Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 24

Discussione: Metania - Teologia

  1. #1
    Registered User
    Data Registrazione
    22 Sep 2004
    Messaggi
    1,844
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Metania - Teologia

    Spesso nel nostro mondo italiano si fanno domande teologiche per capire "cosa pensa" l'Ortodossia, "quali differenze" ha con il mondo cattolico ecc.
    Succede pure che sia invocata la teologia dei Padri - trattandola pero' come un insieme di idee - per essere contrapposta ad altre teologie che "corromperebbero" il Cristianesimo.
    Nel gioco delle contrapposizioni ci sentiamo in DOVERE di stampare qualcosa che contrasti sempre qualcos'altro.

    Non ci accorgiamo ma, facendo così, siamo noi che abbiamo rovinato tutto.

    Trovo molto buffo che nel mondo ortodosso alcuni suoi rappresentanti (più o meno reali) si scaglino contro la teologia scolastica cattolica dicendo che è una teologia rovinosa dal momento che separa la vita cristiana dal pensiero cristiano facendo divenire questo ultimo una pura filosofia, un insieme di idee.

    Lo trovo buffo perché anche in campo ortodosso, nella battaglia delle idee, seppur in nome dei Padri, si fa esattamente altrettanto.

    Allora qual'è l'ordine esatto?
    Il teologo - ben prima di essere uno che conosce la "DOTTRINA" dei Padri - dev'essere un uomo che pratica una costante METANIA (conversione-pentimento). Viceversa, dal punto di vista ortodosso, non è teologo!

    La vera porta della teologia è la METANIA. Oltrepassata quella porta, pure nell'ignoranza dei Padri, si è sulla via giusta, con lo spirito corretto.

    In questo modo la conoscenza teologica non diverrà un INSIEME DI IDEE da maneggiare come se si avesse una spada in mano e con questa decapitare le persone che la pensano diversamente.
    La teologia diviene un balsamo, un nutrimento, una medicina.

    Dico che, al limite, si può non conoscere la teologia dei Padri e finire per essere imprecisi. La cosa non mi scandalizza, se c'è METANIA.
    Nel Monte Athos, ad esempio, non si va per conoscere in dettaglio la teologia ma per VIVERE LA METANIA al punto che recentemente ho saputo che una persona che vive lì non sapeva precisamente chi fosse Gregorio Palamas.
    Il fine principale del Cristianesimo è nutrire il cuore, non tanto il cervello con il quale ognuno di noi, poi, si gonfia.
    Infatti, una teologia senza metania è una contraddizione.

    Io credo che INEVITABILMENTE il Cristianesimo continuerà a svuotarsi - grazie soprattutto a molti "teologi" - proprio per la mancanza di autentica METANIA con la quale si vedono le cose in modo molto diverso da quello secolare (che è un mondo di continue incessanti contrapposizioni che nascono da orgoglio umano).

    E' facile imparare un concetto e dipingersi maestri, difficile imparare la METANIA e sentirsi gli ultimi fra tutti comportandosi di conseguenza.

    Ma la vera teologia patristica presuppone e conduce alla METANIA.
    Senza di questa anche nel nostro mondo ortodosso entra il metodo puramente scolastico, entra il freddo vento del secolarismo, entra una teologia santanica in nome dei ... "Padri"!
    A quel punto non c'è proprio nulla dicui vantarsi. Abbiamo ucciso Cristo nel nostro cuore e lo uccidiamo in quello degli altri in nome della... conoscenza!

  2. #2
    Moderatore
    Data Registrazione
    18 Apr 2010
    Località
    Pistoia fraz.San Felice
    Messaggi
    2,420
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito "Teologia" e "Teologia Accademica"

    E' impossibile non condividere quanto scritto da informatore che, con la sua consuetà attenzione ai problemi, pone l'accendo su un problema di grande rilievo e spesso trascuralo. Il legame della "Teologia" con l'esperienza vitale di Dio e con il vissuto ecclesiale attraverso i Mysteri e la metania che ne è+ la porta.

