La sinistra Cgil aderisce al corteo
La sinistra Cgil aderisce al corteo
di Lavoro Società-Cgil
su Il Manifesto del 07/09/2007
L'appello di molti intellettuali apparso su Liberazione e il manifesto raccoglie il malessere di molti elettori di sinistra, così come quello di molti lavoratori e lavoratrici che non hanno ancora trovato una risposta adeguata ai problemi di salario e stato sociale che il «programma» del governo di centrosinistra faceva supporre. Serve veramente una manifestazione «popolare», capace di rimettere al centro le ragioni della vittoria del centrosinistra sulla destra. La proposta di una grande manifestazione per il 20 ottobre è la più bella iniziativa che il paese e il mondo del lavoro possono aspettarsi e noi vi aderiamo. Il Protocollo del 23 luglio non solo non modifica la Legge 30, tanto da far dire alla Cgil che ci sarà solo una adesione formale, ma non affronta i tanti e gravi problemi del paese legati alla competitività, al lavoro precario e la necessità di dare ai giovani di oggi una pensione adeguata domani. Tale Protocollo dovrà essere illustrato per quello che è ai lavoratori. Sono proprio i nostri iscritti alla Cgil e tutti gli altri lavoratori a dare il mandato a sottoscriverlo. Diversamente si farebbe solo un'azione ademocratica che non servirebbe al sindacato e al paese. Si tratta di dare una risposta vera alla precarietà del lavoro che interessa ormai quasi 4 milioni di persone sul complesso degli occupati, mentre il 50% delle nuove assunzioni sono a tempo, cioè senza un orizzonte per i giovani. La precarietà è l'altra faccia della medaglia della distribuzione del reddito da lavoro dipendente. Questo è passato dal 43,7% del pil del '93 al 40,7% del '04, nonostante il numero dei lavoratori dipendenti nel periodo considerato è cresciuto di 1,3 milioni lavoratori (leggi precarietà). Sostanzialmente la crescita dell'occupazione, invero impressionante nel numero ma qualitativamente condizionata dal target del tessuto produttivo, non è coinciso con un incremento del reddito complessivo del lavoro dipendente, mentre nella media dei paesi europei il reddito da lavoro dipendente rimane costantemente intorno al 50% del Pil. (...) L'appello sottolinea 7 punti strategici che erano parte del programma. L'Area programmatica Lavoro Società Cgil farà tutto quanto è possibile per riportare al centro del dibattito del governo, ma anche della Cgil, quanto sottolineato nel documento congressuale della Cgil: la necessità di «Riprogettare il Paese», i temi del lavoro, dei diritti e dell'intervento pubblico.
Coord. naz. area programmatica Lavoro Società-Cgil
20 ottobre, un'occasione per arginare il Pd
20 ottobre, un'occasione per arginare il Pd
Giovanni Perrino, 06 settembre 2007
Dibattito Il Partito democratico vuole depotenziare la sinistra e il sindacato, rendendo così le conquiste dei lavoratori il frutto di una concessione dei padroni funzionale al sistema capitalista. Per questo, la sinistra deve riunirsi e manifestare in piazza
L'appello lanciato dalle colonne del Manifesto e di Liberazione a scendere in piazza nella capitale il 20 ottobre prossimo contro la precarietà del lavoro e per i diritti di cittadinanza ha raccolto molte adesioni: quelle spontanee e abituali dei partiti, delle associazioni e dei singoli, che chiaramente si riconoscono come facenti parte di una campo di forze di alternativa.
Ma non ha registrato finora quel largo coinvolgimento che permetterebbe di rispondere alla fondamentale domanda di unità della sinistra rendendo ineluttabile un progetto di edificazione della nuova soggettività politica di massa, e interpretando il disagio sociale nella prospettiva di un processo di trasformazione culturale del sistema capitalistico.
Una parte di colpa è da attribuirsi certamente alla dirigenza di Sinistra Democratica.
Ho letto, per la verità senza stupore, le dichiarazioni di Angius su un presunto appiattimento del neonato Movimento sulle posizioni di Rifondazione; e ho visto il tranello in cui il furbo senatore sardo ha fatto cadere Mussi e altri, spingendoli ad affermare in vari modi un grado di autonomia e di diversità rispetto al partito di Giordano quantomeno incoerente rispetto alla missione caratterizzante l'esistenza stessa di SD. Angius è andato via. Ma ciò che mi sembra restare è la linea di condotta tenuta dal Movimento sin dall'accordo del 23 luglio, un riassunto di incapacità tattico-politiche e debolezza strutturale, e soprattutto un difetto di pensiero: essendo evidente che attraverso la volontà di innalzamento dell'età della pensione e il tentativo di riforma del welfare - che tiene in piedi la struttura portante della Legge Biagi - e attraverso le proposte veltroniane di riduzione generale del carico fiscale e quelle rutellian-fassiniane di alleanze di nuovo conio, non si risponde nè alla preoccupazione per l'andamento dei conti pubblici né sic et sempliciter alla domanda di miglioramento delle condizioni della maggioranza degli italiani, ma in primo luogo si tenta di rifondare una società oggi disastrata attorno alla forza egemone del Partito Democratico.
