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Discussione: San Tommaso d'Aquino

  1. #1
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    Predefinito San Tommaso d'Aquino

    Potreste consigliarmi qualche "compendio" del suo pensiero? I libri più belli e che suscitano maggiore interesse credo siano le Quaestiones disputatae, in particolare: Il Male, l'Ente e l'Essenza, La Felicità.

    Molto interessante dovrebbe essere anche il suo scritto politico: De regimine principum De regimine principum - Tommaso d'Aquino (san) - Libro - IBS - Carabba - Cultura dell'anima

    Che ne dite? Consigli?

  2. #2
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    Predefinito Re: San Tommaso d'Aquino

    Qua trovi un po' di titoli:
    ESD
    ESD
    ESD

    La Summa theologiae è disponibile on line: Summa
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  3. #3
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    Lightbulb Re: San Tommaso d'Aquino

    SAN TOMMASO D’AQUINO (Roccasecca, 1225 – Fossanova, 7 marzo 1274), nobile erede della fiera stirpe longobarda latinizzata, il più grande filosofo e teologo italiano/europeo dell'epoca medievale e della Chiesa Cattolica...
    Papa Giovanni XXII lo canonizzò nel 1323; Papa Pio V lo dichiarò Dottore della Chiesa nel 1567 e, nel 1880, Papa Leone XIII lo proclamò patrono delle scuole cattoliche.
    Oggi 7 marzo 2017 ricorre l'anniversario della sua morte, chiediamo la sua intercessione e rendiamogli onore...

    San Tommaso d'Aquino prega per noi!






    "San Tommaso d'Aquino, dottore, 7 marzo"
    Guéranger, L'anno liturgico - 7 marzo. San Tommaso d'Aquino, Dottore della Chiesa
    http://www.unavoce-ve.it/pg-7mar.htm

    “7 MARZO SAN TOMMASO D'AQUINO, DOTTORE DELLA CHIESA.”
    UNA VOCE VENETIA - 7 marzo 2013 San Tommaso d'Aquino Confessore e Dottore. Giovedì dopo la Terza Domenica di Quaresima

    “Nel Monastero di Fossanova, presso Terracina, nella Campania, san Tommaso d’Aquino, Confessore e Dottore della Chiesa, dell’Ordine dei Predicatori, assai illustre per la nobiltà del sangue, per la santità della vita e per la scienza della Teologia; il quale dal Papa Leone decimo terzo fu dichiarato celeste Patrono di tutte le Scuole cattoliche.
    A Cartagine il natale delle sante Perpetua e Felicita Martiri; una di esse, Felicita, essendo gravida (come racconta sant’Agostino) e aspettandosi, secondo le leggi, che partorisse, nei dolori del parto si lamentava, ma gettata alle fiere era allegra. Con esse patirono il martirio anche Satiro, Saturnino, Revocato Secondolo; l’ultimo dei quali morì in carcere, e tutti gli altri furono maltrattati da varie fiere, ed infine uccisi a colpi di spada sotto il Principe Severo. Ma la festa delle sante Perpetua e Felicita si celebra nel giorno precedente.”



    https://forum.termometropolitico.it/...cattolico.html
    https://forum.termometropolitico.it/...la-chiesa.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-chiesa-3.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-d-aquino.html




    Summa
    http://www.carimo.it/somma-teologica/schema.htm



    San Tommaso d'Aquino - Sodalitium
    “7 marzo, San Tommaso d’Aquino, Confessore e Dottore della Chiesa (Roccasecca, 1225 – Fossanova, 7 marzo 1274), gloria dell’Ordine domenicano e della teologia cattolica, definito “Doctor Angelicus”.

    O Signore, che rendeste sommamente distinto il vostro servo S.Tommaso, per l’amore delicato alla santa purezza, per la scienza sublime delle cose divine, così da risplendere nella vostra Chiesa come Angelo e Maestro; noi vi preghiamo, che sull’esempio di lui, che non volle altro premio che la vostra gloria, noi pure, rimuovendo ogni vano ed orgoglioso desiderio, alla vostra gloria abbiamo ad indirizzare i nostri studi e nel solo e purissimo vostro amore trovare compenso e consolazione. Così sia.”



    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare san Tommaso d’Aquino, Confessore e Dottore della Chiesa, dell'Ordine dei Predicatori, assai illustre per la nobiltà del sangue, per la santità della vita e per la scienza della Teologia, dal Papa Leone decimoterzo dichiarato celeste Patrono di tutte le Scuole cattoliche.
    Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Confessore e Dottore della Chiesa, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, san Tommaso d’Aquino possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.
    #sdgcdpr”


    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf
    San Tommaso d'Aquino prega per noi.
    Dalla Studiorum ducem:
    "Per evitare poi gli errori che sono la prima origine di tutte le miserie della nostra età, occorre rimanere fedeli, oggi ancor più che in altri tempi, alle dottrine dell’Aquinate. Le varie opinioni e teorie dei Modernisti sono da lui vittoriosamente confutate, tanto le filosofiche, difendendo, come vedemmo, il valore e la forza dell’intelligenza umana e provando con fermissimi argomenti l’esistenza di Dio; quanto le dogmatiche, ben distinguendo l’ordine naturale dal soprannaturale e illustrando le ragioni del credere e tutti quanti i dogmi; e mostrando nella teologia che le cose credute per fede non si appoggiano sopra un’opinione, ma sulla verità e sono immutabili; nella scienza biblica dando il vero concetto della divina ispirazione; nella disciplina morale, sociale e giuridica, con lo stabilir bene i principii della giustizia sia legale e sociale, sia commutativa e distributiva, e le relazioni della giustizia stessa con la carità; nell’ascetica col dare insegnamenti sulla perfezione della vita cristiana e contrastando coloro che al suo tempo avversavano gli ordini religiosi. E contro quella emancipazione da Dio che oggi si vanta, egli afferma i diritti della prima Verità e l’autorità che ha sopra di noi Iddio supremo Signore. Da qui si rileva perché i Modernisti nessun altro dottore della Chiesa paventino quanto Tommaso d’Aquino. Come dunque un giorno fu detto agli Egiziani, nel loro estremo bisogno di vivere, « Andate da Giuseppe » perché avessero da lui in abbondanza il frumento per alimentare il loro corpo, così ora a tutti gli affamati di verità Noi diciamo: « Andate da Tommaso » per aver da lui, che ne ha tanta abbondanza, il pascolo della sana dottrina e il nutrimento delle loro anime per la vita eterna. Che un tal cibo sia pronto e alla portata di tutti fu attestato con la santità del giuramento quando si trattò di ascrivere Tommaso nel catalogo dei Santi: «Alla scuola luminosa ed aperta di questo Dottore fiorirono moltissimi maestri religiosi e secolari per il suo modo succinto, facile, e chiaro … ed anche laici ed uomini di scarsa intelligenza desiderano avere i suoi scritti »".”




    Ligue Saint Amédée
    "Intransigeants sur la doctrine; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum]."
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    “7 Mars : Saint Thomas d'Aquin, Docteur de l'Église (1226-1274)”






    Famiglia Aquino
    http://www.nobili-napoletani.it/aquino.htm
    “(...) L’antichissima e illustre famiglia d’Aquino, di origini longobarde, è annoverata tra le Serenissime Sette Grandi Case del Regno (Le famiglie d’Aquino, Acquaviva, del Balzo, Celano, de Moliso, Sanseverino e Ruffo sono annoverate tra le Serenissime Sette Grandi Case del Regno) per aver contribuito in maniera determinante alla storia del Meridione d’Italia, con i suoi grandi personaggi che hanno ricoperto le più alte cariche in campo civile, militare ed ecclesiastico.
    Il capostipite, molto probabilmente, fu RADOALDO che possedette la città di Aquino, in Terra di Lavoro, verso la fine del IX secolo da cui, successivamente ADENOLFO (~997 † ~1022) prese il cognome; in precedenza erano chiamati “Summicula”.
    Da tempi antichissimi i d’Aquino sono stati conti, infatti già dal 970 circa si hanno notizie di ADENOLFO, conte di Aquino e Pontecorvo.
    (...) San TOMMASO d’Aquino (Roccasecca, 1225 † Fossanova, 1274), figlio del conte Landolfo feudatario di Roccasecca e di Teodora di Napoli probabile nipote di Federico Barbarossa, alla tenera età di cinque anni fu inviato nell’abazia di Montecassino, destinataria di numerose e continue donazioni, per intraprendere i primi studi.
    A quattordici continuò gli studi a Napoli presso il convento di San Domenico Maggiore ove fu affascinato dalla filosofia aristotelica e maturò l’idea di farsi frate. Fu contrastato dalla famiglia che lo tenne prigioniero per un anno nell’avito castello di Monte San Giovanni Campano; fu liberato dall’intervento di papa Innocenzo IV ed iniziò a viaggiare, per approfondire gli studi: Napoli, Roma, Parigi e Colonia. Fu soprannominato il “bue muto” per la corporatura e il carattere taciturno; il suo mastro Alberto Magno, dopo un raro ma entusiastico intervento di Tommaso durante una discussione, esclamò: “Quello che voi chiamate bue muto un giorno muggirà così forte che lo sentiranno in tutto il mondo”. E così fu.
    A trent’anni fu nominato Magister in teologia; scrisse molti libri tra cui “Summa contro gentiles” e “Summa thelogiae”, divenne il più grande filosofo del suo secolo.
    Ritornò a Napoli ove trascorse il resto della vita insegnando l’ontologia; morì il 7 marzo 1274 a Fossanova mentre si stava recando al Concilio di Lione. Papa Giovanni XXII lo proclamò santo
    e, a coloro che obiettarono la mancanza di miracoli, così rispose: “Quante preposizioni teologiche scrisse, tanti miracoli fece”. In Napoli, accanto alla cappella della Natività, è scolpito il suo busto."

    D'AQUINO : LINEE ANTICHE
    http://www.genmarenostrum.com/pagine...ino-antico.htm
    “D’AQUINO
    I d’Aquino erano di origine longobarda, secondo alcuni storici erano discendenti o imparentati con i principi longobardi di Capua.
    A1. Rodoaldo, nobiluomo longobardo, fu il primo Gastaldo (= governatore di un distretto amministrativo nel principato di Capua) della città di Aquino.”






    Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf

    “7 MARZO 2017:SAN TOMMASO D'AQUINO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA.
    Gloria di san Tommaso.
    Salutiamo oggi uno dei più luminosi interpreti della divina verità. La Chiesa l'ha generato molti secoli dopo l'età apostolica, molto tempo dopo che la parola d'Ambrogio, di Agostino, di Girolamo e di Gregorio aveva cessato di risuonare; ma san Tommaso ha dimostrato che il seno della Madre comune è sempre fecondo, e questa, nella gioia di averlo dato alla luce, lo ha chiamato il Dottore Angelico. È dunque in mezzo al coro degli Angeli che devono cercarlo i nostri occhi, perché la sua nobile e pura intelligenza lo associò ai Cherubini del ciclo; come la tenerezza di Bonaventura, suo emulo ed amico, annoverò il discepolo di san Francesco nella schiera dei Serafini.
    La gloria di Tommaso d'Aquino è quella dell'umanità, della quale è uno dei più grandi geni; è quella della Chiesa, la cui dottrina espose nei suoi scritti con tanta lucidità e precisione che nessun altro Dottore aveva mai raggiunto; è quella di Cristo stesso, che si rallegrò con lui per avere spiegato degnamente i suoi misteri. In questi giorni che ci devono ricondurre a Dio, il più gran bisogno delle nostre anime è di conoscere lui; come la più grande disavventura fu quella di non averlo conosciuto abbastanza.
    Imploriamo da san Tommaso quella "luce immacolata che converte le anime, quella dottrina che dà saggezza ai piccoli, che rallegra i cuori e rischiara l'intelligenza" (Sal 18). Vedremo allora la vanità di tutto ciò che non è Dio, la giustizia dei suoi precetti, la malizia delle nostre trasgressioni, la bontà infinita che accoglierà il nostro pentimento.
    VITA. - San Tommaso d'Aquino nacque verso il 1225, da famiglia nobilissima. Nel 1243 entrò nell'Ordine dei Frati Predicatori; andò a Parigi a studiare sotto la guida di sant'Alberto Magno, e non tardò a sua volta ad assumere l'insegnamento. La sua dottrina e la sua pietà gli guadagnarono una grande celebrità. Chiamato a Roma dal Papa Urbano IV, compose l'Ufficio del Santissimo Sacramento. Mentre si recava al Concilio di Lione, nel 1274, s'ammalò all'abbazia cistercense di Fossanova e vi morì il 7 marzo. Il Papa Giovanni XXII lo canonizzò nel 1323; Pio V lo dichiarò Dottore della Chiesa nel 1567 e, nel 1880, Leone XIII lo proclamò patrono delle scuole cattoliche.
    Il Dottore Angelico.
    Gloria a te, luce del mondo! tu ricevesti i raggi dal Sole di giustizia e li irradiasti sulla terra. Il tuo limpido occhio contemplò la verità, così che in te si realizzò la parola: "Beati i puri di cuore perché vedranno Dio" (Mt 5,8). Vincitore nella lotta contro la carne, conquistasti le delizie dello spirito; e il Salvatore, rapito dagl'incanti della tua angelica anima, ti scelse per celebrare nella Chiesa il Sacramento dell'amore. La scienza non inaridì in te la sorgente dell'umiltà; la preghiera fu sempre il tuo aiuto nella ricerca della verità; e, dopo tanto lavoro, non aspirasti che ad una unica ricompensa, quella di possedere il Dio che il tuo cuore amava.
    La tua vita mortale fu allora interrotta, e partisti lasciando incompiuto il capolavoro della tua dottrina; ma tu sempre rifulgi sulla Chiesa di Dio. Tu l'assisterai nelle battaglie contro l'errore poiché si compiace di appoggiarsi ai tuoi insegnamenti, e perché sa che nessuno conosce più intimamente di te i segreti del tuo Sposo. In questi tempi in cui le verità sono venute meno tra i figli degli uomini (Sal 11,2), fortifica, ravviva la fede dei credenti, confondi l'audacia di quegli spiriti vani che credono di sapere qualche cosa ed approfittano dell'oscuramento generale delle intelligenze, per usurpare nella vacuità del loro sapere la missione dei dottori. Le tenebre s'addensano intorno a noi; la confusione regna ovunque; riportaci a quelle nozioni che per la loro semplicità sono la vita dello spirito e la gioia del cuore.
    Preghiera.
    Proteggi l'Ordine Domenicano, che si propaga sempre più ed è uno dei primi ausiliari della Chiesa.
    La Quaresima vedrà i figli della Chiesa prepararsi ad entrare nella grazia del Signore loro Dio; svelaci quella somma Santità che offendemmo coi nostri peccati; fa' che comprendiamo lo stato doloroso di un'anima che ha rotto ogni rapporto con l'eterna giustizia. Inorriditi alla vista delle brutture che ci coprono, aspireremo a purificare i nostri cuori nel sangue dell'Agnello immacolato e a riparare le colpe con opere di penitenza.
    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 838-839.”



    La conoscenza di Dio mediante la ragione naturale e mediante la grazia, secondo S. Tommaso d?Aquino | Radio Spada
    "Le XXIV Tesi del Tomismo in estrema sintesi, per come sono state approvate da S. Pio X"
    Le XXIV Tesi del Tomismo in estrema sintesi, per come sono state approvate da S. Pio X | Radio Spada
    “Così si dividono le XXIV Tesi:
    • La metafisica tomistica — dalla I alla VII tesi
    • La cosmologia tomistica — dalla VIII alla XII tesi
    • La psicologia razionale tomistica — dalla XIII alla XXI tesi
    • La teologia naturale tomistica — dalla XIXI alla XXIV tesi
    Prima di passare oltre, risulta utile citare il Padre Garrigou-Lagrange, “mostro sacro” del Tomismo, il quale ci ammonisce: “Il tomismo è più nei suoi principi e nell’ordine generale delle sue parti che non nell’una o nell’altra delle sue conclusioni. Da ciò proviene chiaramente la sua unità e la sua forza”. (La sintesi tomistica, Queriniana, 1953, p. 379)
    Riferisce giustamente don Curzio Nitoglia che il 7 marzo 1916 la ‘S. Congregazione degli Studi’ a nome del papa Benedetto XV stabilì che “Tutte le XXIV Tesi filosofiche esprimono la genuina dottrina di San Tommaso e son proposte come sicure (tutae) norme direttive”. Tuttavia «il Papa, pur insistendo “doversi proporre tutte le Tesi della dottrina di san Tommaso quali sicure regole direttive”, non imponeva il dovere di abbracciarle con assenso interno. Evidentemente Benedetto XV non voleva dare alle XXIV Tesi un valore dogmatico, ma un valore di alta importanza disciplinare […], come la dottrina preferita dalla Chiesa».
    Cornelio Fabro nella sua Introduzione a San Tommaso, riporta il testo approvato da San Pio X.
    Si approvano alcune tesi contenute nella dottrina di san Tommaso d’Aquino e proposte da alcuni professori di filosofia (Sacra Congregazione degli Studi, 27 luglio 1914).”
    "Tomistica. Obiezioni e risposte di Garrigou-Lagrange"
    "Tomistica. L'eccellenza del Tomismo"
    Tomistica. L?eccellenza del Tomismo | Radio Spada
    Archivio per | Radio Spada



    Radio Spada
    “7 MARZO 2017: MARTEDÌ DELLA PRIMA SETTIMANA DI QUARESIMA.

