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  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da alfonso Visualizza Messaggio
    a parte il fatto che ci sono consulenze che rendono piu di un contratto di lavoro ed impegnano di meno.
    Come dicevo, i consulenti specializzati sono in pratica professionisti sul mercato. Se un ente od una società non ha personale sufficientemente preparato all'interno del suo organico allora può ricorrere al mercato per coprire il suo "bisogno" di professionalità pagando e caro. Diverso è il discorso di quando dietro il contratto di consulenza si cela la volontà di qualcuno di regalare soldi agli amici ma, come detto, la Corte dei Conti che ci sta a fare?

  2. #22
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    Apèroposito di Sviluppo Italia

    si veda cosa e' successo durante il regno banana

    Oct 2006, 11:03
    Corriere della Sera:

    indirizzo: http://www.corriere.it/edicola/econo...COLI&doc=MARRO


    Sviluppo Italia, carica dei dipendenti

    Azioni di lotta sugli organici gonfiati. La solitudine di Rinaldini e la diplomazia di Bonanni

    A cque agitate a Sviluppo Italia anche sul piano sindacale. Tanto più che il governo sembra intenzionato a ristrutturare il gruppo, tagliandone le ramificazioni non corrispondenti alla mission originaria: lo sviluppo d’impresa e l’attrazione degli investimenti nel Mezzogiorno e nelle aree svantaggiate. Al termine di un’assemblea svoltasi giovedì, i lavoratori hanno approvato un ordine del giorno proposto dalle rappresentanze aziendali di Cgil, Cisl e Uil che affaccia l’ipotesi di «azioni di lotta». In sei anni di vita la società del Tesoro ha visto solo nel 2002 alcuni scioperi, ma ora la tensione è arrivata al livello di guardia. I sindacati hanno chiesto il 4 settembre un incontro ai vertici (il presidente è Stefano Gaggioli , l’amministratore delegato Ferruccio Ferranti , il direttore generale Roberto Spingardi , tutti e tre nominati dal governo Berlusconi). Ma l’appuntamento, fissato per il 20 ottobre, è slittato prima al 25 e infine al 7 novembre. Tra l’altro i sindacati vorrebbero chiarezza anche sulla politica delle assunzioni visto che, come spiegano, «nella situazione confusa e nell’indeterminatezza del ruolo agito da Sviluppo Italia, che ha ricadute sull’operatività aziendale, non si è fatto di meglio che occuparsi della ulteriore crescita degli organici, poco comprensibile rispetto all’assenza di reali nuove attività ed al cospicuo patrimonio professionale societario scarsamente conosciuto e valorizzato».
    Dal 2000, anno di nascita della società ad oggi, si sono succeduti ben quattro presidenti e quattro amministratori delegati, ognuno dei quali ha incrementato l’organico del gruppo (due sedi romane, 17 società regionali e 12 di scopo), che è passato da poco più di 800 dipendenti a circa 1.300. Le assunzioni sono continuate anche negli ultimi mesi, sempre a chiamata diretta, come in una società privata, e ovviamente ogni cambio dei vertici è seguito da un’infornata di dirigenti esterni. Insomma: ogni ticket presidente-ad si porta i suoi. «Non vengono mai valorizzati i dipendenti interni, i dirigenti arrivano sempre da fuori mentre abbiamo almeno 200 lavoratori precari», taglia corto Stefano Massari , segretario della Fisac-Cgil di Sviluppo Italia. Ora le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil chiederanno un incontro urgente al governo per discutere del futuro di Sviluppo Italia. Ed è probabile che si rivolgeranno al presidente del Consiglio, Romano Prodi , che fu proprio l’ideatore della società durante la sua prima esperienza da premier.
    e per i parenti :


