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Discussione: Sentite un po questa

  1. #1
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    Predefinito Sentite un po questa

    Il 14 maggio 2007 la corte di appello di Milano ha confermato una condanna a due anni di reclusione per il senatore Marcello Dell’Utri e il boss della mafia Vincenzo Virga per tentata estorsione aggravata nei confronti del dottor Vincenzo Garraffa, già primario di radiologia all’ospedale di Trapani, già senatore repubblicano e sindaco di Trapani. Il fatto risale ai primi anni novanta, quando Dell’Utri era amministratore di Publitalia, Virga capo di Cosa Nostra a Trapani e Garraffa presidente della Pallacanestro Trapani. Dell’Utri vantava un credito di 750 milioni di lire da Garraffa come commissione di agenzia per un contratto di sponsorizzazione. Ovviamente li pretendeva in contanti e in nero. Garraffa rifiutò, ritenendo ingiustificata la richiesta. In un colloquio svoltosi a Milano 2, con un’affettuosa pacca sulla spalla Dell’Utri provò a convincerlo con le buone: “Le consiglio di ripensarci, abbiamo uomini e mezzi per convincerla a cambiare opinione”. Garraffa non accettò il consiglio. Qualche tempo dopo, a Trapani, ricevette in ospedale la visita di due distinti signori: il mafioso Vincenzo Virga, poi condannato all’ergastolo, e un suo collaboratore, anch’egli affiliato a Cosa Nostra. A nome e per conto del braccio destro di Berlusconi, i due mediatori d’affari si proponevano di “aggarbare” la questione, trovando un accordo tra gentiluomini. La soluzione prevedeva che Garraffa si convincesse a pagare. Ma Garraffa non pagò. In seguito, nel contesto di un’inchiesta antimafia la magistratura aprì un’indagine, chiamò Garraffa a testimoniare, trovò i necessari riscontri, che hanno prodotto una sentenza di condanna, poi confermata in appello (per la cronaca, ne hanno dato notizia solo due quotidiani nazionali: L’Unità e, con un articolo di taglio basso a pagina 22, il Corriere della Sera). Nel frattempo Garraffa era stato emarginato dal mercato pubblicitario nazionale, screditato a mezzo stampa dal Giornale, depennato all’ultimo minuto da una puntata antimafia del Maurizio Costanzo show. E ha dovuto lasciare la Sicilia. Per intercessione dell’amico Pasquale Caterisano, l’ho intervistato. Ecco il video di youtub.
    http://www.pieroricca.org/2007/08/

  2. #2
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    www.siciliaindipendente.org Agnes velhom age, bureita dadenami. Eka esti, metere Trinacie geped. Ais darna Trinacie uie, iti Talia tebei, ahita Talia praarei, viadis Talia aite esti. Zudai esti. Puri Trinacie ires.
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    Ecco direttamente il video:

    http://www.youtube.com/watch?v=-N97O7BE3xM

  3. #3
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    Altre segnalazioni sono benvenute, il video è stato aggiunto all'apposita pagina del nostro portale.

    Desidererei inoltre ricordare chi è l'attuale Presidente della "Provincia" di Trapani.

    Antonio D'Alì jr è il cosiddetto "banchiere prestato alla politica". Suo padre, Antonio D'Alì senior, era iscritto alla P2. I D'Alì, famiglia di potenti latifondisti, erano i datori di lavoro di Francesco Messina Denaro, ufficialmente campiere, padre del noto boss Matteo.
    Il fratello di Matteo, Salvatore, fino all'arresto nel 1998 era impiegato alla Banca Commerciale Italiana (Comit), di cui Giacomo D'Alì, cugino di Antonio jr detto "il senatore" a seguito dell'elezione a Palazzo Madama, era ed è consigliere. Nella Comit, in seguito allo scandalo P2, era confluita la Banca Sicula di Trapani, la prima banca privata siciliana, di proprietà dei D'Alì.
    Antonio D'Alì jr è stato accusato di essere il responsabile del trasferimento del Prefetto Fulvio Sodano, per una vicenda riguardante le mancate forniture della "Calcestruzzi Ericina", una azienda sequestrata alla mafia e posta in amministrazione controllata, per gli appalti pubblici in provincia di Trapani.

