Spesso nel nostro mondo italiano si fanno domande teologiche per capire "cosa pensa" l'Ortodossia, "quali differenze" ha con il mondo cattolico ecc.
Succede pure che sia invocata la teologia dei Padri - trattandola pero' come un insieme di idee - per essere contrapposta ad altre teologie che "corromperebbero" il Cristianesimo.
Nel gioco delle contrapposizioni ci sentiamo in DOVERE di stampare qualcosa che contrasti sempre qualcos'altro.
Non ci accorgiamo ma, facendo così, siamo noi che abbiamo rovinato tutto.
Trovo molto buffo che nel mondo ortodosso alcuni suoi rappresentanti (più o meno reali) si scaglino contro la teologia scolastica cattolica dicendo che è una teologia rovinosa dal momento che separa la vita cristiana dal pensiero cristiano facendo divenire questo ultimo una pura filosofia, un insieme di idee.
Lo trovo buffo perché anche in campo ortodosso, nella battaglia delle idee, seppur in nome dei Padri, si fa esattamente altrettanto.
Allora qual'è l'ordine esatto?
Il teologo - ben prima di essere uno che conosce la "DOTTRINA" dei Padri - dev'essere un uomo che pratica una costante METANIA (conversione-pentimento). Viceversa, dal punto di vista ortodosso, non è teologo!
La vera porta della teologia è la METANIA. Oltrepassata quella porta, pure nell'ignoranza dei Padri, si è sulla via giusta, con lo spirito corretto.
In questo modo la conoscenza teologica non diverrà un INSIEME DI IDEE da maneggiare come se si avesse una spada in mano e con questa decapitare le persone che la pensano diversamente.
La teologia diviene un balsamo, un nutrimento, una medicina.
Dico che, al limite, si può non conoscere la teologia dei Padri e finire per essere imprecisi. La cosa non mi scandalizza, se c'è METANIA.
Nel Monte Athos, ad esempio, non si va per conoscere in dettaglio la teologia ma per VIVERE LA METANIA al punto che recentemente ho saputo che una persona che vive lì non sapeva precisamente chi fosse Gregorio Palamas.
Il fine principale del Cristianesimo è nutrire il cuore, non tanto il cervello con il quale ognuno di noi, poi, si gonfia.
Infatti, una teologia senza metania è una contraddizione.
Io credo che INEVITABILMENTE il Cristianesimo continuerà a svuotarsi - grazie soprattutto a molti "teologi" - proprio per la mancanza di autentica METANIA con la quale si vedono le cose in modo molto diverso da quello secolare (che è un mondo di continue incessanti contrapposizioni che nascono da orgoglio umano).
E' facile imparare un concetto e dipingersi maestri, difficile imparare la METANIA e sentirsi gli ultimi fra tutti comportandosi di conseguenza.
Ma la vera teologia patristica presuppone e conduce alla METANIA.
Senza di questa anche nel nostro mondo ortodosso entra il metodo puramente scolastico, entra il freddo vento del secolarismo, entra una teologia santanica in nome dei ... "Padri"!
A quel punto non c'è proprio nulla dicui vantarsi. Abbiamo ucciso Cristo nel nostro cuore e lo uccidiamo in quello degli altri in nome della... conoscenza!




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