    La Stazione è, a Roma, in S. Anastasia, nella medesima chiesa dove anticamente si celebrava la Messa dell'Aurora il giorno di Natale. Sotto gli auspici di questa santa Martire oggi sono presentati i nostri voti al Padre delle misericordie.
    LEZIONE (Is 55,6-11). - In quei giorni il profeta Isaia parlò e disse: Cercate il Signore quando può essere trovato, invocatelo quando è vicino. L'empio abbandoni la sua via, l'iniquo i suoi pensieri, e ritorni al Signore che ne avrà misericordia, al nostro Dio che largheggia nel perdono. Perché io non penso secondo i vostri pensieri; il mio modo di agire non è come il vostro, dice il Signore. E come i cieli sono sopra la terra, così le mie vie sono sopra le vostre, i miei pensieri sopra i vostri. E come la pioggia e la neve discende dal cielo e non vi torna più, ma penetra e feconda la terra o la fa germogliare, in modo da donare il seme al seminatore e il pane a colui che mangia; così sarà della mia parola che uscirà dalla mia bocca: non tornerà a me senza frutto, ma opererà tutto quello che io ho stabilito, e compirà tutte quelle cose per le quali l'ho mandata (nella mente degli uomini): così dice il Signore onnipotente.
    Confidenza e vigilanza.
    Il Profeta ci fa sapere da parte del Signore che, se il nostro ritorno sarà sincero, discenderà sopra di noi la sua misericordia. Invano l'uomo si sforzerà di misurare la distanza infinita che separa la somma santità di Dio dallo stato di sozzura in cui giace l'anima del peccatore; niente di tutto ciò impedirà la riconciliazione della creatura col suo Creatore. La sua onnipotente bontà creerà un cuor puro (Sal 50,12) nell'uomo che si pente, e "dove abbondò il peccato sovrabbonderà la grazia" (Rm 5,12). Come una pioggia benefica sopra una terra sterile ed arida scenderà dal cielo la parola del perdono, e quella terra produrrà una messe abbondante. Però il peccatore ascolti tutta la profezia. È forse padrone l'uomo d'accettare o rifiutare la parola che viene dall'alto? Può egli lasciarla cadere oggi, pensando che la raccoglierà forse più tardi, al termine della vita? No; perché Dio ci dice per bocca del Profeta: "Cercate il Signore quando può essere trovato, invocatelo quando è vicino". Dunque, non sempre possiamo trovare il Signore quando vogliamo, e neppure ci è sempre vicino. Dobbiamo stare attenti ai suoi momenti; è suonata l'ora della misericordia, poi verrà quella della giustizia. "Ancora quaranta giorni, e Ninive sarà distrutta" (Gn 3,4), gridava Giona per le strade di quella superba città. Ninive non lasciò passare i quaranta giorni senza tornare al Signore e senza placarlo col digiuno, sotto la cenere ed il cilizio: e Dio perdonò a Ninive. Noi dobbiamo immedesimarci dei sentimenti di quella città, colpevole ma pentita; non sfidiamo la divina giustizia, rifiutando la penitenza o adempiendola in maniera imperfetta. Può darsi che la Quaresima che stiamo celebrando sia l'ultima che ci ha preparato la divina bontà: se non ci convenissimo, chi sa se il Signore tornerà un'altra volta! Meditiamo le parole dell'Apostolo che si riferiscono a quelle di Isaia: "La terra la quale beve la pioggia che spesso cade su di lei, e produce utili erbe per chi la coltiva, riceve la benedizione di Dio; ma se non da che spine e triboli, non è stimata niente, sta per essere maledetta e va a finire sotto le fiamme" (Ebr 6,7-8).
    VANGELO (Mt 21,10-17). - In quel tempo: Entrando Gesù in Gerusalemme, tutta la città si commosse e ci si domandava: Chi è costui? E le turbe rispondevano: È Gesù, il Profeta di Nazaret di Galilea. E Gesù, entrato nel tempio di Dio, si mise a cacciare dal cortile dei gentili quelli che vi compravano e vendevano, e rovesciò le tavole dei cambiamonete e i banchi dei venditori di colombe, dicendo loro: Sta scritto: La casa mia sarà chiamata casa d'orazione; ma voi l'avete fatta una caverna di ladri. E si avvicinarono a lui nel tempio ciechi e zoppi, e li guarì. Ma i prìncipi dei sacerdoti e gli Scribi, avendo vedute le meraviglie da lui operate, ed i fanciulli che gridavano nel tempio: Osanna al figlio di David, gli dissero indignati: Senti quel ch'essi dicono? Si, replicò loro Gesù, e non avete mai letto: Per bocca dei fanciulli e dei lattanti hai resa perfetta la tua lode? Poi, lasciati loro, uscì fuori dalla città per recarsi a Betania, dove passò la notte.
    L'obbediente.
    La santa Quaresima è appena al suo inizio; ma prima che volga al termine assisteremo al supplizio del Giusto. Ecco rizzarsi davanti a lui i suoi implacabili nemici. A che prò i loro occhi furono testimoni dei suoi prodigi? L'invidia e la superbia hanno disseccato i loro cuori, ed essi non hanno voluto intendere nulla. Nel vedere Gesù esercitare un atto d'autorità nel tempio, quegl'infedeli custodi della casa di Dio ammutolirono; una meraviglia mista a terrore s'era impossessata di loro. Neppure fiatarono, quando Gesù chiamò il tempio sua casa, soggiogati com'erano dall'ascendente della sua virtù e temendo il suo potere sovrumano. Ora hanno ripreso la loro audacia; percosse le loro orecchie dalla voce dei fanciulli che gridano Osanna, s'indignano ed osano brontolare contro l'omaggio reso al figlio di David, che passa beneficando. Accecati dalla passione, questi dottori della Legge non sanno più riconoscere le profezie, ne costatarne l'avveramento. Si attuava appunto l'oracolo d'Isaia che abbiamo letto poco fa: perché non hanno voluto cercare il Signore quando l'avevano vicino, non sanno più riconoscerlo, anche quando parla loro. Lo sentono e lo benedicono i bambini, ma i sapienti d'Israele non vedono in lui che un nemico di Dio ed un bestemmiatore.
    Approfittiamo almeno noi della vita di Gesù, affinché non ci abbandoni come abbandonò quei falsi sapienti. Allentandosi da loro Gesù lasciò la città e ritornò a Betania nei pressi di Gerusalemme (Mt 21,17). Lì abitava Lazzaro, insieme alle due sorelle Marta e Maria Maddalena; lì pure s'era ritirata Maria, Madre di Gesù, nell'attesa del terribile avvenimento che stava per compiersi. San Girolamo fa notare, nel suo commento su S. Matteo, che la parola Betania significa casa dell'obbedienza; da ciò apprendiamo, che il Salvatore s'allontana dai cuori che si ribellano alla sua grazia, ed ama riposare in quelli obbedienti.
    Accogliamo l'intera lezione di Gesù e dimostriamo, in questi giorni di salute, con la nostra obbedienza alla Chiesa e la sottomissione alla guida della nostra coscienza, che finalmente riconosciamo dov'è riposta la nostra salute, cioè nell'umiliazione della nostra superbia e nella semplicità del nostro cuore.
    PREGHIAMO
    Salgano a te, o Signore, le nostre preghiere; e tu allontana dalla tua Chiesa ogni male.

    da: dom Prosper Guéranger, L'anno liturgico. - I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad. it. P. Graziani, Alba, 1959, p. 516-519.”




    “Preghiera di San Tommaso d'Aquino Prima dello studio

    O Signore, dammi intelligenza
    nell’apprendere, ordine nel sintetizzare,
    capacità nel ricordare e facilità nel parlare.
    Concedimi che io ardentemente desideri,
    chiaramente conosca
    e perfettamente compia ciò che a te piace.
    Fa che io non insuperbisca nelle circostan-
    ze liete, né mi abbatta nei momenti difficili.
    Fa che io non gioisca se non di quello che a
    Te conduce e non mi addolori se non di
    quello che da Te mi allontana.
    Mi sia gradito per Te il lavoro e mi sia
    sgradito il riposo senza di Te.
    Mi siano care tutte le tue creature, ma Tu,
    Dio, sopra di tutto. Amen.”






    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  4. #4
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    Lightbulb Re: San Tommaso d'Aquino

    7 MARZO 2018: MERCOLEDÌ DELLA TERZA SETTIMANA DI QUARESIMA; SAN TOMMASO D'AQUINO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA…



    Guéranger, L'anno liturgico - 7 marzo. San Tommaso d'Aquino, Dottore della Chiesa
    http://www.unavoce-ve.it/pg-7mar.htm
    “7 MARZO SAN TOMMASO D'AQUINO, DOTTORE DELLA CHIESA.”

    UNA VOCE VENETIA - 7 marzo 2013 San Tommaso d'Aquino Confessore e Dottore. Giovedì dopo la Terza Domenica di Quaresima
    http://www.unavoce-ve.it/013003-07Gquar3ve-bb.htm




    http://www.documentacatholicaomnia.e...rante),_IT.pdf



    Famiglia Aquino
    http://www.nobili-napoletani.it/aquino.htm






    San Tommaso d'Aquino - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-tommaso-daquino/
    «7 marzo, San Tommaso d’Aquino, Confessore e Dottore della Chiesa (Roccasecca, 1225 – Fossanova, 7 marzo 1274), gloria dell’Ordine domenicano e della teologia cattolica, definito “Doctor Angelicus”.

    “Nel Monastero di Fossanóva, presso Terracina, nella Campania, san Tommaso d’Aquino, Confessore e Dottore della Chiesa, delFOrdine dei Predicatori, assai illustre per la nobiltà del sangue, per la santità della vita e per la scienza della Teologia, dal Papa Leone decimoterzo dichiarato celeste Patrono di tutte le Scuole cattoliche”.
    O Signore, che rendeste sommamente distinto il vostro servo San Tommaso, per l’amore delicato alla santa purezza, per la scienza sublime delle cose divine, così da risplendere nella vostra Chiesa come Angelo e Maestro; noi vi preghiamo, che sull’esempio di lui, che non volle altro premio che la vostra gloria, noi pure, rimuovendo ogni vano ed orgoglioso desiderio, alla vostra gloria abbiamo ad indirizzare i nostri studi e nel solo e purissimo vostro amore trovare compenso e consolazione. Così sia.»





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    Il dolomitico aquinate - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/i...tico-aquinate/
    «Il dolomitico aquinate 7 marzo 2018
    Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 25/18 del 7 marzo 2018, San Tommaso d’Aquino
    Il dolomitico aquinate
    Oggi la Chiesa festeggia san Tommaso d’Aquino, gloria dell’Ordine domenicano e della teologia cattolica, definito da mons. Umberto Benigni nella “Storia Sociale della Chiesa” gigante dell’ortodossia e il dolomitico aquinate. San Tommaso era uno dei santi invocati in special modo dai membri del Sodalitium Pianum, l’associazione fondata da mons. Benigni per applicare il programma antimodernista tracciato da san Pio X, tra cui la difesa del tomismo osteggiato dai modernisti. In onore di san Tommaso pubblichiamo alcuni paragrafi dedicati all’Ordine domenicano tratti dalla “Storia Sociale della Chiesa” (La crisi medievale, vol. V, Casa Editrice Vallardi, pagg. 633 e 634).

    “I Domenicani
    Ed ecco l’Ordine domenicano. Compreso dall’intuito del bisogno, il Fondatore volle che i suoi frati si dessero alla predicazione professionale, e fossero mendicanti cioè fossero a contatto del popolo minuto che avrebbe avuto da loro la predica, muta, eloquente, dell’esempio, prima di quella della parola.
    Idea generosa ma non attuabile permanentemente. In grande accadde al domenicanesimo quello che in breve spazio era accaduto alla Scuola cristiana d’Alessandria. Cominciata come scuola catechetica, cioè a predicazione fissa, con Panteno, assorse naturalmente a più alto grado con Clemente Alessandrino e con Origene, e divenne quello che nel medioevo si sarebbe chiamato Studium od Università filosofico-teologica. Analogamente il domenicanesimo sorse colla predicazione, catechismo ambulante (e gli stessi 15 misteri del Rosario sono un embrione di catechismo). Ma questo primo stadio additava la via da ascendere, al dottorato professionale, al professorato.
    Ed ecco l’Ordine diventare quello dei grandi professori universitari con Alberto Magno e Tommaso d’Aquino, giù giù, malgrado la decadenza; giacché è gloria domenicana l’aver tentato la riforma cattolica prima della pseudo-riforma protestante, con riformatori indefessi come il beato Venturino da Bergamo (1304-46) in Lombardia. Le Confraternite del Rosario erano un grande strumento di riforma come i Terz’Ordini. Nell’arte sempre più «laica», si vede lo sforzo domenicano del beato Angelico. Nell’irrequieto e deviato Savonarola freme l’impeto della riforma che s’imponeva a tutti, dal Borgia ai popolino.
    Scoppiata la Riforma di Lutero e di Calvino si ebbe la rinascita contro-riformistica della scienza dei domenicani. Giacche se il frate predicatore Tetzel fece il guaio di liberare le anime del purgatorio colla contabilità del tintinnare dei soldi buttati nella cassetta delle elemosine, dando cosi occasione ai frementi nemici della Roma medicea di gridare con Hutten: «i denari, che mandate a Roma, vanno non a Cristo ma ai fiorentini», — scoppiata la bufera l’Ordine domenicano offerse alla Controriforma due insuperati teologi, gli spagnuoli Melchior Cano (1560) e Pietro de Soh (t 1563), fedeli maestri della tradizione tomista, che doveva avere in un altro grande scienziato spagnuolo, il gesuita Francesco Suarez, una divergenza fondamentale a cominciare dalla questione della essenza ed esistenza.
    Allora il convento domenicano si elevò automaticamente a qualche cosa di analogo della solenne abbadia, tanto più che vi si univa il formidabile potere inquisitoriale. È difficile concepire Torquemada in giro colla bisaccia fra due autodafé.
    Ma la mendicità primigenia, voluta ed attuata da Domenico in persona, fu provvidenziale, perchè introdusse il predicatore e prossimo inquisitore fra il popolo, nella simpatica popolare figura del frate mendicante, che fece la fortuna del francescano.
    Sulla cattedra universitaria, nel seggio di giudice «inquisitor contra haereticam pravitatem» il domenicano è una grande figura. Anche negli eccessi del Savonarola si sente la tempera del lottatore per la riforma cristiana.
    E nel gran quadro storico, Francesco e Domenico splendono come un radioso dittico, che i loro figli hanno dimenticato qualche volta nella sovreccitazione delle lotte di scuola. Ma resta sempre, vera e luminosa, l’antifona cantata dai due Ordini: «il cherubico Domenico ed il serafico Francesco c’insegnarono la legge tua, Signore!».”
    Per acquistare la ristampa della “Storia Sociale della Chiesa”:
    http://www.sodalitiumshop.it/epages/.../Products/099»





    http://www.centrostudifederici.org/w...AS-300x228.png








    Ligue Saint Amédée
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    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf
    7 mars : Saint Thomas d'Aquin, Docteur de l'Église (1226-1274) :: Ligue Saint Amédée
    “7 Mars : Saint Thomas d'Aquin, Docteur de l'Église (1226-1274)”







    “C'était le 7 mars 1965 : le futur "saint" Paul VI célébrait pour la première fois la "messe" dans la langue vernaculaire.”


    “La Ligue Saint Amédée n'invente rien. Nous souscrivons pleinement au Sodalitium Pianum de Mgr Benigni, approuvé par Saint Pie X.”
    Programme du Sodalitium Pianum - Sodalitium







    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    San Tommaso d'Aquino prega per noi.”






