Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Comunista democratico
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    Predefinito Grassi: unire la sinistra, rafforzando l'autonomia

    Grassi: unire la sinistra, rafforzando l'autonomia

    di Simone Oggionni

    su Liberazione del 04/09/2007

    Chiusa a Gubbio la festa. Un'unica grande aspirazione: fare di Essere Comunisti il valore aggiunto del Prc

    «Mi pare veramente una bella festa, vedo una grande socialità, una grande capacità di aggregazione e un'ottima riuscita dal punto di vista della politica. La sento parte del lavoro e dello spirito collettivo con cui continuiamo a costruire Rifondazione comunista». Sabato sera a Gubbio, al termine del dibattito che ha chiuso la penultima giornata della Festa nazionale di Essere Comunisti, il segretario nazionale del Partito Franco Giordano era visibilmente soddisfatto, forse colpito dalla compresenza, in quel popolo che lo ascoltava e per lunghi tratti lo applaudiva, di passione e lucida intransigenza politica. Perché è con passione (carattere profondo di quell'enorme patrimonio di militanza che in tanti hanno cercato di archiviare e la cui irriducibile persistenza si è al contrario manifestata proprio in questi cinque giorni di Festa) e intransigenza che le compagne ed i compagni di Essere Comunisti hanno indicato al segretario nazionale la strada da percorrere o, meglio, da proseguire.
    Innanzitutto in relazione al partito e alle forme attraverso cui costruire l'unità della sinistra d'alternativa. E così, se il pubblico chiede a Giordano di spiegare cosa sia il "soggetto unitario e plurale" di cui parla la maggioranza del Partito, il segretario risponde che esso «dovrà essere il prodotto della unità d'azione delle forze della sinistra d'alternativa nel rispetto della sovranità politica ed organizzativa di ciascuno». E Claudio Grassi, rispondendo a Cesare Salvi, il quale ha proposto di dare vita ad un nuovo partito della sinistra, ha affermato tra gli applausi del pubblico presente di «concordare sull'unità della sinistra ma senza rinunciare all'autonomia di Rifondazione Comunista, per la quale ci siamo battuti dalla Bolognina ad oggi».
    Ha ragione allora Paolo Ferrero, il quale venerdì sera ha avvertito che «il Prc non si accontenterà più, a partire dalle pensioni, dal protocollo sul welfare e dalla prossima Finanziaria, di qualche ritocco». La svolta che è necessaria nella politica economica e sociale del governo deve essere materialmente percepibile, deve - per dirla con Alberto Burgio - «invertire quella tragica tendenza che ha riportato nel 2006 la quota della ricchezza nazionale destinata al lavoro dipendente ai livelli del 1951, oltre quindici punti percentuali sotto alla quota del 1972».
    Ed è positivo che anche dalle parole di Paolo Cento, Dino Greco, Manuela Palermi e Cesare Salvi sia emersa la volontà di costruire, proprio sul piano programmatico, un argine alla torsione moderata che il partito democratico ha imposto in questo primo anno, rispetto al già timido programma, all'azione di governo.
    Certo è che questi propositi, ed insieme ad essi la reale possibilità che le diverse forze della sinistra di alternativa trovino puntuali convergenze sui contenuti, andranno verificati e confrontati con le contraddittorie dichiarazioni di altri autorevoli esponenti della sinistra, come nel caso della recente intervista di Fabio Mussi al Corriere della Sera in merito alla manifestazione contro la precarietà in programma per il 20 ottobre. Ciò va fatto subito, con una celerità corrispondente a quella con cui le forze moderate hanno intenzione (grazie ai sacrifici dei lavoratori) di proseguire il lavoro cominciato con la scorsa legge Finanziaria.
    Ma se queste preoccupazioni, emerse con tutta forza anche nel dibattito conclusivo sulle amministrazioni locali con i sindaci Rosario Crocetta, Orfeo Goracci e Ippazio Stefàno, impongono risposte risolutive nei tempi brevi delle scadenze scritte sull'agenda della politica, è anche ai tempi lunghi della prospettiva che l'area programmatica del Prc ha guardato in questi giorni di festa.
    Grazie ai dibattiti e agli appuntamenti culturali come nel corso dell'assemblea nazionale di Essere Comunisti. Erano oltre trecento i compagni (e tra essi, graditissima, la presenza di Valentino Parlato) che domenica mattina hanno affollato la sala del centro convegni Santo Spirito di Gubbio. Quaranta interventi, sei ore di dibattito e un'unica grande aspirazione: fare di Essere Comunisti il valore aggiunto di Rifondazione Comunista. Il che significa, come ha spiegato in quattro punti il coordinatore nazionale Claudio Grassi nella relazione conclusiva, «difendere e rilanciare il partito; non cedere alle pressioni di chi vorrebbe estromettere il Prc dal governo ma mantenere al contempo un atteggiamento di conflitto e critica costruttiva; porre al centro il lavoro e la sua contraddizione con il capitale; unire la sinistra d'alternativa rafforzando l'autonomia dei soggetti che vi concorrono». E scusate se è poco.
    Myrddin

