Da un anno e mezzo Berlusconi, D’Amato e Fazio vanno in giro a raccontare che siamo alla vigilia di un nuovo miracolo economico, che il vero problema del Paese è l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che bisogna spendere invece di risparmiare perchè il futuro ci sorride.
Questo ottimismo propagandistico e irresponsabile, alimentato e condiviso acriticamente dai mezzi di informazione, contrasta con la realtà economica, industriale, finanziaria del Paese. La Fiat arriva a un punto di non ritorno: dopo questa ristrutturazione non sarà più la stessa. Quando una casa automobilistica taglia la produzione del 20-30%, chiude impianti storici, riduce la mano d’opera di un quinto significa che altera le sue dimensioni, le ambizioni, le prospettive. Oggi i vertici della Fiat fanno il lavoro sporco per conto del futuro padrone americano, si apprestano a lucidare gli ottoni in attesa di poter spuntare un prezzo migliore quando presto si siederanno al tavolo con la General Motors per vendere l’auto.

Si comincia con la FIAT e si finisce a vendere il Colosseo??
Quello che sta accadendo alla FIAT è il paradigma dei miracoli bananas.