Ho sentito troppe volte lodare popolazioni barbare che ignoravano la Civiltà, e troppe volte ho sentito parlare de un'accetazione quasi globale dell'intero genere umano da parte de Roma.
Essendo la Civiltà Romana non solo un nostro patrimonio storico, ma una cultura ancora viva e pulsante che ispira i nostri ideali e guida la nostra Tradizionalità, è giusto fermare una volta per tutte quelli che hanno deciso de sradicare le loro radici da questa Patria e piantarle in terre estranee e barbare.
Roma fonda un Impero Universale, nato da guerre battute per conquista o per difesa, che la proietta in una realtà variegata e multiculturale. L'assimilazione dell'"altro" ha così permesso la sopravvivenza de una cultura così articolata e diffusa in un'area vastissima.
Ma questo "scambio" culturale può avvenire solamente con quei popoli civili che con gran saggezza sono riusciti a imporsi delle regole e delle leggi.
Questo non vale per tutti, esitono anche eccezioni con le quali non può esistere dialogo.
La visione Romana del mondo vede la Civiltà come un cerchio: Roma stessa è il centro, e man mano che ci si allontana da esso, come fossero dei "gironi", ci si inbatte nei vari "livelli" di civiltà. Fuori dal cenchio, e quindi dalla Civiltà, ce sono i barbari: individui feroci che ignorano la civiltà e che conducono un'esistenza bestiale lontano dalla Ragione e dal dominio de sé. I barbari appartengono sempre alla specie umana, ma la loro umanità tende a sfociare nell'animalità; ciò li rende semi-omini.
La Civiltà è il termine ultimo, la fase più progredita del genere umano, un dono Divino che separa l'omo dallo stato animalesco e lo eleva al mondo della consapevolezza, al mondo degli Dei.
La barbaria è l'opposto: è il Caos che minaccia l'ordine, la natura selvaggia che si oppone all'ordine e alla disciplina, e che incarna tutto ciò che deve essere sconfitto.
Se basi dell'identità Romana sono la Costantia, la Veritas, la Virtus, il barbaro è incostante, imprudente, crudele, stolto, falso.
La loro aggressività, violenza brutale e incontrollata, empietà, crudeltà, impeto irrazionale e distruttivo s'oppone alla moderazione, alla Pietas e all'Humanitas del Romano.
All'Immanitas barbara, ch'è la dismisura nei corpi, nei costumi, alla loro discordia e la divisione politica, il Romano oppone la Concordia, la Iustitia.
La cattiveria d'un barbaro non nasce dall'odio, dalla rabbia o da un altro pensiero: sfocia dall'ignoranza, quindi il suo male non è volontario, come un cane che assale un bambino.
La Civiltà, ch'è moderazione, razionalità, dominio della cultura è la Luce che gli Dei hanno fatto a Roma. La Missione de Roma è portare questo Sommo Bene a tutti i popoli, unendo a sé quell'aspetti razionali e civili delle altre nazioni che possono arricchire Roma, ergo la Civiltà. Sconfiggere la barbaria, ovunque se trovi, e far regnare l'Armonia e l'Equilibrio moderato sul molle Caos.
Irrazionale e aggressivo, violento e impulsivo, il barbaro incarna il disordine e l'eccesso, con tutto ciò che di negativo hanno. Lontani dall'Umanità ordinata ed equilibrata con la quale il Romano s'identifica, il barbaro resta confinato nell'ignoranza e nell'inerzia: privi di cultura essi non sono in grado de creare, de trasformare e de migliorare il mondo in cui vivono. Dott. Federico Borca.
Questa è la visione Romana del Mondo e della Civiltà, che come descrivono Vitruvio e Plinio il Vecchio, vede l'Urbe stessa al centro de un Cosmo razionale ed equilibrato.
Roma è la Luce, la Patria dei nostri antenati, e sradicarsi da ciò ch'è moderazione e virtù è un comportamento stupido e impulsivo... un comportamento barbaro.
Valete Optime in Pax Deorum!




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