



nel caso dei rami danni le clausole son abbastanza chiare. sono tantissime, è vero, ma semplicemente perchè devono dare risposta CHIARA a innumerevoli casistiche.
è impossibile pretendere che una compagnia scriva su un contratto che so su una casa COPRIAMO TUTTO.
tutto cosa?


comunqe a mio avviso è il sistema di pagamento provvigionale che crea problemi: se + vendi + guadagni fa si che capiti che chi vede tende a prediligere il proprio tornaconto rispetto alle esigenze del cliente. eda ciò nasci il mito dell'assicuratore ladro.
solo che trovare una alternativa è difficile.


Non ti preoccupare
Grande Zoidberg, così si fa. Purtroppo molte assicurazioni non l'hanno capito.Se il lavoro si fa come si deve si è una persona ben vista: basta non dar fregature. io sono l'opposto di quello che è l'assicuratore nell'immaginario collettivo, spessissimo sconsiglio il cliente dal sottoscrivere determinati contratti. Nel breve è "pesante" (vedi mancato introito), nel medio-lungo paga e tanto: il cliente ricorderà sempre quel prezioso consiglio e tornerà sempre da te come prima scelta
Per quanto ne so il ramo danni è remunerativo nel settore industriale o "artigianale" (ad es. idraulico che si assicura per danni che può eventualmente fare ai clienti nel suo lavoro) nelle assicurazioni per la casa e cose lì, dove la possibilità di dover pagare premi è relativamente bassa. In questi settori, in ogni caso, la compagnia può sempre essere chiamata in caso a risarcire.Originariamente Scritto da durrutibus
Nel settore RCA invece la compagnia è costretta a risarcire troppo (Sara, ad esmepio, che è molto presente sull'RCA, lavora in perdita in questo settore...ed ha aumentato le tariffe in Campania). Vorrei sapere perchè secondo te le compagnie si stanno di nuovo "lanciando" in questo settore.
Nel settore vita (polizze vita, piano pensionistico, fondi schifezz-linked) invece non ha questo rischio, prende delle commissioni implicicite dal 2 al 7% del capitale dello sventurato, più commissioni annue di gestione e via dicendo e la remunerazione del capitale del cliente dipende dal sottostante, quindi la compagnia incassa solo in questo caso e, nella quasi totalità dei casi, non sborsa niente di suo nemmeno in caso di morte etc etc, si limita a restituire ai beneficiari della polizza il premio pagato più un piccolo "in più".


Noi ai clienti che pagano tramite rid o bollettino postale, la quietanza la mandiamo a casa appena la banca, o la posta, comunica il pagamento. E, non per dire, non lavoro certo con la compagnia più spendacciona che esista.










sul settore vita sono d'accordissimo.
sull'rca (che è il mio settore specifico attualmente) fno a poco temp fa ti avrei dato ragione.
nel 2002 lavoravo per una agenzia tra le più grosse in italia. di punto in bianco la compagni inviò a circa 1/4 dei clienti disdetta automatica ovviamente mandando su tutte le furie l'agente visto che avevano fatto le scelte a random... quindi capitav che un tizio con 3-400.000 euro di premi vita/danni si trovava la sua compagnia che non gliinnovava la polizza (si decise quindi di selezonare i clienti su altre basi)
questo era un grosso segnale di disaffezione delle compagnie verso il settore.
ora è un po' di tempo che nn vedo casi del genere e soprattutto sto notando una resistenza sempre maggiore da parte delle agenzie nel rilasciare gli attestati di rischio (fuori dai 15 gg di termine). il che è sintomo di non volere perdere clienti.
poi come ho già spiegato diverse volte il risarcimento diretto dei danni sta creando dei sistemi concorrenziali tra le compagnie molto particolari. credo che a breve vedremo dei cambiamenti strani nel modo di creare le tariffe.