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  1. #41
    Maestrina Lisergica
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    Citazione Originariamente Scritto da the_baddy Visualizza Messaggio
    Sud addio: se si parte non si torna più

    Un fuorisede è per sempre. Sette studenti su dieci che studiano lontano da casa dicono di non voler tornare più indietro. Un danno enorme per il sud, economico, ma non solo

    A Bologna girare per via Zamboni è un po' come avventurarsi in un'altra dimensione, dove regna un melting pot in cui si incontrano le culture italiane più varie, dove una Babele di dialetti fa da sottofondo ad una scenografia inconfondibile. Qui infatti le colonne dei portici, con i loro foglietti per gli annunci, i bar e quant'altro, portano con sé i segni dell'anima di una città che per un quarto è fatta di studenti fuorisede e per il resto da bolognesi che mal volentieri sopportano la loro presenza (i fuorisede vengono visti come: i colpevoli degli schiamazzi notturni, della sporcizia della città etc NDR). Il tutto nonostante gli stessi fuorisede costituiscano un motore fondamentale per l'economia cittadina. E' dello scorso marzo un'indagine dell'Ufficio Studi di Tecnocasa che raccontava di come fossero proprio gli studenti fuorisede a tenere in piedi il mercato immobiliare bolognese. Ed è dell'anno scorso una ricerca del gruppo di lavoro “Bologna e i suoi studenti” che ha quantificato in 1,5 milioni di euro la cifra quotidiana spesa dagli studenti sotto le due Torri.
    DAL SUD AL NORD, SOLO ANDATA
    Ad alimentare questi dati è la fuga dal sud, quella a cui ogni anno assistono tante città del Meridione che vedono partire verso città del centro – nord i propri ragazzi. Tanti giovani, cervelli dalle grandi potenzialità, futura classe dirigente, che si trasformano in risorse regalate alle città che li accolgono. Già, perché nella maggior parte dei casi una volta diventati fuorisede, anche al termine degli studi non si torna più indietro. A dirlo è un indagine svolta sui forum di studenti.it ai cui utenti abbiamo chiesto: dopo la laurea, torni a casa? Ebbene appena il 29% desidera farlo, contro il 71% che, per motivi di lavoro o per strenua volontà, decide di mettere radici nella città degli studi. Abbiamo provato ad inquadrare il fenomeno, cercando di quantificare la reale perdita per il mezzogiorno.
    QUANTI E PERCHE' PARTONO
    Dai dati del Miur del 2006, gli studenti fuorisede in Italia sono quasi 350.000, 347.803 per la precisione. La regione che fa registrare la maggior emorragia di studenti è la Puglia , con 46.353 fuorisede. Subito dietro Calabria (37.862), Campania (29.805) e Sicilia (25.580), a conferma che è soprattutto dal Sud che si parte. Di contro, la regione che accoglie più fuorisede è l'Emilia Romagna con 68.431, seguita da Lazio (59.473) e Lombardia (39.831). Alla base della fuga c'è soprattutto la voglia di un'esperienza per maturare. Lo dice il 51% degli interpellati su Studenti.it. Tra loro però non manca anche chi parte per necessità (il 28,6%), ovvero per assenza della facoltà scelta. Il restante 20,4% adduce motivi più futili, come la stanchezza per la vita provinciale (10%) e l'insofferenza verso i genitori (10.4%).
    QUANTO COSTANO I FUORISEDE
    Queste motivazioni, valide o meno che siano, hanno però un costo per l'economia del Sud in generale e delle regioni e delle città in particolare. Un costo che si tramuta in guadagno per il Centro Nord ed in particolare per i comuni universitari. Abbiamo cercato di quantificare quanto costa un fuorisede alle famiglie d'origine ed anche qual è l'incidenza proprio sul reddito familiare. Secondo un'indagine della Federconsumatori (vedi tabella) uno studente fuorisede assorbe mediamente il 29% del budget familiare. Annualmente sono 10.125 gli euro che una famiglia sborsa per mantenere gli studi fuori regione del figlio. La voce più pesante è l'affitto, 3600 euro annui, seguita dalla spesa per il cibo 2860, dal Tempo Libero 2040, dalle tasse 1100, dai libri 390 e dai trasporti 145 euro.
