Tratto da www.ladestra.info
Dal nostro inviato de LaDestra.Info Mattia Carminati.
E’ stata una tre giorni di dibattito e di politica , quella che ha accolto a Casenatico più di 150 giovani provenienti da tutta Italia a rappresentanza di varie comunità e gruppi politici giovanili . Tanti i portavoce di intere sezioni, alcuni ex appartenenti alle fila di Azione Giovani decisi ad abbandonare il movimento giovanile di AN , altri di comunità , associazioni e realtà della destra giovanile italiana che dopo anni di autonomia si sono ripresentati con la speranza di un nuovo progetto comune .
E’ stata dunque posta la prima pietra verso la costituzione di un movimento giovanile del partito “La Destra” di Francesco Storace . A dirigere la tre giorni una personalità di spicco e di sicura esperienza come l’On. Alberto Arrighi .
Erano anni che non assistevamo a un incontro di tale portata politica e comunitaria a livello giovanile : Si è discusso di tematiche sociali , di scuola e di università .
Tanti gli interventi dei rappresentanti delle varie comunità che hanno potuto dare il prorio contributo ad un progetto che già si preannuncia importante e determinate per la nostra area politica .
Si è discusso anche di organizzazione e di come poter immaginare un movimento giovanile slegato dal correntismo , dal congressismo dalla burocrazia e dagli interessi di potere . Alla fine della tre giorni è stato divulgato un appello che di seguito riportiamo , all’intera Gioventù Italiana , appello che già detta alcune importanti linee guida di questa nuova realtà nascente.
A nostro avviso un appello importante che tutti dovrebbero prendere in considerazione , che rompe alcuni schemi ancora inviolati e porta alla rivalutazione di una serie di valori forse ad oggi dimenticati.
Tutto questo al grido: “Ora che i vecchi soggetti sono pericolanti, è tempo di diventare pericolosi”
Per informazioni : ri-generazione@libero.it -RI-GENERAZIONE A DESTRA
A partire dagli ultimi decenni del novecento la politica è entrata in crisi.
Una crisi che ha investito e continua a investire trasversalmente le tradizionali aree di riferimento ideologico e culturale.
Nello specifico italiano, la crisi ha investito la politica sostanzialmente su due fronti:
1. la “dimensione del politico” ha trovato sempre meno spazio nelle dinamiche sociali, lasciando campo aperto ad altre forme di potere e di decisione che esulano dalla rappresentanza popolare e riducono la politica a mera visione di amministrazione dell’esistente e gestione del potere. A fronte di un popolo chiamato ogni cinque anni a votare, decisioni che investono la nostra nazione e l’intero mondo vengono prese quotidianamente da poteri che non si confrontano con il popolo e sono per loro natura estranei alla democrazia. I grandi gruppi finanziari, le lobby economiche e i centri di potere culturale e mediatico, e non ultima la Banca Centrale Europea, influenzano la vita del nostro popolo in modo sicuramente maggiore rispetto alle scelte cui sono chiamati i rappresentanti politici nelle sedi istituzionali.
2. le vecchie forme partito rimodellatesi all’indomani della fine del bipolarismo Est-Ovest e della crisi della partitocrazia della prima repubblica sono state incapaci di rappresentare una adeguata risposta ai cambiamenti sociali ed economici imposti dalla globalizzazione in sintonia con i bisogni reali del popolo ed in particolare delle giovani generazioni.
A fronte di questa crisi - che è sistemica e non temporanea - assistiamo alla nascita di forme organizzative e mediatiche tese a cavalcare l’antipolitica e a identificare nei partiti oggi esistenti e nei loro rappresentanti maggiori la causa esclusiva del declino.
Se noi per primi riteniamo che una politica esclusivamente dominata dalle oligarchie verticistiche dei partiti sia una casta che legittima la propria sopravvivenza attraverso i privilegi, il clientelismo, l’affarismo, l’utilizzo privato della res pubblica, ciò nondimeno riteniamo che il male dell’Italia sia frutto anche di altre caste, spesso superiori a quella partitocratica in termini di prevaricazione e di mortificazione degli interessi generali.
A fianco della casta politica esistono infatti le caste dell’informazione controllata, del capitalismo assistito e parassitario, del triplice sindacalismo dedito all’esclusiva autotutela della propria burocrazia, dei baronati universitari, delle toghe politicizzate che quotidianamente interferiscono sul potere legislativo, degli interessi speculativi dei cartelli bancari e delle assicurazioni.
Sono tutti questi soggetti – le caste, non soltanto una casta – a dover diventare il bersaglio di un moto popolare, che cresce di pari passo alla crisi sociale del Paese e al rischio di argentinizzazione dell’Italia, e che non può essere regalato all’antipolitica.
La risposta alla crisi del sistema non è cavalcare un qualunquismo antipolitico, ma è la rigenerazione della politica stessa.
Rigenerazione che non può non passare attraverso la nascita di un nuovo movimento giovanile che noi, riconoscendoci negli scopi, nei valori e nei principi del movimento politico ‘La Destra’, vogliamo oggi offrire a questa generazione affinché riscopra il gusto di una militanza politica che non si svilisca nel carrierificio congressista di cui sono ad oggi vittime tutte le organizzazioni giovanili dei partiti politici italiani.
“Ora che i vecchi soggetti sono pericolanti, è tempo di diventare pericolosi”
Marcello Veneziani
Facciamo appello alla gioventù italiana – emarginata dalle oligarchie politiche, stanca di un presente fatto di omologazione culturale e sociale, costretta a un futuro già annunciato da consumatori e precari, privata della speranza di realizzare autonomamente le proprie aspirazioni personali – affinché si unisca a noi nella costruzione di un nuovo protagonismo giovanile in politica.
Ci rivolgiamo a tutti coloro che sentono forte il bisogno di impegnarsi in un percorso di rinnovamento in nome dei valori e dei principi della nostra più profonda tradizione culturale, che non vogliono arrendersi ad un destino già scritto da comprimari e strumenti al soldo del cinismo oligarchico imperante, e vogliono invece riscoprire il gusto di una militanza ideale e disinteressata.
Chiamiamo a raccolta quei ragazzi che, nonostante tutto, credono ancora che ci siano valori e scopi per cui valga la pena schierarsi, battersi e rischiare; un futuro da costruire, sognare e immaginare; un presente da reinventare con l’entusiasmo della libertà e la libertà delle azioni; e - soprattutto - una Rivoluzione italiana da vivere quotidianamente.
PER INFORMANZIONI ri-generazione@libero.it




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