il colmo,in certe nazioni gli evasori finiscono in carcere...qua invece,continuano a fare pubblicità in tv,ma che razza di sistema è questo?!.
Le tasse da pagare?
Uno spot e una risata
Valentino Rossi in tv: «Dalle stelle alle stalle»
GIANLUCA NICOLETTI
ROMA
Il testimonial non si lascia mai solo, soprattutto se si chiama Valentino Rossi. E' così che Fastweb ha fatto il salto mortale e ha recuperato l'immagine del campione-evasore che pubblicizzava i suoi prodotti. Valentino un po’ dimesso siede tra lo strame di una stalla e telefona a un amico: «Sì, ho passato un'estate un po' sotto pressione, ma con Fastweb posso sentire tutti gli amici che non mi hanno abbandonato». Un po’ si meraviglia di come sia stato facile passare dalle stelle a quel posto, ma fa il simpaticone e allontana il muso di un cavallo che andava a brucargli in testa, rivendicando il suo diritto alla privacy . Il colpo è notevole; così si salvano capra e cavoli e si allontana lo spettro del rigetto del testimonial che era stato ventilato da un settimanale, ma prontamente smentito da Fastweb che così dimostra che: «Non ti abbandona mai…» come dice la voce fuori campo.
Tradotto vorrebbe significare che anche se sbagli ed evadi qualche milioncino di euro di tasse, per loro fa lo stesso. Insomma quello che non strozza ingrassa e di necessità viene così fatta virtù. Una proverbiale saggezza che suggerisce ai geni del marketing di non buttarsi giù; se il triste rigore della cronaca rischia di appannare l'adamantina tenuta dei personaggi che dovrebbero garantire il prodotto con la loro bella faccetta strafamosa, basta trasformare in gloria ogni loro marachella. Il comune mortale si sente un po' perplesso, ma è colpa sua se ha una faccia che non vale un soldo. Quando qualcuno investirà su di lui potrà passare a testa alta anche per piccole o grandi burrasche giudiziarie.
L'arte sopraffina del rilancio nel momento di apparente difficoltà aveva già gloriosamente incoronato Elisabetta Gregoraci. Un anno fa, proprio nel periodo in cui tutta la stampa la collocava al centro della vicenda di Vallettopoli come ambito frutto della lussuria dei potenti, lei fece uno sberleffo a tutti gli scandalizzati e si mise a promuovere un servizio telefonico assieme a Pippo Baudo e Claudio Amendola. La ragazza ammiccava maliziosa facendo supporre galeotte frequentazioni: «Devo confessarvi un segreto... Alla fine ho ceduto... Non ho resistito...». Facendo credere chissà cosa a Pippo in preda al panico. Poi la bella mora tirava fuori il telefonino nuovo di zecca spiegando che quello era il solo complice del suo peccato: «Che avevi capito Pippo?» Così Amendola poteva chiosare: «Eh, sempre a pensa' male...». Con probabile buona pace di Woodcock.
Forse è proprio la telefonia a ispirare la toppa riparatrice, proprio quando realtà e finzione pubblicitaria non galleggiano nello stesso zuccheroso idillio. Ancora un anno prima la coppia Valeria Marini e Vittorio Cecchi Gori, di cui si ventilavano le prime avvisaglie di una prossima separazione, sceneggiarono lo psicodramma della messa alla porta di lui, con tanto di lancio delle valigie dalla finestra. Era ancora il tempo felice del «Videochiamami…». Poi quando la pantomima divenne cronaca Vittorio commenterà amaramente il suo muto cameo: «Ho accettato di farlo per Valeria, per non farle perdere i soldi, visto che in base all'offerta doveva esserci anche il suo partner».
Se risaliamo ancora a ritroso la catena evolutiva dello spot-verità, forse arriviamo a quello che può essere considerato il moderno capostipite del genere. Era l'anno 2002 quando il Consorzio del Gorgonzola scelse Giulio Andreotti per la sua campagna densa di sottintesi, ma nemmeno tropo velati: «Hanno beccato Giulio Andreotti con le mani nel sacco?». «No, con le mani nel gorgonzola». Il senatore si divertì, ma dopo che un volpone come lui mise la faccia su quelle muffe casearie, il potere taumaturgico dello spot garantista da allora fu per tutti assolutamente fuori di dubbio.
http://www.lastampa.it/redazione/cms...5619girata.asp
Valentino Rossi e Fastweb fanno arrabbiare il Codacons (e non solo)
Secondo la legge, nessuno è colpevole fino al momento della condanna e per questo mi astengo dal dare giudizi sulla vicenda e sui recenti strascichi. Voglio però riportare ugualmente una notizia che può dare l’input per un’interessante discussione.
Dei problemini di Valentino Rossi col fisco italiano abbiamo già avuto modo di parlare il mese scorso, in occasione dell’apparizione, con tanto di video fai-da-te, del campione al Tg1. Colpevole? Non colpevole? Chissà, sta di fatto che le accuse ci sono state e che, oltre alle rimostranze di molti “cittadini modello”, si è levato un coro di voci di utenti Fastweb che ha chiesto alla compagnia telefonica la “decapitazione” del testimonial per eccellenza.
Bene. Non solo Fastweb non ha ascoltato le lamentele dei propri abbonati, ma, dopo aver dato piena fiducia al campione, ha pensato bene di girare un nuovo spot che ironizzasse sulla questione. Lo spot, in onda da qualche giorno, ha come titolo “Dalle stelle alle stalle” e mostra Rossi costretto a vivere in una vera e propria stalla, in seguito alle vicende che l’hanno coinvolto. Fortunatamente ha ancora il telefono e può comunicare liberamente con i suoi amici, perché…”Fastweb non ti abbandona mai”.
Forti le reazioni suscitate da questo spot, come riporta Quotidiano.net. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, afferma che il fatto che Valentino Rossi sia tornato a fare il testimonial è sicuramente un danno, che oltretutto dimostra che
in Italia non e’ molto sentita la cultura della protesta quando si tratta di fisco. Gran parte degli italiani tenta di evaderlo e quelli che non possono farlo lo vorrebbero
Anche Francesco Ferrante, Senatore della Margherita, dice la sua:
Mi chiedo cosa farei se fossi nei panni di un alto dirigente della Gdf o del Ministero competente, nei confronti di un’azienda che decide di fare uno spot alludendo all’evasione fiscale, amplificando un tema delicato, che ha scosso l’opinione pubblica soprattutto in quest’ultimo periodo, e addirittura facendone un elemento di vanto
Comunque la si veda, pare proprio che Fastweb stavolta “l’abbia fatta fuori dal vaso”. Utilizzare nuovamente Valentino Rossi come testimonial non è certo da condannare, soprattutto se pensiamo al fior fiore di quattrini che saranno stati sborsati anticipatamente al campione da parte della compagnia telefonica. Ma ironizzare sull’ipotetica evasione fiscale sembra una presa in giro bella e buona e, forse, supera i confini del buon gusto
http://www.tvblog.it/post/6331/valen...ons-e-non-solo




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