La risposta della senatrice: l'idea del Pd è un passo avanti rispetto alla cultura marxista-comunista
Bologna (Attilio Iannuzzo) - Una critica dura è pervenuta questa mattina da Carlo Flamini, militante dei Democratici di sinistra, alla senatrice Paola Binetti.
«Non entrerò nel Partito democratico – ha affermato Flamini - perché ci entrerà lei e ci entreranno persone come lei».
Sia Flamini che Binetti erano ospiti a Bologna, in occasione della festa dell’Unità, motivo per il quale il militante Ds ha spiegato le regioni della mancata adesione. Non è mancata la risposta, sicuramente più diplomatica, della senatrice del gruppo della Margherita al ginecologo di fama internazionale decisamente laico.
«Anch'io non vorrei entrare se i dogmi del Pd fossero quelli», ha detto Binetti riferendosi a quanto enunciato in precedenza dal professore a proposito di fecondazione assistita e dialogo fra ideologie.
«Penso che l’idea che si prospetta col nuovo partito - ha aggiunto la senatrice - rappresenti esattamente un passo avanti rispetto alla cultura marxista-comunista ed a quella democristiana. Mi sembra che qui ci sia un rifiuto preconcetto molto forte e che non ci sia volontà di ascolto».
Conformemente al suo partito, la Margherita, Binetti ha espresso la propria disponibilità ad una modifica sulla procreazione assistita riguardo all'esclusione dalle terapie delle coppie malate.
«Facciamo una legge sulle malattie rare, prendiamo in considerazione questo problema», ha proposto, aggiungendo: «Non muoviamoci con la legge del tutto o niente, bianco o nero».
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