    04 agosto 2007
    Politica e spese-Il caso
    Se «Sviluppo Italia» è «Sviluppo Parenti»
    In Calabria l’agenzia conta 34 assunti tra figli, fratelli e consanguinei. Di destra e di sinistra
    «Sviluppo Parenti»: tanto varrebbe chiamarla così, la società Sviluppo Italia. Almeno in Calabria. Tra i dipendenti di quella che doveva essere una specie di nuova Iri «ma più moderna, agile ed efficiente» per rilanciare il Sud attirando investimenti esteri, figurano infatti decine di figli, cognati, sorelle, cugini e parenti vari di politici, sindacalisti, giudici. Assunti senza concorso, per chiamata diretta. E decisi a sostenere bellicosamente d'essere stati assunti per brillanti meriti professionali.
    Che la società, al di là della pomposità manageriale della «mission» dichiarata («L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa è impegnata nella ripresa di competitività del Paese, in particolare del Mezzogiorno») sia diventata un carrozzone non è una novità. Lo sostiene il Sole 24 Ore che ne ha chiesto la chiusura perché «sbaraccare sarebbe un segnale di svolta più forte di qualunque riforma annunciata». E lo ha ammesso perfino l’amministratore delegato Domenico Arcuri: «Ho ereditato una farsa, una società con una struttura così elefantiaca che al cospetto la General Motors si intimorisce». Basti ricordare che, in attesa del drastico riordino annunciato, il gruppo è oggi un arcipelago di 181 società dotato di 492 amministratori, in larga parte legatissimi alla politica. Nelle sole «controllate» siedono 168 consiglieri di amministrazione, 93 sindaci e 78 membri degli organismi di vigilanza per un totale di 339 persone. Quanto ai dipendenti, sono 1.719, organizzati in maniera folle: il 63% negli «staff» e solo il 37% nelle «linee», da dove vengono i ricavi. Per non parlare delle gerarchie che, come ha scritto sul quotidiano economico Nicoletta Picchio riprendendo la denuncia dello stesso Arcuri, sono eccentriche: «Un dirigente governa due quadri, tutti e tre comandano 5 impiegati».
    C’è poi da stupirsi se, stando ai dati Luiss Lab, Sviluppo Italia ha attratto investimenti stranieri nel triennio 2003-2005 per un totale di 297 milioni di euro contro i 760 veicolati in un solo anno, nel 2005, dalla omologa di Dublino che potremmo chiamare «Sviluppo Irlanda»? Dentro un quadro come questo, che ha spinto i vertici a giurare su una svolta netta con una riduzione del personale degli «staff» dal 63 al 20 per cento, un taglio di 601 dipendenti e una radicale ristrutturazione delle strutture periferiche, la Calabria merita una messa a fuoco. Se la Sicilia ha due sedi a Palermo e Catania, la Puglia una più due «incubatori» e la Campania ancora una più due «incubatori», l’assai meno popolata Calabria ne ha cinque. Quattro sedi a Cosenza, Crotone, Reggio e Vibo Valentia più un «incubatore» a Catanzaro. Come mai? Tutto «merito», dicono affettuosi gli amici e critici gli avversari, di quello che è stato il patriarca calabrese della società: Francesco Samengo. La cui biografia merita qualche riga perché rappresenta plasticamente le contraddizioni della macchina pubblica. Venti anni fa venne infatti passato allo spiedo dagli ispettori mandati dall’allora governatore della Banca d’Italia Carlo Azeglio Ciampi a capire come diavolo avesse fatto la «Carical» (Cassa di Risparmio di Calabria e di Lucania), a lungo feudo della Democrazia cristiana e pilastro d’una politica spendacciona e clientelare, a inabissarsi in una voragine di mille miliardi di debiti. Saltò fuori di tutto.
