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Discussione: Bravo ministro Turco

  1. #1
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    Predefinito Bravo ministro Turco

    "Chi è la persona assolutamente più importante del Canada? Colui che ha inventato il Servizio sanitario nazionale pubblico che cura gratuitamente le persone sulla base dei bisogni di salute». Lo dice un anziano signore, un americano che si dichiara conservatore, che ha avuto una brutta esperienza negli Usa. Giocava a golf e gli è saltato il tendine del braccio. È andato a curarsi in Canada dove l’assistenza è gratuita. Il canadese che ha inventato il Servizio Sanitario Pubblico è Thomas Clement Douglas. Quella descritta è una delle scene del film Sicko, del regista americano Michael Moore che più mi ha colpita.
    Perché è illuminante di una verità troppo dimenticata: non essere soli di fronte alla malattia e avere la sicurezza che se ti ammali non conterà il tuo reddito ma il tuo bisogno di salute, che è il bene più grande che possiamo avere. Un Paese, una democrazia che siano in grado di riconoscere questo diritto sono un Paese grande e una democrazia forte. Perché vuol dire che sono nutriti dal «noi» e non solo dall’«io». Mi auguro che molti cittadini del nostro Paese vedano questo film perché contiene molte cose importanti. Innanzitutto fa riflettere sulle malattie, sulla sofferenza, sulla fragilità umana, e sul valore del sistema sanitario pubblico, vale a dire su quegli aspetti così importanti della nostra esistenza eppure poco discussi in un accurato dibattito pubblico.
    Il film, inoltre, cerca di spiegare come mai un Paese come gli Stati Uniti in cui l'incidenza della spesa sanitaria rispetto al Pil è del 15% (in Italia è dell'8,9%) si trovi ad essere al 37°posto nella graduatoria dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per quanto attiene alla sua capacità di soddisfare i bisogni di salute della popolazione.
    La risposta l'autore la trova quando facendo un confronto tra il sistema sanitario americano e i servizi sanitari inglese, canadese, e francese, dice: «Il primo si basa sull'”io” gli altri sul “noi”, vale a dire sul principio di solidarietà. Principio che, quando è applicato alla salute, non solo garantisce l'equità ma anche l'efficienza.
    Il film dimostra non solo che il sistema assicurativo esclude milioni di persone, quelle che non sono in grado di contrarre una polizza assicurativa perché non hanno le risorse, ma anche che non è in grado di offrire una adeguata tutela della salute perché è orientato al principio del profitto, del minor costo. Dunque, seleziona sulla base di questo principio gli interventi chirurgici, le prestazioni, le patologie da prendere in carico. In base a questo principio è evidente che né un malato mentale, né un malato di Alzheimer, né un disabile, né un tossicodipendente saranno mai presi in carico da una assicurazione. Non parliamo poi di dignità del fine vita, di cure palliative, di malati terminali.
    La scelta del Servizio sanitario nazionale pubblico, universalistico e solidale è, dunque, la scelta non solo del sistema più equo ma anche del più efficace ed efficiente. È importante che di questo divengano consapevoli tutte le persone, a partire da quando si è giovani.
    Il servizio sanitario pubblico e la tutela della salute non sono un fatto tecnico che appartiene ai competenti della salute.
    Sono un bene pubblico e indivisibile che appartiene a ciascuno individualmente e alla comunità nel suo insieme.
    Il film è particolarmente importante per noi italiani perché è come se ci facesse scoprire un tesoro che possediamo ma di cui non siamo consapevoli. Un tesoro di cui abbiamo scarsa considerazione e che non sempre sappiamo utilizzare bene: la nostra sanità pubblica.
    Voglio qui ricordare alcune ragioni per cui il Servizio sanitario italiano è al secondo posto nella graduatoria dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Innanzitutto perché esso si propone come servizio universalistico e solidale. Tutti i dati, compreso l'ultimo rapporto Istat, confermano che il nostro servizio sanitario è utilizzato da chi ne ha bisogno (persone con malattie cronico degenerative, anziani, ceti più deboli). Abbiamo l'aspettativa di vita in buona salute tra le migliori in Europa, questo vuol dire che non solo viviamo più a lungo di altre popolazioni europee ma, anche, che i nostri anziani godono di buona salute fino agli ultimi anni di vita.
    C'è un rapporto positivo tra risorse investite e accessibilità alle cure. Abbiamo il Prontuario farmaceutico a carico della sanità pubblica più ricco d'Europa, sia per il numero di farmaci disponibili che per la patologie coperte gratuitamente, compresi i farmaci innovativi di ultima generazione. Abbiamo una delle migliori reti nazionali in Europa per l'effettuazione di trapianti d'organo, sia dal punto di vista della qualità degli interventi che della gestione delle banche dati sui donatori e sulla disponibilità degli organi. Siamo l'unico Paese in Europa a garantire la possibilità di scegliere il pediatra senza alcuna spesa a carico delle famiglie per tutti i bambini da O a 14 anni. Abbiamo il numero più alto rispetto agli altri Paesi europei di apparecchiature Tac e Rmn pubbliche per milioni di abitanti. Inoltre, abbiamo il tasso più basso in Europa di infezioni ospedaliere nei reparti di terapia intensiva neonatale, etc.
    Conosciamo bene i problemi che sono sul tappeto e che siamo già impegnati a risolvere: le disparità territoriali, le liste di attesa, alcune prestazioni specialistiche totalmente a carico degli utenti.
    Ma per migliorare bisogna essere consapevoli del tanto che si ha. La storia della sanità pubblica è un aspetto importante dello sviluppo democratico del nostro Paese, della sua crescita civile, del suo sviluppo economico e sociale. Nacque 30 anni fa, il 23 dicembre del 1978, con la legge 833/78 dopo una forte battaglia nel Paese e un ampio confronto parlamentare: la legge fu votata dall'85% del Parlamento. La vita del servizio sanitario nazionale, tuttavia, è stata tormentata e segnata anche da molte ombre: gli scandali, la corruzione, gli sprechi.
    La storia della sanità pubblica del nostro Paese può essere scandita in tre tappe: la Legge 833/78 con cui nasce il Servizio sanitario nazionale; la costituzione del sistema delle aziende con il Decreto legislativo 502/93; la previsione e la definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza con il Decreto legislativo 229/99. Ora vogliamo scrivere la quarta tappa, quella della «qualità e sicurezza delle cure».
    Oggi il Governo di centrosinistra è impegnato - in un rapporto di forte cooperazione istituzionale con le Regioni - a consolidare e migliorare la nostra sanità pubblica. Come indicano le scelte contenute nel Patto per la Salute e nella Legge Finanziaria 2007 che svilupperemo ulteriormente sia nella prossima Legge Finanziaria sia nel provvedimento legislativo per l'ammodernamento del Servizio sanitario nazionale che approveremo nel Consiglio dei Ministri del prossimo mese di settembre.
    La salute e la sanità pubblica non sono solo un qualunque diritto. Sono un bene di cui ciascun cittadino deve imparare ad avere rispetto. Oltreché esigere rispetto in termini di cura, prestazioni ed attenzione umana.
    Il Servizio sanitario nazionale è una fondamentale infrastruttura dello sviluppo economico della democrazia e deve essere alimentato quotidianamente da uno specialissimo senso civico: il rispetto e la responsabilità verso noi stessi e verso gli altri. Per promuovere la dignità umana, sempre, verso chiunque ed in qualunque luogo.