La sfida dovrebbe essere chiara a tutti: il Partito Democratico fa terra bruciata intorno a se, per rimanere l'unico protagonista in grado di conquistarsi quello spazio centrale del potere che fu della DC (con il PSI), e poi di Forza Italia (con la Lega); il Partito Democratico si accredita di fronte al paese come l'unico protagonista in grado di ricostruire un equilibrio sostenibile tra le classi sociali; il Partito Democratico vuole depotenziare la sinistra e il sindacato perché i nuovi diritti non siano più una conquista derivata dal conflitto ma una concessione dei padroni ai lavoratori, molto più funzionale ad una concorrenza del lavoro e alla competitività del nostro sistema delle imprese nel quadro della globalizzazione capitalista.
Di fronte a questa prospettiva la sinistra deve riunirsi dimostrando il senso della sua esistenza: manifestando tutta unita il 20 ottobre. Non è possibile infatti imbrigliare la dialettica democratica e il conflitto sociale dentro uno schema di governo fine a se stesso, ed è abbastanza ridicolo discettare sull'opportunità o meno di un corteo rispetto ad una più tranquilla (ed elitaria) assemblea: rappresentare il disagio sociale e trasformarlo in prospettiva politica e istanza di cambiamento è al contrario l'unico modo che abbiamo per combattere la devitalizzazione della politica e la deriva monocratica del Partito Democratico.
Sinistra Democratica scelga finalmente da che parte stare: se vuole essere un partitino esteticamente di sinistra senza classe, o se al contrario desidera lavorare per la riorganizzazione della cultura della sinistra attraverso la rappresentanza degli interessi e dei diritti; non c'è molto tempo per rimettere insieme tutte le energie di cui si dispone prima del sopravvento della delusione.
http://www.aprileonline.info/4445/20...arginare-il-pd
Prc, Giordano Scuote I Suoi: Sul 20 Ottobre Ci Giochiamo La Sfida
PRC, GIORDANO SCUOTE I SUOI: SUL 20 OTTOBRE CI GIOCHIAMO LA SFIDA
Liberazione e Manifesto, nuovo appello:nessuno rinunci a sue idee
Roma, 8 set. (Apcom) - Una manifestazione rivendicativa per incidere sul governo e sulla Finanziaria, tappa fondamentale per la costruzione dell'unità a sinistra e della sfida strategica con il Partito democratico. All'assemblea nazionale di Rifondazione con i segretari regionali e provinciali, il leader del Prc Franco Giordano prova a scuotere il partito, e fa capire ai suoi che sulla manifestazione nazionale su welfare e precarietà del 20 ottobre a Roma si gioca gran parte della partita fra moderati e sinistra.
Per l'ennesima volta, Giordano nega che si tratti di una manifestazione contro il governo, ma ricorda che "la Finanziaria è fatta di tanti passaggi, e la manifestazione si colloca in un punto decisivo della discussione". Insomma, la prova di forza della piazza dovrebbe dare al Prc la spinta per incidere sul governo: "E' evidente che il risanamento non è più la priorità, per questo - dice - presenteremo la settimana prossima a Prodi il documento unitario delle sinistre (elaborato con Pdci, Verdi eSd, ndr) con le nostre proposte di politica economica".
Il corteo del 20 ottobre, oltre a pesare sul governo, "le cose sul mercato del lavoro devono cambiare", ammonisce il leader del Prc, dovrà avere anche l'effetto di unificare la sinistra: "C'è sintonia con le altre forze della sinistra sulla forma federativa, ma dobbiamo far vivere questo processo dal basso". La strada è quella dei comitati unitari peer la manifestazione, da costruire sul territorio: "E dopo la manifestazione - raccomanda Giordano ai quadri del suo partito - dobbiamo mettere a valore l'esperienza del 20 ottobre sul terreno della costruzione del soggetto unitario".
"Fra noi e il Pd - conclude Giordano - la sfida è aperta sulla ricostruzione della sinistra fra la politica, le forme dell'agire collettivo e l'azione di governo. Noi stiamo un po' meglio di prima, ma è un lavoro per il quale dobbiamo dispiegare tutte le nostre forze".
Dopo la battuta a vuoto del 9 giugno, con la piazza della sinistra di governo vuota e il successo del corteo dei centri sociali e dei Cobas, i timori nel partito non mancano, e più d'un dirigente, negli interventi della mattinata, ha fatto notare che Rifondazione il giorno dopo il 20 non potrebbe dire al suo elettorato che i rapporti di forza nel centrosinistra impongono di accettare gli equilibri dati. Resta perciò tutto da decidere il percorso del corteo, la piazza dove si dovrebbe concludere (probabilmente piazza del Popolo, meno impegnativa di piazza S. Giovanni) e la stessa piattaforma resta aperta a ritocchi e modifiche, dopo i dubbi espressi dai Verdi e le riserve di Fabio Mussi (Sd ufficialmente non ha ancora aderito, anche se lo hanno fatto a titolo personale alcuni suoi esponenti di prestigio).
E forse non è un caso che in serata Liberazione, il Manifesto e il settimanale Carta abbiano rilanciato l'appello per il 20 ottobre, stigmatizzando le "letture distorte fioccate nel mese d'agosto", ribadendo che la giornata "vuole ridare la possibilità alle persone in carne ed ossa che non sono rassegnate all'esistente di far sentire la propria voce" e sottolineando come "i promotori del 20 ottobre sono molto diversi tra loro, ma considerano la diversità un valore. Non chiediamo a nessuno di aderire alla manifestazione rinunciando a quel che pensa e alle battaglie chi più gli stanno a cuore".
da
http://notizie.alice.it/notizie/top_...,13106710.html