"O l'Europa ritorna ad avere il senso imperiale della sua funzione, o essa sarà travolta da tutte le forze contraeuropee che la premono all'Occidente ed all'Oriente"
Asvero Gravelli "Panfascismo" Casa Editrice Nuova Europa, Roma, 1935, pag 100.


"O l'Europa ritorna ad avere il senso imperiale della sua funzione, o essa sarà travolta da tutte le forze contraeuropee che la premono all'Occidente ed all'Oriente"
Asvero Gravelli "Panfascismo" Casa Editrice Nuova Europa, Roma, 1935, pag 100.
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.
Diamole un senso imperiale, e poi cosa si otterrebbe?
Che ad Oriente ed Occidente qualcuno farebbe lo stesso discorso. O peggio, qualcuno si troverebbe nella situazione di essere invaso, privato della propria libertà ed indipendenza?
E questo quello a cui vuoi arrivare?
Benefici per te, e privazioni per gli altri?


Dipende da come è organizzato l'Impero.
Se al suo interno ogni nazione ha un Re, e i Re eleggono tra loro l'Imperatore.
Se l'Imperatore non pretende di imporre tasse e leggi, ma gli viene lasciata l'autorità di risolvere le dispute tra le nazioni dell'Impero in modo che non ci siano guerre interne.
Se dirige le azioni militari comuni contro nemici esterni, se protegge dalle prepotenze le etnie troppo piccole per costituirsi in regno.
Se interviene con la sua autorità quando uno dei Re inizi ad agire contro la legge divina.
E fa tutto questo proprio per volontà di sottomettersi alla legge divina, con la fede nella ricompensa che gli verrà riconosciuta al termine dell'esilio in questo mondo.
E la legge divina è piuttosto diversa dalla legge di mercato, si tratta della legge naturale di cui ogni persona ha coscienza istintiva dalla nascita. Senza quella coscienza non potremmo capire cosa è giusto, e nemmeno proveremmo il desiderio di mettere fine alla sofferenza causata da quel che è ingiusto.
E un Re in questo contesto non è l'assoluto che pretende di associarsi a Dio
Se l'Imperatore può essere eletto, anche un Re può esserlo, dal suo sangue, che è la nazione.
E la nazione non è necessariamente un insieme di individui slegati, può essere fatta di artigiani riuniti in corporazioni, contadini riuniti in comuni, operai riuniti in aziende socializzate.
E un Re cui è riconosciuta l'autorità di risolvere i contrasti tra loro, come l'Imperatore risolve i contrasti tra i Re.


Io cambierei la frase.
"O l'Europa torna a farsi i ca@@i propri o sarà travolta da tutte le forze contraeuropee imperialiste".
Altro che 'senso imperiale'.


Non ho detto che non abbia avuto un senso od un'importanza. Ho detto che non è "l'essere imperiale" che risolve i problemi che si vogliono risolvere.
Perchè come ti ho fatto notare, io risolverei i miei, a discapito degli altri. Sarebbe molto difficile trovare un paese imperialista e non dominatore. Sarebbe molto difficile.
Quindi e ripeto, cerchiamo i nostri benefici a danno degli altri? Dove gli altri non sono indistintamente un'accozzaglia di esseri umani, ma persone come noi, che lottano per le nostre stesse cause, in luoghi differenti.
Il concetto basilare di internazionalismo, che credo che anche voi fascisti, in chiave diversa, affrontiate, altrimenti non capirei tutto questo interessamento per Chavez e la causa medio-orientale.
Più che di internazionalismo, parlerei di nazionalismo pan-europeo (interno). Per quanto riguarda Chavez, credo sia più un discorso di apprezzamento della sua politica interna, che l'attaccamento a un basilare concetto di internazionalismo - come dici tu - che vedo proprio più di una certa area della sinistra.
Comunque non confondere il concetto di "impero" con "imperialismo".
L'Europa cui facevo riferimento è quella legata al concetto di imperium, non di impero inteso come colonialismo e dominio.