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  1. #1
    Arthur I
    Ospite

    Predefinito Cinema di ispirazione Gentile

    Per festeggiare la maggiore visibilità del forum gentile di Pol (vedendo anche che almeno un altro forum Pol ha un topic apposito), apro un topic cinematografico su film che abbiano in qualche modo spunti vari definibili come gentili (ma sono dell'idea di considerare anche i definibili come neo-pagani. Le ragioni sono facilmente comprensibili: non esistendo una ortodossia e soprattutto dovendo fare i conti col mercato e col pubblico moderno, sperare in una adesione puntuale al sacro dei Gentili sarebbe chiedere forse troppo). I titoli probabilmente non saranno moltissimi, ma sarà utile vedere quanto le culture sacre abbiano influenzato o siano presenti ancora anche nel linguaggio moderno. A quei titoli aggiungerò anche semplici provocazioni, da sviluppare in un secondo tempo (accenno ad esempio a Hitchcock, definito sempre come cattolico, ma in cui ho notato spunti che sono ben più antichi... ed europei).

    Come primo film faccio una scelta facile: The Wicker Man di Robin Hardy (anno 1973, produzione britannica), con protagonisti Christopher Lee, Edward Woodward e Britt Ekland, storia di un poliziotto scozzese, fervente cristiano, che si ritroverà a svolgere un'indagine in un'isola delle Ebridi, isola in cui, diverso tempo prima, la popolazione locale decise il ritorno agli antichi riti religiosi (non viene accennata esplicitamente la religione, ma è quasi sicuro il celtismo, essendo riconoscibile nel film la festa di Beltane, dal "palo di maggio" al rogo dell'uomo di vimini. Sicuro come fonte di ispirazione. Una puntuale adesione formale invece la escluderei).

    Ciò che è interessante del film è una strana levità e piacevolezza (strana rispetto al sentire moderno e/o urbano) nel vivere della popolazione, in contrasto sia rispetto al carattere ombroso del poliziotto (E. Woodward), sia rispetto alla vicenda portante, che è comunque una detective-story.

    Come ho detto una puntuale adesione la escluderei, ma Wicker Man, al di là di forzature, rimane una sorta di esempio di un cinema ruotante prevalentemente attorno a coordinate culturali ed estetiche gentili. I celti moderni forse storceranno il naso (ma io so che il film ha un grosso seguito, non solo tra appassionati di cinema), ma consiglio comunque di procurarselo e dargli un'occhiata. Il film non è mai uscito in Italia, ma circola una versione con sottotitoli italiani nelle reti satellitari a pagamento. All'estero, Francia e UK, esistono versioni in DVD, con anche la versione lunga di circa 100 minuti (contro gli abituali 85).
    La colonna sonora, ispirata alle sonorità cosiddette celtiche, sembra sia molto inseguita dai collezionisti, soprattutto nella versione in LP.

    A breve dovrebbe uscire un remake con protagonista Nicolas Cage e diretto da Neil LaBute (commento senza pregiudizi: )

    http://www.steve-p.org/wm/

    http://italian.imdb.com/title/tt0070917/




  2. #2
    Laocoon
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    Predefinito

    Io non lo ho ancora visto:



    De reditu -il ritorno

    Nel 415 d.C. Claudio Rutilio Namaziano, patrizio pagano, decide di tornare nella natìa Tolosa, in Gallia, per verificare le condizioni della sua patria e dei suoi possedimenti dopo il passaggio dei Barbari, i Goti di Alarico che cinque anni prima erano arrivati sino a Roma. Rutilio intraprende il viaggio per mare, poiché la via consolare è divenuta impraticabile a causa delle devastazioni subìte e dalle bande di briganti che la infestano. Rutilio scrive in versi una cronaca del viaggio, che verrà rinvenuta, incompleta, nel 1400 e chiamata "De Reditu - Il ritorno".