    Non vorrei però che - specie di questi tempi - qualcuno approfittasse dell'esatto intervento di informatore per svalutare quella che, per distinguerla dalla "Teologia" sic et simpliciter, ho chiamato nel titolo "Teologia accademica".
    Essa, se non è certo, come la prima, via di salvezza e santificazione, è però, specie per chi intenda poi fare il ministro della Chiesa o l'insegnante, uanparte importante della formazione, anche se certo non disgiunta da una formazione autenticamente spirituale.
    Dico questo perchè vivendo in mezzo a gente "intellettuale" spesso mi sento porre quesiti che - per dare una risposta seria ed approfondita, abbisogna di una formazione accademica, di storia del dogma, di storia della Chiesa etc.
    E qualcuno, spesso poco incline alla fatica (studiare è fatica) usa un ragionamento che è un po' la caricatura di quello di informatore, per giustificare la santa ignoranza.
    Se per un monaco che vive la sua vita isolato dal mondo in un dialogo costante con Dio, e poco con gli uomini, a poco serve l'accademia, forse a niente, a chi fa opera ierapostolica, anche quella è necessaria, e fatta seriamente, con fatica e sudore.
    Conosco dei preti - indubbiamente buoni - ma del tutto ignoranti, che sono del tutto inbcapaci a rispondere a quelle obiezioni su argomenti che oggi allontanano molti da Dio, da quelli dello scientismo positivistico, a quelli del relativismo o del pensiero debole,,,

  3. #3
    Registered User
    Data Registrazione
    22 Sep 2004
    Messaggi
    1,844
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    In tutto ci vuole prudenza e molto discernimento.

    In linea teorica i santi Padri non sono contrari alla cultura. Essi, però, antepongono al sapere la sapienza, ossia l'atteggiamento umile del cuore, in altre parole, LA METANIA.
    Perché noi non dovremo fare altrettanto?
    Il problema dei circoli accademici è quello di ridurre a nozione, concetto, semplice discorso-logos, la sapienza cristiana, guardandola, per così dire, dal di fuori non dal suo interno.
    Questo risulta FATALE agli spiriti VANITOSI e a coloro che non hanno grande levatura intellettuale.
    In questi ultimi casi la cultura sarebbe da togliere dalle mani di costoro perché non porta alla "soteria" ma alla "damnatio".
    E' come se un padre, preoccupato della salute di un figlio, dovesse togliere il vino con il quale il figlio si ubriaca ogni giorno.
    Certo il vino non è un male e può fare anche bene. Ma nei casi di chi ne abusa e non è in grado di servirsene positivamente è necessario toglierlo.

    Ovviamente questo non viene fatto come una imposizione (altrimenti qui si rievocano i fantasmi dell'Inquisizione e di chissà che altro) ma come una esortazione che un Padre spirituale, se gente gente così fosse seguita, dovrebbe impartire loro.

    Se uno vuole assaporare la sapienza Cristiana deve prima riempire il cuore, non il cervello, per timore che riempito il secondo non finisca per svuotare il primo in se stesso e negli altri.

    La cosiddetta cultura cristiana viene dopo, solo molto dopo.

  4. #4
    Moderatore
    Data Registrazione
    18 Apr 2010
    Località
    Pistoia fraz.San Felice
    Messaggi
    2,420
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Condivido in pieno le osservazioni di Informatore.
    La mia era solo una precauzione non certo verso chi fa precedere la metania alla cultura, che è certo molto meno rilevante ai fini della salvezza (la cultura infatti non salva di certo, anzi può indurre in tentazioni di orgoglio), e fa benissimo, ma a chi prende la metania per non sobbarcarsi il peso di studiare cosa che, specie se dovrà fare il pastore o l'insegnante è un suo preciso dovere.

