Chi è il nuovo Gianfranco Miglio
Bossi
Maroni
Pagliarini
Salvini
Umberto Bossi
Roberto Maroni
Giancarlo Pagliarini
Matteo Salvini


Chi è il nuovo Gianfranco Miglio
Bossi
Maroni
Pagliarini
Salvini


Brigandì


Ma non bestemmiamo, per piacere!


Hanno buttato via lo stampino.




Beh ma mischiandoli tutti insieme, forse, magari, all'altezza dello zerbino di casa miglio ci arrivano anche...
Se vedòm!
Se vedòm!


secondo me è riccardo bossi


Diventa un po’ riduttivo cercare il successore di Miglio.
Miglio era già emergente subito dopo la guerra.
Era un federalista, ma consapevole di essere in un paese mediterraneo, optava per la necessità di un forte centralismo.
Era consapevole di avere una missione molto importante.
Infatti il primo articolo di avvicinamento ai movimenti autonomisti ( allora la lega Nord non era ancora stata inventata) lo fece dalle pagine del giornale Il sole -24 ore.
Quando vide la lega, e capì la sua alta potenzialità elettorale, si avvicinò ad essa.
Fece il primo comizio insieme a Bossi alle Terme di……..
Ma già allora il Bossi non fu molto ospitale .
Miglio era convinto, e ne aveva ragione, che la lega non avesse un grosso entroterra culturale e desiderava giustamente imporre il suo pensiero ed esperienza di letterato.
Il Bossi lo inglobò affinché non creasse situazioni alternative.
Ma poi all’atto pratico lo mise da parte.
Anche perché Miglio spingeva sull’acceleratore e vi era il pericolo che si creasse all’interno del movimento un consenso eccessivo e pericoloso per la dirigenza del movimento.
Inoltre vi era il pericolo che se fosse diventato ministro avrebbe ottenuto e combinato qualcosa.
Mentre la lega aveva l’ordine da roma di non cedere neanche un passo nelle riforme. Perché vi è il pericolo che fatta una riforma poi si incrinasse il sistema.
La lega deve essere una diga granitica contro le aspirazione dei Padani.
A Miglio gli venivano fatti in continuazione dei piccoli affronti, si agiva sul suo orgoglio personale, in modo da stancarlo affinché abbandonasse il campo.
Allontanatosi, divenne più semplice denigrarlo e smontare il consenso che aveva ottenuto nella base della lega.
Cercò di fare un partito , ma non vi riuscì perché si appoggiò agli ambienti intellettuali esterni della lega.
E un partito non si fa con gli intellettuali, questi servono solo per gestirlo, in quanto offrono il loro aiuto culturale in cambio di qualcosa di positivo.
Miglio è nato fuori dalla lega, e continuò sempre ad essere un uomo di pensiero a parte.
Pertanto nella lega non si troverà mai il successore di Miglio.
Chi è stato tanto tempo in lega ha perso il senso della realtà politica e ragiona inconsapevolmente come un appartenente ad una setta.
La figura dell’uomo è irripetibile.