    Regia: Claudio Bondi'
    Attori: Elia Schilton (Claudio Rutilio Namaziano)
    Rodolfo Corsato (Minervio)
    Romuald Andrzej Klos (Socrate)
    Marco Beretta (Rufio)
    Caterina De Regibus (Sabina)
    Roberto Accornero (Vittorino)
    Xhilda Lapardhaja (Sacerdotessa)
    Roberto Herlitzka (Protadio)
    Soggetto: Claudius Rutilius Namatianus
    Sceneggiatura: Alessandro Ricci
    Claudio Bondi'
    Fotografia: Marco Onorato
    Musiche: Lamberto Macchi
    Montaggio: Roberto Schiavone
    Costumi: Stefania Svizzeretto
    Scenografia: Marina Pinzuti
    Distribuito da: Orango Film Distribuzione (2004)
    Prodotto da: Alessandro Verdecchi per Misami Film

  3. #3
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Grazie per questo thread, ragazzi, da un totale ignorante in fatto di cinema

  4. #4
    Ospite

    Predefinito Sceneggiati...

    Anch'io parlo da profano...

    Non so comunque se qualcuno ricorda di aver visto sulla Rai, nel '96 o nel '97 Voci Notturne.
    Si tratta senz'altro di uno degli sceneggiati a tema esoterico piu' colti che siano mai stati realizzati.
    La regia era di Pupi Avati. Alcuni riferimenti storico culturali erano di estrema raffinatezza, taluni ricercatissimi. Molti particolari dimostravano una conoscenza della religione romana e della materia esoterica-occulta veramente accurata.

    Trama
    Il cadavere di un ragazzo viene ritrovato sotto Ponte Sublicio a Roma. E' il figlio di un potente implicato in scandali politici. Ma prima di essere ucciso e' stato sottoposto ad uno strano rito
    (Rito che ricorda molto da vicino gli Argei...) La polizia comincia ad indagare studiando le carte esoteriche lasciate dalla vittima. Anche perche' la famiglia continua a ricevere telefonate dal figlio scomparso...
    Da qui si dipana una trama intricatissima che vede coinvolte figure legate alla scomparsa degli ebrei durante l'ultima guerra, sette esoteriche dedite a culti romani, ma anche ai Pontefici, i “Facitori di Ponti” (il Ponte Sublicio...). E loro guardiani... La setta ha radici in Nord America, da dove partono le telefonate. Il Console italiano incarica un investigatore privato di far luce sul mistero, il quale trova il luogo da cui vengono le chiamate, abbandonato.
    Ma le pareti sono completamente tappezzate di simboli esoterici. Gli stessi che, a Roma, un amico della vittima trova in un file criptato all'interno del Mac del morto.
    La Password corrisponde alla data del decesso...
    Anche altri indagano, sulle tracce di strani personaggi creduti morti da tempo (uno somiglia incredibilmente ad Evola…), ma finiscono male, come finisce male l'investigatore americano che nel frattempo era riuscito a rintracciare dei membri della setta.
    Alla fine viene trovato chi è che telefona, usando la voce della vittima.
    E' un ragazzo americano, testimone casuale dell'omicidio, che da quel momento ha episodi di "trance" che lo portano a vivere la vita del suo coetaneo italiano.
    E che, alla fine, sotto ipnosi racconta (con la voce della vittima sacrificata) cosa è accaduto.

  5. #5
    Ospite

    Predefinito Sceneggiati...

    Ma il migliore resta sempre l'Odissea trasmessa dalla Rai.

  6. #6
    Arthur I
    Ospite

    Predefinito

    E' molto che non lo vedo e lo segnalo per il momento col beneficio del dubbio: Ophélia di Claude Chabrol. Lo danno stanotte su Rai3 alle 2 e 50.
    Lo rivedrò (e invito a vederlo o registrarlo) in modo da farne poi una recensione, se alcune impressioni del passato saranno confermate.