  5. #5
    Registered User
    Data Registrazione
    22 Sep 2004
    Messaggi
    1,844
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    >Il caso di chi non vuole studiare quando è necessario è diverso da colui che studia per vanità. Il primo caso è la pigrizia, il secondo è l'amore di sé.

    Oggi, in certi casi, bisognerebbe non dare certe conoscenze perché si possono fare più danni di chi, ignorante ma con il cuore puro, non riesce a comunicare quelle cose che il mondo moderno vuole sentire.

    Forse per questo i Padri erano restii a fare i cattedratici. Le conoscenze, nel Cristianesimo, significano responsabilità, non parole vuote per incantare gli altri e osannare se stessi!

    D'altronde, il fine del Cristianesimo non è tanto giungere a conoscenze per controbattere il pensiero debole (per fare un esempio) ma praticare la METANIA.

    I nemici della METANIA fanno presto a riempirsi la bocca di Massimo il Confessore e Giovanni Damasceno! Troppo facile, troppo facile. Ma forse, "rebus sic", ciò risulta pure troppo blasfemo, perché contrario all'autentica "pietas".

    SI DIMENTICA che per i santi Padri (qui penso proprio a Massimo il Confessore) la vera pietà coincide con la vera dottrina e non si da la prima senza la seconda e viceversa.
    Separare le due con l'arroganza del saccente (magari pure senza titoli) significa fare il contrario di quello che i Padri volevano.
    Dio aiuti tutti a giungere alla METANIA, alla autentica pietas che porta alla vera dottrina.

  6. #6
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    23 Sep 2009
    Messaggi
    6,415
     Likes dati
    102
     Like avuti
    148
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Certo, quanto viene affermato nella discussione è giusto, santo e bello.

    Ma cozza contro una realtà occidentale che, purtroppo, non possiede veri, ovvero autentici padri spirituali.

  7. #7
    Registered User
    Data Registrazione
    22 Sep 2004
    Messaggi
    1,844
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    D'altra parte quelli che falsamente si scandalizzano che le cose non vanno e l'Ortodossia non è più quella di ieri, quelli che tirano in ballo Massimo il Confessore e Giovanni Damasceno, è improbabile che siano seguiti da un Padre spirituale. La mancanza di evestessia (delicatezza) e di metania (che conduce ad avere spirito di modestia) lo denonta chiaramente.
    Solo i santi sapevano correggere mantenendo parole di Grazia ed essere veramente soavi. Essi avevano un Padre spirituale!

  8. #8
    Registered User
    Data Registrazione
    02 Apr 2002
    Località
    BERGAMO
    Messaggi
    196
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il teologo - ben prima di essere uno che conosce la "DOTTRINA" dei Padri - dev'essere un uomo che pratica una costante METANIA (conversione-pentimento). Viceversa, dal punto di vista ortodosso, non è teologo!

    Anche se non sono uno studioso, penso di condividere appieno il discorso di Informatore e grazie per le spiegazioni tra parentesi che sono sempre utile per me che sono molto ignorante di queste cose

    saluti Leo

  9. #9
    VINCIT OMNIA VERITAS!
    Data Registrazione
    13 Sep 2002
    Località
    "O voi che avete gli intelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto'l velame de li versi strani."
    Messaggi
    2,120
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Lex orandi lex credendi.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  10. #10
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    23 Sep 2009
    Messaggi
    6,415
     Likes dati
    102
     Like avuti
    148
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Vedete, c'è ancora da aggiungere qualcosa a quanto detto.

    Come informatore sa, io ho vissuto dalla mia infanzia fino al giorno della sua morte all'ombra di un grande parroco cattolico che era anche un uomo di Dio : l'abate Righetti. Quindi, anche se non lo consideravo il mio padre spirituale, io in realtà avevo un punto di riferimento costante, e ben chiaro. Finchè potè fece il parroco, ovvero partecipò a tutte le liturgie, ai vespri, ecc.ecc. La fede era quella semplice e chiara che lui ci esponeva, alla Liturgia, ai vespri, alle riunioni di azione cattolica.