  4. #4
    Gioa
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    Citazione Originariamente Scritto da Nicheja Visualizza Messaggio
    Altre segnalazioni sono benvenute, il video è stato aggiunto all'apposita pagina del nostro portale.

    Desidererei inoltre ricordare chi è l'attuale Presidente della "Provincia" di Trapani.

    Antonio D'Alì jr è il cosiddetto "banchiere prestato alla politica". Suo padre, Antonio D'Alì senior, era iscritto alla P2. I D'Alì, famiglia di potenti latifondisti, erano i datori di lavoro di Francesco Messina Denaro, ufficialmente campiere, padre del noto boss Matteo.
    Il fratello di Matteo, Salvatore, fino all'arresto nel 1998 era impiegato alla Banca Commerciale Italiana (Comit), di cui Giacomo D'Alì, cugino di Antonio jr detto "il senatore" a seguito dell'elezione a Palazzo Madama, era ed è consigliere. Nella Comit, in seguito allo scandalo P2, era confluita la Banca Sicula di Trapani, la prima banca privata siciliana, di proprietà dei D'Alì.
    Antonio D'Alì jr è stato accusato di essere il responsabile del trasferimento del Prefetto Fulvio Sodano, per una vicenda riguardante le mancate forniture della "Calcestruzzi Ericina", una azienda sequestrata alla mafia e posta in amministrazione controllata, per gli appalti pubblici in provincia di Trapani.

    Penso che questa gente come altri siano i mezzi per cui la mafia opera in Sicilia tramite i siciliani.
    La mafia viene da fuori, se c'è un imperialismo che opera certo che questi rapporti sono sotto il suo controllo, noi possiamo prendere delle posizioni, una potrebbeb essere non diventare mafiosi rispettando il prossimo poi combattere questa criminalità che viene organizzata quando magari non riesce da sola.
    Un saluto

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Percaso Visualizza Messaggio
    Penso che questa gente come altri siano i mezzi per cui la mafia opera in Sicilia tramite i siciliani.
    La mafia viene da fuori, se c'è un imperialismo che opera certo che questi rapporti sono sotto il suo controllo, noi possiamo prendere delle posizioni, una potrebbeb essere non diventare mafiosi rispettando il prossimo poi combattere questa criminalità che viene organizzata quando magari non riesce da sola.
    Un saluto
    Non sono d'accordo. La mafia purtroppo non viene da fuori e almeno dovremmo assumerci (come popolo) una minima responsabilità di questo brutto cancro. Non dico che tutti i siciliani hanno creato questa piaga; il fatto è che la mafia è un prodotto dei secoli di dominazione che non viene da fuori ma piucchè altro è stato fomentato o indotto da altre culture. Mi spiego meglio: non è che i dominatori passati (e quelli attuali) siano arrivati in Sicilia con l'intento di portare rogne. Diciamo che è stata una diretta conseguenza delle leggi di dominio, una conseguenza di azioni nefaste. Come popolo però dobbiamo assumerci la responsabilità di quello che abbiamo fatto. Molti mi diranno "ma cosa abbiamo fatto?". Col fatto di non ribellarci a questo cancro e a questo prodotto di dominio abbiamo aumentato in un certo senso le possibilità che questo carattere appartenga a un modo di essere siciliano. In teoria si è instaurato questo genere di cose dopo i Vespri e proprio dopo questa rivolta di massa non siamo stati in grado di ribellarci nuovamente. Senza contare poi che la mafia, in quanto sistema extra-giudiziario di porre fine ai contrasti tra offeso e offendente, esiste da circa 7 secoli come fenomeno umano e come disse il grande Giovanni Falcone "Come tutti i fatti umani ha avuto un inizio e avrà una fine". Però bisogna convincere la gente, e i siciliani in particolar modo, che non può esistere una Sicilia-senza-mafia o una "fine"della mafia per mezzo dello Stato Italiano (o di qualsiasi altro stato o governo), o almeno non può esistere solo attraverso l'Italia. Ed è da qui che parte un problema complesso a cui noi separatisti dobbiamo saper rispondere: prima ottenere l'indipendenza e poi sconfiggere la mafia? oppure prima sconfiggere la mafia e poi ottenere l'indipendenza?. La mia risposta già la sapete. Ecco perchè credo nell'indipendenza: è l'unico mezzo attraverso cui si può debellare questa merda.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Vespro Visualizza Messaggio
    Non sono d'accordo. La mafia purtroppo non viene da fuori e almeno dovremmo assumerci (come popolo) una minima responsabilità di questo brutto cancro. Non dico che tutti i siciliani hanno creato questa piaga; il fatto è che la mafia è un prodotto dei secoli di dominazione che non viene da fuori ma piucchè altro è stato fomentato o indotto da altre culture. Mi spiego meglio: non è che i dominatori passati (e quelli attuali) siano arrivati in Sicilia con l'intento di portare rogne. Diciamo che è stata una diretta conseguenza delle leggi di dominio, una conseguenza di azioni nefaste. Come popolo però dobbiamo assumerci la responsabilità di quello che abbiamo fatto. Molti mi diranno "ma cosa abbiamo fatto?". Col fatto di non ribellarci a questo cancro e a questo prodotto di dominio abbiamo aumentato in un certo senso le possibilità che questo carattere appartenga a un modo di essere siciliano. In teoria si è instaurato questo genere di cose dopo i Vespri e proprio dopo questa rivolta di massa non siamo stati in grado di ribellarci nuovamente. Senza contare poi che la mafia, in quanto sistema extra-giudiziario di porre fine ai contrasti tra offeso e offendente, esiste da circa 7 secoli come fenomeno umano e come disse il grande Giovanni Falcone "Come tutti i fatti umani ha avuto un inizio e avrà una fine". Però bisogna convincere la gente, e i siciliani in particolar modo, che non può esistere una Sicilia-senza-mafia o una "fine"della mafia per mezzo dello Stato Italiano (o di qualsiasi altro stato o governo), o almeno non può esistere solo attraverso l'Italia. Ed è da qui che parte un problema complesso a cui noi separatisti dobbiamo saper rispondere: prima ottenere l'indipendenza e poi sconfiggere la mafia? oppure prima sconfiggere la mafia e poi ottenere l'indipendenza?. La mia risposta già la sapete. Ecco perchè credo nell'indipendenza: è l'unico mezzo attraverso cui si può debellare questa merda.
    QUOTO

