Non so a chi possa interessare questo discorso : da qualche mese e ben prima che si parlasse di riappacificazione dei due rami di Casa Savoia mi sono allontanato dall’associazionismo “militante” considerandolo piuttosto dannoso: formalmente il mio nome comparirà ancora da qualche parte ma non ritengo piu’ utile appartenere in modo attivo a qualche associazione, anche perchè vivendo lontano dall'Italia non posso fisicamente partecipare attivamente e non ho la visibilità necessaria per farmi un'idea precisa di cio' che accade.
Per quanto mi riguarda la monarchia è un discorso storico, legato al profondo amore per la mia Patria, che non puo’ prescindere da casa Savoia e dalla monarchia.
D’altro canto c’è la mia ammirazione che si spinge fino all’invidia verso le monarchie moderne e al loro funzionamento esemplare: Re Juan Carlos in pranzo di lavoro alla casa Bianca con Obama che gli chiede il suo parere e i suoi consigli sulla sicurezza, sui mezzi per combattere il terrorismo, sulla politica internazionale.
I Re nordici e scandinavi sempre in prima linea tra la gente a rappresentare la legittimità e la continuità del paese a esercitare poteri non solo formali e comunque essenziali per rappresentare l’unità nazionale.
Una coppia di sovrani giovane e sportiva come quella giordana che rompe tutti i tabu’ contro i musulmani e il fanatismo islamico mostrando che l’islam non è solo medioevo e oscurantismo ma che puo’ e deve essere un interlocutore per convivere e vincere tutti i fanatismi.
E per finire parliamo di Emanuele Filiberto: lo ammetto, fino a poco tempo fa lo consideravo un fenomeno d’avanspettacolo di poca durata, poi mi sono detto: ma chi gli lo fa fare, è bello è ricco, potrebbe starsene a Parigi con la moglie (bella, ricca e famosa) a firmare qualche vestito, qualche avventuretta tanto per gradire a fare la bella vita e vivere di rendita.
Invece piano piano sta scoprendo il paese dei suoi antenati, viene criticato ma lui imperterrito mostrando eleganza ed educazione usa lo spettacolo per farsi conoscere e per uscire dall’anonimato e forse chissà(ri-)entrare in politica.
Certo fosse vissuto 1000 anni fa sarebbe partito alle crociate o in guerra per diventare famoso e tutti lo avrebbero applaudito ed ammirato: sarebbe finito sui libri di storia e avrebbe qualche via dedicata a lui.
Oggi c’è il Dio spettacolo e bisogna passare da li’ per farsi conoscere, l’importante è farlo rimanendo sè stessi, trasmettendo positività ed educazione in una televisione fatta di urla e di rumori corporali vari, avere il coraggio di metterci la faccia, andare a Sanremo a presentare una canzone fuori moda, retorica, ma sentimentale e partiottica che sicuramente avrei scritto anch’io ma non avrei mai avuto il coraggio di presentare...
Tutta l’Italia politicamente corretta insorge “che schifo questa canzone” “che schifo Filiberto” e lui imperterrito si prende gli insulti dell’Italia benpensante infischiandosene e continuando a fare televisione. Ma chi glie lo fa fare, ripeto?
Ecco io a questo punto spero che faccia il suo cammino, faccia magari qualche programma sulla monarchia, finalmente un programma di divulgazione non di parte, spero che alla fine possa fare politica: come disse un famoso politico americano: prima di fare un discorso serio racconta qualcosa di divertente.
Siamo sinceri, l'ideale monarchico in Italia è agli sgoccioli, non possiamo fare a meno di lui, come non possiamo fare a meno degli Aosta.
Fate qualcosa cari principi, se ci siete battete un colpo anche se la strada per farsi vedere è la canzoncina o il balletto... ogni epoca ha i suoi miti...e le sue vie per farsi conoscere, forse alcuni storceranno il naso ma la realtà è questa




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hefico:
