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  1. #11
    Bart Colleoni
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    Citazione Originariamente Scritto da albertob Visualizza Messaggio
    La mia era una provocazione , l'importante è non creare un incidente diplomatico , poi per me va bene tutto.
    Se la legge in Iran è quella può pure sembrare a tutti noi una follia , ma è pur sempre la loro legge .
    ok...io torno a picche....come si fà a valutare l'omosessualità di qualcuno?esiste una scala?si prendono punti in base a come ci si veste ci si muove etc etc etc...vorrei che i vari indignati che prima lacrimavano per la situazione di questa ragazza mi rispondessero,visto il fatto poi che forse lInghilterra in fatto di assistenza ai rifugiati può solo insegnare al resto del mondo...

  2. #12
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    La convenzione di Ginevra dice che basta solo il ragionevole sospetto di persecuzione nel paese di origine.

  3. #13
    Bart Colleoni
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    Citazione Originariamente Scritto da ragazzosemplice Visualizza Messaggio
    La convenzione di Ginevra dice che basta solo il ragionevole sospetto di persecuzione nel paese di origine.
    Tradotto?Se io mi spaccio per omosessuale dicendo di aver subito angherie nel mio paese d'origine dove stà il ragionevole dubbio?credere alle mie parole? valutarle?servono dei segni sul corpo?quando uno diventa ragionevolmente omosessuale?

  4. #14
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    Predefinito Valutazione?

    Citazione Originariamente Scritto da Bart Colleoni Visualizza Messaggio
    ok...io torno a picche....come si fà a valutare l'omosessualità di qualcuno?esiste una scala?si prendono punti in base a come ci si veste ci si muove etc etc etc...vorrei che i vari indignati che prima lacrimavano per la situazione di questa ragazza mi rispondessero,visto il fatto poi che forse lInghilterra in fatto di assistenza ai rifugiati può solo insegnare al resto del mondo...
    Semplice: o si è o non si è. Poi il poco o molto è un'altra cosa. Comunque lapidare chi fa sesso come gli pare è roba da basso medioevo. Ovviamente capita dove comandano i preti.

  5. #15
    Bart Colleoni
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    Citazione Originariamente Scritto da Hatukase Visualizza Messaggio
    Semplice: o si è o non si è. Poi il poco o molto è un'altra cosa. Comunque lapidare chi fa sesso come gli pare è roba da basso medioevo. Ovviamente capita dove comandano i preti.
    e che c'hai il radar????

  6. #16
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    PRESSING SU LONDRA, BUONE SPERANZE PER PEGAH»
    La viceministra degli Esteri Sentinelli: «Attivati tutti i canali diplomatici per evitare
    sabato 25 agosto 2007 , di L'Unità

    di Umberto De Giovannangeli

    «SIAMO IN CONTINUO contatto con la nostra ambasciata a Londra. Attraverso i canali diplomatici stiamo agendo perché il governo britannico non consegni Pegah Emambakhsh alle autorità iraniane. Abbiamo fondate speranze che queste pressioni

    vadano a buon porto. Ma ciò non toglie che in caso negativo, sarà nostro dovere fare un ulteriore passo verificando tutte le possibilità per offrire asilo a Pegah». A sostenerlo è Patrizia Sentinelli, vice ministra degli Esteri con delega alla Cooperazione internazionale. «Questa vicenda - sottolinea - mi sta particolarmente a cuore perché si tratta di un caso così platealmente lesivo dei diritti umani e delle libertà anche nel campo dell'orientamento sessuale».

    Cosa può fare la diplomazia italiana per salvare Pegah Emambakhsh?

    «Direi cosa stiamo già facendo: il nostro ambasciatore a Londra è già mobilitato e sta seguendo la vicenda con grande attenzione. Sono aperti anche altri canali diplomatici diretti sia con il Foreign Office che con Downing Street. La nostra è una corsa contro il tempo: sappiamo infatti che se il prossimo 28 agosto Pegah verrà rimpatriata, l'uccisione per lapidazione diverrebbe una tragica realtà…».

    Qual è dunque la strada che la diplomazia italiana ritiene percorribile?

    «È quella di convincere il governo britannico a riconoscere lo status di rifugiato a Pegah Emambakhsh. In questa direzione, voglio sottolinearlo ancora, ci stiamo muovendo in queste ore e confidiamo che questo obiettivo possa essere raggiunto, perché la tutela dei diritti umani è portata avanti da Londra e quindi anche questo caso dovrà risolversi positivamente. Non va dimenticato in proposito che i gay in fuga da Paesi, come l'Iran, dove l'omossesualità è punta con al pena di morte sono protetti dalla Convenzione di Ginevra, e per la precisione dall'articolo 1 , in base al quale rientrano nella categoria di "speciale gruppo sociale" e in questa veste possono ottenere lo status di rifugiati e chiedere asilo. È questo uno degli argomenti che sorreggono la nostra pressione su Londra. Ma perché questi sforzi diano buon esito c'è bisogno di una duplice iniziativa…».

    Di quella diplomatica abbiamo parlato. Qual è l'altra iniziativa?

