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Discussione: Gustavo Rol

  1. #31
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    Predefinito Rif: Gustavo Rol

    Citazione Originariamente Scritto da sideros Visualizza Messaggio
    . Siamo nulla, siamo polvere, però inesorabilmente pensante e questo ci eleva!
    Ci eleva l'essere qualcosa di più del "pensiero", che è sempre polvere...

    Rol è una figura particolare, che merita senz'altro rispetto. Pur essendo svincolata - a quanto se ne sa- da ogni discorso strettamente iniziatico ( filiazioni, tradizioni ecc. ) ha avuto una statura morale ed uno stile davvero unici. Ho parlato, in passato, con qualcuno che lo conobbe di persona.

    Un libro che mi sento di consigliare, anche perchè poco noto, è quello del nipote Franco Rol, dal titolo " Il simbolismo di Rol ", 520 pagg., lulu.com editore. Ha il pregio di essere il libro più seriamente documentato di tutti quelli pubblicati finora ( facendo anche piazza pulita di errori che altri autori hanno ripetutamente fatto ), ma il difetto di essere eccessivamente agiografico e forzato in talune interpretazioni della vita e degli scritti di Rol.
    Non va dimenticato, infine, che una attenzione eccessiva all'aspetto "poteri mirabolanti" non è mai caldeggiata in nessuna tradizione.



    R.



    .
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  2. #32
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    Predefinito Rif: Gustavo Rol

    Pensiero inteso come mente che si espande alla ricerca delle sue grandiose possibilità.

  3. #33
    mach1
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    Predefinito Rif: Gustavo Rol

    da quello che ne ho letto l'idea che mi sono fatto è che fosse un simpatico signore che amava circondarsi di personaggi importanti e curiosi, forse per soddisfare un certo proprio narcisismo, e che per fare ciò ricorresse alla curiosa arte della prestidigitazione spacciata per poteri soprannaturali. Non era un vero e proprio truffatore, come potrebbe essere considerata per esempio Rosemarie Althea che sullo spiritismo c'ha fatto i miliardi, ma non credo nemmeno fosse dotato di reali poteri soprannaturali. Da quello che ho letto i "prodigi" che proponeva erano di fatto trucchi da prestigiatori piuttosto comuni ( sempre eseguiti nel proprio studio, sempre in penombra ) Non ultimo il fatto che si è sempre ben guardato dall'operare di fronte a prestigiatori o gente preparata preferendo sempre simpatici boccaloni di cui Fellini è a mio avviso l'emblema perfetto.

  4. #34
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    Predefinito Testimonianze

    Dino Buzzati conosceva bene Rol. Ha scritto di lui nel suo libro I misteri d'Italia e in diverse occasioni anche sul Corriere della Sera. Il 2 agosto 1964, in un articolo intitolato L'albergo salvato dal mago, racconta una storia legata all'Hotel du Cap di Antibes, in Costa Azzurra, dove Rol era ospite...
    Monsieur André mi fece entrare nel suo studio degno di un vecchio ammiraglio. Ecco gli album coi ricordi dell'Hotel du Cap. Le facce e i nomi più famosi d'Europa. Sfogliando, a un certo punto André Sella fermò il dito sul volto di un bellissimo uomo nel fiore della vita. «Giorgio Cini - disse -si ricorda? Settembre 1949... E questo qui è il dottor Rol, il mago di Torino, lei ne avrà sentito parlare. A lui devo la vita. Giorgio Cini era qui all'albergo con Merle Oberon, sua fidanzata, doveva partire il giorno dopo per Venezia. Ma la sera, a pranzo, Rol mi toccò un braccio e mi disse: "quel Cini ha la morte molto vicina". Niente di più; ma io sapevo chi fosse il dottor Rol. Ho avuto paura. Ho trovato un pretesto per non partire... La mattina dopo ho accompagnato Cini all'aeroporto di Nizza. Lo aspettava il pilota personale. Decollaggio perfetto. Mentre mi avviavo all'uscita seguivo l'aereo con gli occhi, così, per istinto. E pochi istanti dopo non vedo staccarsi netta un'ala e l'apparecchio venire giù a piombo? Quando sono arrivato sul posto, era un orrore, nessuno lo avrebbe potuto riconoscere. Poi le scene, lei può immaginare, Merle Oberon come pazza. E io salvo».