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Vespro Visualizza Messaggio
    Non sono d'accordo. La mafia purtroppo non viene da fuori e almeno dovremmo assumerci (come popolo) una minima responsabilità di questo brutto cancro. Non dico che tutti i siciliani hanno creato questa piaga; il fatto è che la mafia è un prodotto dei secoli di dominazione che non viene da fuori ma piucchè altro è stato fomentato o indotto da altre culture. Mi spiego meglio: non è che i dominatori passati (e quelli attuali) siano arrivati in Sicilia con l'intento di portare rogne. Diciamo che è stata una diretta conseguenza delle leggi di dominio, una conseguenza di azioni nefaste. Come popolo però dobbiamo assumerci la responsabilità di quello che abbiamo fatto. Molti mi diranno "ma cosa abbiamo fatto?". Col fatto di non ribellarci a questo cancro e a questo prodotto di dominio abbiamo aumentato in un certo senso le possibilità che questo carattere appartenga a un modo di essere siciliano. In teoria si è instaurato questo genere di cose dopo i Vespri e proprio dopo questa rivolta di massa non siamo stati in grado di ribellarci nuovamente. Senza contare poi che la mafia, in quanto sistema extra-giudiziario di porre fine ai contrasti tra offeso e offendente, esiste da circa 7 secoli come fenomeno umano e come disse il grande Giovanni Falcone "Come tutti i fatti umani ha avuto un inizio e avrà una fine". Però bisogna convincere la gente, e i siciliani in particolar modo, che non può esistere una Sicilia-senza-mafia o una "fine"della mafia per mezzo dello Stato Italiano (o di qualsiasi altro stato o governo), o almeno non può esistere solo attraverso l'Italia. Ed è da qui che parte un problema complesso a cui noi separatisti dobbiamo saper rispondere: prima ottenere l'indipendenza e poi sconfiggere la mafia? oppure prima sconfiggere la mafia e poi ottenere l'indipendenza?. La mia risposta già la sapete. Ecco perchè credo nell'indipendenza: è l'unico mezzo attraverso cui si può debellare questa merda.
    Concordo anch'io. La mafia è sempre sopravvissuta come il tentativo di sottrarsi ad un'autorità statale, in passato era semplicemente baronìa locale, adesso, dopo il secondo conflitto mondiale, è divenuta una organizzazione capitalista incancrenata nella plutocrazia di questo stato.

  8. #8
    Gioa
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    Citazione Originariamente Scritto da Anakletos Visualizza Messaggio
    Concordo anch'io. La mafia è sempre sopravvissuta come il tentativo di sottrarsi ad un'autorità statale, in passato era semplicemente baronìa locale, adesso, dopo il secondo conflitto mondiale, è divenuta una organizzazione capitalista incancrenata nella plutocrazia di questo stato.

    Per me no, ma credete veramente che la mafia sia un problema solo Siciliano?

    Che delusione, ma ragazzi per favore.
    Chi dà notizie e organizza ai mafiosi le azioni?

    Ma io non credo proprio che l'omicidio Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, e tutte le altre azioni di mafia in Sicilia siano accadute solo con mano di persone siciliane.
    La mafia viene da fuori è fà affari con chi nell'isola è disposto ad assumere comportamenti immorali, come chi glieli propone.

    Và combattuta in noi stessi nell'isola e nel mondo.
    Il mio protettore è l'amato Gesù Cristo, quando verrà tutto sarà diverso.

  9. #9
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    Quello è un altro discorso! La mafia sta col potere e siccome quel potere al momento è lo Stato Italiano non possono mancare collusioni disastrose tra mafia e politica. E siccome la stragrande maggioranza dei politici siciliani vedono nell'Italia l'unico mezzo per soddisfare i propri interessi è logico che devono "rivolgersi" a qualcuno che con lo Stato Italiano (Regno prima, Repubblica poi) si evoluto, si è organizzato, si è arricchito, e quel qualcuno si chiama Cosa Nostra. Ecco perchè credo che il vero baluardo di una futura rivoluzione e indipendenza debbano essere i lavoratori, perchè la mafia, in quanto fenomeno capitalistico e propriamente borghese, è ciò che opprime ancora chi non ha garanzie, i più deboli, chi sta nel gradino più basso della scale sociale. Ed è per questo che saliranno al potere dopo l'indipendenza: cercheranno di non corrompere e di non farsi corrompere, afficnhè quello che hanno subito loro non succeda più perchè è proprio quello il male e l'ostacolo per l'intelligenza, la pace, la libertà. E loro (o noi) lo sanno...però ora come ora non riescono a trovare la forza di ribellarsi, di "porgere l'altra guancia"...

    ANTUDO

  10. #10
    Gioa
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    Citazione Originariamente Scritto da Vespro Visualizza Messaggio
    Quello è un altro discorso! La mafia sta col potere e siccome quel potere al momento è lo Stato Italiano non possono mancare collusioni disastrose tra mafia e politica. E siccome la stragrande maggioranza dei politici siciliani......................................... ........................

    ANTUDO
    Avvolte vedo dei siciliani come la sorella di Falcone, o magari altri ancora vedere il problema mafia da un altro punto di vista, alcuni la vedono come una cosa siciliana io la vedo un fenomeno mondiale.

    Forse in Sicilia si comincio qualcosa ma nelle altre nazioni seconodo me pure vigeva il fatto di associarsi per cercare di arrivare a degli scopi se pur con mezzi violenti.

    Ora io la vedo in altra maniera vedo che personaggi esterni, magari servizi segreti di altre nazioni come quelli italiani, appoggiano e danno potere a certi siciliani che accettano per motivi x di far parte all'organizzazione mafiosa, vengono anche chiamati uomini d'onore commettendo ciò che onorevole non è, arrichhirsi o fare arricchire grazie allo spaccio di droga.

    Ora siamo noi, che credendo in comportamenti morali buoni dobbiamo aiutare chi governa e chi no a lasciare tali comportamenti per incamminarsi nella via del combattimento per la causa giusta, e cercare di proteggere chi può uscirne da coloro che la pensano in maniera diversa.


    La mafia viene da fuori qui c'è cosa nostra che è dentro, condiziona tutta l'isola è un fenomeno che và affrontato ripeto prima in noi stessi cioè dobbiamo imparare a comportarci bene e rispettare le autorità, il prossimo e dare testimonianza che comportarsi bene sia meglio di comportarsi male, la fede in Dio è di grande aiuto in questo perche aumenta la forza, chi teme Dio cerca di comportarsi bene, egli ha imposto nel futuro che ci sia il giudizio.

    Un saluto

 

 
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