Gia' fatto.
A Reggio Emilia da anni vive una nunerosa comunita' di ROM e SCINTI in poche aree attrezzate con servizi praticamente gratuiti, regolarmente distrutte dal vandalismo e dall'incuria. Negli ultimi anni si parla di un paio di milioni di euro buttati al vento in una citta' che reclama un palazzetto dello sport decente da decine di anni.
Ma questo e' niente: il nuovo sindaco Graziano Del Rio (per me DELIRIO) si e' inventato di distribuire il totale dell'insediamento in microaree attrezzate, dette "campine" collocate in tutti i quartieri, compreso il mio.
Ho fatto enormi sacrifici e un mutuo, ho lavorato di sabato e di domenica con mia moglie per pagarmi una villetta a schiera in una zona considerata di valore, un investimento per il futuro dei miei figli, e ora da un momento all'altro potrei ritrovarmela invendibile per colpa di una "campina" collocata nelle vicinanze. Inutile dire che sta scoppiando una mezza rivoluzione.
Quel che non mi riesce di capire e' come si possa pensare di integrare persone che vivono nelle roulotte. Per me occorre costruire un percorso che, attraverso il lavoro, apra anche a loro un accesso al credito nelle prospettiva che si comprino una casa vera, come fan tutti, e che permetta ai loro figli di andare regolarmente a scuola.
In piu' mi chiedo: se appartenessi a una comunita' di palafitticoli potrei pretendere dal comune di mettermi a disposizione un lago per costruirci la mia dimora?





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PAVIA - Mille euro di incentivo ad ogni rom per farlo tornare in Romania. E' l'ultima iniziativa avviata dalle istituzioni a Pavia per risolvere l'emergenza provocata dalla distruzione (una decina di giorni fa) dell'ex area industriale Snia, dove per anni sono stati accampati decine e decine di immigrati. Centodieci rom, compresi numerosi bambini, si sono ritrovati improvvisamente senza un tetto. Così la Prefettura ha inizialmente pensato di destinarli nel comune di Torre d'Isola, in un poligono di tiro abbandonato. Ma l'immediata reazione del sindaco e dei residenti ha convinto le autorità a destinare i rom in altri due comuni del pavese, Albuzzano e Pieve Porto Morone. Anche lì le proteste dei residenti non si sono fatte attendere. Non sono mancati anche episodi di intolleranza, l'ultimo dei quali la scorsa notte a Pieve Porto Morone: un mattone è stato lanciato contro il centro diocesano, dove erano ospitati i rom. Un vetro è andato in frantumi, ma non ci sono stati feriti. Rifondazione Comunista (che nei giorni scorsi ha lasciato la maggioranza di centrosinistra del Comune di Pavia, criticando l'atteggiamento assunto dal sindaco diessino Piera Capitelli) ha duramente contestato quest'ultimo episodio. Ora si propone l'iniziativa dell'incentivo di mille euro, per invitare una parte dei nomadi a tornare in Romania. "Soldi - spiegano le istituzioni locali - che sono per buona parte assicurati dalla nuova proprietà dell'ex area Snia". Diversi nomadi hanno accettato la proposta e sono stati accompagnati dalle autorità locali all'aeroporto per tornare in Romania. Ma una trentina restano ancora nel Pavese.
