
Originariamente Scritto da
bodde
come al solito i motorini azzurri si dimenticano metà della storiella...
da Report del 22/10/06
http://www.report.rai.it/R2_popup_ar...068730,00.html
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GIOVANNA BOURSIER (fuori campo)
Sviluppo Italia nasce tra il ’99 e il 2000, pensata dal governo Prodi e realizzata da quello d’ Alema. Ha 9 consiglieri ma se si aggiungono le controllate diventano 176. Doveva attrarre investimenti dall’estero e razionalizzare lo sviluppo al sud. Una specie di nuova cassa per il mezzogiorno. Mette insieme 6 società pubbliche con una dote di porti, villaggi, immobili e un capitale di 2000 miliardi di lire e circa 800 dipendenti. Fino ad oggi Sviluppo Italia ha speso 6 miliardi di euro ha 1600 addetti e 118 società, di cui anche 86 partecipazioni in imprese private: si vada da Raphael, azienda alberghiera di cui è socio anche il governatore siciliano Cuffaro, a Frame società napoletana che fa servizi televisivi, da ITC a Sistex, imprese in fallimento.
NICOLA ROSSI- economista e deputato DS
Doveva fare una sola cosa, che era l’attrazione investimenti, e in realtà quella non l’ha mai fatta o l’ha fatta in misura veramente irrisoria, credo che se si vanno a vedere i risultati sono banali. Perché? Ma perché ha dedicato grandissima parte delle sue risorse e delle sue attività a tutt’altro.
GIOVANNA BOURSIER (fuori campo)
I primi amministratori erano
Dario Cossutta, figlio di Armando, e
Carlo Borgomeo. Solo che
dopo un anno se ne vanno.
CARLO BORGOMEO – Amm. Delegato Sviluppo Italia fino alla fine 2001
Me ne sono andato è un po’ un eufemismo. Ho preso atto con un comunicato stampa del consiglio dei ministri che ho letto sull’Ansa e ho preso atto che ero stato sostituito.
GIOVANNA BOURSIER (fuori campo)
Cambia il governo e cambia la missione.
Su proposta di Giulio Tremonti viene nominato Amministratore Delegato
Massimo Caputi, uno dei manager pubblici più noti d’Italia: vuol dire grandi stazioni ovvero caltagirone e Fimit, società di gestione del risparmio con cui
aveva svenduto parte degli immobili Inpdap, il fondo previdenziale degli statali, senza fare aste pubbliche ma vendendo in blocco con uno sconto del 20%. Questo immobile di piazza Barberini se lo compra Caltagirone, per il quale Caputi oggi lavora. Mentre è a Sviluppo Italia Caputi diventerà anche vicepresidente di Banca Agricola Mantovana e di Paschi gestioni immobiliari, consigliere di Acea, del Monte dei Paschi di Siena, della Luiss, di Linificio e Canapificio Nazionale, di Consorzio Ingegneria per lo Sviluppo, di Sila holding industriale e di Sila holding Plastica.
GIOVANNA BOURSIER
Ma secondo lei è normale che uno stia in più di un Cda di aziende pubbliche, prenda soldi pubblici e ne prenda tanti senza vergognarsi?
MASSIMO CAPUTI - Amm. Delegato Sviluppo Italia fino maggio 2005
Ma guardi se lei fa un’analisi non sono il solo anzi devo dire che questo che i Boiardi di stato devono rimanere chiusi in loro stessi la trovo una cosa che è solamente tradizione un po’ bigotta italiana. I manager pubblici se sono chiamati in altre aziende diversificate, dal lino in giro per il mondo alle aziende bancarie, credo che possano dare solo un contributo di competenza.
GIOVANNA BOURSIER (fuori campo)
Il contributo di competenza dato a Sviluppo Italia dal 2002 al 2005 è stato quello di creare società che oggi sono piene di debiti.
GIOVANNA BOURSIER
Nicola Rossi dice: “si è fatto tutto tranne quello che si doveva”. Penso che l’accusa sia rivolta a Lei?
MASSIMO CAPUTI - Amm. Delegato Sviluppo Italia fino maggio 2005
Guardi Nicola Rossi è una persona competente, forse ha poco tempo per leggere le carte e peraltro lui è stato uno di quelli che ha partorito il progetto Sviluppo Italia quindi se c’è un vizio legislativo all’origine forse bisognerebbe chiederlo anche a lui.
NICOLA ROSSI- economista e deputato DS
Ha avuto una presenza importante nel settore turistico, ha avuto una presenza importante nel settore portuale, per esempio, ma anche lì non si capisce perché...
GIOVANNA BOURSIER (fuori campo)
Secondo Rossi Sviluppo Italia aveva un’altra missione.
NICOLA ROSSI- economista e deputato DS
..che è quella di stare in giro per il mondo ad andare a trovare capitali.
MASSIMO CAPUTI - Amm. Delegato Sviluppo Italia fino maggio 2005
Se vogliono un’agenzia di sviluppo competitiva con quelle mondiali devono fare una legge chiarissima che dica questo. E levi altre competenze eventualmente: non chiamino Sviluppo Italia per salvare le aziende in crisi come fanno continuamente.
Basta ricordare la vicenda Cit.
GIOVANNA BOURSIER (fuori campo)
Il caso Cit è quello della più grande azienda di stato per il turismo. Alla fine degli anni 90 si comincia a privatizzare e Cit vende una parte di agenzie di viaggio a Callisto Tanzi - che finiranno nel crack Parmatour - e poi a un imprenditore varesino, che esportava frigoriferi nel terzo mondo, Gian Vittorio Gandolfi, appoggiato dal banchiere Giuseppe Vimercati. Dopo un paio d’anni Presidente e Amministratore Delegato di Cit diventa
Ubaldo Livolsi, uomo finanza di Berlusconi. Tra i consiglieri anche
Carlo Bernasconi, Presidente della Medusa film, la casa di produzione della Fininvest e Luca danese, nipote di Andreotti, è Presidente di Cit Belgio. Nel 2003 la quotano in borsa, al mercato ristretto.
Nonostante il fiume di contributi pubblici la cit è piena di debiti. I bilanci 2003 e 2004 non vengono certificati (certificazione non opinion con sospensione revisori) e nel 2005 la consob impugna il bilancio 2003 firmato da Livolsi e sospende il titolo. La procura di Milano apre un’inchiesta e anche la procura di Varese sta indagando per truffa aggravata ai danni dello stato. Una delle agenzie di viaggio Cit è a Roma, nel Ministero degli Esteri.
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