2007-09-08 13:15
LA TRASFORMAZIONE DEL VETRO IN METALLO
ROMA - E' 'sufficiente' un laser ad alta energia e il vetro si trasforma in metallo. Lo ha dimostrato Matteo Rini, un italiano che lavora nell'università americana di Berkeley: il suo studio, pubblicato su Nature, ha dimostrato per la prima volta che eccitando in maniera selettiva un materiale che nel suo stato naturale non conduce corrente, in questo caso un ossido di manganese che ha la struttura cristallina appunto di un vetro, questo può assumere caratteristiche molto diverse, come quello di condurre la corrente elettrica, proprie dei metalli.
"Ci sono altri modi per per produrre un cambiamento di stato in un materiale - spiega Rini - ad esempio con la compressione e il riscaldamento, che però sono processi molto lenti. Nel nostro caso invece l'eccitazione dura circa cento femtosecondi (milionesimi di miliardesimo di secondi) e l'effetto sulla conduttività del materiale permane per alcuni nanosecondi (miliardesimi di secondo). Inoltre riusciamo ad agire su un singolo livello vibrazionale della molecola che compone il materiale". Il materiale che ha mostrato questa singolare capacità è un ossido particolare di manganese. L'effetto dell'impulso può essere descritto come lo 'stiramento' di una serie di legami chimici interni al materiale, che dopo essere stati 'spettinati' tornano nella posizione originaria. Durante il periodo 'metastabile' il materiale, che prima non conduce la corrente, diventa invece un superconduttore.
"Per il momento abbiamo verificato l'effetto solo su ossidi di manganese - continua il fisico - ma ora proveremo anche su altri materiali, sempre non conduttori". Le possibili applicazioni dello studio di Rini, a cui ha partecipato anche un altro fisico italiano 'emigrato' all'estero (ma stavolta ad Oxford), Andrea Cavalieri, riguardano tutti i casi in cui è necessario cambiare lo stato fisico di un materiale in pochissimo tempo: la principale sono i cosiddetti 'computer ottici', indicati da più parti come la prossima generazione di calcolatori. Questo tipo di macchine utilizzando le caratteristiche della luce e non più del magnetismo, saranno estremamente più veloci e potenti di quelle odierne.
"Ma è importante anche solo l'indicazione su come funzionano questi materiali - spiega ancora Rini - perché può dare informazioni a chi li sta sperimentando, ad esempio, per immagazzinare dati". Il ricercatore è partito da Pavia per arrivare in California passando per la Germania: "Anche in Italia ci sono gruppi di eccellenza che studiano queste cose - sottolinea Rini - a Milano, a Firenze e soprattutto a Trieste. La differenza però é che all'estero, soprattutto all'inizio della carriera, si hanno molte più possibilità economiche e molta più indipendenza".
http://www.ansa.it/opencms/export/si...100255058.html




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