    FUORISEDE: CHI CI PERDE E CHI CI GUADAGNA
    A questo punto abbiamo provato a mettere insieme i dati del Miur e quelli della Federconsumatori per quantificare lo spostamento di soldi. Dai dati emerge che in generale il mercato dei fuorisede in Italia muove 3 miliardi e mezzo di euro ogni anno. Di questi poco meno di 2 vengono dalle regioni del Sud Italia ed il resto dal Centro Nord. Tra le regioni la Puglia è quella più “scippata” con quasi mezzo miliardo di euro l'anno che prende il volo. Segue la Calabria con 385 milioni di euro l'anno, la Campania 300 milioni e la Sicilia con 260 milioni. Andando ancor più nel particolare, prendendo in considerazione tre città particolarmente saccheggiate (Foggia, Catanzaro e Messina), abbiamo quantificato quanto ci rimettono. La scelta è caduta proprio su queste 3 città in quanto pur essendo centri piccoli, tutti e tre hanno un ateneo che, in molte classifiche, è anche meglio posizionato rispetto alle più frequentate strutture del centro - nord Italia. In base ai dati del Miur i fuorisede foggiani sono in totale 3995, quelli catanzaresi 3025, mentre 1366 sono i messinesi; 4706 i fuorisede provenienti dalle tre città verso Roma, 1337 verso Milano e 2343 verso Bologna. L'economia più martoriata è quella foggiana con 40 milioni di euro regalati all'anno a Roma, Bologna e Milano, contro i 30 di Catanzaro e i 14 di Messina. L'economia che dai 3 centri trae più beneficio è quella romana con 47 milioni di euro, seguita da quella bolognese 24 milioni e da quella milanese 13.
    FUGA DI CERVELLI: “UNA NATURALE CONSEGUENZA”
    Non solo soldi però. La risorsa più importante che dal Sud si muove verso il Nord sono i “cervelli”. Come detto da un'indagine su Studenti.it emerge che sette studenti su dieci non tornano al sud. Abbiamo provato a chiedere il perché di ciò a Paolo Citterio, presidente di Gidp, l'Associazione Direttori Risorse Umane. “La fuga di cervelli è la naturale conseguenza dell'assenza di una reale rete industriale nel meridione. A parte il pubblico impiego, ci sono poche opportunità di lavorare in aziende private ed è naturale che chi ha certe ambizioni fugga”. C'è poi un recente studio della "Rivista Economica del Mezzogiorno", trimestrale della Svimez, Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno che mette in evidenza come al sud un laureato su 4 riesca a trovare lavoro solo tramite conoscenza. Spiega Citterio: “al sud c'è un modo di intendere l'industria in maniera molto patriarcale, con il fondatore che preferisce fidarsi di persone a lui vicine, soprattutto della famiglia, che magari non hanno neanche il massimo titolo di studi, piuttosto che investire in giovani laureati che potrebbero contribuire ad elevare la qualità dell'azienda”.
    Conferma il problema anche Nicola De Bartolomeo, presidente della Confindustria pugliese. “E' una problematica storica del meridione. Io credo che attualmente la situazione sia migliore ed in particolare per la Puglia intravedo una profondo tentativo di modernizzazione. C'è tuttavia da parte dei giovani la percezione, che per alcuni aspetti coincide con la realtà, che al sud la situazione sia irrecuperabile. In questo senso è normale che in tanti partano per studiare fuori. Il nostro obiettivo, come imprenditori, è quello di far tornare i giovani, motore fondamentale per l'economia del Sud”.