    Lo scrittore cattolico Vittorio Messori sullo speciale Sette del Corriere della Sera dell'ottobre 1994, racconta...
    Si conversava nel grande salone stile Impero, in attesa di trasferirci nell'ambiente attiguo per gli "esperimenti". Si venne a parlare di quel Cottolengo dove Rol (mi dicono) era una presenza abituale e benefica e che, come si sa, non vive che di ciò che giorno per giorno offre la Provvidenza. Sapevo bene che non aveva mai voluto approfittare per sé delle sue capacità inspiegabili. Ma per qual motivo non per gli altri? "Dottor Rol", gli chiesi dunque, "perché, con questa sua possibilità, mille volte provata, di prevedere ciò che uscirà da un mazzo di carte o da una roulette, non sbanca un casinò? Perché non sottrarre qualche miliardo a quegli speculatori per dirottarli verso chi ne ha bisogno?". Sorrise e lasciò cadere la domanda. Poco dopo, ci sedemmo attorno al gran tavolo antico. Lui era a un capo, io a un altro, a notevole distanza uno dall'altro. La luce nell'ambiente era piena: non era ancora del tutto buio e i lampadari di cristallo erano accesi. Dopo qualche incredibile quanto consueto - per lui - "esperimento" con le carte, mi si rivolse all'improvviso: "Caro amico, voglio rispondere alla sua domanda. Si alzi, nel cassetto di quel tavolino troverà una risma di fogli bianchi. Ne prenda alcuni, li esamini uno ad uno, ne controlli la filigrana in controluce. Poi li ripieghi in quattro e li infili nella tasca interna della sua giacca. E chiuda bene il bottone!". Eseguii, ritornai al mio posto. Rol non si era mosso dal suo, non ci si era sfiorati. Per un attimo piegò la testa all'indietro, "scrisse" nell'aria con una sua matita - famosa tra i suoi frequentatori - rivestita di bambù. Subito dopo mi disse di estrarre dalla giacca i fogli bianchi che avevo controllato a uno a uno e che io solo avevo toccato. Sul foglio più interno stava scritta, a matita, la risposta alla mia domanda: "Sarebbe una beneficienza fatta senza sacrificio, quindi non avrebbe valore alcuno (qui, una parola indecifrabile, n.d.r.) dello spirito di Rol". Volle che gli consegnassi il foglio: con la stessa matita (anche se in carattere più marcato) e con la stessa calligrafia - era inconfondibilmente sua quella "apparsa" di colpo nella mia tasca, quasi che la grafite si fosse depositata venendo dall'aria - scrisse: "Proprietà del dottor Vittorio Messori, 11 aprile 1989. R". Lo arrotolò e me lo consegnò "per ricordo".



    © Archivio Franco Rol (Gustavo Rol)



    Il primo libro dedicato esclusivamente a Gustavo Rol, e l'unico uscito quando era in vita, è quello del giornalista Renzo Allegri, "Rol l'incredibile" (poi "Rol il mistero"), Musumeci editore, 1986. Ecco un breve stralcio...
    Un giorno invitai a casa mia Rol per fargli vedere un quadro che avevo appena acquistato. So che non ama certa pittura contemporanea, ma, poiché è un grande intenditore d'arte tenevo molto al suo giudizio. Accompagnandolo in salotto gli dissi: Ecco il quadro. "Non mi piace" disse subito Rol e aggiunse: "Te lo scarabocchio". Estrasse la sua famosa matita e la puntò contro il quadro tracciando dei segni nell'aria. Per carità non farlo, gridai io. Mi è costato un sacco di soldi. Corsi verso il quadro per vedere se Rol me lo avesse rovinato, ma non notai nessun segno. Meno male che non hai combinato disastri, esclamai sollevato. "Prova a togliere quel quadro", disse ancora."Lo tolsi e sul muro c'era un vasto scarabocchio a matita. Rol aveva risparmiato il mio quadro; ma aveva manifestato il suo dissenso scrivendo sul muro sotto il quadro.


    Il prof. Diego de Castro, ex-direttore dell'Istituto di Statistica dell'Università di Torino, in un articolo su La Stampa del 20 agosto 1978 scrive...
    Rol, in piena luce, verso le 13, fece questo esperimento in casa di mio suocero dove era stato invitato a colazione. Non a casa sua. Preso da me, a caso, un libro tra una trentina di volumi ugualmente rilegati. Scelte da me tre carte da un mazzo ch'era in casa, per determinare il numero della pagina, mi fece mettere il libro sul petto e intonare una specie di nenia (oh, oh, oh) per alcuni secondi. Non toccò mai il libro che risultò poi essere di Victor Hugo. Disse in francese (traduco): "I valentinesi dormivano con i loro orsi". Il primo verso della pagina scelta con le carte diceva: "I valentinesi dormenti con i loro orsi". Il libro non era mai uscito dalle mie mani, la sua scelta e la scelta della pagina erano casuali: ignoravo che libro fosse. Trucco? Chiedo la spiegazione, anche perché ripetemmo l'esperimento con un libro tedesco e uno italiano con gli stessi risultati.

