- Damiano & Corona
«Sono cose che fanno veramente schifo, che non fanno parte del normale modo di vivere».
E' quanto afferma il ministro Damiano, relativamente all'incursione sul luogo del delitto della povera Chiara Poggi del fotografo Fabrizio Corona. Possiamo essere d'accordo, ma ci aspettavamo analogo straccio di vesti, da parte dell'esponente dei DS, anche in occasione del festino a luci rosse, con cocaina e prostitute, protagonista il suo collega Mele, oppure, sempre in relazione a quest'ultimo fatterello, confidavamo che cotanto ministro ritenesse altresì anormale la richiesta di aumento dello stipendio dei parlamentari, perorata dall'ineffabile Cesa, per permettere ai vari "onorevoli" di portarsi a Roma le mogli o le facenti funzioni al fine di non cadere in tentazioni carnali.
Viviamo in due mondi diversi, noi cittadini con problemi di mutuo, di tasse, di carovita, di quartieri sempre più degradati, dalla parte di qua, il ministro Damiano, gli onorevoli Mele e Cesa e, perché no, il nuovo divo Fabrizio Corona, dalla parte di là. Chi é che conduce, per usare le parole dell'esponente del governo, "un normale modo di vivere"? Io una mezza idea ce l'ho...
Bruno Cesaro
Direzione nazionale
Fiamma Tricolore
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- Assenze “fisiologiche”
I carabinieri di guardia alla casa di Zanonato vanno a fare pipì e ci mettono più del dovuto: indagati!
Non abita in una dacia, il nostro buon sindaco post-comunista, ma sembra, leggendo la notizia, che l'autore dell'articolo ci stia parlando da una remota località della Crimea, ai bei tempi della gioiosa e democratica Unione Sovietica.
E invece siamo a Padova: che nessuno si azzardi neanche a vociare, sotto casa del primo cittadino, lasciamo pure interi quartieri alla mercé della prostituzione, dello spaccio,
del degrado più vomitevole, ma voilà, le forze dell'ordine, sempre in pochi, sempre senza macchine e senza fondi per gli straordinari, quando in necessità si trovano i potenti di turno, appaiono come per incanto e guai se si assentano più del dovuto per un bisognino.
Suggerisco all'assessore agli arredi urbani di far installare quanto prima un vespasiano in prossimità della magione del nostro sindaco, per far sì che in futuro simili incresciosi episodi non abbiano a ripetersi.
Nel frattempo si potrebbe chiedere agli innumerevoli cittadini di via Manara, via Avanzo, via Buonarroti, via Tommaseo, di cento altre strade di Padova trasformate la notte, e non solo, in tanti piccoli bronx, di presentare una petizione alle autorità preposte confermando che tutti quegli agenti, ritenuti eventualmente non idonei alla sicurezza del sindaco in quanto soggetti ad improvvise crisi di incontinenza, sarebbero invece accolti calorosamente nei suddetti quartieri dove la criminalità ed il degrado la fanno da padroni. Nelle pericolose notti patavine, meglio un carabiniere che si assenta un'ora e mezza per far pipì che nessun carabiniere....
Bruno Cesaro
Direzione nazionale
Fiamma Tricolore
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- Quando lo Stato gioca d’azzardo
La Guardia di Finanza e la Corte dei Conti hanno avviato un'indagine su quella che si presume essere la più grande evasione fiscale della storia d'Italia.
Stiamo parlando dell'incredibile cifra di 98 miliardi di euro (98.000.000.000 di euro!!!!!): l'equivalente di quattro finanziarie, quanto servirebbe, ad esempio, per costruire 200.000 asili per i nostri bambini.
Si riferisce ai mancati introiti per imposte non pagate e multe non riscosse dalle ditte concessionarie dei videopoker e delle slot machines.
I Monopoli di Stato, il cui direttore, tale dott. Tino, nominato da Tremonti e confermato da Prodi, sembra non essere particolarmente scosso dalla vicenda portata alla luce da due giornalisti del Secolo XIX, e ripresa in seguito da Radio24, avevano rilasciato nel 2003 ben 243.000 nulla osta per le macchinette da gioco, che per incanto l'anno successivo, con l'entrata in vigore del nuovo regime di tassazione, sono diminuite a 15.000 unità! Risulta quindi che 201.000 apparecchi sono stati teoricamente demoliti. Alcuni, come risulta dai rendiconti trasmessi ai Monopoli, direttamente in un bar della provincia di Catania, di circa 50 mq, dove un concessionario avrebbe depositato in un solo giorno ben 27.000 videopoker, che messi uno sull'altro avrebbero superato in altezza il monte Etna....