  7. #7
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    Predefinito

    Originally posted by waldganger
    Io non lo ho ancora visto:



    De reditu -il ritorno

    Nel 415 d.C. Claudio Rutilio Namaziano, patrizio pagano, decide di tornare nella natìa Tolosa, in Gallia, per verificare le condizioni della sua patria e dei suoi possedimenti dopo il passaggio dei Barbari, i Goti di Alarico che cinque anni prima erano arrivati sino a Roma. Rutilio intraprende il viaggio per mare, poiché la via consolare è divenuta impraticabile a causa delle devastazioni subìte e dalle bande di briganti che la infestano. Rutilio scrive in versi una cronaca del viaggio, che verrà rinvenuta, incompleta, nel 1400 e chiamata "De Reditu - Il ritorno".



    Il film, mi dicono, è molto suggestivo pur se girato con un bugdet limitato.
    Purtroppo neanche io sono riuscito a procurarmene una copia (praticamente introvabile in videoteca) .

    Il libro (in latino) è reperibile all’indirizzo :
    http://www.intratext.com/X/LAT0227.htm




    Dovrebbero intanto essere iniziate le riprese del film ispirato al libro della Yourcenar "Memorie di Adriano" con sceneggiatura di Rospo Pallenberg e Valerio Massimo Manfredi.

    Interessanti alcune dichiarazioni del regista John Boorman (“Un tranquillo weekend di paura”, “Excalibur”) che incentrerà il film tutto sui risvolti psicologici dell’imperatore e non sulle battaglie spettacolari: "Talora spietata, Roma impose una tecnica che migliorò la vita. Aveva una forte visione del mondo, che cambiò con l'avvento del Cristianesimo, religione del deserto".

    Saluti

  8. #8
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    Predefinito Re: Film

    Originally posted by Arthur I
    Per festeggiare la maggiore visibilità del forum gentile di Pol (vedendo anche che almeno un altro forum Pol ha un topic apposito), apro un topic cinematografico su film che abbiano in qualche modo spunti vari definibili come gentili (ma sono dell'idea di considerare anche i definibili come neo-pagani. Le ragioni sono facilmente comprensibili: non esistendo una ortodossia e soprattutto dovendo fare i conti col mercato e col pubblico moderno, sperare in una adesione puntuale al sacro dei Gentili sarebbe chiedere forse troppo). I titoli probabilmente non saranno moltissimi, ma sarà utile vedere quanto le culture sacre abbiano influenzato o siano presenti ancora anche nel linguaggio moderno. A quei titoli aggiungerò anche semplici provocazioni, da sviluppare in un secondo tempo (accenno ad esempio a Hitchcock, definito sempre come cattolico, ma in cui ho notato spunti che sono ben più antichi... ed europei).

    Come primo film faccio una scelta facile: The Wicker Man di Robin Hardy (anno 1973, produzione britannica), con protagonisti Christopher Lee, Edward Woodward e Britt Ekland, storia di un poliziotto scozzese, fervente cristiano, che si ritroverà a svolgere un'indagine in un'isola delle Ebridi, isola in cui, diverso tempo prima, la popolazione locale decise il ritorno agli antichi riti religiosi (non viene accennata esplicitamente la religione, ma è quasi sicuro il celtismo, essendo riconoscibile nel film la festa di Beltane, dal "palo di maggio" al rogo dell'uomo di vimini. Sicuro come fonte di ispirazione. Una puntuale adesione formale invece la escluderei).

    Ciò che è interessante del film è una strana levità e piacevolezza (strana rispetto al sentire moderno e/o urbano) nel vivere della popolazione, in contrasto sia rispetto al carattere ombroso del poliziotto (E. Woodward), sia rispetto alla vicenda portante, che è comunque una detective-story.

    Come ho detto una puntuale adesione la escluderei, ma Wicker Man, al di là di forzature, rimane una sorta di esempio di un cinema ruotante prevalentemente attorno a coordinate culturali ed estetiche gentili. I celti moderni forse storceranno il naso (ma io so che il film ha un grosso seguito, non solo tra appassionati di cinema), ma consiglio comunque di procurarselo e dargli un'occhiata. Il film non è mai uscito in Italia, ma circola una versione con sottotitoli italiani nelle reti satellitari a pagamento. All'estero, Francia e UK, esistono versioni in DVD, con anche la versione lunga di circa 100 minuti (contro gli abituali 85).
    La colonna sonora, ispirata alle sonorità cosiddette celtiche, sembra sia molto inseguita dai collezionisti, soprattutto nella versione in LP.

