Il ritiro britannico imbarazza gli Usa. Visita a sorpresa del ministro degli Esteri francese a Bagdad.

LONDRA - Cresce la rabbia e la frustrazione dei vertici militari americani nei confronti delle truppe britanniche dispiegate a Bassora, accusate dai generali Usa di non aver fatto un buon lavoro nel Sud dell'Iraq, e di star pianificando un'uscita di scena in fretta e furia. Lo scrive il Sunday Telegraph, mentre Stephen Biddle, uno dei principali consiglieri di George W. Bush, prevede che il ritiro britannico dal Sud dell'Iraq sarà «duro e imbarazzante» e somiglierà in tutto e per tutto a una sconfitta. Un segnale della crescente frustrazione americana, dice il Telegraph, si sarebbe manifestato durante una recente riunione dei capi militari americani con il generale britannico Jonathan Shaw, capo delle truppe Gb a Bassora. Così un alto ufficiale Usa ha descritto la riunione: «È insopportabile, Cristo santo! Viene lì e fa la lezione a tutti su come combattere contro un'insurrezione. Tutti hanno alzato gli occhi al cielo, quando ha citato ancora l'Irlanda del Nord. Sarebbe ok se fosse il primo della classe, ma ora è l'ultimo. Tutti stanno facendo le cose meglio, eccetto lui».
Gli americani non nascondono il risentimento verso i britannici, che ai loro occhi, con il previsto ritiro danneggeranno la strategia Usa dell'aumento delle truppe contro la guerriglia, che per Washington sta funzionando. Il governo di Gordon Brown intende presentare il ritiro come un quieto passaggio di consegne alle forze irachene. A novembre, tutti i reparti britannici (5.500 uomini) si concentreranno nella base all'aeroporto di Bassora, in attesa di andarsene. Ma per i comandi Usa, gli alleati finora più fidati stanno «tagliando la corda», secondo quanto scrive il Telegraph, lasciando una città nelle mani delle milizie sciite che combattono tra loro, uno scontro che potrebbe determinare le sorti del governo del Paese e dell'intero Iraq. «È un ritiro deciso a causa della situazione politica in Inghilterra», dice un alto ufficiale americano. Una fonte vicina al generale americano David Petraeus, che sovrintende alla nuova offensiva Usa, spiega: «In poche parole, i britannici hanno perso Bassora, se mai l'hanno avuta. La Gran Bretagna è in difficoltà per mancanza di sostegno politico a casa. Gli americani sono delusi perché pensano che si possa vincere... questa storia lascerà un'ombra sulle forze armate britanniche».
Che la scelta della Gran Bretagna di andarsene dall'Iraq abbia contrariato Washington, lo dicono anche le parole di uno dei principali consiglieri militari del presidente Bush, che ha avvertito le forze britanniche che il loro ritiro dall'Iraq equivarrà a una sconfitta, visto che sarà «difficile ed imbarazzante».
Intanto Bernard Kouchner, il ministro degli Esteri francese, è arrivato a Baghdad ieri per una visita a sorpresa di tre giorni. Non ha scelto un giorno qualsiasi, ma quello del quarto anniversario dell'attentato nella capitale irachena che causò la morte di Sergio Vieira de Mello, rappresentante speciale del segretario generale dell'Onu, e di altri funzionari. Nel corso della cerimonia davanti alla sede delle Nazioni Unite, il ministro francese ha deposto una corona di fiori ai piedi di un monumento alla memoria delle vittime. «De Mello era un amico personale di Kouchner», ha riferito un portavoce. Ufficialmente Kouchner è in Iraq «per esprimere la solidarietà della Francia al popolo iracheno e per ascoltare i rappresentanti dell'insieme delle comunità, nessuna esclusa». La visita di Kouchner a Baghdad è destinata forse ad aprire nuovi scenari, qualche giorno dopo la risoluzione approvata dal Consiglio di sicurezza dell'Onu per l'ampliamento del ruolo delle Nazioni Unite in Iraq - la cui presenza era solo simbolica da quattro anni - e in vista di un graduale ritiro dei soldati americani a partire dal 2008.