    «È la mobilitazione dell'opinione pubblica. In Italia come in Gran Bretagna. Di straordinaria importanza, anche a sostegno della nostra iniziativa diplomatica, è la mobilitazione condotta da ArciGay, Arcilesbica e dal Gruppo Everyone. Ed è altrettanto importante il contributo dell'informazione: dopo diversi giorni di silenzio, la vicenda di Pegah sta trovando spazio anche nella stampa britannica. L’onda lunga da Roma e arrivata a Londra...In questo caso, la diplomazia degli Stati e quella dei popoli possono convergere in uno sforzo comune: salvare la vita a Pegah. Mi lasci aggiungere che questa vicenda mi sta particolarmente a cuore perché si tratta di un caso così platealmente lesivo dei diritti umani e delle libertà anche nel campo dell'orientamento sessuale. Tanto più perché ho fatto di questo elemento - i diritti umani, la libertà di scelta delle donne - un punto centrale della iniziativa di Cooperazione. Per quanto riguarda poi il tema dell'omosessualità - che certamente anche in Italia non è assunto pienamente dalle nostre politiche - va fatto di più e in tutto il mondo. E ci tengo a sottolineare in tutto il mondo…".

    Perché questa sottolineatura?

    «Per due ragioni fondamentali: la prima, perché l'omofobia non è un problema solo nel mondo musulmano. Pensiamo, solo per citare episodi recenti, agli attacchi e alla repressione verso i Gay pride a Mosca e in altre realtà dell'Est europeo; così come molti passi in avanti devono essere fatti anche nei Paesi occidentali, non solo sul piano politico-legislativo ma anche su quello culturale. La tutela del rispetto dei diritti umani non può essere a intermittenza né essere piegata a pregiudizi di carattere ideologico. La seconda ragione, è che non vorrei che la vicenda di Pegah venisse usata da chi è impegnato a lanciare una crociata antimusulmana. Evitiamo queste crociate, sbagliate in sé e, in questo caso, esiziali anche per la sorte di una donna. Perché oggi l'obiettivo di tutti non è imbastire un processo all'Islam omofonico, ma trovare la strada giusta per salvare la vita a Pegah. Una vita a rischio».

    La priorità assoluta è oggi salvare la vita di Pegah. Ma da questa vicenda quale indicazione generale dovrebbe trarre l’Italia?

    «La vicenda di Pegah ci dice che la questione diritti umani-omossesualità è aperta in tutto il mondo. Non possiamo essere mai tranquilli giudicando gli altri Paese. Anzi, penso proprio che dovremmo batterci in tutte le sedi internazionali perché fra i diritti da tutelare vi siano anche quelli delle persone gay, lesbiche e trans».

  7. #17
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    Predefinito Asilo politico per Pegah Emambakhsh

    Il Nuovo Partito d’Azione, chiede al Governo Italiano, di concedere asilo politico a Pegah Emambakhsh la donna iraniana condannata a morte nel suo paese a causa della sua dichiarata omosessualità.
    La donna, rifugiatasi in Gran Bretagna nel 2005 si trova ora rinchiusa in un centro di detenzione in attesa di essere estradata perché le autorità del Regno Unito, non le hanno riconosciuto lo status di rifugiata politica.
    Se questa estradizione prevista per il 28 agosto si concretizzasse, Pegah in Iran, verrebbe condannata a morte per lapidazione.
    Ci auguriamo che le autorità britanniche possano rivedere e correggere questa decisione che causerebbe la morte di una persona solamente per il fatto di esercitare lo proprie preferenze sessuali.
    In alternativa, auspichiamo che questa battaglia di civiltà, venga intrapresa dalle autorità italiane, concedendo a Pegah, asilo politico nel nostro paese.

  8. #18
    Bart Colleoni
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    Ok...non vedo ancora una risposta alla mia domanda....partiamo da un presupposto,se si parla di questo caso concordo con le azioni per tentare di salvare questa persona,se dobbiamo parlare dal punto di vista legislativo invece trovo abbastanza ipocriti fare pressione diplomatica sull'Inghilterra per obligarla a promulgare una legge che consenta praticamente a chiunque di ottenere lo status di rifugiato....lo status di "speciale gruppo sociale" non è legato solo alla possibilità o meno di rischiare la morte per legge ma anche a quei paesi (es. Colombia) in cui la si rischia per altre ragioni...quindi a quel punto come discernere ripeto chi è omosessuale da chi invece finge di esserlo sperando di pottenere qualcosa?

  9. #19
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    Quando l'Italia offrì giustamente asilo all'afgano che s'era convertito al cristianesimo nessuno fece polemiche. MEntre per gli omosessuali che rischiano la vita perchè queste cavilli pretestuosi?

  10. #20
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    L'italia può solo contribuire a rendere ancora più rapida la fine di questa donna e sanguinoso il suo martirio, è quello che vogliono gli iraniani con queste provocazioni.

    Non dobbiamo più scandalizzarci di quello che avviene in Iran ma solo isolarli dal resto del mondo come fossero appestati.
    E' ormai dimostrato che queste continue provocazioni di intolleranza servono propio per cercare la reazione del mondo occidentale e dar pretesto agli integralisti d'esasperarle ulteriormente col consenso popolare e quello culturale, sempre che ci sia cultura in quello schifo di pseudociviltà.
    Che devono fare gli iraniani che non ci stanno? Non certo cercare la nostra solidarietà a parole e denunce che è del tutto controproducente ma lottare e sacrificarsi direttamente per la libertà, noi al massimo li potremo aiutare fornendogli in segreto le armi, l'Iran è ormai un Paese perduto.

 

 
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