    Mutui accordati per pagare assegni protestati. Altri accordati accendendo due o tre ipoteche sulla medesima casa. Conti in rosso da incubo tollerati in base a «una buona impressione soggettiva ». Fidi da tre miliardi di lire dati per «finanziamento campagna pesche e pomodori » a un tipo che assicurava (e nessuno controllò se fosse vero) che avrebbe avuto un contributo europeo. Prestiti astronomici concessi «in attesa incasso contributo della Regione Calabria» nonostante fosse stata accertata «l’inesistenza della contabilità interna» del cliente. Una gestione scellerata. Che sfociò in un tormentone processuale evaporato tra rinvii e assoluzioni, rinvii e prescrizioni. E in una causa civile, con richiesta di danni per 80 milioni di euro, contro vari amministratori tra i quali appunto Samengo. Allora ras della banca a Cassano Jonico. Dove una casalinga (Angelina Lione) era arrivata ad avere un mutuo dando in garanzia «costruzioni abusive» e a ottenere finanziamenti vari, secondo Bankitalia, «denunciando un patrimonio netto di 4,3 miliardi esistente solo nella sua mente». Altri, in Paesi seri, sarebbero stati spazzati via. Samengo no. E dopo qualche anno di apnea, grazie all’appoggio dell’Udc («io non ne so niente di niente», giurò Giulio Tremonti) si ritrovò nel 2002 promosso ai vertici nazionali di Sviluppo Italia da quello stesso Stato che da lui avanzava i soldi della Carical. Bene.
    Ricostruito il quadro, il giornale La Provincia Cosentina ha sparato nei giorni scorsi a tutta pagina un’inchiesta di Gabriele Carchidi. Con un elenco di 34 «assunzioni clientelari riconducibili ai politici di destra e sinistra, uomini di legge e dirigenti ». Figli, nipoti, cognati, cugini... Ed ecco Nerina Pujia, figlia del potente ex parlamentare della Dc Carmelo. Carlo Caligiuri, figlio dell’ex consigliere regionale diessino Enzo. Cecilia Rhodio, figlia dell’ex presidente regionale democristiano Guido. Paola Santelli, sorella dell’ex sottosegretario alla Giustizia e oggi deputata azzurra Jole. Marco Aloise, candidato sindaco per An a Paola nel 2003. Luigi Camo, figlio dell’ex senatore ulivista Geppino, oggi presidente della Sorical. Giovanna Campanaro, nipote dell’ex deputata democristiana e oggi «loierista» Annamaria Nucci (ora assessore comunale a Cosenza) e dell’ex assessore regionale Giampaolo Chiappetta.
    E poi ancora Andrea Costabile, nipote dell’ex assessore regionale e attuale senatore Udc Gino Trematerra. Ed Emilio De Bartolo, assessore comunale diessino di Rende, figlio dell’ex assessore ed ex preside della Facoltà di Economia all’Unical Giuseppe. E Giada Fedele, moglie del casiniano vicepresidente del Consiglio regionale Roberto Occhiuto. E Sandro Mazzuca, assunto con la moglie Fausta D’Ambrosio per la felicità dello zio acquisito Pino Gentile, consigliere regionale azzurro. E Antonio Mingrone, nipote dell’ex deputato forzista G. Battista Caligiuri. EGiovanna Perfetti, figlia dell’ex consigliere regionale buttiglioniano Pasqualino. E via così. Qualcuno, seccato, s’è precipitato a precisare. Paola Santelli assicura che l’assunzione è precedente all’elezione della sorella Jole in Parlamento. Il senatore mussiano Nuccio Iovene che suo fratello Daniele lavorava da anni «alla Società per l’imprenditoria giovanile» assorbita da Sviluppo Italia. Altri hanno fatto spallucce. Macché scandalo, così fan tutti...
    Gian Antonio Stella
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    ma Tremonti non c'era , se c'era dormiva e comunque non sapeva!
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da Max72 Visualizza Messaggio
    Guarda, possiamo star qui a menarcela sulla corte dei conti e quel che vuoi, ma la figura di merda la stanno facendo tutta.....