  5. #35
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    Predefinito Re: Rif: Gustavo Rol

    Citazione Originariamente Scritto da mach1 Visualizza Messaggio
    da quello che ne ho letto l'idea che mi sono fatto è che fosse un simpatico signore che amava circondarsi di personaggi importanti e curiosi, forse per soddisfare un certo proprio narcisismo, e che per fare ciò ricorresse alla curiosa arte della prestidigitazione spacciata per poteri soprannaturali. Non era un vero e proprio truffatore, come potrebbe essere considerata per esempio Rosemarie Althea che sullo spiritismo c'ha fatto i miliardi, ma non credo nemmeno fosse dotato di reali poteri soprannaturali. Da quello che ho letto i "prodigi" che proponeva erano di fatto trucchi da prestigiatori piuttosto comuni ( sempre eseguiti nel proprio studio, sempre in penombra ) Non ultimo il fatto che si è sempre ben guardato dall'operare di fronte a prestigiatori o gente preparata preferendo sempre simpatici boccaloni di cui Fellini è a mio avviso l'emblema perfetto.
    Anche Gesù opera meglio circondato da persone che hanno "fede", mentre al contrario sembra che l'incredulità sia di ostacolo all'avvenimento di prodigi
    Un caso emblematico riportato nei vangeli è quello detto della Risurrezione della figlia di Giairo dove Gesù fa uscire la gente incredula prima di operare il miracolo. Vedi anche Matteo 13,54-58, dove viene detto che Gesù non poté operare molti miracoli a causa dell'incredulità della gente.
    Io credo che la "fede" aiuti l'avvenire dei prodigi. Allo stesso modo il buio aiuta ad attenuare il "senso di materialità" (se così si può chiamare) della realtà, facilitando così la manifestazione di questi fenomeni.

  6. #36
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    Predefinito Re: Rif: Gustavo Rol

    Ricordavo di avere postato su Pir qualche cosa su Gustavo Rol, qualcuna della sue opere artistiche ... personaggio curioso, dovrei solo appurare se il suo cognome è originale o no, per capire una cosa

  7. #37
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    Predefinito Re: Gustavo Rol

    E' utile comunque ricordare che il padre Vittorio Rol (o Roll) aprì e diresse la sede della Banca Commerciale, inoltre testimoniò a favore degli Agnelli
    Il vizietto degli Agnelli.
    Luigi Cipriani, Il vizietto degli Agnelli

    "La storia della famiglia Agnelli è costellata di connessioni col potere politico ufficiale e coi poteri occulti, massoneria, servizi segreti, a cominciare da quando la famiglia entrò in possesso della Fiat nel 1906.."

    La storia della famiglia Agnelli è costellata di connessioni col potere politico ufficiale e coi poteri occulti, massoneria, servizi segreti, a cominciare da quando la famiglia entrò in possesso della Fiat nel 1906.

    Il 23 giugno 1908 Giovanni Agnelli (nonno dell'attuale presidente della Fiat) divenuto dal 1906, a seguito di un aumento di capitale, azionista di maggioranza della Fiat, venne denunciato dal questore di Torino per "illecita coalizione, aggiotaggio in borsa e falsi in bilancio". Nel rapporto dell'autorità di pubblica sicurezza Agnelli veniva segnalato come il maggiore indiziato delle manovre fraudolente in borsa che avevano turbato il mercato dei valori e arrecato danni rilevanti ai portatori di azioni. I mezzi fraudolenti consistevano nell'avere provocato nel 1905-1906 enormi ed ingiustificati rialzi delle azioni Fiat, sia col suddividere le primitive azioni, sia col porre dal marzo 1906 in liquidazione la Fiat per ricostruirla immediatamente dopo con un moltiplicato numero di azioni, sia con l'ingiustificato assorbimento dello stabilimento Ansaldo. Il rapporto di questura proseguiva affermando che Agnelli aveva dichiarato nel biennio del 1906 utili consistenti che furono poi distribuiti nel 1907, epoca nella quale la Fiat si trovava già in una crisi che la portò sull'orlo del fallimento.

    Il capo del governo di allora Giolitti vegliava sul destino di Agnelli, al quale nel 1907 aveva concesso la croce di cavaliere al merito del lavoro. Il 29 novembre 1908 lo stesso ministro della giustizia Orlando intervenne, con una pesante ingerenza nei confronti della magistratura torinese, affermando che "un'azione penale nei confronti di Agnelli avrebbe avuto conseguenze negative sulla nascente industria nazionale, in particolare piemontese": regione d'origine del primo ministro Giolitti.