    "7 marzo 1874. Il Creatore e Redentore del genere umano fondò la Chiesa come suo regno visibile sulla terra non solo per trasmettere col soprannaturale carisma dell’infallibile magistero la sacra dottrina e per promuovere il culto divino del santo sacerdozio e la santificazione delle anime con il sacrificio e con i sacramenti, ma lo dotò anche di un proprio e pieno potere legislativo, giudiziario ed esecutivo per tutto ciò che riguarda il fine specifico del regno di Dio sulla terra. Il potere soprannaturale del governo della Chiesa è, per lo stesso volere di Gesù Cristo, del tutto diverso e indipendente dal potere politico. Il regno di Dio sulla terra è il regno di una società perfetta e, come tale, è sostenuto e governato da proprie leggi, da propri diritti, da propri capi che vigilano attentamente, sapendo di dover rendere conto delle anime non ai governanti della società civile, ma a Gesù Cristo, Principe dei pastori, che li ha costituiti pastori e maestri, non soggetti, nell’esercizio del ministero di salvezza, a nessun potere terreno (cf. Eb 13,17; Ef 4,11; 1Pt 5,2). Perciò, come spetta ai Vescovi il dovere di governare, così spetta a tutti i fedeli, secondo l’ammonimento dell’Apostolo, il dovere di ubbidire e di stare sottomessi a loro; e i popoli cattolici hanno il sacrosanto diritto di non essere ostacolati da un governo civile in questo compito, imposto da Dio, di seguire la dottrina, la disciplina e le leggi della Chiesa.
    Da S. S. Pio IX
    Vix dum a nobis"







    “Santa Messa Most Holy Trinity Seminary.”













    "Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico Radio Spada | Radio Spada ? Tagliente ma puntuale e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com "
    “7 marzo 2018: MERCOLEDÌ DELLA TERZA SETTIMANA DI QUARESIMA.”






    “7 MARZO 2018:SAN TOMMASO D'AQUINO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA.”






    “Il 7 marzo 1724 muore Papa Innocenzo XIII dei Conti di Segni, Sommo Pontefice.”



    “Il 7 marzo 1965 Paolo VI celebrava la prima messa in italiano.
    «Poiché la riforma liturgica ha tra i suoi fini principali l'abolizione degli atti e delle formule mistiche, ne segue necessariamente che i suoi autori debbano rivendicare l'uso della lingua volgare nel servizio divino. Questo è uno dei punti più importanti agli occhi dei settari. Il culto non è una cosa segreta, essi dicono: il popolo deve capire quello che canta. L'odio per la lingua latina è innato nel cuore di tutti i nemici di Roma: costoro vedono in essa il legame dei cattolici nell'universo, l'arsenale dell'ortodossia contro tutte le sottigliezze dello spirito settario, l'arma più potente del papato. Lo spirito di rivolta, che li induce ad affidare all'idioma di ciascun popolo, di ciascuna provincia, di ciascun secolo la preghiera universale, ha del resto prodotto i suoi frutti, e i riformati sono in grado ogni giorno di accorgersi che i popoli cattolici, nonostante le loro preghiere in latino, gustano meglio e compiono con più zelo i doveri del culto dei popoli protestanti. A ogni ora del giorno ha luogo nelle chiese cattoliche il servizio divino; il fedele che vi assiste lascia sulla soglia la sua lingua materna; al di fuori dei momenti di predicazione egli non intende che accenti misteriosi, che cessano di risuonare nel momento più solenne, il canone della messa. E tuttavia questo mistero lo affascina talmente che non invidia la sorte del protestante, quantunque l'orecchio di quest'ultimo non intenda mai suoni di cui non capisce il significato. Mentre il tempio riformato, una volta alla settimana, riunisce a fatica i cristiani puristi, la Chiesa papista vede senza posa i suoi numerosi altari assediati dai suoi religiosi figli; ogni giorno essi si allontanano dal loro lavoro per venire ad ascoltare queste parole misteriose che devono essere di Dio, perché nutrono la fede e leniscono i dolori. Riconosciamolo, è un colpo maestro del protestantesimo aver dichiarato guerra alla lingua sacra: se fosse riuscito a distruggerla, il suo trionfo avrebbe fatto un gran passo avanti. Offerta agli sguardi profani come una vergine disonorata, la liturgia, da questo momento, ha perduto il suo carattere sacro, e ben presto il popolo troverà eccessiva la pena di disturbarsi nel proprio lavoro o nei propri piaceri per andare a sentir parlare come si parla sulla pubblica piazza. Togliete alla Église française le sue declamazioni radicali e le sue diatribe contro la pretesa venalità del clero, e andate a vedere se il popolo continuerà a lungo ad andare a sentire il sedicente primate delle Gallie gridare: "Le Seigneur soit avec vous"; e altri rispondergli: "Et avec votre esprit". Tratteremo altrove, in modo specifico, della lingua liturgica.»
    (Dom Prosper Guéranger, "L'eresia antiliturgica e la riforma protestante del XVI secolo considerata nei suoi rapporti con la liturgia" - Institutions liturgiques, I², Paris, 1878, pp. 388-407. Traduzione italiana di Fabio Marino, pubblicata in "Civitas Christiana", Verona n° 7-9, 1997, 13-23).


    “È un governo che è stato inaugurato verso l'anno 30 e che, nonostante i "ministri", non è ancora caduto.”






    Tomistica. L?eccellenza del Tomismo | Radio Spada
    Le XXIV Tesi del Tomismo in estrema sintesi, per come sono state approvate da S. Pio X | Radio Spada
    La conoscenza di Dio mediante la ragione naturale e mediante la grazia, secondo S. Tommaso d?Aquino | Radio Spada
    Archivio per | Radio Spada











    Preghiera di San Tommaso d'Aquino Prima dello studio
    O Signore, dammi intelligenza
    nell’apprendere, ordine nel sintetizzare,
    capacità nel ricordare e facilità nel parlare.
    Concedimi che io ardentemente desideri,
    chiaramente conosca
    e perfettamente compia ciò che a te piace.
    Fa che io non insuperbisca nelle circostan-
    ze liete, né mi abbatta nei momenti difficili.
    Fa che io non gioisca se non di quello che a
    Te conduce e non mi addolori se non di
    quello che da Te mi allontana.
    Mi sia gradito per Te il lavoro e mi sia
    sgradito il riposo senza di Te.
    Mi siano care tutte le tue creature, ma Tu,
    Dio, sopra di tutto. Amen.”




    Luca, Sursum Corda!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

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    Lightbulb Re: San Tommaso d'Aquino

    11 aprile 2018: Mercoledì della seconda settimana dopo Pasqua San Leone Magno, Papa, confessore e dottore della Chiesa…








    «LE XI AVRIL. SAINT LÉON, PAPE ET DOCTEUR DE L'ÉGLISE.
    dom Prosper Guéranger, L’Année Liturgique - Le Temps Pascal, Paris-Poitiers, 1902, XIII ediz., t. II, p. 321-330.»


    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    «San Leone, papa e dottore, 11 aprile.»




    San Leone Magno - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-leone-magno/
    «11 aprile, San Leone I, Papa, Confessore e Dottore (390 ca – Roma, 10 novembre 461).

    “San Leone primo, Papa, detto Magno, Confessore e Dottore della Chiesa, il cui giorno natalizio si commemora il 10 novembre”.
    Guarda propizio, o Pastore eterno, al tuo gregge, e, per intercessione del beato Leone Sommo Pontefice, assisti con perpetua protezione quegli che stabilisti pastore di tutta la Chiesa.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...53-211x300.jpg









    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/
    "A. M. «Il grande San Leone, Papa e Dottore della Chiesa, superò tutti i suoi contemporanei in prudenza ed in santità. Era conosciuto anche per la sua eloquenza che trionfò di Attila, re degli Unni, e di Genserico, re dei Vandali, risparmiando così dai saccheggi e dalle profanazioni il Centro della Cristianità. La sua principale cura fu di combattere l'eresia, in particolare il Nestorianesimo secondo cui ci sarebbero state due persone in Gesù Cristo, ed il suo opposto, il Monofisismo secondo cui la natura divina di Nostro Signore avrebbe assorbito la natura umana. Si impegnò a fondo per propagare il Vangelo per le sue predicazioni ed i suoi scritti, e per riformare il Clero. Si addormentò nel Signore nell’anno 451.
    Preghiamo insistentemente e con fiducia affinché il Cielo ci conceda un Papa che ristabilisca l'ordine e ci guidi in questa così difficile conquista del Paradiso.»."











    http://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf
    "Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    11 aprile San Leone Magno, Pontefice, Confessore, Dottore della Chiesa, esempio immortale per l'umanità. Raffaello Sanzio, Incontro di San Leone Magno con Attila nei pressi del Mincio. Auguri a chi porta il nome di Leone e che Dio li benedica."






    «San Tommaso: come al re spetta fondare città o castelli e come scegliere la regione.
    In primo luogo dunque si deve esporre il compito del re a partire dalla fondazione della città o del regno. Infatti, come dice Vegezio, le nazioni più potenti ed i prìncipi famosi non poterono conseguire una gloria più grande del fondare nuove città o, per mezzo di qualche ampliamento, imporre il proprio nome a quelle fondate da altri. Ciò concorda con le parole della Sacra Scrittura. Dice infatti il Savio (Ecclesiastico, XL, 19) che «la fondazione di una città rende duraturo il nome». Infatti oggi si ignorerebbe il nome di Romolo, se non avesse fondato Roma. (...)
    Da San Tommaso d’Aquino, De regimine principum ad regem Cypri, Princìpi non negoziabili sulla società e sulla politica, Libro II, Capitolo I, Come al re spetta fondare città o castelli e come per questo deve scegliere luoghi temperati; e quali sono i vantaggi che da ciò provengono al regno, e, in caso contrario, quali svantaggi.»
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...a-regione.html
    https://www.sursumcorda.cloud/images...an-Tommaso.jpg





    «Perché una guerra sia giusta si richiedono tre cose. Primo, l'autorità del principe, per ordine del quale la guerra deve essere proclamata. Infatti una persona privata non ha il potere di fare la guerra: poiché essa può difendere il proprio diritto ricorrendo al giudizio del suo superiore. E anche perché non appartiene a una persona privata il raccogliere la moltitudine, cosa indispensabile nelle guerre. Siccome invece la cura della cosa pubblica è riservata ai principi, spetta ad essi difendere il bene pubblico della città, del regno o della provincia a cui presiedono. E come lo difendono lecitamente con la spada contro i perturbaturi interni quando puniscono i malfattori, secondo le parole dell'Apostolo [Rm 13, 4]: "Non invano l'autorità porta la spada: è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male", così spetta ad essi difendere lo Stato dai nemici esterni con la spada della guerra. Per cui ai principi viene anche detto nei Salmi [81, 4]: "Salvate il debole e l'indigente, liberatelo dalle mani dell'empio". Per cui S. Agostino [Contra Faustum 22, 75] scrive: "L'ordine naturale, adattato alla pace dei mortali, esige che risieda presso i principi l'autorità e la deliberazione di ricorrere alla guerra". Secondo, si richiede una causa giusta: cioè una colpa da parte di coloro contro cui si fa la guerra. Scrive perciò S. Agostino [Quaest. in Iosue 10]: "Si sogliono definire giuste le guerre che vendicano delle ingiustizie: cioè nel caso in cui si tratti di debellare un popolo o una città che hanno trascurato di punire i delitti dei loro sudditi, o di restituire ciò che era stato tolto ingiustamente". Terzo, si richiede che l'intenzione di chi combatte sia retta: cioè che si miri a promuovere il bene e a evitare il male. Per cui scrive ancora S. Agostino [De civ. Dei 19, 12]: "Presso i veri adoratori di Dio sono pacifiche anche le guerre, che vengono fatte non per cupidigia o per crudeltà, ma per amore della pace, ossia per reprimere i malvagi e soccorrere i buoni". Può infatti capitare che, pur essendo giusta la causa e legittima l'autorità di chi dichiara la guerra, tuttavia la guerra sia resa illecita da una cattiva intenzione. Dice perciò S. Agostino [Contra Faustum 22, 74]: "La brama di nuocere, la crudeltà nel vendicarsi, lo sdegno implacabile, la ferocia nel guerreggiare, la smania di sopraffare e altre cose del genere sono giustamente riprovate nella guerra". Dalla Somma Th., II, II, 40: La guerra.»











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    "Nota di Radio Spada; continua oggi, nella festa di San Leone Magno, questa rubrica radiospadista che durerà sino al compimento dell’Ottava di Pentecoste, dedicata all’esercizio del cattolicesimo militare e ai grandi condottieri cattolici."

    «11 aprile 2018: San Leone Magno, Papa, confessore e dottore della Chiesa.
    Sommo Pontefice dal 29 settembre 440 al 10 novembre 461.

    Arcidiacono (430), consigliere di Celestino I e di Sisto III, inviato da Valentino a pacificare le Gallie, venne eletto papa nel 440 circa. Fu un papa energico, avversò le sopravvivenze del paganesimo; combatté manichei e priscillanisti. Intervenne d’autorità nella polemica cristologica che infiammava l’Oriente, convocando il concilio ecumenico di Calcedonia, nel quale si proclamava l’esistenza in Cristo di due nature, nell’unica persona del Verbo. Nel 452 fu designato dal debole imperatore Valentiniano III a guidare l’ambasceria romana inviata ad Attila. I particolari della missione furono oscuri: è solo che il re degli Unni, dopo l’incontro con la delegazione abbandonò l’Italia. Quando Genserico nel 455 entrò in Roma, Leone ottenne dai Vandali il rispetto della vita degli abitanti, ma non poté impedire l’atroce saccheggio dell’Urbe. Dotato di un alto concetto del pontificato romano, fece rispettare ovunque la primazia del vescovo di Roma. Compose anche preghiere contenute nel “Sacramentario Veronese”. Benedetto XIV, nel 1754 lo proclamò dottore della Chiesa, E’ il primo papa che ebbe il titolo di Magno.»






    “L'11 aprile 1567 Pio V, Pontefice Massimo, con la bolla “Mirabilis Deus”, conferisce a San Tommaso d’Aquino il titolo di Dottore della Chiesa, confermandogli canonicamente l’appellativo di "Angelico", dovuto al fatto che il Santo «fu paragonato, a buon diritto, ai santi spiriti angelici non meno per l'innocenza che per l'ingegno».”






    “L'11 aprile 1903 moriva a Lucca Santa Gemma Galgani, vergine.”






    “Regina Prophetarum, ora pro nobis.”











    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    https://liguesaintamedee.ch/saint-du...ril-saint-leon
    “11 avril : Saint Léon le Grand, Pape (398-461).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...saint_leon.jpg









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    Lightbulb Re: San Tommaso d'Aquino

    18 luglio 2018: SAN CAMILLO DE LELLIS, confessore, fondatore dei Camilliani (Bucchianico, 25 maggio 1550 - Roma, 14 luglio 1614); diciottesimo giorno del MESE dedicato alla devozione al PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO…
    Anniversario della canonizzazione di San Tommaso d'Aquino, avvenuta il 18 luglio 1323, da parte di Papa Giovanni XXII e della promulgazione della Costituzione dogmatica “Pastor Aeternus” sull’infallibilità papale, approvata il 18 luglio 1870 al Concilio Vaticano da Papa Pio IX...
    VIVA IL PASTORE ETERNO!!!




    http://www.unavoce-ve.it/gueranger.htm
    “San Camillo de Lellis, confessore, 18 luglio.”
    “Commemorazione di santa Sinforosa e dei suoi sette figli, martiri, lo stesso giorno.”



