo del nazionalismo che l'Italia ha sempre conosciuto é legato a filo doppio con l'utilitarismo economico.
    Un nazionalismo liberale e patriottardo infatti era intimamente legato a doppio filo con la teoria di Bentham:"un buon governante deve rendere i suoi sudditi quanto più contenti possibile".
    D'altronde é sempre complicato definire quando inizia il nazionalismo e quando si conclude l'imperialismo perché secondo le logiche politiche novecentesche anche Bush non può che essere definito come un nazionalista.

    Per quanto riguarda la cultura fascista (quale movimento ha avuto tanti meriti ma non di lasciare una cultura) lascio la parola ad Adriano Romualdi(che pur non condividendolo in toto non si può negare che abbia cercato sempre di risvegliare quest'area dal torpore culturale):

    All'ombra del Littorio, dietro la facciata delle aquile e delle divise, continuò a prosperare una cultura neutra, insipida, talvolta fedele al regime per un intimo patriottismo piccolo-borghese, più spesso in celato atteggiamento polemico e sobillatoria. Oggi sono di moda i memoriali alla Zangrandi in cui alcuni mediocri personaggi della politica e del giornalismo si vantano di aver fatto carriera come fascisti senza esserlo in realtà. È evidente la malafede di questi squallidi figuri ma, tra tante menzogne, una verità rimane: la "cultura fascista", quella ufficiale dei Littoriali della gioventù, dietro a una facciata di omaggi adulatori al Duce, al Regime, all'Impero, restava un miscuglio di socialismo "patriottico", di liberalismo "nazionale" e di cattolicesimo "italiano".
    Sinistra Nazionale!

 

 
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