La commissione d'inchiesta, presieduta dal sottosegretario Grandi, sembra sia giunta alle medesime conclusioni della Guardia di Finanza: pare proprio che manchino 98 miliardi di euro dalle casse dello Stato e che questi soldi siano finiti nelle tasche di chi regge questo enorme business.
Ci si chiede allora perché, oltre a qualche articolo sul giornale genovese ed un programma di Radio24, non se ne parli assolutamente, né sui media pro-governo né su quelli che strizzano l'occhio all'opposizione.
Vuoi vedere che in ballo ci sono interessi che, come spesso avviene in Italia, hanno una connotazione "bipartisan"?
Noi che crediamo nella legge, confidiamo che i responsabili di questo scempio vengano perseguiti e che i soldi ritornino nelle tasche di noi cittadini, che nel frattempo abbiamo dovuto sborsare ulteriori 98 miliardi di euro con incrementi straordinari sulla già insostenibile pressione fiscale esistente.
Crediamo nella legge, certamente, ma non abbiamo l'anello al naso: scommettiamo, ed il verbo sembra ahimé calzante, che tutto finirà, come spesso succede in questo nostro povero Paese, nella consueta bolla di sapone? A pensar male si fa peccato ma, come diceva quel Tale, spesso purtroppo ci si indovina...
Bruno Cesaro
Direzione nazionale
Fiamma Tricolore
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- Casa dolce casa
Dopo lo scandalo "affittopoli" (chi non ricorda l'inviato di Striscia la notizia appostato per ore davanti all'ingresso di casa D'Alema a Roma?), L'Espresso rivela agli Italiani, subissati dalle rate dei mutui sempre più care, che i reggitori dei patrii destini, nell'acquisto dell'abitazione, sono stati oggetto di trattamenti che definire di favore é puro eufemismo.
Bene, dando per buono quanto pubblicato dal settimanale da sempre vicino al centrosinistra, e quindi sicuramente non motivato da ragioni di astio politico, i vari Veltroni, Cossutta figlia, Violante, Marini, Mancino, Mastella, Cardinale, e, per par condicio, Casini, Li Calzi, Cossiga, Proietti, Baccini, avrebbero acquistato in quel di Roma magioni, a volte addirittura con 25/30 vani, ad un quarto, se non meno, del costo di mercato, beneficiati in questo dai proprietari di questi luoghi di lusso, che guardacaso sono enti pubblici.
Probabilmente l'ineffabile Cesa direbbe che ciò é lecito e comprensibile, sempre alla luce del fatto che i poveri onorevoli o assimilabili devono poter trasferire nella capitale le loro tristi consorti in luoghi appropriati, ci mancherebbe, evitando così le numerosi tentazioni della carne che fra via Veneto, Piazza di Spagna e Trevi sono all'ordine del giorno (o della notte, vero on. Mele?).
Cosa volete che siano 5 appartamenti adiacenti, totale 26 vani, terrazzo su tre lati, due verande, box auto, venduto a 1,2 milioni di euro, valore di mercato 4 milioni di euro?
Oppure un attico di circa 200 metri quadri venduto a 366 mila euro, quando con quella cifra a Roma si compra un bilocale a 80 km. dal centro?
Ma quale casta, pensate male: siete gli alfieri dell'antipolitica, la democrazia ha i suoi costi, se voi state morendo di mutuo, mese dopo mese, non dovete prendervela con chi ha deciso di liberalizzare l'orario di apertura dei parrucchieri, ma ha lasciato libere le banche di decidere della vostra famiglia, del vostro futuro, della vostra vita.
Dio non voglia che gli Italiani, come i gatti nati ciechi, non si decidano prima o poi ad aprirli, quegli occhi. E allora mi sa che non ci sarà attico tanto lussuoso, appartamento tanto vasto in cui gli impostori potranno nascondersi.
Bruno Cesaro
Direzione nazionale
Fiamma Tricolore




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