  2. #2
    Comunista democratico
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    Predefinito «Mussi ci ripensi, mobilitarsi è decisivo»

    «Mussi ci ripensi, mobilitarsi è decisivo»

    di Matteo Bartocci

    su Il Manifesto del 02/09/2007

    Claudio Grassi (Essere comunisti - Prc) approva la federazione a sinistra e parla di «spirito nuovo» in Rifondazione

    «Questo governo ha una possibilità di salvarsi solo dando più attenzione ai bisogni sociali. Per ottenere questa svolta non basta il ruolo nelle istituzioni ma serve anche una mobilitazione come quella del 20 ottobre. Spero che Mussi, Pecoraro Scanio e altri ci ripensino, perché se non riusciamo a fare insieme nemmeno una manifestazione è difficile poi ipotizzare partiti unici o percorsi unificanti». Claudio Grassi è a Gubbio, nel pieno della festa di Essere comunisti, la minoranza più consistente di Rifondazione. «Per noi - assicura - il 20 ottobre è importante per spostare i rapporti di forza e permeare le scelte del governo».

    Condividi la proposta di fare una «federazione della sinistra» sul modello del Federazione dei metalmeccanici degli anni '70?

    L'unità si costruisce sui contenuti e salvaguardando l'autonomia delle forze politiche. Per cui questa ipotesi federativa o confederativa la condivido. Non sarei d'accordo invece se dovesse significare la costruzione di un partito unico genericamente di sinistra che sarebbe l'ennesimo slittamento a destra del quadro politico.

    Cos'è che rende impossibile un'unità più ampia della sinistra?

    E' difficile pensare che forze così diverse possano costruire un unico partito. Faccio solo un esempio: la concezione che abbiamo del rapporto con il governo è molto diversa tra noi e Sinistra democratica. Per loro lo stare al governo non è in discussione, per Rifondazione invece il governo è un mezzo e non un fine, starci o meno dipende se da lì si riescono a raggiungere obiettivi più avanzati.

    Reputi matura dunque l'unità solo con il Pdci? Sarebbe la fine della scissione del '98...

    Si vedrà nella società le forze che spontaneamente possono trovare tra loro un'unità più salda. Con il Pdci nell'ultimo periodo c'è un avvicinamento interessante che per noi va incoraggiato.

    Sul 20 ottobre si sprecano gli ultimatum degli alleati della maggioranza. Il governo è a rischio?

    Non può durare un governo che in campagna elettorale aveva promesso una politica di redistribuzione del reddito e una volta eletto continua a destinare risorse alle imprese e non ai lavoratori. Specialmente ora che i conti vanno un po' meglio. Noi non possiamo farci stritolare o rompere con i nostri referenti sociali. Se va avanti così è impossibile pensare a un impegno di legislatura. E non è accettabile leggere ogni giorno una volta Rutelli, un'altra Veltroni, un'altra Dini attaccare Rifondazione e ritenere legittimo decidere tutto all'interno del Pd. E' il Pd che destabilizza e mira a rompere questo quadro politico.

    Il senatore Fosco Giannini, con cui fino a poco fa condividevi l'Ernesto, chiede al Prc di sfiduciare il governo se non sarà modificato subito l'accordo di luglio.

    Eviterei di ragionare così. Noi ci battiamo per il programma e, attraverso una massa critica più ampia possibile, chiediamo che quell'accordo sia modificato. Le valutazioni si fanno alla fine. Non credo che l'atteggiamento individuale di un parlamentare sia così significativo.

    Presentando la vostra festa avete parlato di uno «spirito di Carrara» nel partito. Che intendevate?

    A marzo, alla conferenza di Carrara, il partito ha discusso in modo molto diverso rispetto al congresso di Venezia. E' venuta meno la logica dello scontro frontale e alle minoranze è stata data la possibilità di intervenire con emendamenti. Per noi lo «spirito di Carrara» significa che tutto il partito si è reso conto che doveva cambiare rotta e alzare la conflittualità. Da lì è partita una posizione meno subalterna al governo che abbiamo apprezzato.

    Da tempo si parla di un vostro riavvicinamento alla maggioranza. E nel 2008 c'è il congresso.

    La dialettica interna è naturale in Rifondazione, ma spero che non significhi più uno scontro frontale con documenti contrapposti e irrigidimenti correntizi presenti ancora prima di avviare il percorso congressuale. Penso che una gestione unitaria anche da posizioni diverse sia utile al funzionamento del partito. E in passato è stato a lungo così.

    Ci sarà una vostra mozione?

    Dipende. Se sarà un congresso su documenti contrapposti è inevitabile. Se sarà a tesi allora prenderemo la strada di Carrara.


    http://www.esserecomunisti.it/index....Articolo=17933
    Myrddin

  3. #3
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    Tu ci sei andato alla festa??

