Buongiorno,
come Associato Thule Italia mi permetto di riportare alcune considerazioni in merito a quanto da Voi evidenziato, ringraziando innanzitutto chi apprezza i nostri contenuti, sia dei siti regionali, sia del sito nazionale.
Incomincio ripetendo alcuni brani tratti dall'articolo "Europa dei popoli o Europa degli Stati?" steso dallo stesso Referente di Thule Lombardia nella nostra rivista Thule-Italia di giu-ago '07:
"...il concetto di Stato unitario con quello di popolo omogeneo;
escludendo in questo modo qualsiasi specifi cita regionale
profonda all’interno dei grandi Stati dell’Europa occidentale;
tutt’al piu sminuendone la portata e l’importanza, come avveniva
per la Corsica, la Scozia o la Catalogna, o ne valutava solo gli
aspetti estremi, come per il terrorismo basco; senza pero degnarsi
di comprenderne le motivazioni storiche. O semplicisticamente
attribuendogli un’importanza marginale, e meramente
folkloristica, nella formazione della civilta europea.
Qui stava la cecita culturale.
Quello che pero mi stupiva in quegl’anni era sentir spesso parlare
di “diritto ad uno Stato libero”, quando a chiederlo erano croati
o ceceni, mentre si levavano alte grida di disappunto quando,
in Italia ad esempio, cominciava a farsi largo l’idea che l’unita
della penisola non fosse avvenuta in modo cosi consensuale
ed entusiastica, da parte di molti di quei popoli che, forse, si
sentivano piu legati al Regno di Napoli o agli Asburgo, anziche
ben accogliere la rapace annessione sabauda."
In sintesi appare problematico stabilire quali saranno gli sviluppi
politici del prossimo futuro; anche se diversi fattori tendono
ad indicare una radicale, e forse defi nitiva, crisi del “sogno”
d’integrazione continentale che era stato pianifi cato ai tempi
della Comunita Economica Europea. Il declino dei grandi
Stati/nazione euro-occidentali e lo stano miscuglio d’orgoglio
identitario, e di voglia d’integrazione nella U.E., degli Stati ex
comunisti puo prospettare solo un mutamento del concetto
stesso di “Europa”, concetto non piu improntato ad una
fusione di burocrazie nazionali, tramite un vincolante trattato
costituzionale o da regole economiche neo-liberiste; ma da
una consapevole adesione di popoli autonomi legati da patti di
solidarieta reciproca e di difesa sia delle singole specifi cita, che
della piu ampia cultura e tradizioni della civilta europea.
Dunque un’Europa di popoli affini."
come si puo' arguire, le posizioni di alcuni di noi inerenti gli stati nazionali di derivazione massonico-giacobina sono abbastanza chiare. E' pur vero che al nostro interno vi possono essere discussioni in merito a cio', ma siamo felici che tali scambi di idee siano solitamente costruttivi e non si vada avanti a meri solgan.
Fra l'altro comunità richiede identità, ed e' questo il vincolo fondamentale affinchè si creino nuove nazioni che siano organicamente strutturate e fiere ma che nello stesso tempo sia consapevoli che la nuova sfida richiede forze in campo che necessitano di federazioni collaborative contro i vecchi e nuovi affossatori dell'identità Europea.
Per esempio, dal punto di vista energetico, il problema deve essere affrontato su ampia scala se si vuole continuare a mantenerel o stesso ritmo produttivo di merci/Beni altrimenti, se si vuole perseguire una via di decrescita ed autarchia, nella nuova etnonazione occorre ridimensionare le proprie aspettative in merito allo stile di vita, stile di vita che non sarebbe piu' lo stesso.
Questo in forma esemplificata.
In merito alla domanda se la sede centrale e' a Roma la riposta e' che non esiste sede centrale ma esistono Sedi Regionali. La riunione nazionale e' stata fatta quest'anno nel Nord.
Siamo intervenuti con piacere, apprezzando moltissimo i contenuti, ad alcuni dibattiti al Triskele organizzati o dall'Insorgente o dall'Associazione "Duma nunch".
Riteniamo che queste energie che si stanno liberando possano essere il germe di una nuova rinascita europea a patto di non scendere a patti con la borghesia neolibersita tipo Lega che vuole restringere un limes esclusivamente per l'aspetto tasse, come se al sopravvivenza de i popoli Europei sia riconducibile a quanti SUV compri.
Thule Italia perchè la nostra zona di lavoro e' l'Italia e perchè lo Statuto Associativo deriva da una legilsalzione di competenza Italiana. Sarebbe per noi decisamente difficile produrre articoli in Olandese o in Occitano.
In conclusione penso che piu' che la parola Italia siano importanti i contenuti e la Weltanschauung condivisa che, scusate, non e' paglia.