Aeroporto di Montichiari La Provincia attacca: mai con Abm sabato 22 settembre 2007 (red.) L'amministrazione della Provincia di Brescia ha chiarito una volta per tutte la propria posizione sul braccio di ferro per la gestione dell'aeroporto di Montichiari. Il Broletto è contro la società creata dalle associazioni imprenditoriali bresciane guidate dall'Aib, la Abm spa (Aeroporto di Brescia Montichiari), e appoggia - come peraltro ha sempre fatto - la Gabriele D'Annunzio spa, controllata dai rivali veronesi della Catullo.
Lo ha ribadito ieri in Commissione l’assessore leghista al Turismo di Palazzo Broletto, Ricardo Minini (designato dalla giunta a occuparsi del caso D'Annunzio): la Provincia sta con chi oggi gestisce lo scalo e non vuole andare contro il cossiddetto Sistema degli aeroporti del Garda creato e controllato dai veronesi. Così l'assessore al Turismo ieri ha confermato l'intenzione di effettuare "gli investimenti necessari con la D’Annunzio spa".
In concreto si tratta di svariati milioni di euro che, come ha annnunciato Minini, andranno a sostenere il progetto proposto dal vettore Club Air, appoggiato dalla stessa D’Annunzio, che vuole creare nuove rotte su Montichiari, finanziate con i soldi pubblici della Provincia di Brescia. Club Air ha offerto un pacchetto di 45 voli settimanali: tre al giorno per Roma, uno per Londra, Tirana, Praga, due per Napoli e per Ancona, uno per Parigi tre volte alla settimana.
Ma come mai la Provincia si mette contro tutte le forze economiche bresciane e contro i parlamentari di ogni colore che invece sostengono la cordata Aib? Il centrosinistra parla di una giunta del Broletto sottoposta al ricatto leghista. Ma, se anche così fosse, che cosa spinge la Lega a schierarsi su posizioni filo veronesi e anti bresciane, che rischiano di costarle assai care alle prossime elezioni amministrative?
Il motivo per la verità rimane oscuro, essendo poco credibile la sola tesi politica: centrodestra contro centrosinistra, cioè Provincia contro Comune di Brescia che invece appoggia Abm (leggi l'articolo). Peraltro anche la tesi economica è improponibile, con le perdite di milioni di euro all'anno che si registrano nel bilancio della D'Annunzio. Mentre è difficile che si tratti di una scelta strategica: basta passare per la semideserta sala d'aspetto dello scalo di Montichiari per rendersi conto che qui tutte le strategie degli ultimi anni sono miseramente fallite.




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