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A me fa ridere, per non piangere, che un anno fa, quando c'era davvero da contestare Galliani per Calciopoli le Brigate assunsero un vergognoso ed aprioristico atteggiamento filosocietario mentre lo contestano ora che i cordoni della borsa son stati tagliati e che non possono più ricevere i bigletti per fare le creste.
Questi sono gli Ultras moderni figli del calcio moderno.
I risultato è che la Sud è diventata una barzelletta.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Il_Siso
A me fa ridere, per non piangere, che un anno fa, quando c'era davvero da contestare Galliani per Calciopoli le Brigate assunsero un vergognoso ed aprioristico atteggiamento filosocietario mentre lo contestano ora che i cordoni della borsa son stati tagliati e che non possono più ricevere i bigletti per fare le creste.
Questi sono gli Ultras moderni figli del calcio moderno.
I risultato è che la Sud è diventata una barzelletta.
Forse perchè ora non è più una mera questione economica ma una questione di libertà e di sopravvivenza del tifo ultras.
Ormai non c'è più spazio per gli ultras,con i nuovi decreti antiviolenza è quasi impossibile rimanere impassibili davanti a tutto ciò,non è neanche possibile fare finta di niente e di continuare ad incitare calciatori e squadra quando non ti è permesso di portare neanche gli striscioni o le coreografie,ripeto non condivido ma rispetto tale scelta.
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Per come la vedo io il Milan è una passione e come tale non deve avere ritorni economici o quant'altro... E' inutile togliere fuori questa scusa che non possono più fare entrare gli striscioni e cose varie. Il decreto è giustissimo anzi è arrivato fin troppo tardi dopo tutti i fatti di violenza che sono accaduti in questi anni... Tifate Milan e basta!!!
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Se questo è un tifoso
La Curva Sud del Milan in mano a sedicenti ultrà. Loro rispondono che lo sciopero è contro il Decreto Amato e non contro la società. Proviamo a vederci più chiaro
di Barbara Del Pio
Minacce e violenze, agenti in borghese sparpagliati in Curva Sud, silenzi che sanno di terrore, vicepresidenti che girano scortati 24 ore su 24, giocatori fischiati e scherniti, tifosi qualunque che si sfogano nei forum (anonimamente) e scrivono che non ha più senso andare allo stadio se poi non puoi esultare a un gol o applaudire il tuo bomber. Robaccia da calcio colombiano, penserebbe chiunque. E invece no. Tutto questo succede a Milano, sponda rossonera. Succede da mesi, più o meno in sordina, fino al grido di dolore di Paolo Maldini, capitano di mille battaglie. Giovedì il suo "no" campeggiava sulla prima pagina della Gazzetta. Il giorno dopo alla sua voce se ne sono aggiunte altre e l'Italia, anche quella più distratta, è venuta a conoscenza di una vicenda che chi frequenta San Siro, chi vive a Milano, chi ama il calcio conosce bene. Oggi è il Milan. Ieri era la Lazio. L'altro ieri un sacco di altre squadre. La storia si ripete: a un certo punto un gruppo di sedicenti ultrà decide che la curva è roba sua. Cori, trasferte, coreografie, disposizione dei posti, fischi, applausi e biglietti. Soprattutto biglietti. La società a questo punto può fare solo due cose: cedere al ricatto o rispedirlo al mittente. Il Milan ha scelto la seconda via. Quella della legalità. I biglietti da febbraio (dai fattacci di Catania) sono nominali. Ciò significa che cederne una quota ai gruppi organizzati significherebbe commettere un reato. Un concetto evidentemente troppo lontano dalla mentalità di chi ha trasformato la Curva Sud di San Siro in un luogo di terrore. Sia chiaro, qui si sta parlando di gente indagata per tentato omicidio non di quattro esagitati.
fonte: http://liberoblog.libero.it/sport/bl7405.phtml
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Citazione:
Originariamente Scritto da
milite
Forse perchè ora non è più una mera questione economica ma una questione di libertà e di sopravvivenza del tifo ultras.
Ormai non c'è più spazio per gli ultras,con i nuovi decreti antiviolenza è quasi impossibile rimanere impassibili davanti a tutto ciò,non è neanche possibile fare finta di niente e di continuare ad incitare calciatori e squadra quando non ti è permesso di portare neanche gli striscioni o le coreografie,ripeto non condivido ma rispetto tale scelta.
In Sud di ultras non c'è (quasi) più nulla. Si occupano di un problema che non è il loro in pratica.