    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.it

    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...b1&oe=5BD5AF71





    “SAN CAMILLO DE LELLIS
    Confessore.
    Doppio.
    Paramenti bianchi.
    Nascita: Bucchianico, 25 maggio 1550.
    Morte: Roma, 14 luglio 1614.
    Beatificazione: 1742 da Papa Benedetto XIV.
    Canonizzazione: 1746 da Papa Benedetto XIV.
    Santuario principale: Chiesa della Maddalena, Roma.
    Attributi: croce rossa sulla tunica.
    Patrono di: Abruzzo, malati, ospedali, personale ospedaliero.
    SANTA MESSA

    Oggi la Chiesa festeggia un Santo la cui carità ebbe specialmente per oggetto Gesù nel prossimo (Communio). Nato a Bucchianico nel 1550, nel regno di Napoli dalla nobile famiglia de Lellis, san Camillo, dopo una vita dissoluta si convertì a Gesù Cristo nel 1275. Entrò nell'Ordine dei Cappuccini, ma una piaga in una gamba l'obbligò per due volte ad uscirne. Dio, infatti, lo destinava a fondare una nuova congregazione consacrata al servizio degli infermi. Infatti, nel 1582 fondava a Roma quella che sarà la Congregazione dei Chierici Regolari Ministri degli infermi. Ottenne dalla Santa Sede l'approvazione del suo Istituto. Ispirandosi all'esempio di Gesù, che è morto per noi (Epistola) e che ha detto non esservi maggior prova d'amore che dare la propria vita per gli altri (Introito, Vangelo), i religiosi si impegnano ad assistere gli ammalati, anche se affetti da peste. San Camillo, come il suo Istituto, ricevette da Dio la grazia tutta speciale di aiutare vittoriosamente le anime nella lotta suprema dell'agonia (Orazione, Segreta); perciò il nome di questo Santo venne inserito dalla Chiesa nelle Litanie degli agonizzanti, e Leone XIII lo proclamò patrono degli Ospedali. Il suo confessore, san Filippo Neri, lo preparò al sacerdozio, che ricevette nel 1583. Gravemente malato, nel 1607 lasciò la direzione dell'Ordine, ma continuò ad assistere i malati fino alla morte, avvenuta a Roma il 14 luglio 1614. Fu beatificato il 7 aprile 1742 da Benedetto XIV, che pure lo canonizzò il 29 giugno 1746. È Patrono degli ospedali, dei malati e degli infermieri.
    * Camillo nacque a Bucchianico, nella diocesi di Chieti, dalla nobile famiglia De Lellis e da madre sessantenne, la quale, mentre lo portava nel seno, vide in sogno di aver dato alla luce un bambino munito del segno della croce sul petto, che precedeva una schiera di bambini recanti lo stesso segno. Giovanetto seguì la carriera militare lasciandosi andare per qualche tempo ai vizi del mondo; ma a venticinque anni fu così illuminato dalla grazia e concepì tanto dolore d'aver offeso Dio, che, versate all'istante moltissime lacrime, risolvette fermamente di lavare incessantemente le sozzure della vita passata, e di diventare un uomo nuovo. Quindi lo stesso giorno che accadde ciò, festa della Purificazione della beatissima Vergine, corse dai frati Minori, detti Cappuccini, pregandoli istantissimamente di riceverlo fra loro. Due volte gli venne accordato quanto domandava; ma riapertasi di nuovo una orribile ulcera di cui aveva sofferto precedentemente alla gamba, si sottomise umilmente al disegno della divina provvidenza, che lo riservava a cose più grandi; e, vincendo se stesso, lasciò due volte l'abito di quest'ordine, che due volte aveva sollecitato e ricevuto.
    Partito per Roma, fu ricevuto nell'ospedale degli Incurabili; di cui poi a motivo della sua provata virtù, gli fu affidata l'amministrazione, che tenne colla massima integrità e sollecitudine veramente paterna. Stimandosi il servo di tutti i malati, si faceva un dovere di rifare loro i letti, far le pulizie, medicarne le ulceri, e di soccorrerli nell'ultima agonia con pie preghiere ed esortazioni; nei quali uffici diede illustri esempi di ammirabile pazienza, di invincibile fortezza e d'eroica carità. Ma avendo compreso come la conoscenza delle lettere l'avrebbe aiutato moltissimo nell'unico fine che aveva di soccorrere le anime degli agonizzanti, non si vergognò, a trentadue anni d'età di mescolarsi coi bambini per apprendere i primi elementi della grammatica. Ordinato in seguito sacerdote regolarmente, gettò, di concerto con alcuni compagni unitisi a lui, le fondamenta della congregazione dei Chierici regolari a servizio degl'infermi, nonostante gli sforzi contrari del nemico del genere umano. E Camillo, incoraggiato miracolosamente da voce celeste partita dall'immagine d'un Crocifisso che, con stupendo prodigio, gli stendeva le mani, staccate dal legno, ottenne dalla Sede apostolica l'approvazione del suo ordine, obbligando i religiosi con un quarto voto assai arduo, di assistere gli ammalati anche infetti di peste. Quanto questo istituto fosse accetto a Dio e proficuo alla salute delle anime lo provò l'attestazione di san Filippo Neri, confessore di Camillo, d'aver visto spesso degli Angeli suggerire le parole ai discepoli di questo, mentre soccorrevano i moribondi nell'agonia.
    Votatosi con legami sì stretti al servizio dei malati, stupisce con quale zelo vigilava ai loro bisogni di notte e di giorno, fino all'ultimo istante della vita, senza lasciarsi vincere da alcuna fatica, senza temere alcun pericolo della vita. Facendosi tutto a tutti, si prendeva gli uffici più bassi con cuore pronto e allegro, colla più umile condiscendenza, compiendoli per lo più in ginocchio, come se vedesse Cristo medesimo negl'infermi; e per trovarsi più pronto ai bisogni di tutti, rinunziò spontaneamente al governo generale dell'ordine e alle delizie celesti onde era inondato nella contemplazione. Il suo paterno amore per i disgraziati si mostrò massimamente allorché Roma fu provata prima con una malattia contagiosa, e poi con una carestia estrema, e allorché una terribile peste devastò Nola nella Campania. Finalmente arse di tale carità verso Dio e verso il prossimo, da meritare di essere chiamato un angelo, e da essere soccorso dagli Angeli in diversi pericoli nei suoi viaggi. Dotato del dono di profezia e delle guarigioni, scoprì anche i segreti dei cuori; e per le sue preghiere ora si moltiplicarono i viveri, ora l'acqua si cambiò in vino. Affranto dalle veglie, dai digiuni e dall'assiduo lavoro, sembrando ormai non più che pelle e ossa, dopo aver sopportato coraggiosamente cinque lunghe e moleste malattie, che egli chiamava le misericordie del Signore, munito, dei sacramenti, tra i soavissimi nomi di Gesù e Maria, a quelle parole: «Il volto di Cristo ti appaia dolce e giulivo» nell'ora predetta, si addormentò nel Signore, a Roma, il 14 Luglio nell'anno della salute 1614, sessantesimoquinto della sua età. Illustrato da più miracoli, Benedetto XIV l'iscrisse solennemente nell' albo dei Santi, e Leone XIII, dietro istanza dei vescovi del mondo e con decreto della Sacra Congregazione dei Riti, lo dichiarò celeste patrono di tutti gli ospedali e infermi ovunque esistenti, e ordinò l'invocazione del suo nome nelle litanie degli agonizzanti.
    - Al Vangelo.
    ** Omelia di sant'Agostino Vescovo.
    Trattato 83 su Giovanni.
    Che pensare, fratelli miei? C'è forse un comandamento solo di amarci l'un l'altro? E non ve n'è forse un altro, più grande, quello di amare Dio? O meglio Dio ci comanda solo d'amarci, senza curarsi di altro? Evidentemente l'Apostolo raccomanda tre cose, quando dice: «Ora poi resta la fede, la speranza e la carità, queste tre cose, la più grande però di queste è la carità» (1 Cor 13,13). E se la carità, cioè l'amore perché racchiude gli altri due precetti, si dice che è maggiore, non però si dice che è sola. Così riguardo alla fede quante cose ci sono comandate, e quante intorno alla speranza! Chi può raccoglierle tutte, chi è capace di enumerarle? Ma consideriamo ciò che dice lo stesso Apostolo: «La carità è l'adempimento della legge» (Rom 13,10).
    Ora che cosa può mancare dov'è la carità? E che cosa mai può giovare ove ella non è? Il demonio crede, ma non ama: chi non crede niente, non ama affatto. Così chi non ama, benché non gli sia tolta la speranza del perdono, pure lo spera invano; ma chi ama non può disperarsi. Pertanto dov'è l'amore, c'è di necessità anche la fede e la speranza; e dov'è l'amore del prossimo c'è pure e di necessità l'amore di Dio. Infatti, se uno non ama Dio, come potrà amare il prossimo come se stesso? E chi è che non ami neppure se stesso? È l'empio e l'iniquo; che chi ama l'iniquità, certo non ama, ma odia l'anima sua.
    Manteniamoci dunque fedeli a questo comandamento del Signore, di amarci gli uni gli altri, e osserveremo tutti gli altri suoi comandamenti, perché tutti gli altri comandamenti sono compresi in questo. Certo, questo amore si distingue da quell'amore con cui reciprocamente si amano gli uomini in quanto uomini; ed è per distinguerlo da esso che il Signore aggiunge: Come io ho amato voi. E perché ci ama Cristo, se non perché possiamo regnare con lui? A questo fine dunque noi dobbiamo amarci, in modo che il nostro amore si distingua da quello degli altri, che non si amano a questo fine perché neppure si amano. Coloro che invece si amano al fine di possedere Dio, si amano davvero: per amarsi, quindi, amano Dio. Questo amore non esiste in tutti gli uomini: sono pochi, anzi, quelli che si amano affinché Dio sia tutto in tutti (cf. 1 Cor 15, 28).”
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    “SANTA SINFOROSA E I SUOI SETTE FIGLI
    Martiri.
    Paramenti rossi.
    Morte: Tivoli, 138 circa.
    Attributi: sette figli; palma del martirio.
    Patrona di: Roccadaspide; Tossicia; San Chirico Raparo; Tivoli (compatrona).
    SANTA MESSA
    Si commemorano a Tivoli Santa Sinforosa, moglie di san Getulio Martire, e i sette suoi figli, Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio. La madre, sotto il Principe Adriano, per l'insuperabile costanza, prima fu lungamente percossa con guanciate, quindi sospesa per i capelli, e da ultimo legata ad un sasso, precipitata nel fiume; i figli poi, legati a pali e stirati cogli argani, con diverso genere di morte compirono il martirio. I loro corpi furono trasportati a Roma, e, sotto il Papa Pio IV, furono ritrovati nella Diaconia di sant'Angelo in Pescheria.

    * Sinforosa di Tivoli, sposa del Martire Getulio ebbe da lui sette figli, Crescenzio, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio; i quali tutti furono arrestati con la loro madre sotto l'imperatore Adriano, perché professavano la fede cristiana. La loro pietà rimanendo invincibile in mezzo a numerosi e diversi tormenti, la madre, che era stata la maestra dei suoi figli nella fede, fu così anche loro di guida al martirio. Infatti attaccatale una pietra al collo, fu precipitata nel fiume: suo fratello Eugenio ne raccolse il corpo e lo seppellì. Il giorno dopo che fu il 18 di Luglio, i sette fratelli attaccati a dei pali furono uccisi in diverse maniere: Crescenzio venne sgozzato; Giuliano ebbe trafitto il petto; Nemesio ebbe perforato il cuore; Primitivo fu trapassato nell'ombelico; Giustino fatto a pezzi; Statteo trafitto con frecce; Eugenio fu squartato in due parti. Così furono immolate a Dio otto ostie accettissime. I loro corpi gettati in una fossa profonda sulla via Tiburtina a nove miglia da Roma, furono poi trasportati a Roma e deposti nella chiesa di sant'Angelo in Pescheria.
    * Santa Sinforosa era la moglie di San Getulio. Sulla via Tiburtina, al IX milliario (oggi km. 17,450) viveva una donna chiamata Sinforosa con i suoi 7 figli che si chiamavano Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio. La donna viveva nei pressi della maestosa villa dell'imperatore Adriano, colui che aveva ordinato la morte del marito Getulio, del cognato Amanzio e dell'amico di questi Primitivo. L'imperatore Adriano dopo aver ultimato la sua grandiosa villa, si dice che volesse, prima di inaugurarla, consultare gli dei, i quali gli dissero, che la vedova Sinforosa e i suoi sette figli, li "straziavano ogni giorno invocando il suo Dio, perciò, se Sinforosa e i suoi figli sacrificheranno per loro, essi faranno quanto l'imperatore gli chiedeva". Adriano allora, chiamò il prefetto Licinio, e ordinò che Sinforosa fosse insieme ai suoi figli arrestata e condotta al tempio di Ercole. Poi con lusinghe, con minacce e con ricatti, cercò di farla desistere e a sacrificare agli idoli, ma la Santa con animo nobile si appella all'esempio di Getulio e degli altri compagni di martirio del marito. Visto che la donna non si piegava ai suoi voleri, l'imperatore rinnovò di sacrificare insieme ai suoi figli agli dei pagani, oppure sarebbero stati sacrificati essi stessi, ma la Santa fu irremovibile, come pure lo fecero i suoi sette figli. L'imperatore, visto vano ogni tentativo, ordinò che Santa Sinforosa fosse torturata a sangue. Dalla tortura però l'imperatore non ci ricavò nulla, e spazientito da quella resistenza, diede ordine alle guardie di legare un grosso sasso al collo di Sinforosa, e di gettarla nel fiume Aniene, affinché annegasse. Poi venne la volta dei figli; furono presi da parte, e l'imperatore chiese a loro di sacrificare agli dei. Vista la resistenza dei ragazzi, ordinò che fossero condotti anch'essi al tempio di Ercole, dove con minacce e con lusinghe tentava condurli dalla sua parte; ma visto che non ci riusciva, né con le buone né con le cattive, l'imperatore ordinò che tutti e sette fossero posti alla tortura, ed infine fossero trafitti con la spada, poi li fece gettare in una fossa comune e profonda del territorio tiburtino, che i pontefici chiamarono "ai sette assassinati". Dopo circa 2 anni, essendosi calmato il furore delle persecuzioni contro i cristiani, il fratello della martire Sinforosa, Eugenio "principalis curiae Tiburtinae", ne raccolse i corpi e li seppellì "in suburbana eiusdem civitatis". Il giorno 18 luglio il M.R. riporta quanto segue: "A Tivoli santa Sinforosa, moglie di san Getulio Martire, con sette suoi figlioli, cioè Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio. La loro madre, sotto il Principe Adriano, per l'insuperabile costanza, prima fu lungamente percossa con guanciate, quindi sospesa per i capelli, e da ultimo legata ad un sasso, precipitata nel fiume; i figli poi, legati a pali e stirati cogli argani, con diverso genere di morte compirono il martirio. I loro corpi furono trasportati a Roma, e sotto il Papa Pio quarto, furono ritrovati nella Diaconia di sant'Angelo in Pescheria". La passio ci dice ancora che il "Natalis vero sanctorum martyrum Christi beatae Symphorosae et septem filiorum ejus Crescentis, Juliani, Nemesii, Primitivi, Justini, Stattei et Bugenii celebratur sub die XV Kalendas Augusti. Eorum corpora requiescunt in Via Tiburtina milliario ab Urbe nono…". Oggi noi consociamo una chiesa dedicata alla Santa nei pressi di Bagni di Tivoli. Durante le lotte per le investiture tra papato e impero, l'imperatore Enrico V nel ricondurre Papa Pasquale II a Roma, si accampò nel "Campo qui Septem fratum dicitur", dove un tempo si vedevano dei ruderi di un'antica chiesa dedicata a Santa Sinforosa e sette figli, e dove i proprietari di questo terreno hanno eretto nel 1939, proprio sulla collinetta dinanzi al nuovo santuario, una magnifica cappella, dedicandola a questa Santa e ai suoi sette figli martiri.
    Autore: Andrea Del Vescovo.
    P.S. La Commemorazione è già presente nel link della Santa Messa di San Camillo de Lellis.”
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    San Camillo - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-camillo/
    «18 luglio, San Camillo de Lellis, Confessore (Bucchianico, 25 maggio 1550 – Roma, 14 luglio 1614).

    “San Camillo de Lellis, Sacerdote e Confessore, Fondatore dei Chierici Regolari ministri degli infermi, celeste Patrono degli ospedali ed infermi, il cui giorno natalizio è ricordato il quattordici di questo mese”.
    O Glorioso San Camillo, protettore dei sofferenti, volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Volgi lo sguardo tuo clemente sul tuo popolo fedel! Zelantissimo San Camillo, pieno di carità hai aiutato pazientemente ogni sorta d’infermi, vivendo interi anni al loro servizio negli ospedali. Li stringevi al tuo petto con tenerissimo amore e li aiutavi a sopportare le sofferenze delle malattie più penose e ributtanti. Infiamma anche noi di quella carità, che è il vero distintivo dei seguaci di Cristo. Quando poi saremo ammalati, vieni accanto al letto dei nostri dolori ad implorarci il dono della rassegnazione alla volontà di Dio, e quelle grazie spirituali e corporali che saranno più utili al bene delle nostre anime. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...ds/camillo.jpg







    www.sursumcorda.cloud
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/?fref=nf

    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    Preghiera al Santo del giorno.
    In nómine Patris
    et Fílii
    et Spíritus Sancti.
    Amen.