    A breve dovrebbe uscire un remake con protagonista Nicolas Cage e diretto da Neil LaBute (commento senza pregiudizi: )

    http://www.steve-p.org/wm/

    http://italian.imdb.com/title/tt0070917/



    Questo film fa parte della mia cineteca, e lo consiglio vivamente a tutti! A parte i riferimenti al paganesimo celtico, la storia è coinvolgente, ed il finale (agghiacciante) decisamente a sorpresa!

    Consiglio inoltre un film islandese di 5-6 anni fa, intitolato semplicemente "I vichinghi", credo reperibilissimo perchè al tempo lo trovai da Blockbuster in molteplici copie.
    Riaffiorano i ricordi degli anni di passione
    ritorna il vecchio sogno per la rivoluzione.
    Racconti senza fine di gente che ha pagato
    non puoi mollare adesso la lotta a questo stato.
    La rivoluzione è come il vento, la rivoluzione è come il vento.

  9. #9
    Laocoon
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    Predefinito Re: Re: Film

    Originally posted by Fenris

    Consiglio inoltre un film islandese di 5-6 anni fa, intitolato semplicemente "I vichinghi", credo reperibilissimo perchè al tempo lo trovai da Blockbuster in molteplici copie.
    La scena della testa tagliata è epocale

  10. #10
    Arthur I
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    Predefinito

    Ophélia di Claude Chabrol


    Prima premessa: mi scuso con chi non ha visto il film se nel proseguio svelerò parti del racconto, ma per poter far conoscere la lettura particolare che ne faccio, non può essere diversamente. E d'altronde non è un giallo o un thriller...

    Seconda premessa: il film è un dramma borghese (ambientato negli anni '60 del XX sec., e.v.), come spesso capita nella filmografia di Chabrol. Inoltre è a suo modo una versione dell'Amleto, ma è proprio nelle sue differenze rispetto all'opera shakespeariana che si insinua quel "qualcosa" che può interessare il nostro forum.

    Iniziamo col dividere i personaggi per gruppi:

    1° gruppo:
    -Adrien
    -Claudia
    -Andre
    -Sparkos

    2° gruppo:
    -Lucie

    3° gruppo:
    -Yvan
    -François
    -Paul
    -Marie
    -Ginette
    ecc.

    I vari gruppi hanno caratteristiche differenti, ma anche i loro nomi hanno importanza (anche in funzione delle caratteristiche).
    Il primo gruppo è formato da coloro che nella vicenda assumono le parti di chi ha un ruolo sociale alto o a questo è vicino, avendo una certa libertà d'azione e comando.
    Il terzo gruppo è costituito invece da coloro che o perchè figli o perchè servitori o perchè semplici contadini, ecc., hanno un ruolo sociale più basso.
    Inoltre si può notare notare come i nomi della maggior parte degli appartenenti ai due gruppi siano legati ad origini differenti (il primo mostra nomi greco-romani, il secondo nomi di origine ebraica o legati al mondo cristiano).

    Tra i due gruppi si inserisce il personaggio di Lucie. Chabrol, probabilmente, è una sorta di illuminista. Alcuni suoi film sono legati ad una idea di liberazione dell'umanità che si può inserire nell'alveo illuminista per come mostrino una sottile polemica contro il bigottismo e la morale cattolica. Probabilmente Lucie (penso all'etimo del nome) è una sorta di lieve "luce", capace non tanto di eliminare l'oscurantismo contro cui combattevano gli illuministi, quanto di evidenziare maggiormente certe svolte.
    In questo senso, molto di quello che ci interessa ha in Lucie un buon punto di osservazione.