    Sviluppo Italia è già bollata ampiamente d'infamia per conto suo, se poi al posto di chiudere baracca e burattini, ci infilano dentro il figlio del potente di turno, vuol dire che hanno perso qualsiasi diritto possibile(e non adesso, ma all'incirca da quando si sono insediati grazie anche ai nostri voti) di fare la morale al CDX.

    In certe cose, dovrebbero essere i primi a manifestare coerenza(fissando leggi che impediscano il nepotismo in qualsiasi lettura), ma a quanto pare, se ne fottono altamente.

    Però i figli di Berlusconi

  4. #24
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    Da una parte, abbiamo chirurghi pediatrici che lavorano in flessibilità(oltretutto, assolutamente contro ogni banale istinto atavico insito nel nostro DNA, visto che oltre a dover curare esseri umani, intervengono sui nostri "cuccioli" assicurando continuità alla specie) per i quali si fatica a trovare i soldi per assunzioni a tempo indeterminato, poi abbiamo persone come Anna che a 90 anni, stomizzate e con patologie assortite, alle quali non si riesce nemmeno a trovare un posto decente in una casa di cura, o un medico che assicuri continuità di cure assidue e domiciliare ad una stomizzata 90enne.....ma per pagare una cnsulenza al figlio di Visco, dei tanti Visco, casualmente una brancata di qualche migliaio di euro, per inserirli nel sistema e migliorare il loro curriculum vitae per il futuro , si trovano sempre.


    E' una vergogna, dovrebbero porvi rimedio, invece rompono le palle ai loro nemici e poi fanno lo stesso o di peggio.

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da Max72 Visualizza Messaggio
    Guarda, possiamo star qui a menarcela sulla corte dei conti e quel che vuoi, ma la figura di merda la stanno facendo tutta.....

    Sviluppo Italia è già bollata ampiamente d'infamia per conto suo, se poi al posto di chiudere baracca e burattini, ci infilano dentro il figlio del potente di turno, vuol dire che hanno perso qualsiasi diritto possibile(e non adesso, ma all'incirca da quando si sono insediati grazie anche ai nostri voti) di fare la morale al CDX.

    In certe cose, dovrebbero essere i primi a manifestare coerenza(fissando leggi che impediscano il nepotismo in qualsiasi lettura), ma a quanto pare, se ne fottono altamente.
    Mi premeva solo precisare che gli organi addetti al controllo ci sono, facciamoli lavorare. Per quel che riguarda il ragionamento invece hai ragione da vendere.

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da Alex il Rosso Visualizza Messaggio
    Mi premeva solo precisare che gli organi addetti al controllo ci sono, facciamoli lavorare. Per quel che riguarda il ragionamento invece hai ragione da vendere.

    Si ma vedi, il punto è che la corte dei conti, in questi anni e governi, ha avuto ampiamente il tempo per valutare l'estrema essenzialità di queste strutture, ma Sviluppo Italia(o Sviluppo Infigati che tra l'altro suona meglio) non è ancora stata segata da nessuno.


    Onestamente, inizio a dubitare leggermente che la corte dei conti abbia tutta questa voglia di risolvere il problema, e magari la reputo piu' incline ad accettare o limitarsi a segnalare senza che poi vengano presi provvedimenti.

  7. #27
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    Citazione Originariamente Scritto da Max72 Visualizza Messaggio
    Si ma vedi, il punto è che la corte dei conti, in questi anni e governi, ha avuto ampiamente il tempo per valutare l'estrema essenzialità di queste strutture, ma Sviluppo Italia(o Sviluppo Infigati che tra l'altro suona meglio) non è ancora stata segata da nessuno.


    Onestamente, inizio a dubitare leggermente che la corte dei conti abbia tutta questa voglia di risolvere il problema, e magari la reputo piu' incline ad accettare o limitarsi a segnalare senza che poi vengano presi provvedimenti.
    Cioè, in pratica una cosa così :



    Dal 1948 Tiene i rapporti Tra Govermo e Fao

    Il mistero dell'ente fantasma che costa 750mila euro.