    Eterno Padre, intendo onorare sant’Emiliàno Martire, il quale al tempo di Giuliàno l’Apóstata, sotto il Preside Capitolino, gettato in una fornace, ricevette la palma del martirio. Vi rendo grazie per tutte le grazie che Voi gli avete elargito. Vi prego di accrescere la grazia nella mia anima per i meriti di questo santo Martire, ed a lui affido la fine della mia vita tramite questa speciale preghiera, così che per virtù della Vostra bontà e promessa, sant’Emiliàno possa essere mio avvocato e provvedere tutto ciò che è necessario in quell'ora. Così sia.”

    “18 luglio, San Camillo de Lellis.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...0b&oe=5BD2CFA2

    “Signore mio Gesù Figliuolo di Dio vivo. Concedimi la grazia di aspirare a Te con tutta l’estenzione del mio cuore e dei miei desideri e con animo sitibondo del Tuo amore, fa ch’io respiri in Te solo, o dolcissimo e soavissimo mio Signore, e che tutte le potenze del mio spirito, tutti gli affetti miei sospirino appresso di Te solo, che sei la vera felicità! Imprimi misericordiosissimo mio Signore, col Tuo Preziosissimo Sangue, la forma delle Tue Sacratissime piaghe sul mio cuore, affinché in esse io legga il dolore e l’amor Tuo egualmente. E fa che la rimembranza delle Tue ferite, restandovi eternamente scolpita, ecciti in me il dolore e la compassione verso di Te, e vi riaccenda il fuoco del Tuo amore. Degnati parimenti di concedermi che ogni creatura mi sia vile, e che Tu solo abiti soavemente nel cuor mio.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...74&oe=5BE8758A











    Ligue Saint Amédée
    http://www.SaintAmedee.ch
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/?fref=nf

    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»

    https://liguesaintamedee.ch/saint-du...ille-de-lellis
    "18 Juillet : Saint Camille de Lellis, Fondateur d'Ordre (1549-1614)"
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...lle_lellis.jpg





    "18 juillet 1009 : décès du Pape Jean XVII."
    "18 juillet 1100 : décès de Godefroy de Bouillon, premier roi chrétien de Jérusalem."
    "18 juillet 1216 : élection du pape Honorius III."
    "18 juillet 1323 : canonisation de saint Thomas d'Aquin par le Pape Jean XXII."
    "18 juillet 1809 : Napoléon écrit à Fouché :"Je suis fâché qu'on ait arrêté le Pape ; c'est une grande folie... Mais enfin, il n'y a point de remède ; ce qui est fait est fait."."

    "18 juillet 1870 : le Concile de Vatican I définit le dogme de l'infaillibilité pontificale.

    Le 1er concile œcuménique du Vatican se tient du 8 décembre 1869 au 20 octobre 1870. Convoqué par Pie IX, il condamne le modernisme et définit l'infaillibilité pontificale ; il est interrompu, quand les troupes italiennes envahissent Rome.
    Suspendu sine die, il n'est jamais re-convoqué. Le 18 juillet 1870, Pie IX peut malgré tout définir que le double dogme de la primauté universelle de droit divin et l'infaillibilité pontificale étaient des vérités de foi divinement révélées."

    https://liguesaintamedee.ch/saint-du...herine-laboure
    "18 juillet 1830 : apparitions de Notre Dame à Sainte Catherine Labouré en la chapelle Notre-Dame-de-la-Médaille-miraculeuse de la rue du Bac. De juillet à décembre 1830, sœur Catherine, jeune "novice" des Filles de la Charité, reçoit l'immense faveur de s'entretenir trois fois avec la Vierge Marie.
    Catherine Labouré raconte que ce jour en la Saint-Vincent, elle est réveillée par un petit enfant qui lui dit :
    « Ma sœur, tout le monde dort bien ; venez à la chapelle ; la Sainte Vierge vous attend. »
    Croyant rêver, Catherine se lève, s'habille et suit l'enfant « portant des rayons de clarté partout où il passait ». Arrivée à la chapelle, Catherine entend bientôt « comme le froufrou d'une robe de soie ». La Sainte Vierge est là, resplendissante, et lui parle pendant deux heures, lui confiant que Dieu a une difficile mission pour elle.
    « Venez au pied de cet autel. Là, les grâces seront répandues sur toutes les personnes qui les demanderont avec confiance et ferveur.»”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati..._catherine.jpg









    18 luglio
    http://www.preghiereperlafamiglia.it.../18-luglio.htm
    "LA REGINA DEL PREZ.MO SANGUE
    18° GIORNO
    MEDITAZIONE

    La Madonna è il dono più bello che Dio ci ha fatto, dopo l'Eucarestia. Ella non solo è la Madre di Dio, il capolavoro della Redenzione, la Piena di Grazia, la Benedetta fra le donne, ma è anche la nostra Madre dolcissima! Il mondo cristiano esulta al suo nome e si rifugia all'ombra del suo manto. Orbene tutta la grandezza di Maria scaturisce dal Prezioso Sangue: la Carne di Cristo è carne di Maria, il Sangue di Cristo è sangue di Maria: perciò noi la invochiamo col bel titolo di Regina del Preziosissimo Sangue! Per singolare privilegio in Lei non fu cancellata la colpa, come in ogni altra creatura, ma dovendo essere la fonte purissima dalla quale doveva zampillare il Sangue di Gesù, proprio in previsione dei meriti del Prez.mo Sangue, fu concepita senza peccato originale. Esultiamo per aver ricevuto da Dio una Madre così eccelsa e così dolce e guardiamola ai piedi della croce, dove offre all'Eterno Padre il Sangue del suo caro Figlio per il nostro riscatto. La sua anima è trafitta dalla spada del dolore e le sue lacrime sono le più amare che una madre abbia mai versato sulla terra. Guardiamo con quanto amore accoglie tutta l'umanità che Gesù le affida nella persona dell'apostolo S. Giovanni! Guardiamo come su lei cade quel Sangue affinché lo riversi su di noi poveri peccatori! Consideriamo come Dio l'ha costituita canale di grazia, dispensiera dei suoi tesori, nostra potente avvocata presso il trono dell'Agnello! O Maria, Regina del Prez.mo Sangue, fa' che anche l'anima mia rosseggi del Sangue divino del tuo Figliuolo, difendimi dagli assalti del demonio, specialmente in punto di morte, ottienimi la contrizione dei peccati e la perseveranza finale.
    ESEMPIO
    Una delle devozioni più care a S. Gaspare del Bufalo fu quella alla Regina del Prez.mo Sangue. Fece dipingere un quadro della Madonna con il Bambino Gesù sulle ginocchia, che stringe in mano il calice del suo Sangue. E la Vergine dimostrò, con molti prodigi, quanto le fosse cara una tale devozione. Molte volte, durante le prediche, il Santo fermava la pioggia benedicendo il cielo con quella prodigiosa immagine. Ad un gruppo di devoti, venuti da lontano ad ascoltarlo e che non potevano far ritorno perché si era scatenato un furioso temporale, consegnò quel quadro ed essi, pur camminando sotto la pioggia, giunsero perfettamente asciutti alle loro case. Davanti a quell'effige con la recita di tre Ave Maria, guarì istantaneamente un contadino che si era ferito gravemente ad un dito. Presso Albano Laziale, invocando il Nome della Vergine, salvò da sicura morte un confratello missionario che era precipitato con la carrozza dall'alto di un ponte. Moltissime volte, mentre predicava, fu vista una luce misteriosa scendere dal Cielo e inondare sia l'Immagine della Madonna, sia il volto del Santo. Imitiamo S. Gaspare in questa devozione tanto efficace, uniamo l'amore alla Vergine con quello al Prez.mo Sangue e saremo certamente ricolmi di celesti favori. Ma, in modo particolare, evitiamo il peccato, che rinnova le trafitture al Cuore adorabile della nostra Madre celeste.
    Fioretto. - Celebrerò con devozione le Feste della Madonna e in modo particolare quella della Vergine Addolorata.
    Giaculatoria. -"

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    “18 luglio 2018: San Camillo de Lellis, confessore e patrono degli infermieri, fondatore dei Camilliani.”
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    “18 luglio 2018: Santa Sinforosa e sette figli martiri.

    Santa Sinforosa era la moglie di San Getulio. Sulla via Tiburtina, al IX milliario (oggi km. 17,450) viveva una donna chiamata Sinforosa con i suoi 7 figli che si chiamavano Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio. La donna viveva nei pressi della maestosa villa dell'imperatore Adriano, colui che aveva ordinato la morte del marito Getulio, del cognato Amanzio e dell'amico di questi Primitivo. L'imperatore Adriano dopo aver ultimato la sua grandiosa villa, si dice che volesse, prima di inaugurarla, consultare gli dei, i quali gli dissero, che la vedova Sinforosa e i suoi sette figli, li "straziavano ogni giorno invocando il suo Dio, perciò, se Sinforosa e i suoi figli sacrificheranno per loro, essi faranno quanto l'imperatore gli chiedeva". Adriano allora, chiamò il prefetto Licinio, e ordinò che Sinforosa fosse insieme ai suoi figli arrestata e condotta al tempio di Ercole. Poi con lusinghe, con minacce e con ricatti, cercò di farla desistere e a sacrificare agli idoli, ma la Santa con animo nobile si appella all'esempio di Getulio e degli altri compagni di martirio del marito. Visto che la donna non si piegava ai suoi voleri, l'imperatore rinnovò di sacrificare insieme ai suoi figli agli dei pagani, oppure sarebbero stati sacrificati essi stessi, ma la Santa fu irremovibile, come pure lo fecero i suoi sette figli. L'imperatore, visto vano ogni tentativo, ordinò che Santa Sinforosa fosse torturata a sangue. Dalla tortura però l'imperatore non ci ricavò nulla, e spazientito da quella resistenza, diede ordine alle guardie di legare un grosso sasso al collo di Sinforosa, e di gettarla nel fiume Aniene, affinché annegasse. Poi venne la volta dei figli; furono presi da parte, e l'imperatore chiese a loro di sacrificare agli dei. Vista la resistenza dei ragazzi, ordinò che fossero condotti anch'essi al tempio di Ercole, dove con minacce e con lusinghe tentava condurli dalla sua parte; ma visto che non ci riusciva, ne con le buone e ne con le cattive, l'imperatore ordinò che tutti e sette fossero posti alla tortura, ed infine fossero trafitti con la spada, poi li fece gettare in una fossa comune e profonda del territorio tiburtino, che i pontefici chiamarono "ai sette assassinati". Dopo circa 2 anni, essendosi calmato il furore delle persecuzioni contro i cristiani, il fratello della martire Sinforosa, Eugenio "principalis curiae Tiburtinae", ne raccolse i corpi e li seppellì "in suburbana eiusdem civitatis". Il giorno 18 luglio il M.R. riporta quanto segue: "A Tivoli santa Sinforosa, moglie di san Getulio Martire, con sette suoi figlioli, cioè Crescente, Giuliano, Nemesio, Primitivo, Giustino, Statteo ed Eugenio. La loro madre, sotto il Principe Adriano, per l'insuperabile costanza, prima fu lungamente percossa con guanciate, quindi sospesa per i capelli, e da ultimo legata ad un sasso, precipitata nel fiume; i figli poi, legati a pali e stirati cogli argani, con diverso genere di morte compirono il martirio. I loro corpi furono trasportati a Roma, e sotto il Papa Pio quarto, furono ritrovati nella Diaconia di sant'Angelo in Pescheria". La passio ci dice ancora che il "Natalis vero sanctorum martyrum Christi beatae Symphorosae et septem filiorum ejus Crescentis, Juliani, Nemesii, Primitivi, Justini, Stattei et Bugenii celebratur sub die XV Kalendas Augusti. Eorum corpora requiescunt in Via Tiburtina milliario ab Urbe nono…". Oggi noi consociamo una chiesa dedicata alla Santa nei pressi di Bagni di Tivoli. Durante le lotte per le investiture tra papato e impero, l'imperatore Enrico V nel ricondurre Papa Pasquale II a Roma, si accampò nel "Campo qui Septem fratum dicitur", dove un tempo si vedevano dei ruderi di un'antica chiesa dedicata a Santa Sinforosa e sette figli, e dove i proprietari di questo terreno hanno eretto nel 1939, proprio sulla collinetta dinanzi al nuovo santuario, una magnifica cappella, dedicandola a questa Santa e ai suoi sette figli martiri. [ Autore: Andrea Del Vescovo ].”
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    “Il 18 luglio 1100 muore a Gerusalemme Goffredo di Buglione, Liberatore e Difensore del santo Sepolcro di nostro Signore Gesù Cristo.”
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    “Il 18 luglio 1323 veniva canonizzato Tommaso d'Aquino. Papa Giovanni XXII così lo celebrava: «Egli illuminò la Chiesa di Dio più di qualunque altro Dottore; e ricava maggior profitto chi studia per un anno solo nei libri di lui, che chi segua per tutto il corso della sua vita gl’insegnamenti degli altri».”
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    Alcune mie considerazioni sul Papato nell'anniversario della «Pastor aeternus»…


    https://w2.vatican.va/content/pius-i...ulii-1870.html
    “COSTITUZIONE DOGMATICA
    PASTOR AETERNUS*
    DEL SOMMO PONTEFICE
    PIO IX.”



    PIO IX ha ribadito dogmaticamente una verità sempre creduta dai cattolici in ogni tempo e luogo, poichè dottrina evangelica...
    Gesù Cristo in persona non poteva essere più esplicito riguardo all’infallibilità del Papa nell’insegnare la vera fede!
    Gesù Cristo aveva promesso il Primato all’apostolo Simone prima della sua morte e lui per temporanea paura, viltà, debolezza, fallibilità e peccabilità umana – neanche dottrinale, tra l’altro - lo rinnega per tre volte; ma dopo la sua resurrezione, in seguito al pentimento con conseguente triplice atto di amore di lui, conferisce definitivamente a Pietro il carisma dell’infallibilità papale!
    Perciò è semplicemente impossibile - è un dogma di fede cattolica al quale si deve credere necessariamente, e del resto per arrivarci basta usare la logica - che insegnamenti erronei ed eretici in documenti di magistero (sia ordinario che straordinario) provengano da un vero e legittimo Sommo Pontefice romano, Vicario di Cristo e successore di San Pietro!
    Segnalo e consiglio alcuni libri ed articoli che in maniera chiara e sintetica espongono molto bene l’autentica dottrina cattolica sul Papato:




    Monsignor Francesco Olgiati (Busto Arsizio, 1º gennaio 1886 – Milano, 21 maggio 1962)…

    "Il Papa è il Vicario di Cristo. (…) La Chiesa è l’edificio, Pietro ne è il fondamento ed è colui che ne ha le chiavi, ossia è il capo supremo. (…) Dopo la conversione, indefettibile è la fede di Pietro, che riceve l'ufficio di confermare gli altri nella fede e con ciò stesso l'ufficio di Superiore, di Maestro, di Capo.
    (…) Orbene, ragiona egregiamente Monsignor Bonomelli: secondo l'insegnamento stesso di Gesù, «la Chiesa è fondata su Pietro, ossia sul Pontefice, in modo che la salvezza di lei dipende dalla saldezza del Pontefice; se il Pontefice potesse farsi maestro di errore, non pietra di fondamento, ma pietra di inciampo e di rovina, ciò non si potrebbe dire. (…) Dunque la saldezza dei Vescovi nella fede deriva dalla fede del Pontefice: ora se il se il Pontefice potesse errare nella fede, come e in che cosa potrebbe confermare i Vescovi, la Chiesa universale?
    Sarebbe stata cosa ridicola in Gesù Cristo imporre a Pietro di confermare la Chiesa nella fede, s'egli stesso, Pietro, aveva bisogno d'essere confermato; cosa più ridicola ancora obbligare tutta la Chiesa a lasciarsi confermare nella fede da quel Pietro, che, potendo errare, la poteva confermare nell’errore. (…) Ora poniamo che il Pontefice possa condurre in errore l’ovile di Gesù Cristo, che ne avverrebbe? Ne avverrebbe che tutta la Chiesa sarebbe posta nell’alternativa assurda, o di disubbedire al Pontefice, contro la volontà espressa di Gesù Cristo; ovvero di seguire il Pontefice, anche nell’errore. Ciò è impossibile a concepirsi: dunque bisogna concedere che il Pontefice sia infallibile, perchè sia ragionevole da una parte il diritto del Pontefice d'imporre la cosa da credere, e dall’altra ragionevole l’assenso dei fedeli.» (…) L'amore, l'ossequio, l'obbedienza, la devozione filiale, l'entusiasmo verso il Papa è per noi credenti una stessa cosa con l'amore, l'ossequio, l'obbedienza verso Gesù Cristo. (…)”
    Francesco Olgiati, Il sillabario del Cristianesimo, Società Editrice "Vita e Pensiero", Milano 1943.
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...o-l-ovile.html


    «La promessa del Primato e dell’edificazione della Chiesa su Pietro riguardano il futuro, non erano un dono già conferito. Gesù disse: Io edificherò, io ti darò! Se avesse già conferito quei doni, giammai in Pietro avrebbe avuto luogo l’errore!»
    San Girolamo, Comment. in h. 1, ML, 26,120.