    A un anno dalla denuncia il perito nominato dal tribunale, professor Pietro Astuti, confermava gli indizi della questura affermando che le scritture stipulate da Agnelli nel 1906 occultavano operazioni personali a scapito della società, e che le operazioni di borsa dovevano configurarsi come un vero e proprio aggiotaggio al fine di procurare fortissimi e ingiustificati profitti. Il 23 agosto 1909 Agnelli venne rinviato a giudizio per rispondere di aggiotaggio e truffa. Con la benevola attenzione del ministro Orlando e con ricorsi vari Agnelli riuscì a rinviare il processo sino al 21 giugno 1911, mentre già nel 1909, dopo le dimissioni, era tornato all'incarico di amministratore delegato della Fiat. Il 22 maggio 1912 il tribunale mandava assolto Agnelli e a nulla valse il ricorso del pubblico ministero, il quale nel giudizio di secondo grado si trovò di fronte, come difensore di Agnelli, l'ex ministro Orlando e come testimoni a favore di Agnelli i dirigenti della Banca commerciale di Milano, Vittorio Roll e Lodovico Toeplitz.
    ... "
    Ultima modifica di P 6; 28-02-12 alle 16:42

  8. #38
    webmonster
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    Predefinito Re: Riferimento: Gustavo Rol

    Citazione Originariamente Scritto da assurbanipal Visualizza Messaggio
    Un signore mite e gentile. Abitava nel palazzo contiguo al mio a Torino. Lo ricordo molto bene.
    anche io.

  9. #39
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    Predefinito Re: Riferimento: Gustavo Rol

    Alberto Bevilacqua

    NESSUNA MERAVIGLIA: SEMPLICEMENTE ROL


    Dal Corriere della Sera del 12 marzo 2000


    «Non passa giorno senza che io riceva lettere che mi chiedono di Gustavo Adolfo Rol, che protagonisti del secolo, fra i più prestigiosi in ogni campo, definirono «fenomeno vivente». E questo perché ne cito puntualmente i poteri nella rubrica che tengo in "Sette", il supplemento settimanale di questo quotidiano. Perché di Rol sono stato uno degli amici privilegiati nei suoi «rapporti a distanza». Perché ho raccontato questi rapporti, prodigiosi, in uno dei miei libri, quando lui era ancora in vita. Perché, dietro il mio tavolo di lavoro, tengo un dipinto di Madonna con bambino, che nessuna mano terrena ha tracciato; l'ultimo dono di Gustavo, che sapeva far apparire, concretamente, dipinti anche celebri. Solo ieri, due lettere. In una, una signora torinese scrive, come tanti: "Sono rimasta affascinata da quest'uomo che non è stato compreso dai media». Nell'altra, un lettore milanese si scaglia, giustamente, contro «quegli esponenti o presunti tali - del mondo scientifico che non perdono occasione per accanirsi contro tutto quanto non è riconducibile alle loro scienze esatte". Si citano, in particolare, i nomi - che non farò - di un noto divulgatore e di una scienziata, che avrebbero potuto evitare di procurare a Rol, poco prima della morte, l'ultima, inaccettabile umiliazione. Ma sono, con tutto me stesso, d'accordo: il sapere tutto su come s'accoppiano le foche monache, non autorizza a dileggiare, senza conoscere. Che proveranno ora questi signori leggendo (ma non lo leggeranno) questo prezioso libro di Catterina Ferrari (Gustavo Adolfo Rol a cura di Catterina Ferrari, Edizioni Giunti) che, dopo aver vissuto accanto a Gustavo negli ultimi dieci anni, ha raccolto, senza intervenire in prima persona, eccezionali documenti diretti: dalle "Agende" alle "Lettere", ai "Pensieri", alle "Poesie"? A parte le facoltà di Rol (le riassume Federico Fellini: "L'uomo più sconcertante che io abbia conosciuto. Sono talmente enormi le sue possibilità, da superare anche l'altrui facoltà di stupirsene"), ci si trova di fronte a uno scrittore di rara intensità, a un pensatore, e a un filosofo del credo religioso, di enorme portata. Si tratta, e non ci sono squallide denigrazioni che tengano, di una personalità fra le più sorprendenti del secolo. La verità sta venendo a galla. Le manifestazioni del suo talento superiore richiederebbero uno spazio illimitato, ma si riassumono nel principio: "Lo spirito intelligente", posseduto da ciascuno di noi, è quel "quid" che compendia tutto quello che noi siamo e sa tutto del presente, passato e futuro, e rimane sulla terra anche dopo la morte. Molte volte ho parlato, con Rol, dei suoi rapporti con Einstein, che ebbe modo di assistere, affascinato e scosso, ai suoi esperimenti che ci convincono di una cosa: c'è tanta verità ancora da scoprire».



  10. #40
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    Predefinito Re: Riferimento: Gustavo Rol

    Leggendo quel che viene scritto riguardo a quel che succede nei suoi "esperimenti" ho l'impressione che lui abbia imparato come si fa a "potacciare" dietro le quinte della realtà convenzionale (se così si può dire).

 

 
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