(su La7: adesso)
Bye bye Chiambretti.
(non farai più ridere)


(su La7: adesso)
Bye bye Chiambretti.
(non farai più ridere)
Ti ricordi come reagì Jannacci ad una battuta poco felice sulla sua "dislessia" dello spavaldo Chiambretti?
Se no, te lo lascio immaginare, dato il carattere molto pacato di Enzo.


Chiambretti ci rimase talmente male, che per qualche minuto non seppe che dire.
Era se non sbaglio ad un Sanremo.
Pollo che fu a mettersi contro Jannacci.


Moggi da Chiambretti?
E che dice, il markettaro?




Moggi è stato punito anche per quello che non ha fatto. Ma è inutile addentrarsi in certi discorsi.
Intanto del processo indiziario (con molti pochi indizi) imbastito per oltre 2 anni di indagini dalla procura di Napoli (città dove notoriamente la magistratura ha tempo da perdere) non se ne sa nulla (perchè finirà in un mare di assoluzioni).


Certo che i miracoli della linguistica (e del marketing) sono meravigliosi.
La Libertà è una.
Le libertà, storicamente, si chiamano privilegi.
Giochino di parole, con propaganda (fidei mai come in questo caso) conseguente et voilà, le libertà vengono confuse con la Libertà.
La Verità è una.
Le verità sono... opinioni.
Ed ora esistono le opinioni, e non la Verità, in quanto ciascuno ha la sua verità.
In uno stato normale la Verità comunemente accettata è quella che, nello specifico, viene accertata in base alle indagini e certificata per via processuale (a sapere - e volere - leggere le sentenze, of course). Può non corrispondere, mi si perdoni il gioco di parole, al "vero", ma è quella a fare testo, quella che deve essere comunemente accettata affinché vi sia un punto d'incontro.
Ed invece adesso la libertà è privilegio (di pochi) e la verità è opinione.
Tutto è relativo.
Vien quasi la tentazione di dar ragione a B16 quando parlava di dittatura del relativismo.