    «La promessa del Primato. È riferita da San Matteo (…) Mt. 16,13 ss. (…) La realizzazione della promessa.
    Gesù realizza la promessa del Primato solo dopo la sua resurrezione. (…)
    Il conferimento del Primato è riferito da San Giovanni. (…) Giov. 21,15 ss.»
    Bertetto Domenico, Il Papa, Torino 1957; ristampa Amicizia Cristiana, Chieti 2008, pp. 5 e 15-16.


    Edizioni Amicizia Cristiana - Domenico Bertetto: Il Papa
    http://www.edizioniamiciziacristiana.it/ilpapa.htm

    “«Gesù essendo andato dalle parti di Cesarea di Filippo interrogò i suoi discepoli dicendo: Chi dicono gli uomini che sia il Figliuolo dell’uomo? Ed essi risposero: Altri dicono che è Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o alcuno dei Profeti. E Gesù disse loro: E voi chi dite che io sia? Rispose Simon Pietro e disse: Tu sei il Cristo il Figliuolo di Dio vivo. E Gesù di rimando gli disse: Beato sei tu, Simone figlio di Giovanni, perché non la carne e il sangue te l’ha rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io dico a te che tu sei Pietro e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa. E a te darò le chiavi del Regno dei cieli e qualunque cosa avrai legata sopra la terra sarà legata anche nei cieli e qualunque cosa avrai sciolta sopra la terra, sarà sciolta anche nei cieli.» (Mt., 16, 13 ss.)”
    http://www.edizioniamiciziacristiana.it/ilpapa.jpg





    http://www.archiviostorico.info/libr...e/3507-il-papa

    «Domenico Bertetto, Il Papa Edizioni Amicizia Cristiana, pagg.59, Euro 5,00
    In poco più di cinquanta pagine, Domenico Bertetto ricostruisce esaustivamente l'origine, il significato e la funzione della figura del Papa, "il Dolce Cristo in terra" per usare un'espressione di Santa Caterina da Siena.
    San Pietro, continuato in tutti i Suoi Successori, è "rispetto alla Chiesa quello che il fondamento è rispetto all'edificio". Egli è altresì "clavigero della Chiesa", cioè "rivestito del supremo potere sulla Chiesa, quale vicario di Cristo, a cui tale potere è proprio". È "padre e pastore, è vicario dell'amore di Gesù Cristo. Lo ricordino - sottolinea l'Autore - quanti rifuggono dal sottostare al primato di Pietro, perché lo temono. Pietro non è solo Capo supremo della Chiesa universale che governa, legifera, comanda, ma è Padre che si fa tutto a tutti, che tende le braccia paterne ai figli vicini e lontani".
    Il potere di governo conferito a Pietro è universale, "poiché si estende a tutta la Chiesa, essendo a Pietro affidati tutti gli agnelli (arnìa), tutte le pecorelle (probàtia) e tutte le pecore (pròbata), ossia tutto il gregge di Cristo. Tutti i fedeli, compresi gli Apostoli, sono sotto la cura e direzione di Pietro".
    Nostro Signore Gesù Cristo conferì a Pietro il primato "coll'esplicita intenzione che la forma monarchica di governo rimanesse permanente nella Chiesa e perciò che Pietro avesse successori fino alla fine del mondo". "Il primato quindi - spiega l'Autore - è ufficio personale di Pietro in quanto fu concesso a lui solo e non al Collegio apostolico; ma non è legato alle sorti mortali della persona di Pietro, dovendosi trasmettere ininterrottamente ad un'altra persona fisica".
    Se, anziché a una persona fisica, "i poteri del primato venissero trasmessi ad una persona morale, per esempio ad un collegio di Vescovi uguali tra di loro, il primato perirebbe, perché non avremmo più uno superiore a tutti. Perciò il successore di Pietro deve essere una persona fisica e non una persona collegiale".
    La breve vacanza della sede primaziale, che si verifica allorché deve essere eletto il nuovo successore, non infrange la perennità del primato. "Durante la sede vacante, infatti, rimane nella Chiesa il diritto e il dovere di eleggere il successore, in cui si devono continuare i diritti primaziali, i quali intanto non si disperdono nel Collegio dei Vescovi, ma rimangono sospesi, finché non sia designata la persona fisica, in cui per legge divina devono essere continuati".
    "Il primato - aggiunge Bertetto - è perenne. La Chiesa di Cristo in ogni tempo dev'essere monarchica. Eccoci ormai in possesso del luminoso e sicuro criterio per discernere, tra le varie Chiese che si professano cristiane, la vera Chiesa di Cristo. Tra le varie Chiese cristiane solo la Chiesa cattolica romana conserva la forma monarchica. Perciò la vera Chiesa di Gesù Cristo o non è più sulla terra, il che è in contraddizione colla promessa di Cristo, o è unicamente la Chiesa cattolica romana".
    Scriveva S. S. Pio XII nell'Enciclica Mystici Corporis Christi: "Si trovano [...] in un pericoloso errore quelli che ritengono di poter aderire a Cristo, Capo della Chiesa, pur non aderendo fedelmente al Suo Vicario in terra. Sottratto infatti questo visibile Capo e spezzati i visibili vincoli dell'unità, essi oscurano e deformano talmente il Corpo mistico del Redentore, da non potersi più né vedere né rinvenire il porto della salvezza eterna".
    Quanto all'infallibilità del Papa, Bertetto ne offre questa semplice definizione: "quando parla ex cathedra, ossia quando compie l'ufficio di pastore e dottore supremo, in ordine a tutta la Chiesa, nelle questioni riferentisi alla fede ed ai costumi, egli, per la speciale assistenza dello Spirito Santo, non può sbagliare, perché non può compromettere gli interessi spirituali ed eterni dei fedeli che gli sono affidati".
    A tal proposito, lo scrittore (non cattolico) W. H. Mallock spiega: "Ogni religione soprannaturale che rinuncia all'infallibilità, finisce di professare una religione per modo di dire. Diventa una cosa ibrida, parte naturale e parte soprannaturale e praticamente del tutto naturale... Se ciò che sarebbe soprannaturale incomincia ad essere difficile a discernersi, e poi difficile a capirsi, e poi può significare tante cose, e poi queste cose possono essere contraddittorie, è come se non ci fosse rivelazione. Per avere sul serio una rivelazione infallibile, una rivelazione per tutti noi, abbiamo bisogno di un'autorità che interpreti il Testamento, un'autorità che abbia tanta autorità quanto il testamento stesso".
    Pubblicato nel 1957 con l'imprimatur del Can. Luigi Coccolo, il pregevole volume di Domenico Bertetto viene ora riproposto dalle Edizioni Amicizia Cristiana nella collana Mater et Magistra.»
    http://www.archiviostorico.info/imag...tto_ilpapa.jpg



    “18 luglio 1870: Pastor aeternus, crocevia della storia”
    [Qui Radio Spada] Pastor Aeternus, crocevia della storia | Radio Spada
    https://www.radiospada.org/2013/08/q...-della-storia/
    https://www.radiospada.org/2017/07/n...8-luglio-1870/
    «Il 18 luglio 1870 il Concilio Vaticano, riunito a conclusione della sua quarta sessione plenaria, promulgava la Costituzione “Pastor Aeternus”, approvata da Papa Pio IX, che definiva in maniera solenne molte verità già comunemente e universalmente credute e tenute nella Chiesa cattolica, elevandole a rango di Verità di fede definita. Tra queste annoveriamo il Primato del Papa su tutta la Chiesa e l’infallibilità del suo Magistero.»
    https://www.radiospada.org/2013/07/u...stor-aeternus/
    «Da “Il Triregno. Autorità, Infallibilità, Santità papale” di Padre Angelico Arrighini (S.E.I., Torino, 1929).»


    INFALLIBILITA? DELLA CHIESA (una raccolta di studi) « www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    INFALLIBILITA' DELLA CHIESA (una raccolta di studi) | www.agerecontra.it
    "Segnalazione di Pietro Ferrari"
    https://www.agerecontra.it/tag/papato/


    "La vera e la falsa tradizione in occasione della festa di San Pio X, anno 2016 « www.agerecontra.it | Sito del Circolo Cattolico "Christus Rex"
    La vera e la falsa tradizione in occasione della festa di San Pio X, anno 2016 | www.agerecontra.it
    Scritto e segnalato da Carlo Maria di Pietro"


    https://www.sursumcorda.cloud/tags/papato.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/primato.html
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/s...di-pietro.html
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...ima-parte.html
    https://www.sursumcorda.cloud/artico...nda-parte.html


    "Opportune importune - Sodalitium"
    Opportune importune - Sodalitium
    "Sodalitium - Sodalitium"
    Sodalitium - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/46.pdf
    “Brevi risposte ad alcuni articoli della Fraternità contro la “Tesi di Cassiciacum”. (…)
    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/51.pdf
    “Sodalitium N. 51 – luglio 2001 - INFALLIBILITÀ DEL PAPA Mons Robert Fidelis McKenna o.p. ”
    http://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/56.pdf
    "N. 56 – settembre 2003 - Risposta al numero speciale de “La Tradizione cattolica” sul sedevacantismo"


    https://novusordowatch.org/tag/papacy/
    https://novusordowatch.org/2013/10/c...ness-of-truth/
    https://novusordowatch.org/2017/12/c...ent-challenge/
    https://novusordowatch.org/2018/07/r...nt-resistance/
    “(…) The true Catholic doctrine of the Papacy is a most beautiful thing. All Catholics must adhere to it because it is infallible dogma. It is for this reason — because we keep the true Faith whole and entire (cf. 2 Cor 5:7) — that we sedevacantists can, nay must, reject the papal claimants after Pius XII as impostors: While it is possible that a man should claim to be Pope who isn’t, it is not possible that the Papacy should fail. (…) Catholics choose the Papacy.”


    https://moimunanblog.com/2014/02/18/...ad-pontificia/
    https://moimunanblog.com/2018/07/17/...ad-del-papa-2/
    https://moimunanblog.files.wordpress...san-camilo.gif






    https://www.ibs.it/mpimg/5000000232470_0_0_0_768_75.jpg





    Don Francesco Croce: Le glorie del Papato, Due volumi, R. Guasti, Prato 1880.



    https://forum.termometropolitico.it/...to-romano.html
    http://santiebeati.it/immagini/Origi...50/20350AM.JPG








    VIVA IL PAPATO ROMANO ED IL PRIMATO PETRINO!!!
    AVE MARIA!!!
    PREZIOSISSIMO SANGUE DI NOSTRO SIGNOR GESÙ CRISTO, MISERERE NOBIS!!!
    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  7. #7
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    Lightbulb Re: San Tommaso d'Aquino

    7 MARZO 2019: MARTIRIO DELLE SANTE PERPETUA E FELICITA (FESTA IL GIORNO PRECEDENTE, 6 MARZO); SAN TOMMASO D'AQUINO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA…



    «6 MARZO SANTA PERPETUA E FELICITA, MARTIRI»
    Guéranger, L'anno liturgico - 6 marzo. Santa Perpetua e Felicita, Martiri
    http://www.unavoce-ve.it/pg-6mar.htm


    «7 MARZO SAN TOMMASO D'AQUINO, DOTTORE DELLA CHIESA»
    http://www.unavoce-ve.it/pg-7mar.htm



    «Mercoledì delle Ceneri
    http://www.unavoce-ve.it/pg-ceneri-mer.htm
    Giovedì dopo le Ceneri
    http://www.unavoce-ve.it/pg-ceneri-gio.htm
    Venerdì dopo le Ceneri
    http://www.unavoce-ve.it/pg-ceneri-ven.htm
    Sabato dopo le Ceneri
    http://www.unavoce-ve.it/pg-ceneri-sab.htm
    TEMPO DI QUARESIMA
    Capitolo I - Storia della Quaresima
    http://www.unavoce-ve.it/pg-quaresima-st.htm
    Capitolo II - Mistica della Quaresima
    http://www.unavoce-ve.it/pg-quaresima-mist.htm
    Capitolo III - Pratica della Quaresima
    http://www.unavoce-ve.it/pg-quaresima-pr.htm »




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    Sacre Ceneri
    https://www.youtube.com/watch?v=240n2FtviH0
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso».





    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/


    «Della Quaresima - Sodalitium
    Della Quaresima - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/della-quaresima/
    Catechismo Maggiore di San Pio X – Della Quaresima»


    Della Quaresima - Sodalitium
    Disciplina del digiuno e dell'astinenza - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/disciplina...dellastinenza/
    La Quaresima - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/la-quaresima-3/




    https://www.agerecontra.it/2019/03/della-quaresima/
    https://www.agerecontra.it/wp-conten..._n-270x300.jpg

    https://www.agerecontra.it/2019/03/la-quaresima/
    «Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    La Quaresima

    “L’osservanza della Quaresima è il vincolo della nostra milizia; con quella ci distinguiamo dai nemici della Croce di Gesù Cristo; con quella allontaniamo i flagelli dell’ira divina; con quella, protetti dal soccorso celeste durante il giorno, ci fortifichiamo contro i prìncipi delle tenebre. Se ci abbandoniamo a tale rilassamento, è tutto a detrimento della gloria di Dio, a disonore della religione cattolica, a pericolo per le anime cristiane; né si deve dubitare che tale negligenza non possa divenire sorgente di sventure per i popoli, di rovine nei pubblici affari e di disgrazie nelle cose private”
    (Costituzione Non ambigimus di Benedetto XIV, 30 maggio 1741).
    Catechismo Maggiore di San Pio X – Della Quaresima
    Della Quaresima - Sodalitium
    Il digiuno e l’astinenza
    Disciplina del digiuno e dell'astinenza - Sodalitium
    fonte – La Quaresima - Centro Studi Giuseppe Federici »
    https://www.agerecontra.it/wp-conten...ma-300x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/9169-2/
    «7 marzo, San Tommaso d’Aquino, Confessore e Dottore della Chiesa (Roccasecca, 1225 – Fossanova, 7 marzo 1274), gloria dell’Ordine domenicano e della teologia cattolica, definito “Doctor Angelicus”.

    “Nel Monastero di Fossanóva, presso Terracina, nella Campania, san Tommaso d’Aquino, Confessore e Dottore della Chiesa, dell’Ordine dei Predicatori, assai illustre per la nobiltà del sangue, per la santità della vita e per la scienza della Teologia, dal Papa Leone decimoterzo dichiarato celeste Patrono di tutte le Scuole cattoliche”.
    O Signore, che rendeste sommamente distinto il vostro servo San Tommaso, per l’amore delicato alla santa purezza, per la scienza sublime delle cose divine, così da risplendere nella vostra Chiesa come Angelo e Maestro; noi vi preghiamo, che sull’esempio di lui, che non volle altro premio che la vostra gloria, noi pure, rimuovendo ogni vano ed orgoglioso desiderio, alla vostra gloria abbiamo ad indirizzare i nostri studi e nel solo e purissimo vostro amore trovare compenso e consolazione. Così sia.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...aquino-2-1.jpg








    In ricordo ed onore di Don Paolo De Töth (Udine, 7 marzo 1881 - Maiano, 25/12/1965) nell'anniversario della sua nascita e nel centenario della fondazione della sua importante rivista anti-modernista e cattolico-integrale "Fede e Ragione”:


    http://www.paolodetoth.it/chi-siamo/
    http://www.paolodetoth.it/biografia-...paolo-de-toth/
    «Biografia di don Paolo De Töth (Estratta dalla rivista Sodalitium n°61 del luglio 2007)»
    http://www.paolodetoth.it/category/s...i-don-de-toth/
    https://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/61.pdf


    http://www.centrostudifederici.org/c...paolo-de-toth/
    «Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
    Comunicato n. 20/19 del 7 marzo 2019, San Tommaso d’Aquino
    I campioni della fede: don Paolo De Töth
    Nel giorno di san Tommaso d’Aquino del 1881 nacque a Udine don Paolo De Töth (morì a Maiano, frazione di Fiesole, il 25/12/1965), uno dei principali esponenti del cattolicesimo integrale, fondatore e direttore della rivista antimodernista “Fede e Ragione”. Nel centenario della fondazione della rivista, è nato il Centro Studi “don Paolo De Töth”, che abbiamo il piacere di presentare attraverso il sito del sodalizio.

