



Il Piemonte è ridotto in questa situazione perchè la Fiat ha pompato gente oltre ogni limite.
Per stroncare le idee autonomiste che vi sono sempre state ( vedi carta di Chiasso e il sempre odio per l’unità di italia imposta dalle gerarchie), la Fiat fu usata come idrovora.
Quando i torinesi si chiedevano come mai non si potevano costruire anche automobili al sud, veniva risposto che si capiva nulla, che quella era una strategia dovuta alla difficoltà dei trasporti .
Però la Fiat si lamentò sempre al suo interno ( nella dirigenza intermedia) per questa corsa all’elefantiasi, sapendo che tale malattia porta sempre alla dissoluzione.
Ma roma, paurosa di quei testoni di Piemontesi, assicurava che in caso di deficit sarebbe intervenuta. E così fece per molto tempo.
Poi adesso da molti anni lo stato si è dimenticato dell’impegno.
La Fiat ha fatto la dura, ha licenziato, ha avuto problemi di finanziamenti.
Ma lo stato ormai ha deciso di fare l’orecchio da mercante.
Finché la Fiat ha ceduto.
Conseguentemente è ritornato l’antico filone che consigliava di decentrare .
Ed oggi la Fiat va per il mondo ed a Torino si consuma come una candela.
Però le zone del torinese sono deformate da gente sradicata che venuta su in massa ed a blocchi, (in certi casi sembrava deportazione) non ha potuto integrarsi e trovandosi spaesata cerca nella sinistra una sua identità.
Ma adesso la sinistra non c’è più.
Se la Fiat ha finalmente capito che decentrandosi si salva, così roma potrebbe copiare.
roma o si decentra tutto o si chiude




La tua tesi secondo la quale la sinistra si è rafforzata grazie all'immigrazione del sud è curiosa, anche interessante devo però rimarcare il fatto che il nocciolo duro della destra è sempre stato il mezzogiorno. Che dove ci sia povertà, emarginazione e discriminazioni ci sia la sinistra, quello sì, è vero.


Tutto è opinabile.
Negli anni ’50 e negli anni ‘60 dal sud partivano cittadini monarchici e fascisti e, dopo alcuni mesi che erano arrivati, diventavano comunisti.
Abituati a ritmi di lavoro influenzati dalle stagioni, e inseriti in un ambiente i cui ritmi di lavoro erano basati sulle lancette dei secondi dell’orologio, spesso stravolgevano il loro modo di porsi verso la società, e veniva facilitato il cambiamento di opinione.






Il Vesuvio è da rispettare,
è uno dei pochi che si dà da fare da quelle parti.![]()