    http://www.senato.it/ulivo/interviste/070825_1.htm

  2. #2
    lupoDL
    Ospite

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    "Chi è la persona assolutamente più importante del Canada? Colui che ha inventato il Servizio sanitario nazionale pubblico che cura gratuitamente le persone sulla base dei bisogni di salute». Lo dice un anziano signore, un americano che si dichiara conservatore, che ha avuto una brutta esperienza negli Usa. Giocava a golf e gli è saltato il tendine del braccio. È andato a curarsi in Canada dove l’assistenza è gratuita. Il canadese che ha inventato il Servizio Sanitario Pubblico è Thomas Clement Douglas. Quella descritta è una delle scene del film Sicko, del regista americano Michael Moore che più mi ha colpita.
    Perché è illuminante di una verità troppo dimenticata: non essere soli di fronte alla malattia e avere la sicurezza che se ti ammali non conterà il tuo reddito ma il tuo bisogno di salute, che è il bene più grande che possiamo avere. Un Paese, una democrazia che siano in grado di riconoscere questo diritto sono un Paese grande e una democrazia forte. Perché vuol dire che sono nutriti dal «noi» e non solo dall’«io». Mi auguro che molti cittadini del nostro Paese vedano questo film perché contiene molte cose importanti. Innanzitutto fa riflettere sulle malattie, sulla sofferenza, sulla fragilità umana, e sul valore del sistema sanitario pubblico, vale a dire su quegli aspetti così importanti della nostra esistenza eppure poco discussi in un accurato dibattito pubblico.
    Il film, inoltre, cerca di spiegare come mai un Paese come gli Stati Uniti in cui l'incidenza della spesa sanitaria rispetto al Pil è del 15% (in Italia è dell'8,9%) si trovi ad essere al 37°posto nella graduatoria dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per quanto attiene alla sua capacità di soddisfare i bisogni di salute della popolazione.
    La risposta l'autore la trova quando facendo un confronto tra il sistema sanitario americano e i servizi sanitari inglese, canadese, e francese, dice: «Il primo si basa sull'”io” gli altri sul “noi”, vale a dire sul principio di solidarietà. Principio che, quando è applicato alla salute, non solo garantisce l'equità ma anche l'efficienza.
    Il film dimostra non solo che il sistema assicurativo esclude milioni di persone, quelle che non sono in grado di contrarre una polizza assicurativa perché non hanno le risorse, ma anche che non è in grado di offrire una adeguata tutela della salute perché è orientato al principio del profitto, del minor costo. Dunque, seleziona sulla base di questo principio gli interventi chirurgici, le prestazioni, le patologie da prendere in carico. In base a questo principio è evidente che né un malato mentale, né un malato di Alzheimer, né un disabile, né un tossicodipendente saranno mai presi in carico da una assicurazione. Non parliamo poi di dignità del fine vita, di cure palliative, di malati terminali.
    La scelta del Servizio sanitario nazionale pubblico, universalistico e solidale è, dunque, la scelta non solo del sistema più equo ma anche del più efficace ed efficiente. È importante che di questo divengano consapevoli tutte le persone, a partire da quando si è giovani.
    Il servizio sanitario pubblico e la tutela della salute non sono un fatto tecnico che appartiene ai competenti della salute.
    Sono un bene pubblico e indivisibile che appartiene a ciascuno individualmente e alla comunità nel suo insieme.
    Il film è particolarmente importante per noi italiani perché è come se ci facesse scoprire un tesoro che possediamo ma di cui non siamo consapevoli. Un tesoro di cui abbiamo scarsa considerazione e che non sempre sappiamo utilizzare bene: la nostra sanità pubblica.