    Chi siamo
    Analogicamente ad iniziative simili (il C.S. Giuseppe Federici a Rimini, il C. S. Davide Albertario a MiIano ed il C. S. Giacomo Margotti a Torino), ed in collaborazione con l’Istituto “Mater Boni Consilii”, il Centro Studi “don Paolo De Töth” nasce ispirandosi, già dal nome, a questo sacerdote autenticamente ed integralmente cattolico: sicuramente uno dei principali esponenti dei cosiddetti “Cattolici Integrali” che per tutta la vita combatté il Modernismo, smascherandolo e attaccandolo in ogni sua implicazione nei vari ambiti della vita religiosa e civile, consapevole che detta eresia (o meglio, ‘coacervo di tutte le eresie’ secondo la celebre definizione che dette san Pio X del Modernismo nell’Enc. Pascendi), non poteva essere sottovalutata o considerata addirittura superata, come purtroppo la ritenne una stragrande maggioranza fra i cattolici del tempo, lasciando così che sopravvivesse e si diffondesse ovunque.
    Dopo ormai un secolo dall’inizio di quella tremenda battaglia, che don De Töth affrontò valorosamente dalle colonne della Rivista Fede e Ragione da lui fondata e diretta (di cui il primo numero porta la data del Dicembre 1919), vogliamo rileggere dalle parole stesse di don Paolo le indicazioni, i progetti e i tanti insegnamenti che siamo convinti aiuteranno ancora oggi tanti cattolici, che tali vogliono rimanere, ad essere conformi con la Fede senza rinunciare alla Ragione:
    “LA NOSTRA RIVISTA SORGE PER DIFENDERE LA INTEGRITÀ DELLA DOTTRINA CATTOLICA E CON LO SCOPO PRECISO CHE LA STESSA DOTTRINA TORNI AD ESSERE E SIA FATTA LA NORMA SUPREMA DI TUTTE LE MANIFESTAZIONI DEL PENSIERO E DELLA VITA DEI CATTOLICI”.
    “Fede e Ragione sorge non solamente per ricordare e riaffermare quello che, sui diversi punti accennati, insegna e impone il dottrinale cattolico, la dottrina della Chiesa, ma per essere ancora un centro di raccolta di quanti cattolici, preti e laici, intendono di unirsi a noi per opporre una azione franca e coraggiosa alla invadenza dei principi nefasti del liberalismo, del naturalismo del laicismo, che minacciano di travolgere ogni nostra attività”.
    “Noi siamo, in primo luogo, puramente ed integralmente cattolici in questo senso che noi riconosciamo il pieno diritto della dottrina, della disciplina e delle direttive della Chiesa non solo sull’individuo e nelle questioni strettamente religiose, ma sulla società ancora, ed al riguardo pure di qualunque quistione mista, o sia tale che anche indirettamente tocchi la Fede e la morale”.
    “Noi speriamo che il nostro appello troverà largo consenso e corrispondenza in mezzo ai nostri fratelli cattolici, che sentono, come noi, la gravezza dell’ora, che volge, e anelano a quella restaurazione cristiana che unica potrà dare alla società nostra la sua pace. All’opera dunque!”
    Questo Centro Studi si propone pertanto – particolarmente in Toscana dove don Paolo de Töth visse almeno dal marzo 1908, quando chiamato da San Pio X divenne direttore dell’Unità Cattolica, e fino al 25 dicembre 1965, quando morì nella sua parrocchia di Maiano – di mantenere viva la memoria della vita e del pensiero di don Paolo de Töth, di curare la pubblicazione di suoi scritti o di studi sulla sua persona e la sua opera, di organizzare convegni, conferenze o iniziative in sua memoria, di aver cura della sue spoglie mortali che riposano nel cimitero di Fiesole e di suffragarne l’anima con la preghiera ed il S. Sacrificio della Messa. Il nostro Centro Studi, insomma, vorrebbe idealmente ricevere il testimone di quella competizione intrapresa e sempre sostenuta da don De Töth ‘usque ad mortem’ per il Regno sociale di Nostro Signore Gesù Cristo e per la Chiesa Cattolica Romana da Lui fondata, e vivamente speriamo, invocando l’intercessione dell’Apostolo delle Genti, che anche noi al termine della corsa della nostra vita e dopo aver combattuto la buona battaglia, avremo conservato integralmente la FEDE, senza la quale è impossibile piacere a Dio.
    Il 7 marzo 2019, nell’anniversario della nascita di don Paolo de Töth, e nell’anno centenario della fondazione di “Fede e Ragione”.
    Sito del Centro Studi “don Paolo De Töth”: http://www.paolodetoth.it/ »
    http://www.centrostudifederici.org/w...C3%B6th-v3.png








    “I campioni della fede: don Paolo De Töth”
    https://www.agerecontra.it/2019/03/i...paolo-de-toth/
    https://www.agerecontra.it/wp-conten...-v3-300x53.png

    https://www.agerecontra.it/tag/centro-studi-federici/







    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...9f&oe=5D187C63






    «7 MARZO 2019: SAN TOMMASO D'AQUINO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA»
    https://sardiniatridentina.blogspot....ore-e.html?m=1
    “SAN TOMMASO D'AQUINO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA
    Doppio.
    Paramenti bianchi.
    San Tommaso, nato in Roccasecca dai conti d’Aquino nel 1225, fanciullo fu offerto come oblato all’Abazzia di Montecassino. Nel 1244 entra, contro la volontà nella famiglia, nell’Ordine dei Predicatori. Insigne maestro di teologia, insegnò a Parigi, a Napoli e a Colonia, esponendo e difendendo la fede cattolica sfruttando anche il pensiero della filosofia classica. Per volontà di Urbano IV compose l'Ufficio della festa del Corpus Domini. Mentre si recava al Concilio Lugdunense II, morì tra i Cistercensi di Fossanova il 7 marzo 1274. Giovanni XXIII lo iscrisse fra i Santi nel 1323. San Pio V nel 1567 lo proclamò Dottore della Chiesa col titolo di Angelico. Leone XIII gli decretò il titolo di Dottore Comune (1879) e Pio XI quello di Dottore Eucaristico (1923).”

    https://4.bp.blogspot.com/-YkmyOVqUu...79978364_n.jpg





    “GIOVEDÌ DOPO LE CENERI
    Stazione a San Giorgio in Velabro.
    Semidoppio.
    Paramenti violacei.
    La Chiesa Romana vuole oggi insegnare ai fedeli che la prima e più importante pratica, soprattutto durante gli esercizi quaresimali, è la preghiera: essa è il mezzo ordinario per ottenere le grazie e per impetrare da Dio la protezione da ogni nemico visibile ed invisibile. In virtù della loro fiduciosa preghiera vengono esauditi il Re Ezechia e il centurione romano di Cafarnao.”

    “L'ANGOLO PATRISTICO
    Omelia di sant'Agostino Vescovo.
    Libro 2 sulla Concordanza dei Vangeli, c. 20 tomo 4.

    Vediamo se Matteo e Luca convengano intorno al racconto di questo servo del centurione. Perché Matteo dice: «Gli si presentò un centurione, e lo pregava, dicendo: Il mio servo giace in casa paralizzato» (Matth. 8.5). Al che sembra contraddire quanto riferisce Luca: «E sentito parlare di Gesù, mandò da lui gli anziani dei Giudei a pregarlo che andasse a guarire il suo servo. Questi dunque, andati a Gesù, lo pregavano istantemente dicendogli: Egli merita che tu gli faccia questo: perché ama la nostra nazione e ci ha fabbricato lui stesso la sinagoga. Gesù pertanto andò con loro: e, quando ormai non era lontano dalla casa, il centurione mandò degli amici a dirgli: Signore, non ti disturbare: io non son proprio degno che tu entri sotto il mio tetto» (Luc. 7.3-4).
    Ché se veramente la cosa andò così, come ammettere la verità del racconto di Matteo: «Gli si presentò un centurione», quando non gli si presentò lui, ma mandò degli amici, se non dopo attenta osservazione che ci farà comprendere Matteo non aver qui lasciato affatto di usare una maniera di parlare assai ordinaria? Perché non solo noi sogliamo dire che uno è andato da un altro anche prima d'esser giunto là dove si dice d'essere andato: onde così diciamo: È andato poco lontano, o molto lontano secondo la mèta che si vuol raggiungere: ma diciamo ancora spesso che si è andati da uno al quale si desidera d'arrivare, ancorché, chi ci è arrivato, non veda colui al quale è arrivato, dacché per mezzo d'un amico è arrivato presso quegli che ha interesse di vedere. Questa maniera di parlare è talmente passata in uso, che si dà volgarmente il nome di arrivisti a coloro che, coll'aiuto di raggiri ambiziosi, agiscono sull'animo di certi personaggi potenti per interposizione di quelli che hanno presso di essi più facile accesso.
    Il centurione essendo dunque andato dal Signore per mezzo di altri, Matteo, per abbreviare, ben poté usare questa forma di parlare che può essere compresa da tutti: «Gli si presentò un centurione». Tuttavia non è da considerare con leggerezza la profondità del senso mistico di questa locuzione del santo Evangelista, secondo che sta scritto nel Salmo: «Avvicinatevi a lui, e sarete illuminati» (Ps. 33:6). Perciò avendo Gesù fatto della fede del centurione, per la quale ci avviciniamo veramente a lui, questo magnifico elogio: «Neppure in Israele ho trovato tanta fede» (Matth. 8:10), l'Evangelista non senza motivo ha voluto dire ch'egli (il centurione) per questa virtù s'era avvicinato a Cristo più di coloro che aveva incaricati della sua richiesta.”







    https://forum.termometropolitico.it/...-felicita.html
    “Martirologio tradizionale (6 marzo): Le sante Perpetua e Felicita Martiri, che nel giorno seguente ricevettero dal Signore la gloriosa corona del martirio.

    (7 marzo): A Cartagine il natale delle sante Perpetua e Felicita Martiri: di esse, Felicita, essendo gravida (come racconta sant'Agostino) e aspettandosi, secondo le leggi, che partorisse, nei dolori del parto si lamentava, ma gettata alle fiere era lieta. Con esse patirono il martirio anche Satiro, Saturnino, Revocato e Secondolo, l'ultimo dei quali morì in carcere, e tutti gli altri furono maltrattati da varie fiere, ed infine uccisi a colpi di spada sotto il Principe Severo. Ma la festa delle sante Perpetua e Felicita si celebra nel giorno precedente.”
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    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda»
    “ITE AD JOSEPH - San Giuseppe, Sposo della Beata Vergine Maria e Patrono della Chiesa Universale.”
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    “Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”
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    “Preghiera di San Pietro Canisio per conservare la vera fede”
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    «7 MARZO 2019: SAN TOMMASO D'AQUINO, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA»
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    “7 marzo 2019: GIOVEDÌ DOPO LE CENERI.”

    «Quaresima: i “misteri” numerici spiegati da Innocenzo III.
    https://www.radiospada.org/2019/03/q...innocenzo-iii/

    […] Il secondo digiuno, quello che si durante l’astinenza quaresimale, per tre motivazioni si celebra una volta l’anno per quaranta giorni: in virtù di tre esempi, in forza del divino precetto e a motivo del mistero che racchiude il numero.
    In virtù dell’esempio, digiuniamo quaranta giorni perché Cristo, Mosè ed Elia tanto digiunarono, prima della legge, sotto la legge, dopo la legge. Cioè all’inizio della legge, durante la legge, e alla fine della legge. Prima della legge digiunò Mosè, che per ricevere la legge salì sul monde e là rimase col Signore quaranta giorni, non mangiando pane, né bevendo acqua (Exod. XXXVI). Sotto la legge digiunò Elia, il quale sostentato da un solo pane camminò quaranta giorni per il deserto fino al monte di Dio, l’Oreb (III Reg. XIX). Dopo la legge digiunò Cristo, che subito dopo il battesimo fu portato dallo Spirito nel deserto e lì digiunò quaranta giorni e quaranta notti, dopo di che ebbe fame (Matth. IV). Per questo ai discepoli apparvero Mosè ed Elia a colloquio con Cristo durante la Trasfigurazione.
    Il numero quaranta è infatti un numero santo nelle Scritture. Infatti per quaranta giorni e quaranta notti Dio durante diluvio fece piovere le acque dell’abisso (Gen. VII). Per quaranta giorni gli inviati di Mosè esplorarono la terra promessa ad Israele (Num. XIII). Per quarant’anni Israele fu nutrito nel deserto col pane degli Angeli (Exod. XVI). Per lo spazio di quaranta giorni, Giona profetizzò la distruzione di Ninive (Jon. III). Quaranta giorni rimase sulla terra Cristo dopo la resurrezione (Act. I). In questo tempo più che in un altro digiuniamo, perché come l’esempio imita l’esemplare, così il digiuno dei Cristiani segue il digiuno di Cristo. E come in questo tempo l’abbondanza degli umori rilassa le membra rispetto al male, così per l’astinenza dai cibi le membra siano sciolte per fare il bene. E come in questo tempo Adamo per aver mangiato il cibo proibito discese nella morte, così per l’astinenza dal cibo che pure è lecito, il Cristiano ascenda alla vita perché patiamo unitamente al Cristo paziente (II Tim. 1). Perché se vogliamo regnare con Cristo dobbiamo anche associarci ai suoi patimenti. Sebbene “le sofferenze del momento presente non sono paragonabili alla gloria futura che dovrà essere rivelata in noi” (Rom. VIII), mondati grazia all’astinenza, più puri che mai accostiamoci all’Eucaristia, che “chi mangia indegnamente, mangia e beve la sua propria condanna, non riconoscendo il Corpo del Signore” (I Cor. XI).
    Per precetto invero digiuniamo quaranta giorni, perché Dio nella legge ha comandato che di ogni cosa venga devoluta la decima parte, precetto che pure si estende al tempo. È composto infatti l’anno solare 365 giorni e un quadrante; la decima di ciò è trentasei giorni e mezza, più un decimo di quadrante. Perché sia completato il numero di quaranta giorni, si aggiunge la decima della decima, che per precetto della legge i leviti minori rendevano al sommo sacerdote (Exod. XXII). Anche la Chiesa nel versare a Cristo, Pontefice dei beni futuri e Sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedech (Heb. V, Psal. CIX), la decima del tempo, prende dai trentacinque giorni tre giorni come decima della decima, e un mezzo per completare il numero di quaranta. E poiché non restava altro ancora da dare come decima, se non un giorno e un quadrante, e la decima parte del quadrante, allora spostò con la messa il digiuno fino alla notte nel Sabato Santo di Pasqua, conforme quanto si dice nella Colletta: “Dio, che in questa sacralissima notte, etc”.
    Anche a motivo del mistero (del numero) digiuniamo quaranta giorni. Il numero quadragenario è infatti un numero sovrabbondante e dall’aggregazione delle sue parti si sale al numero quinquagenario. Queste sue parti aggregate sono sette: il vigenario, il denario, l’ottonario, il quinario, il quaternario, il binario, e l’unità; le quali aggregante danno il quinquagenario. Quest’ultimo significa la quieta e la remissione dei peccati, a motivo del giubileo dei cinquant’anni in cui si rimettevano i debiti e tutto era pacificato (Levit. XXV). Digiuniamo dunque quaranta giorni, volendo con ciò significare, che come con le parti aggregate del numero quaranta si ottiene il numero cinquanta, così il digiuno di quaranta giorni conduce alla quiete e al perdono eterni.
    (Innocenzo III, Sermo XI. In die Cinerum seu in capite jejunii. PL 217, 362-363)
    Testo raccolto da Giuliano Zoroddu
    Leggi anche: Perché Gesù digiunò 40 giorni? Ce lo spiega sant’Agostino. »
    https://www.radiospada.org/2019/03/p...-santagostino/


    “Il 7 marzo 1965 Paolo VI celebrava la prima messa in italiano.”