    La sua opera monumentale sulla Storia Liturgica non entrava nel vissuto parrocchiale : l'Abate, ( così era chiamato perchè la nostra parrocchia era una Collegiata) andava una o due volte la settimana a far lezione di Storia Liturgica al Seminario Diocesano, ma questo non turbava l'andamento parrocchiale e non era motivo per lui di particolare autocelebrazione : insomma non ne parlava mai.

    Entrando successivamente in ortodossia, devo dirlo, non ho trovato, in un primo tempo, nelle figure che ho incontrato, nulla che somigliasse anche lontanamente alla personalità dell'Abate Righetti. Anzi, dovrei dire che giungendo in ortodossia avevamo, mio marito ed io, per le letture fatte, per quanto mio marito aveva imparato nei studi ecumenici, una carica, un'aspettativa, che non trovò una corrispondenza nei vari sacerdoti che incontrammo.

    Oggi vedo con chiarezza chi sbagliò e come sbagliò . Allora non me ne rendevo conto.

    Ma nel frattempo ci fu consigliato di abbonarci ad una rivista ortodossa : finalmente una rivista ortodossa dopo tante letture uniate! Non sapevamo quello che c'era dietro a questa rivista . Ci piacque la linea editoriale e mio marito incominciò a tradurre qualcosa : ovvero quando qualche articolo pareva di difficile lettura allora mio marito incominciava a tradurlo per capirlo meglio diceva...

    Era un gruppo di amici : i discepoli di un vero staretz ortodosso : Père Ambroise Fontrier. Lo scopo della rivista era duplice o forse triplice.

    Vediamo : in primo luogo c'era la necessità di ribadire i punti fondamentali della catechesi ortodossa, visto che questo lavoro non veniva fatto dalla Chiesa Russa all'estero di cui tutti erano sacerdoti e fedeli. Forse qualcuno tra loro aveva studiato a Jordanville ( il seminario della Chiesa Russa all'estero in America) ma c'era il problema di fare in modo che queste conoscenze acquisite si incarnassero, non rimanessero semplici nozioni accademiche... ed il modo migliore per approfondire il discorso era proprio quello di insegnarlo agli altri. Ma non era solo quello lo scopo : lo scopo era quello di costituire un gruppo di apostoli esattamente come nel cristianesimo primitivo, un gruppo che vivesse insieme, che lavorasse insieme, che imparesse a condividire la vita, che insomma diventasse una Chiesa...

    Certo, noi oggi siamo abituati a pensare alla Chiesa come all'edificio, o come ad una struttura gerarchica, non alla Chiesa come un gruppo di amici.

    Ma era proprio questa amicizia, questa fratenità che Père Ambroise voleva che diventasse un'esperienza quotidiana per i suoi. Poichè Père Ambroise aveva reclutato i suoi discepoli probabilmente tra i suoi allievi, l'esperienza della rivista era importante anche dal punto di vista concreto : infatti Père Ambroise, a volte, si lamentava :"Questi non capiscono niente, sono solo degli intellettuali !" I problemi concreti che consistevano nello stampare tutti insieme la rivista erano un mezzo potente per tenere unito il gruppo...

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Una questione di teologia
    Di Nitens nel forum Cattolici
    Risposte: 61
    Ultimo Messaggio: 05-07-13, 11:36
  2. Teologia Politica
    Di Celtic nel forum La Filosofia e il Pensiero Occidentale
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 29-03-12, 22:27
  3. Purificazione e teologia
    Di SATTWA nel forum Filosofie e Religioni d'Oriente
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 15-05-08, 16:15
  4. Quaresima, Metania e Monastero
    Di vescovosilvano nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-03-06, 17:37
  5. La Teologia mistica
    Di Qoelèt nel forum Chiesa Ortodossa Tradizionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 20-09-02, 16:43

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito