Amato vuole combattere il fascismo con il fascismo. Il suo pacchetto riduce i diritti delle persone ed introduce tossine velenose nel sistema giudiziario italiano.
Il fascismo non si combatte con dose omeopatiche di fascismo ma con la civiltà dei diritti.
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Non ho alcuna simpatia nè politica nè umana per Mastella. Lo considero un brigante della politica anche se è molto più equilibrato di tanti personaggi e non apprezzo che la moglie faccia la Presidente del Consiglio Regionale Campano per ragioni di oligarchia familistica.
MI scandalizza che abbia comprato cinque appartamenti a Roma per i suoi familiari a condizioni di favore e con denaro provenienti dalla sua attività politica, cioè dalle nostre tasche di contribuenti.
Eppure provo disgusto per la campagna demagogica cinica e pericolosa di Beppe Grillo contro di lui. Beppe Grillo gli contesta l'indulto ed inserisce la foto di Mastella accanto a quella di due delinquenti. Beppe Grillo che non trova nulla da dire sul silenzio caduto sullo assassinio delle quattro bambine rom cavalca la tigre della destra forcaiola e chiede carcerazioni di tipo americano.
Non mi risulta che per tanti efferati delitti compiuti da italiani abbia mostrato un qualche interesse.,
Nel momento in cui i temi dell'ordine pubblico sono diventati scottanti bisogna non aggiungere benzina al fuoco ma richiamare i valori della civiltà, del diritto, della Ragione.
http://www.beppegrillo.it/2007/09/foto_segnaletic.html#comments
Pietro Ancona
www.spazioamico.it
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Il Giudice Giancarlo Caselli
SICUREZZA/ CASELLI: NO A CORSA ALLE MANETTE,SI ALIMENTA PAURA (REP)
Colpa della politica del 'così fan tutti'. E riformare giustizia
postato 5 ore fa da APCOM
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Roma, 6 set. (Apcom) - Sul tema della sicurezza "non sono del tutto d'accordo" con il Governo: "conosco bene il problema, la sicurezza mi sta a cuore, ma non credo che la soluzione sia solo la rincorsa alle manette. C'è una questione di coerenza politica, prima di tutto". Il procuratore generale del Piemonte e noto magistrato Giancarlo Caselli interviene così dalle pagine di Repubblica nel dibattito sulla sicurezza e l'ordine pubblico.
Secondo Caselli "per anni si è fatto intendere che le regole vanno bene sino a quando le si proclamano, poi diventa subito bravo chi sa aggirarle meglio. È l'Italia dei condoni, delle leggi ad personam per sottrarsi ai processi, del 'così fan tutti'. E non condivido neppure quella definizione per cui la sicurezza 'non è nè di destra nè di sinistra'".
Per regolare la sicurezza pubblica la politica allora, continua il magistrato, dovrebbe "arginare le paure e le insicurezze, far comprendere ai cittadini che spesso esse sono esagerate. Non confondere i diversi temi e i diversi problemi della legalità. Invece - prosegue - vedo una trasversalità politica nel compiacere un'opinione pubblica sempre più arrabbiata, perdendo di vista la complessità della realtà".
Per Caselli dunque "reprimere non basta: le risposte devono anche essere altre. Quanto al funzionamento della giustizia, bisognerebbe cominciare prima dalla certezza della pena e dalla durata smisurata dei processi. Si tratta di offrire più soldi alla giustizia, di distribuire meglio le risorse là dove sono più necessarie e - conclude - di snellire le procedure cancellando i cavilli travestiti da garanzie
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