    “«Poiché la riforma liturgica ha tra i suoi fini principali l'abolizione degli atti e delle formule mistiche, ne segue necessariamente che i suoi autori debbano rivendicare l'uso della lingua volgare nel servizio divino. Questo è uno dei punti più importanti agli occhi dei settari. Il culto non è una cosa segreta, essi dicono: il popolo deve capire quello che canta. L'odio per la lingua latina è innato nel cuore di tutti i nemici di Roma: costoro vedono in essa il legame dei cattolici nell'universo, l'arsenale dell'ortodossia contro tutte le sottigliezze dello spirito settario, l'arma più potente del papato. Lo spirito di rivolta, che li induce ad affidare all'idioma di ciascun popolo, di ciascuna provincia, di ciascun secolo la preghiera universale, ha del resto prodotto i suoi frutti, e i riformati sono in grado ogni giorno di accorgersi che i popoli cattolici, nonostante le loro preghiere in latino, gustano meglio e compiono con più zelo i doveri del culto dei popoli protestanti. A ogni ora del giorno ha luogo nelle chiese cattoliche il servizio divino; il fedele che vi assiste lascia sulla soglia la sua lingua materna; al di fuori dei momenti di predicazione egli non intende che accenti misteriosi, che cessano di risuonare nel momento più solenne, il canone della messa. E tuttavia questo mistero lo affascina talmente che non invidia la sorte del protestante, quantunque l'orecchio di quest'ultimo non intenda mai suoni di cui non capisce il significato. Mentre il tempio riformato, una volta alla settimana, riunisce a fatica i cristiani puristi, la Chiesa papista vede senza posa i suoi numerosi altari assediati dai suoi religiosi figli; ogni giorno essi si allontanano dal loro lavoro per venire ad ascoltare queste parole misteriose che devono essere di Dio, perché nutrono la fede e leniscono i dolori. Riconosciamolo, è un colpo maestro del protestantesimo aver dichiarato guerra alla lingua sacra: se fosse riuscito a distruggerla, il suo trionfo avrebbe fatto un gran passo avanti. Offerta agli sguardi profani come una vergine disonorata, la liturgia, da questo momento, ha perduto il suo carattere sacro, e ben presto il popolo troverà eccessiva la pena di disturbarsi nel proprio lavoro o nei propri piaceri per andare a sentir parlare come si parla sulla pubblica piazza. Togliete alla Église française le sue declamazioni radicali e le sue diatribe contro la pretesa venalità del clero, e andate a vedere se il popolo continuerà a lungo ad andare a sentire il sedicente primate delle Gallie gridare: "Le Seigneur soit avec vous"; e altri rispondergli: "Et avec votre esprit". Tratteremo altrove, in modo specifico, della lingua liturgica.»
    (Dom Prosper Guéranger, "L'eresia antiliturgica e la riforma protestante del XVI secolo considerata nei suoi rapporti con la liturgia" - Institutions liturgiques, I², Paris, 1878, pp. 388-407. Traduzione italiana di Fabio Marino, pubblicata in "Civitas Christiana", Verona n° 7-9, 1997, 13-23)”







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    "Apoteosis de Santo Tomás de Aquino. F. de Zurbaran. XVII."
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    "Santo Tomás de Aquino. Efigie. S. XVI"
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    "Santo Tomás de Aquino predicando en presencia de Gregorio X.
    Bartolomeo degli Erri. XV."
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    "Santo Tomás entre San Marcos y San Luis de Toulouse.
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    “7 mars : Saint Thomas d'Aquin, Docteur de l'Église (1226-1274)”
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    "Discipline originelle du carême chrétien."
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    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
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    Lightbulb Re: San Tommaso d'Aquino

    11 APRILE 2019: Anniversario della proclamazione di San Tommaso d’Aquino "Angelico Dottore della Chiesa" da parte del Sommo Santo Pontefice Pio V avvenuta l’11 aprile 1567; SAN LEONE MAGNO, PAPA…



    San Leone - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/san-leone/
    «11 aprile, San Leone I, Papa, Confessore e Dottore (390 ca – Roma, 10 novembre 461).

    Guarda propizio, o Pastore eterno, al tuo gregge, e, per intercessione del beato Leone Sommo Pontefice, assisti con perpetua protezione quegli che stabilisti pastore di tutta la Chiesa.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content/uploads/leone.jpg






    SANTE MESSE "NON UNA CUM" CELEBRATE DAI SACERDOTI DELL' I.M.B.C. ("Istituto Mater Boni Consilii") E DA DON FLORIANO IN TUTTA ITALIA:


    "Sante Messe - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/pescara/

    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/potenza/

    "S. Messa in provincia di Verona - Sodalitium"
    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I.M.B.C. a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/
    “Oratorio Sant'Ambrogio, Milano - Offertur Oblatio Munda (Malachia 1, 11).”





    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre.
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php
    La Santa Messa tutte le domeniche alle ore 10.30 a Paese, Treviso.».







    «LE XI AVRIL. SAINT LÉON, PAPE ET DOCTEUR DE L'ÉGLISE.
    dom Prosper Guéranger, L’Année Liturgique - Le Temps Pascal, Paris-Poitiers, 1902, XIII ediz., t. II, p. 321-330.»

    http://img.over-blog-kiwi.com/1/40/0...grand-pape.jpg





    «San Leone, papa e dottore, 11 aprile.»
    Dom Prosper Guéranger, L'Anno Liturgico







    "11 aprile (10 novembre) - S. Leone I detto Magno, Papa e dottore della Chiesa."
    https://forum.termometropolitico.it/...la-chiesa.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-chiesa-2.html

    "Leone Magno e le eresie."
    https://forum.termometropolitico.it/...le-eresie.html

    «Un piccolo regalo: S. Leone Magno "Omelie sul Santo Natale".»
    https://forum.termometropolitico.it/...to-natale.html
    https://forum.termometropolitico.it/...-natale-2.html







    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «MARTIROLOGIO ROMANO, 1955. Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...8d&oe=5D4BA1AB






    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/

    «Pietro è stato ordinato al di sopra degli altri [...] nella sua Sede son sempre vive la potestà e l’autorità. [...] Ogni giorno Pietro dice nella Chiesa universale: “Tu es Christus Filius Dei vivi” e ogni lingua che confessa il Signore è istruita dal magistero della sua voce. Questa fede vince il diavolo [...]. Infatti è stata divinamente munita di tanta solidità che mai la potrà corrompere l’eretica pravità né vincere la perfidia pagana. L'odierna festa è dunque così celebrata, carissimi, con ragionevole ossequio perché nella mia umile persona si riconosca e si onori lui nel quale persiste la sollecitudine di tutti i pastori e la custodia di tutto il gregge loro affidato, e la cui dignità non decade neppure in un erede indegno. Pertanto, mi è più sacra e più devota la desiderata ed onorevole presenza qui dei miei venerabili fratelli e consacerdoti, se la pietà di questo ufficio la portano principalmente a colui che hanno riconosciuto non solo Vescovo di questa Sede, ma Principe di tutti i Vescovi».
    (S. Leone Magno, Serm. III de natale ipsius, PL 54 146A- 147A)


    https://sardiniatridentina.blogspot....ore-e.html?m=0
    «SAN LEONE MAGNO, PAPA, CONFESSORE E DOTTORE DELLA CHIESA.

    Doppio.
    Paramenti bianchi.
    San Leone I, detto Magno, della Toscana, già Arcidiacono della Chiesa Romana e consigliere di san Celestino I e san Sisto III, fu eletto Papa il 29 settembre 440. Fu glorioso per la virtù e per il suo zelantissimo operato in pro della Chiesa. Al suo tempo si celebrò il santo Concilio Calcedonese, nel quale egli per mezzo dei suoi legati condannò l'eretico Eutiche. Difese strenuamente il primato del beatissimo Pietro e dei successori nella Sede Romana e represse la superbia del Patriarcato di Costantinopoli. Si riposò in pace il 10 novembre 461. Nel 452 andò incontro ad Attila che scendeva per l'Italia, menando strage, e lo convinse a tornare indietro. Nel 1754 Benedetto XIV lo proclamò Dottore della Chiesa universale.»
    https://2.bp.blogspot.com/-_DazdfAoR...s-Valencia.jpg






    https://sardiniatridentina.blogspot....zione.html?m=0
    «GIOVEDÌ DI PASSIONE.
    Stazione a Sant’Apollinare.

    Semidoppio.
    Paramenti violacei.
    Il Signore nel suo infallibile consiglio per ripristinare l'ordine della giustizia violata ricorre anche al castigo per indurre il singolo come la comunità al pentimento. Se questo è vero Dio accoglie nella sua infinita misericordia il peccatore pentito e gli perdona tutti i peccati come ci mostra l'episodio evangelico della peccatrice che unge i piedi del Signore e viene assolta dalle sue colpe.»







    https://www.sursumcorda.cloud/
    https://www.facebook.com/CdpSursumCorda/
    https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-155.html

    «Preghiere a San Leone Magno, Papa (11.4) - Sursum Corda».
    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...papa-11-4.html
    “Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    «11 aprile San Leone Magno, Pontefice, Confessore, Dottore della Chiesa, esempio immortale per l'umanità. Raffaello Sanzio, Incontro di San Leone Magno con Attila nei pressi del Mincio. Auguri a chi porta il nome di Leone e che Dio li benedica.»


    «"Instaurare omnia in Christo", restaurare la società al cattolicesimo integrale e contro ogni forma di ecumenismo e laicità. Questa è la risposta di San Pio X agli uomini politici che si dicono cristiani e che intendono governare secondo l'ordine di Dio.
    Non esistono altre soluzioni, non esistono compromessi.»

    https://www.sursumcorda.cloud/sostienici/libri.html
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...a-eretico.html
    “Per affrontare, con dati oggettivi e senza compromessi, il problema del Vaticano Secondo e dei modernisti che occupano la maggior parte delle nostre chiese --> La questione del cosiddetto "papa eretico" ed il problema dell'autorità nella Chiesa -->
    Appunti sulla questione del cosiddetto «papa eretico»”
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...esa-stato.html
    https://www.sursumcorda.cloud/massim...cumenismo.html

    https://www.sursumcorda.cloud/preghi...vera-fede.html
    “Preghiera di San Pietro Canisio per conservare la vera fede”
    https://www.sursumcorda.cloud/preghiere/


    https://www.sursumcorda.cloud/artico...cristiana.html





    India: indù contro islamici tra vacche e maiali - Centro Studi Giuseppe Federici
    “Centro studi G
    iuseppe Federici – Per una nuova insorgenza. Comunicato n. 32/19 dell’11 aprile 2019, San Leone Magno.”
    https://www.agerecontra.it/2019/04/i...cche-e-maiali/


    "Papa Pio XII: Roma centro e madre della civiltà cristiana"
    https://www.agerecontra.it/2019/04/p...lta-cristiana/







    «Radio Spada è un sito di controinformazione cattolico http://www.radiospada.org e una casa editrice http://www.edizioniradiospada.com
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/ »

    «11 aprile 2019: San Leone Magno, Papa, confessore e dottore della Chiesa.
    Sommo Pontefice dal 29 settembre 440 al 10 novembre 461.

    Arcidiacono (430), consigliere di Celestino I e di Sisto III, inviato da Valentino a pacificare le Gallie, venne eletto papa nel 440 circa. Fu un papa energico, avversò le sopravvivenze del paganesimo; combatté manichei e priscillanisti. Intervenne d’autorità nella polemica cristologica che infiammava l’Oriente, convocando il concilio ecumenico di Calcedonia, nel quale si proclamava l’esistenza in Cristo di due nature, nell’unica persona del Verbo. Nel 452 fu designato dal debole imperatore Valentiniano III a guidare l’ambasceria romana inviata ad Attila. I particolari della missione furono oscuri: è solo che il re degli Unni, dopo l’incontro con la delegazione abbandonò l’Italia. Quando Genserico nel 455 entrò in Roma, Leone ottenne dai Vandali il rispetto della vita degli abitanti, ma non poté impedire l’atroce saccheggio dell’Urbe. Dotato di un alto concetto del pontificato romano, fece rispettare ovunque la primazia del vescovo di Roma. Compose anche preghiere contenute nel “Sacramentario Veronese”. Benedetto XIV, nel 1754 lo proclamò dottore della Chiesa, E’ il primo papa che ebbe il titolo di Magno.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...a2&oe=5D32325C





    «L’11 aprile 1513, ottava di Pasqua e festa di san Leone Magno, Leone X prendeva solennemente possesso dell’Arcibasilica Lateranense. Esattamente un anno prima e cavalcando il medesimo cavallo bianco turco, mentre era Cardinale Legato di Giulio II per l’esercito papale che combatteva contro i Francesi, era stato catturato da questi ultimi nella sanguinosa battaglia di Ravenna. Riuscì tuttavia a fuggire - donde il motto del pontificato "Ad Dominum cum tribularer clamavi, et exaudivit me" - e a far sapere al Papa, tramite suo cugino Giulio (futuro Clemente VII) la successiva rotta dei "barbari" in Lombardia operata dagli Svizzeri del Cardinale Matthäus Schiner. La rocambolesca vicenda sarà immortalata da Raffaello nel suo "Incontro di San Leone Magno con Attila".»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...8e&oe=5D3DF9F9





    “11 aprile 2019: GIOVEDÌ DELLA SETTIMANA DI PASSIONE.”
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...ca&oe=5D46B60A


    «La croce di Tjora è un reperto archeologico che risale ai primi anni della cristianità norrena, quando i vichinghi norvegesi iniziarono ad adottare il Cattolicesimo sulla scia del Regno di Danimarca di Re Harald Denteazzurro (allora la Norvegia era sotto i danesi).

    Prima che venissero edificate le tipiche chIese lignee norrene, denominate "Stavkirke" (in italiano "chiesa a pali portanti"), in Norvegia sorsero altari e croci come queste, a testimoniare come il passaggio dagli antichi idoli alla Vera Fede fu percepito e voluto anche dagli strati più bassi della popolazione vichinga.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...0d&oe=5D43F811


    “Nell'#anniversario della #proclamazione di #sanTommasodAquino #Angelico #DottoredellaChiesa da parte di #sanPioV l'11 aprile 1567.”
    “L'11 aprile 1567 Pio V, Pontefice Massimo, con la bolla “Mirabilis Deus”, conferisce a San Tommaso d’Aquino il titolo di Dottore della Chiesa, confermandogli canonicamente l’appellativo di "Angelico", dovuto al fatto che il Santo «fu paragonato, a buon diritto, ai santi spiriti angelici non meno per l'innocenza che per l'ingegno».”
    https://www.radiospada.org/tag/san-tommaso-daquino/


    “L'11 aprile 1903 moriva a Lucca Santa Gemma Galgani, vergine.”





    https://www.facebook.com/pietroferrari1973/

    "A. M. «Il grande San Leone, Papa e Dottore della Chiesa, superò tutti i suoi contemporanei in prudenza ed in santità. Era conosciuto anche per la sua eloquenza che trionfò di Attila, re degli Unni, e di Genserico, re dei Vandali, risparmiando così dai saccheggi e dalle profanazioni il Centro della Cristianità. La sua principale cura fu di combattere l'eresia, in particolare il Nestorianesimo secondo cui ci sarebbero state due persone in Gesù Cristo, ed il suo opposto, il Monofisismo secondo cui la natura divina di Nostro Signore avrebbe assorbito la natura umana. Si impegnò a fondo per propagare il Vangelo per le sue predicazioni ed i suoi scritti, e per riformare il Clero. Si addormentò nel Signore nell’anno 451.
    Preghiamo insistentemente e con fiducia affinché il Cielo ci conceda un Papa che ristabilisca l'ordine e ci guidi in questa così difficile conquista del Paradiso.»."





    http://www.agerecontra.it/


    http://www.centrostudifederici.org/


    http://www.crisinellachiesa.it/


    http://www.centrosangiorgio.com/







    https://www.truerestoration.org/


    https://novusordowatch.org/


    http://www.fathercekada.com/


    http://www.traditionalmass.org/





    http://sicutoves.blogspot.com/


    https://moimunanblog.com/
    https://moimunanblog.com/2019/04/11/san-leon-i-magno/
    "11 de abril SAN LEÓN I MAGNO (461). Papa, confesor y Doctor de la Iglesia."
    https://moimunanblog.files.wordpress...8497.jpg?w=639










    “Pro Fide Catholica | Le site de Laurent Glauzy”
    https://profidecatholica.com/


    https://johanlivernette.wordpress.com/


    https://lacontrerevolution.wordpress.com/


    https://sedevacantisme.wordpress.com/


    http://www.catholique-sedevacantiste.fr/


    http://wordpress.catholicapedia.net/


    https://fidecatholica.wordpress.com/


    https://militesvirginismariae.wordpress.com/





    Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/
    https://www.facebook.com/SaintAmedee/
    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    “Mieux vaut une petite œuvre dans la Vérité, qu’une grande dans l’erreur.”


    Messes :: Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/messes


    "Discipline originelle du carême chrétien."


    11 avril : Saint Léon le Grand, Pape (398-461) :: Ligue Saint Amédée
    http://liguesaintamedee.ch/saint-du-...ril-saint-leon
    “11 avril : Saint Léon le Grand, Pape (398-461).”
    http://liguesaintamedee.ch/applicati...saint_leon.jpg







    Lodato sempre sia il Santissimo nome di Gesù, Giuseppe e Maria!!!
    Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat!
    Luca, Sursum Corda – Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

 

 

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