I tedeschi devono tacere
Maurizio Blondet
17/09/2007
Il cardinale Joachim Meisner
GERMANIA - A monsignor Joachim Meisner, cardinale di Colonia, è capitato di affermare che l'arte che si allontana troppo dalla religione «degenera».
E' stato sepolto da una tempesta di proteste.
Stephan Kramer, segretario generale del Consiglio Centrale degli ebrei di Germania, ha scritto al giornale Tagesspiel am Sonntag: il cardinale «è un notorio incendiario intellettuale» che «supera le frontiere di ciò che è permesso».
In Germania non si può ragionare sulla degenerazione dell'arte, perchè il Terzo Reich, sessant'anni fa, si scagliò contro «l'arte degenerata».
E sono gli ebrei a stabilire quali sono «i limiti di ciò che è permesso» nel discorso intellettuale.
Anche il segretario alla cultura dello Stato di Renania-Westfalia, il cristiano-democratico Hans-Heinrich Grosse Brockhoff, sè scagliato contro il prelato: «E' spaventoso che il cardinal Meisner si lasci trascinare ad usare simili termini. Ciò dimostra che non capisce niente di arte nè di cultura».
In Germania, sono i gauleiter regionali a stabilire chi capisce e chi non capisce di arte e di cultura, chi può parlarne e chi no.
La democrazia tedesca comincia a somigliare non poco alla dittatura tedesca di 60 anni fa, solo con segno cambiato.
Solo pochi giorni fa una star e conduttrice popolarissima della TV tedesca, Eva Herman, 48 anni, è stata licenziata per aver lodato le politiche familiari del Terzo Reich.
In realtà la bella signora, imperdonabilmente bionda, stava pubblicizzando un suo libro, che aveva per tema appunto il bisogno di nuovi orientamenti pubblici a difesa della famiglia, ed ha detto: «(Il Terzo Reich) fu un periodo crudele, che ci ha portato alla rovina. Ma ci furono cose buone, tra cui il valore che veniva dato alla maternità, ai figli, alle famiglie».
La bionda ha malauguratamente insistito, definendo «cosa buona» i premi di maternità che allora venivano dati alle madri di numerosa figliolanza.
Immediatamente il direttore della TV da cui parlava la Herman (NDR), Volker Herres, ha reso noto il licenziamento.
«L'attività letteraria della signora Herman non è più compatibile, secondo noi, con il suo ruolo come conduttrice della TV».
Del resto gli ospiti del talk-show della Herman avevano già annunciato pubblicamente di aver declinato i suoi inviti per le prossime trasmissioni: troppo pericoloso apparire con la nazista. Anche la ARD, altro network presso cui la donna lavorava, s'è affrettata a sbatterla fuori.
«Non vediamo più possibilità per lei», dice il comunicato ufficiale.
Nè ora nè mai.
Così si può perdere il lavoro in Germania.
Per un'opinione.
Nasce il Quarto Reich dei Kramer?
Il nazismo del Katz?
Ma la nostra curiosità solidale va a monsignor Meisner di Colonia: come sarà un cardinale «noto incendiario intellettuale»?
Non riusciamo nemmeno a immaginarlo.
Qui in Italia non ne abbiamo nessuno.
Perchè non viene qui a dirci le sue idee sull'arte?
Lo spunto è interessante, ed è lo stesso trattato da Hans Sedlmayr, il grande critico, nella sua opera «Perdita del Centro»: l'arte, per secoli ausiliaria della liturgia, per secoli arte sacra, degenera quando perde quel «centro».
Evidentemente, in Germania il tema è tabù.
Qui da noi abbiamo, è vero, la legge Mastella: ma la dittatura dei disonesti da noi è attenuata dalla loro incuria.
Si può parlare d'arte, Mastella non se ne accorgerà sicuramente.
Maurizio Blondet
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