  4. #4
    Comunista democratico
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    Citazione Originariamente Scritto da kortatu Visualizza Messaggio
    Tu ci sei andato alla festa??
    Non solo ci sono andato, ma sono pure intervenuto nell'assemblea nazionale di Essere Comunisti l'ultimo giorno, domenica, per Milano.
    Ciao!
    Myrddin

  5. #5
    Anticapitalista!
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    rafforzare Autonomia, appunto.



    (sto scherzando, la domenica è un po' così)

  6. #6
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    Viva Essere Comunisti!

  7. #7
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    Povero Grassi, pur di mantenersi un bel seggiolone in parlamento è pronto a far giravolte su giravolte, dall'oppositore duro e puro del congresso al cagnolino pronto a inchinarsi a bertinocchio e compagni, certo è triste sopratutto per tutti quei compagni che avevano creduto che l'area di essere comunisti poteva essere un alternativa alla svendita delo patrimonio ideale del prc.

  8. #8
    Μάρκος Βαφειάδης
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    Giannini (Prc): sì al corteo del 20, no alla federazione della sinistra

    di Matteo Bartocci
    su Il Manifesto del 09/09/2007

    «Dobbiamo mobilitarci per salvare il governo Prodi, ma sono contrario a una cessione di sovranità che prepara il nuovo partito socialdemocratico»
    «Il corteo del 20 ottobre è fondamentale. Deve essere una manifestazione imponente e di popolo. Abbiamo aderito all'iniziativa e ci saremo. Un autunno di lotta è l'unica possibilità di cambiare le cose a partire dal pessimo accordo di luglio». Fosco Giannini è senatore di Rifondazione comunista e dirige l'Ernesto, la rivista di una delle minoranze del Prc.

    Secondo te è un corteo contro il governo?
    Al contrario, dobbiamo mobilitarci proprio per «salvare» il governo Prodi: se vuole durare deve cambiare. Mi pare però surreale dire che si fa ma non è sul governo. L'accordo del 23 luglio non l'ha scritto E.T. ma il governo Prodi. E quell'accordo va cambiato. Chi è contrario alla manifestazione dimentica un testo antioperaio, che santifica la legge 30 e detassa gli straordinari aumentando le ore di lavoro e facendo un altro regalo al padronato. Di pensioni già non si parla più, come se fosse un boccone amaro già digerito andare in pensione a 62 anni.

    Vedi un rischio 9 giugno? Piazza vuota e divisioni a sinistra?
    La manifestazione riuscirà se avrà parole d'ordine chiare. Bisogna ricordare al governo che le persone che andranno in piazza non sono nemici, sono persone che lo hanno votato e che vogliono essere ascoltate.

    E se non vi ascolteranno?
    Non è inverosimile una risposta forte, come il ritiro dei ministri della sinistra, o almeno di Rifondazione comunista, dal governo, e il passaggio all'appoggio esterno. I comunisti non possono essere complici di una politica di questo tipo.

    A chi parla del possibile ritorno delle destre cosa rispondi?
    Anche noi vogliamo evitarlo. Ma una politica così rovinosa prepara un disincanto di massa, che porterà a una stangata elettorale e alla vittoria strategica e di lungo periodo della destra. Già si vede come le idee della destra siano vincenti dentro il Partito democratico. Pensare di fare un partito dell'ordine è una vergogna. Come si fa a prendersela con i lavavetri, gli ultimi della terra? Faccio un esempio. Sono stato in Calabria a difendere un operaio ferito a colpi di mitra dalla mafia. Cinque mesi di ospedale e quando torna in fabbrica l'azienda lo licenzia perché non può più lavorare come prima. Ma che paese è?

    L'anno prossimo c'è il congresso del Prc. Vedi anche tu lo «spirito unitario» evocato da Claudio Grassi nei giorni scorsi?
    Sono rimasto veramente sbalordito dal fatto che Grassi abbia sposato l'idea della federazione della sinistra. Fin quando eravamo assieme la federazione era inaccettabile. Una cessione di sovranità politica, economica, culturale e organizzativa che prepara il nuovo partito socialdemocratico. Una cosa è l'unità a sinistra sulle lotte, come sull'articolo 18, un'altra il rilancio dell'autonomia comunista. Rifondazione comunista si chiama così per questo. Non siamo riusciti a farlo in piena autonomia figuriamoci nella federazione. Un partito comunista è necessario per la società. Si parla già di liste comuni per l'anno prossimo. Che vuol dire? Che abbandoniamo il simbolo? Noi siamo contrari.

    Al congresso presenterete una vostra mozione?
    Del congresso ancora si sa poco. Chiedo però che nessuno debba nascondersi. Chi è per la «cosa rossa» lo dica chiaramente, chi vuole solo governare non faccia infingimenti. Noi siamo contrari.

 

 

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