    http://www.studenti.it/universita/in...u_magazine.php
    Perché i giovani scappano e non tornano?

    Ecco perché...





  2. #42
    Europe Train
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    Citazione Originariamente Scritto da Max50 Visualizza Messaggio
    Ti faccio i migliori auguri.
    Ma purtroppo per te dovrai rivolgerti a "chi di dovere" , che sa fare solo clientelismo , e se non hai le conoscenze giuste ti manderanno affanculo senza tanti complimenti.
    Senza contare che un giorno potrebbe presentarsi Ciccio a riscuotere il pizzo......
    Secondo me la rovina del meridione e della Sicilia sono stati i 50 anni di governo della prima repubblica.
    E' stato costruito un sistema di clientele e di favori in tutto , dal lavoro fino al diploma di maturità , che ha creato una società irrespirabile.
    E' cresciuta una enorme malavita organizzata , che condiziona negativamente lo sviluppo economico.
    Credo che i rimedi siano ormai impossibili , a meno di una rivoluzione , assai poco probabile........
    Il Sud si riprenderà solo quando si ricoprirà pienamente della sua stessa merda.;è un equazione quella che 3/4 dei meridionali onesti ,emigra dal sud.
    E in questi anni il fenomeno si sta di nuovo intensificando.

  3. #43
    Chiamparino for president
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    Citazione Originariamente Scritto da Proletarier Visualizza Messaggio
    Il vero problema dell'Italia, o meglio del nord, è che non si capisce (far finta di non capire) che non c'è alcuna differenza tra nord e sud. L'unica differenza è data dal fatto che la criminalità organizzata al nord si limita a svolgere attività imprenditoriali in modo discreto e para-legale ed al sud in modo molto più invasivo ed evidente e questo causa buona parte dei problemi evidenti nel sud (maggior numero di criminali, maggiore evasione, minore cura nella costruzione di edifici pubblici ed infrastrutture, disoccupazione, assenza di iniziativa imprenditoriale etc etc).
    Curioso poi che citi gli ospedali per fare il paragone, quando quelli di Milano, a livello di appalti e mazzette, sono stati i più discutibili d'Italia.
    Ti cito la sanità perchè comunque funziona molto bene. Inoltre, sul piano mazzette, bisogna distinguere tra la realtà e la diffamazione politica. E' normale che di fronte alla porcheria che si trova nella gestione sanitaria nazionale, avere due o tre regioni che funzionano bene, da parecchio fastidio!
    Qui da noi normalmente quando entri in una struttura sanitaria non hai il terrore di uscire più malato di prima a causa delle pessime condizioni igieniche.

    Citazione Originariamente Scritto da Proletarier Visualizza Messaggio
    Ne sei proprio sicuro? Io ho avuto l'impressione che a parole siete bravi (se ci fosse la cirminalità da voi, denuncereste subito) poi quando succede qualcosa nessuno sa nulla peggio che nel sudde.
    Qualche mese fa alla stazione centrale alcuni borseggiatori (zingari) individuati da cittadini e fermati da una pattuglia di carabinieri sono stati soccorsi da loro complici che hanno preso a sassate la pattuglia... la gente ha raccolto i sassi e li ha rilanciati al mittente! Si è scatenata una vera e propria sassaiola che sarebbe potuta degenerare in linciaggio se questi non fossero scappati...
    Sicuramente qui la criminalità la si vede meno nelle strade e più nei conti bancari... di fatto qui non c'è l'omertà tipica del sud e la gente ancora si fida delle istituzioni.
    Evitiamo di fare discorsi da campanile... specie con me che amo l sud e soffro nel vedere una terra così ricca soffocata dalle mefie e dalla politica!

  4. #44
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    Citazione Originariamente Scritto da il Max Visualizza Messaggio
    ...la povertà al sud è ben concentrata!
    Passare dal Vomero ai quartieri spagnoli ci si rende conto che a Napoli c'è il ricco ed il povero! Napoli ti stupisce con la sua grande cultura (e quanta...) e con la sua becera ignoranza!
    Questi contrasti sono, a mio avviso, il frutto di una politica clientelare connivente con la camorra che si serve di questi paradossi per vivere e prolificare!
    La camorra e la politica sono vicine,molto vicine.......

  5. #45
    Cometa Rossa
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    […] ’Άνοιξε τά μάτια στίν ’ελευθερία [cit.]
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    Io vengo dal Sud e ho studiato/studio in città del centro nord grazie a borse di studio statali COMPLETE basate sul merito. Solo che, una volta finiti gli studi di specializzazione, sicuramente andrò all'estero per proseguire la ricerca (PhD o altro), poiché in Italia non è possibile (quasi mai) fare ricerca sul serio. QUESTO è il vero problema, non quello della mobilità all'interno dei confini nazionali che sarebbe facilmente risolubile con un maggiore interventismo statale nel sistema educativo, una migliore classe politica e una maggiore coscienza di sé e dei propri problemi da parte dei cittadini meridionali (condizioni non facili mi rendo conto).

 

 
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