    Voglio qui ricordare alcune ragioni per cui il Servizio sanitario italiano è al secondo posto nella graduatoria dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Innanzitutto perché esso si propone come servizio universalistico e solidale. Tutti i dati, compreso l'ultimo rapporto Istat, confermano che il nostro servizio sanitario è utilizzato da chi ne ha bisogno (persone con malattie cronico degenerative, anziani, ceti più deboli). Abbiamo l'aspettativa di vita in buona salute tra le migliori in Europa, questo vuol dire che non solo viviamo più a lungo di altre popolazioni europee ma, anche, che i nostri anziani godono di buona salute fino agli ultimi anni di vita.
    C'è un rapporto positivo tra risorse investite e accessibilità alle cure. Abbiamo il Prontuario farmaceutico a carico della sanità pubblica più ricco d'Europa, sia per il numero di farmaci disponibili che per la patologie coperte gratuitamente, compresi i farmaci innovativi di ultima generazione. Abbiamo una delle migliori reti nazionali in Europa per l'effettuazione di trapianti d'organo, sia dal punto di vista della qualità degli interventi che della gestione delle banche dati sui donatori e sulla disponibilità degli organi. Siamo l'unico Paese in Europa a garantire la possibilità di scegliere il pediatra senza alcuna spesa a carico delle famiglie per tutti i bambini da O a 14 anni. Abbiamo il numero più alto rispetto agli altri Paesi europei di apparecchiature Tac e Rmn pubbliche per milioni di abitanti. Inoltre, abbiamo il tasso più basso in Europa di infezioni ospedaliere nei reparti di terapia intensiva neonatale, etc.
    Conosciamo bene i problemi che sono sul tappeto e che siamo già impegnati a risolvere: le disparità territoriali, le liste di attesa, alcune prestazioni specialistiche totalmente a carico degli utenti.
    Ma per migliorare bisogna essere consapevoli del tanto che si ha. La storia della sanità pubblica è un aspetto importante dello sviluppo democratico del nostro Paese, della sua crescita civile, del suo sviluppo economico e sociale. Nacque 30 anni fa, il 23 dicembre del 1978, con la legge 833/78 dopo una forte battaglia nel Paese e un ampio confronto parlamentare: la legge fu votata dall'85% del Parlamento. La vita del servizio sanitario nazionale, tuttavia, è stata tormentata e segnata anche da molte ombre: gli scandali, la corruzione, gli sprechi.
    La storia della sanità pubblica del nostro Paese può essere scandita in tre tappe: la Legge 833/78 con cui nasce il Servizio sanitario nazionale; la costituzione del sistema delle aziende con il Decreto legislativo 502/93; la previsione e la definizione dei Livelli Essenziali di Assistenza con il Decreto legislativo 229/99. Ora vogliamo scrivere la quarta tappa, quella della «qualità e sicurezza delle cure».
    Oggi il Governo di centrosinistra è impegnato - in un rapporto di forte cooperazione istituzionale con le Regioni - a consolidare e migliorare la nostra sanità pubblica. Come indicano le scelte contenute nel Patto per la Salute e nella Legge Finanziaria 2007 che svilupperemo ulteriormente sia nella prossima Legge Finanziaria sia nel provvedimento legislativo per l'ammodernamento del Servizio sanitario nazionale che approveremo nel Consiglio dei Ministri del prossimo mese di settembre.
    La salute e la sanità pubblica non sono solo un qualunque diritto. Sono un bene di cui ciascun cittadino deve imparare ad avere rispetto. Oltreché esigere rispetto in termini di cura, prestazioni ed attenzione umana.
    Il Servizio sanitario nazionale è una fondamentale infrastruttura dello sviluppo economico della democrazia e deve essere alimentato quotidianamente da uno specialissimo senso civico: il rispetto e la responsabilità verso noi stessi e verso gli altri. Per promuovere la dignità umana, sempre, verso chiunque ed in qualunque luogo.

    http://www.senato.it/ulivo/interviste/070825_1.htm
    Tutto giusto. Proprio perché è così importante, dobbiamo sforzarci per eliminare sprechi e mafie interne.

 

 

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