Tra un mesetto il caro, vecchio Pci se ne andrà per sempre. Secondo alcuni, per compiuta missione (l'incontro-fusione tra cattolici e marxisti). Secondo altri per l'impossibilità, questa volta, dei suoi dirigenti di ripulire l'alloggio. Per due volte negli ultimi quindici anni erano stati costretti al trasloco, passando dal Pci al Pds (1991) e poi ai Ds (1999), ma sempre restando in fondo la stessa cosa (rossa), almeno a giudicare dagli stilemi che la caratterizzavano: una mescolanza via via sempre meno sapiente di balle e verità, un ancoraggio al passato evidente ma negato, una mistura di sodalizi ambigui - coi giudici e con gli intellettuali... - di aziendalismi assistiti - le cooperative, le Ong, le associazioni... -, la peculiare capacità di odiare gli avversari - tra gli ultimi, le monetine per Craxi, il dileggio dei comici e l'astio dei giudici per Berlusconi -, l'ipocrita e perdurante conformismo, tenace collegamento sottotraccia con la complessiva storia interna, non raramente chiosata con un tardivo 'compagni abbiamo sbagliato'.
La chiusura dell'antico maniero avviene nella confusione propria dei grandi trasferimenti, col padrone di casa in apparente disorientamento (Fassino: "Basta aumenti ai politici!". Bertinotti, gelido: "Già fatto".), con il giullare che, divertito, li schernisce sin nel sacro ridotto del Festival dell'Unità, mentre il glorioso coro dell'armata gioiosa dei Guzzanti, delle Dandini, dei Luttazzi, costernato tace.
Neppure più il tradizionale grido d'allarme - Berlusconi! Berlusconi! - pare rianimare il popolo e ricompattare le fila. Il pasticcio è tale che la minaccia del ritorno del Cavaliere Incompatibile non placa le mille voci, la nascita di cartelli elettorali per le prossime ‘primarie', la distonia dei candidati ...Il morbo della vecchia Dc, subdolamente introdotto dai navigati traghettatori della Margherita, ha tale forza di seduzione da essersi diffuso prima ancora che il nuovo partito esista.
In tanto disastro, noi italiani qualcosa ci guadagneremo. Forse, dopo quaranta anni, la Questione Comunista cesserà di condizionare così pesantemente la cultura e quindi la vita pubblica, l'economia, i rapporti sociali. Forse col Pd si allenterà lo stretto intreccio tra poteri diversi e il Partito. Forse anche la Cgil approderà al XXI Secolo; la Cgil della quale Bertinotti nel 1992 denunciò l'involuzione interna (dichiarò, tra l'altro, l'allora segretario confederale: "C'è tra di noi una questione morale aperta...Anche il sindacato e' pieno di corrotti").
Questo auspichiamo perché siamo giovani e ottimisti. Se fossimo già nella grande età e pessimisti, paventeremmo che la sgangherata Margherita finisca catturata da una raffinata trama tardo marxista. Guardando allo stato maggiore Ds, un po' di questo timore svanisce, essendo il solo D'Alema degno dell'impresa.
Potrebbe quindi darsi che l'ottobre non ci porti solo un nuovo partito. Ma che segni anche l'entrata di una parte così vitale del nostro mondo politico di sinistra nel Duemila, con un lieve ritardo sul calendario e sulla storia (r.t.)




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