    Ho detto che si tratta di una sorta di rivisitazione dell'Amleto. Yvan, figlio di Claudia, è ossessionato dal fatto che lei, dopo la morte del marito (di cui niente sappiamo), ha sposato il fratello del defunto, cioè Adrien.
    Facile quindi identificarsi per il giovane in Amleto, tanto da chiamare ripetutamente Lucie, verso cui sente attrazione (in parte ricambiata), Ophélia (e l'etimo di tale nome, cioè "aiuto", è indicativo. Ma, appunto, la ragazza si chiama Lucie e come tale vuole essere chiamata).
    Ma è qui la differenza notevole tra la storia originale e il film: Yvan è duro, rigido, bigotto, cattivo sino alla gratuità. Disprezza il mondo. Ma soprattutto ha perso di vista la verità di quello stesso mondo. Il sospetto che lo zio abbia "usurpato" il posto del padre avvelena l'esistenza di tutti e fa perdere il senno al giovane (per gli illuministi: il lume della ragione).
    Scoprirà alla fine, senza prove, ma solo nella "nudità" di un dialogo finale aperto tra lui e lo zio quanto si fosse sempre sbagliato.

    Abbiamo perciò da una parte un giovane, portatore di una idea del mondo feroce e crudele, secondo cui tutto è male e deve essere punito e salvato. Dall'altra abbiamo due coniugi, benestanti, amanti della cultura e del vivere quieto, ma anche piacevole (in questo senso la scena della lettura di un romanzo moderatamente erotico è indicativa). Il giovane porta una visione del mondo cresciuta all'ombra di una completa mistificazione della realtà.
    Sarà proprio Lucie a chiedergli di ritornare alla realtà: dopo che lei afferma di non volerlo vedere più a causa dell'essersi resa conto del suo odio per ogni essere vivente, lui la ferma dicendo che lui in realtà ama ogni creatura, ma che ogni cosa è circondata dal male. Lucie nega questa sua visione ("Ritorna alla realtà!"), essendo lei "luce", non "aiuto".
    In un dialogo precedente Yvan aveva anche affermato la distanza esistente tra cielo e umanità, in termini apparentemente naturalistici, ma facilmente leggibili come religiosi.

    Come detto, del padre del ragazzo non sappiamo alcunchè. Nel finale Yvan non sa darsi ragioni autentiche del perchè del suo odio. Un odio proveniente dal nulla, il cui unico scopo è la distruzione di un mondo (quello dello zio e della madre). E il punto è proprio quello: i due gruppi principali di cui ho parlato sono portatori inconsapevoli di valori differenti. In questo sta il dramma: due camerieri nella villa di Adrien parlando affermano che, vedendo come vanno le cose lì, è chiaro che un giorno non ci saranno padroni, ma tutti saranno padroni di sè. Adrien infatti è anche preoccupato per ragioni riguardanti i suoi lavoratori: teme che si vogliano ribellare. Facile vedere in lui qualche imperatore romano, angosciato dallo sfaldarsi dei confini per le pressioni barbariche o per le mire di certe religioni sulle anime dei suoi sudditi.
    Il dramma sta anche nel fatto che in realtà non c'è alcun pur minimo livore da parte di Adrien nei confronti di Yvan. Solo fastidio, episodico, per le parole sprezzanti, per le accuse infondate. Adrien è in realtà ben disposto nei confronti del figliatro-nipote (come nel Pantheon qualcuno afferma avesse posto anche la nuova religione dalla Palestina), anzi, nel finale afferma di amarlo come un figlio e fa ciò con tale forza che viene persino il dubbio su chi sia il vero padre (e anche questo è interessante).

    Ophélia di Chabrol perciò può essere visto come una sorta di dramma attualizzato dei primi secoli cristiani, connottati dal livore cristiano contro i Gentili, prima vissuto più sommessamente, poi in modo aperto (la scena della rappresentazione teatrale). Lo si può vedere allo stesso modo di come si leggono, ad esempio, alcune pagine del Funesto Demiurgo di Cioran. E augurandosi che un giorno gli "Yvan" comprendano ciò che di mostruoso hanno fatto e forse... chi realmente è il loro padre.

 

 
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