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Discussione: Oswaldo Bot

  1. #1
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    Predefinito Oswaldo Bot

    Proposta della destra piacentina: una scultura di Bot al posto della ferraglia arrugginita posta su una rotonda

    La fiamma tricolore sostiene fermamente l’iniziativa di Pino De Rosa e Maurizio Callegari, i quali hanno fatto pressioni per sostituire la ferraglia arrugginita sulla rotonda di via Taverna a Piacenza con una scultura dell’artista futurista piacentino Oswaldo Bot, idea divenuta proposta concreta grazie ai noti artisti Marco Garatti, Davide Ferraris e Gian Luigi Zoncati.
    Lo stesso proposito fu inserito nel programma elettorale della nostra lista alle ultime amministrative, che rappresenta ancora oggi la linea ideale per le idee e i progetti da realizzare sul territorio nei prossimi anni.
    In un momento di imbarbarimento e perdita di valori, la riscoperta della nostra cultura è di fondamentale importanza, per questo siamo convinti della possibilità della nostra area di lavorare in collaborazione con chiunque sia intenzionato a proseguire su questa strada, per fornire alla città una forza sociale e culturale che possa definirsi realmente tale.
    Tornando al nostro programma, questo è solo uno dei punti che intendiamo affrontare, tra i quali la legge sul mutuo sociale per il diritto alla proprietà della casa e proposte di contrasto ai fenomeni migratori.
    Una delegazione della fiamma tricolore sarò presente domani alle ore 11 presso la rotonda per l’intervista a Pino De Rosa.

    Bruno Galazzi
    Segretario provinciale fiamma tricolore



    Notizia apparsa nei giorni scorsi su:
    http://www.piacenzanight.com/sezione...o.asp?cod=1577
    http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=56945

  2. #2
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    Predefinito

    A breve una raccolta di firme per recuperare un affresco di Bot a Carpaneto P.no che ritrae la marcia su Roma, offuscato dai "democratici" politicanti della prima repubblica





    http://www.provincia.piacenza.it/lipi/pag_art/bot.htm


    Nato a Piacenza nel 1895, vi morì nel 1958, dopo più di trent’anni di attività.
    Come pittore futurista della seconda ondata, legato all’ambiente milanese, nel decennio 1928-1938 fu protagonista di formidabili polemiche che insieme alla presenza a Piacenza di Mario Cavaglieri (1921-1925) contribuirono a svecchiare l’ambiente, condizionato dall’ascendente del quale godevano gli epigoni della pittura di tradizione, Francesco Ghittoni e Pacifico Sidoli.
    Bot, nome di battaglia (Barbieri Osvaldo Terribile), inventato ancora prima dell’adesione al movimento futurista, non aveva avuto maestri, anche se egli amava precisare d’aver frequentato l’Accademia Ligustica di Genova. Suo rivale, in loco, Luciano Ricchetti, da lui accusato di «passatismo», con il quale, però, divise lo studio nel 1942, dopo che Ricchetti s’era affermato in campo nazionale vincendo il primo premio Cremona (1939) e partecipando per invito alla Biennale di Venezia.
    Innumerevoli le personali di Bot, consacrate dalle Biennali di Venezia del 1930 e del 1932, dalle Quadriennali romane e dalle mostre futuriste di Milano e di Roma, comprese quelle dell’aeropittura (si vedano, per questo, le tempere del 1934 nel castello di Carpaneto, adibito a scuola, ora sede del municipio). Nel gusto di Lorenzo Viani eseguì numerose xilografie o sfumografie, che raccolse in cartelle, secondo i soggetti (genere realistico, parodistico, grottesco, africano, quando visse per un paio d’anni in Libia, ospite di Italo Balbo).
    Tutta la sua vita fu un esperimento, con risultati disuguali. Forse i migliori li ottenne quando si trovò di fronte al vero, quando lo affrontò con umiltà.
    Con genialità e gusto si dedicò anche alla scultura, in particolare alla ferroplastica.
    Nel 1980 l’Amministrazione Comunale di Piacenza gli dedicò una mostra in Sant’Agostino.
    Alcuni suoi dipinti sono conservati nella Galleria Ricci Oddi di Piacenza.

    Bibl.: F. Solmi-G. Pantaleoni, Bot (catalogo della mostra in Sant’Agostino), Piacenza 1980; F. Arisi, Bot a colori, Piacenza, Casa d’arte Oppizzi, 1985; F. Cattani, Osvaldo Bot e i suoi "Legni Africani" nella mostra del 1938, in "Strenna Piacentina 1990", pp. 164179; M. Pasquali-E. Crispolti, Osvaldo Bot, opere 1925-1958, Piacenza, Galleria Braga 1990.
    http://www.freeforumzone.com/viewforum.aspx?f=56945

 

 

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