L'organizzazione al momento non ha rivendicato l'attentato
BILBAO
Un’autobomba è saltata in aria la notte scorsa a Durango, nei Paesi Baschi spagnoli, davanti a una caserma della Guardia Civil: si tratta del primo attentato nella regione da quando, lo scorso 5 giugno, i separatisti dell'Eta revocarono il cessate-il-fuoco unilaterale da essi stessi proclamato quindici mesi prima. Non risultano rivendicazioni per l’attacco dinamitardo, ma l’Eta è solita comunque attribuirso le proprie azioni soltanto parecchio tempo dopo la loro esecuzione. Secondo l’emittente radiofonica spagnola Cadena Ser, due agenti sono rimasti feriti in modo lieve a causa dell’esplosione.
L’attentato è avvenuto intorno alle 3 e mezza del mattino: il veicolo imbottito di esplosivo era stato lasciato in sosta in un parcheggio antistante il complesso paramilitare; ingenti i danni materiali a causa della potenza della carica ma, grazie anche all’ora antelucana, è stata evitata una possibile strage. Le due vittime erano di turno per la sorveglianza, e sono state investite da alcune schegge vaganti: se la sono cavata con qualche taglio. Inutile pertanto il massiccio intervento di ambulanze e squadre di soccorso, subito allertate dalle autorità.
Circa un’ora dopo una seconda deflagrazione, priva peraltro di conseguenze, si è verificata in una vicina località, Amorebieta, situata nella medesima provincia basca di Vizcaya; secondo gli inquirenti, gli attentatori si sarebbero sbarazzati dell’auto a bordo della quale erano fuggiti facendo esplodere anch’essa.
«Nutriamo pochi dubbi sul fatto che si sia trattato di opera dell’Eta», ha commentato un portavoce della polizia spagnola, che ha preferito rimanere anonimo. Fin dalla revoca della tregua, sia le autorità di Madrid sia quelle francesi si aspettavano che gli indipendentisti baschi colpissero, quanto meno a scopo dimostrativo; nelle ultime settimane ingenti quantitativi di armi e di esplosivi erano stati confiscati in diversi covi del movimento, su ambedue i versanti della frontiera. L’ultimo attacco letale dell’Eta risale al dicembre dell’anno scorso, quando un’auto-bomba scoppiò in un parcheggio all’aeroporto di Madrid, uccidendo due persone. Il primo ministro socialista Josè Luis Rodriguez Zapatero, che fino ad allora aveva tentato di intavolare trattative con i secessionisti, sospese a quel punto ogni contatto. L’Eta è solito segnalare in anticipo i suoi attentati, ma solo quando sono diretti contro obiettivi civili; qualora essi siano governativi, militari o di polizia, non è previsto alcun preavviso. Nel maggio 2003 morirono per mano dei separatisti baschi due poliziotti, ma da allora le forze dell’ordine non hanno più subito perdite. Quasi tutti i sondaggi confermano che l’opinione pubblica nei Paesi Baschi desidera maggiore autonomia e auto-governo rispetto alla Spagna, ma non un completo distacco della regione.
http://www.lastampa.it/redazione/cms...5072girata.asp




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