E' giusto quanto affermato da Lepanto. La contrapposizione tra matrimonio e ordinazione non è in se stessa, in quanto sacramenti, ma solo nella giurisdizione latina (quindi una parte seppur preponderante della Chiesa Cattolico-Romana).
La Chiesa Romana quindi riconosce in fondo la validità e la liceità dei preti sposati, o degli sposi preti, da un punto di vista sacramentale.
C'è da chiedersi perchè ostinarsi ancora in tale imposizione, quando niente nelle Scritture lo impone e tale prassi si è andata evolvendosi nella storia in parte per motivi spirituali in parte per motivi economico-politici e alla fine imposta a suon di bolle e scomuniche.
C'è da chiedersi se il recupero dell'antica prassi del primo millennio, senza dubbio più condivisa anche nel mondo ortodosso e protestante non sia qualcosa di praticabile ancora oggi.
Perchè non lasciare alla libera scelta dei singoli, preti o sposi che siano di praticare solo la vita matrimoniale o solo la vita sacerdotale, dal momento che la vocazione viene solo da Dio?
Pace & bene.





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