    Dal 1990 LA CORTE dei conti lo considera un classico ente inutile, ma non riesce a convincere le autorità competenti a fare il passo decisivo, lo scioglimento.Il misterioso organo ridondante,si chiama Comitato Nazionale per il collegamento fra il goerno italiano e la Fao.E' stato istituito nel 1948 con il compito di cordinare le attività del Ministero dell'agricoltura con l'agenzia delle Nazioni Unite che lotta contro la fame nel mondo.Negli anni successivi si sono aggiunti alle sue teoriche competenze anche i rapporti con l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico(Ocse)e con il Consiglio d'Europa.
    Dal 1984 al Comitato è stato destinato un finanziamento annuale di 550 milioni di lire.Il 16 novembre del 2005 il Collegio amministrativo dell'ente ha chiesto che lo stanziamento fosse elevato a 750 mila euro "secondo parametri Istat".

    AI MAGISTRATI
    della Corte dei Conti si sono rizzati i capelli.
    In "sede di valutazione dell'efficienza e funzionalità-scrivono nel rapporto sull'attività del comitato nel 2006- questa Corte nelle relazioni agli anni dal 1990 al 1998 aveva prospettato l'oppurtunità della sua soppressione".
    Negli anni successivi non è cambiato nulla:
    "L'attività è stata modesta, inadeguata e non sempre strettamente conforme ai compiti istituzionali".Il bilancio del 2005 è stato analizzato dai giudici contabili sulla base di documenti non ancora approvati dallo stesso Comitato.
    Nello stesso anno l'ente si è rigalluzzito in coincidenza con le celebrazioni per il sessantesimo anniversario della Fao.Una fiammata che non ha cambiato il giudizio dei magistrati contabili.Al contrario la Corte indurisce il suo verdetto.Ma, a quanto pare,l la regola generale è confermata : gli enti pleonastici hanno sette vite.

    Lorenzo Bianchi.


    Fonte :
    Il Giorno, Domenica 8 Luglio 2007, pagina 2.

  8. #28
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    Predefinito Visco jr: c'è un posto per te

    Visco jr: c'è un posto per te
    Assunzioni eccellenti a Sviluppo Italia



    Risanare prima di tutto. E magari assumere anche qualche nome eccellente. Come quelli, segnalati dal Sole-24 Ore, di Gabriele Visco e Bernardo Mattarella. Domenico Arcuri è stato chiamato alla guida di Sviluppo Italia, società privata del ministero del Tesoro con una missione da svolgere: fare pulizia, tagliare qua e là per mettere a dieta una struttura, quella della holding di Stato, "elefantiaca" per stessa ammissione del manager laureato alla Luiss.

    Libertà di azione per l'ad di Sviluppo Italia dunque. Anche se scorrendo la lista dei nomi dei nuovi assunti qualche dubbio verrebbe. Uno si chiama Gabriele Visco, figlio di Vincenzo, viceministro dell'Economia e come tale uno dei controllori di Sviluppo Italia. Gabriele è un esperto di comunicazione e fino a pochi mesi fa lavorava in Telecom Italia. Per lui un ricco contratto di consulenza.

    L'altro si chiama Bernardo Mattarella, nipote di Sergio, parlamentare ulivista ed ex ministro della Difesa. Per lui un contratto da dirigente nella divisione Finanza, ruolo che prima ricopriva a Banca Nuova. I curricula ci sono: nulla da obiettare. Ma sono sempre figli, nipoti di ministri che dalla cosa pubblica dovrebbero tenersi ben lontani: non per demeriti, ma per bon ton. Qui invece succede che il controllato assume addirittura il figlio del controllore. E poi i nostri governanti si lamentano se dei giornalisti li chiamano casta....

  9. #29
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    avanti un altro.....continua la gara di fa peggio. come si fa a si tanto padre negare un posto...al figlio.....ma di quant'è la prebenda?

  10. #30
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    Al riguardo c'è un 3ad già aperto.
    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=363731
    Ad ogni modo Visco jr non è stato assunto, gli è stato stipulato un contratto di consulenza.

 

 
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