



Una buona notizia.
Ed è anche la sconfitta dei vari Ferrero e Giordano, che quest'estate avevano chiesto perentoriamente la tassazione delle rendite finanziarie.






in realta' se fai i conti l'introito non e' molto elevato, mi pare che le stime sui possibili introiti si aggirassero sui 4 Miliardi di euro, e poi dipendono molto dall'andamento delle borse.
Inoltre c'e' sempre il problema di come detassare i BOT per non colpire il piccolo risparmiatore.
In linea di principio sono d'accordo ad aumentare le aliquote per le rendite, farlo in questo momento pero' e' da suicidio.


Mi sembra di ricordare che del governo in carica fa parte anche un ministro, tale 'Tony' Santagata, prodiano di ferro, incaricato dell'ATTUAZIONE DEL PROGRAMMA.
Suppongo che il compito di questo signore sia quello di ricordare periodicamente al suo capo che si era a suo tempo presentato agli italiani in cerca di consensi esibendo un pesante fascicolo initolato 'Per il bene dell'Italia'.
Di questo prezioso fascicolo riporto qui alcuni passi.
Le politiche finanziarie e fiscali devono quindi puntare a correggere gli squilibri sociali e territoriali, a combattere l'impoverimento prodotto dalle dinamiche del mercato e dal centro destra; a contrastare l'evasione fiscale e contributiva, incoraggiate dal centro destra, riequilibrare il prelievo fiscale a favore dei redditi bassi, dei nuclei familiari, del lavoro e delle imprese innovative, abolendo gli ingiustificati vantaggi fiscali per le rendite; a programmare e riqualificare la spesa pubblica, a stimolare gli investimenti nei settori strategici per la crescita e nel Mezzogiorno.
Dobbiamo infine attuare una nuova politica della concorrenza che miri a: - ridurre le rendite e la convenienza all'impiego di capitali nei settori che le alimentano tali rendite (immobiliare, autostrade, ecc.);
In generale, riteniamo che il problema del potere d'acquisto non possa essere disgiunto da una politica fiscale basata sul prelievo progressivo per tutti i redditi - dai salari alle rendite
In questi anni si è realizzato un drammatico impoverimento del potere d'acquisto dei redditi medio-bassi. Ma è anche stato riconosciuto un vantaggio fiscale alla rendita piuttosto che ai redditi prodotti dalle imprese. Dobbiamo invertire questa situazione attraverso una politica fiscale che realizzi: -il sostegno alle responsabilità familiari attraverso la riforma degli assegni al nucleo familiare con una correla ta revisione dell'IRPEF, ispirata al recupero di una maggiore progressività fortemente ridotta dalle riforme del centrodestra; a tal fine, si dovrà mettere in atto il prin cipio della universalità del diritto di ricevere contributi alle responsabilità familiari, anche se in modo selettivo rispetto al reddito e alle condizioni economiche. Attualmente questo diritto è riconosciuto solamente ai lavoratori dipendenti. Al posto degli attuali assegni e delle attuali deduzioni sarà organizzato un unico trasferimento condizionato dalla situazione economica familiare;
- la restituzione del fiscal drag;
- la uniformità del sistema di tassazione delle rendite finanziarie a un livello intermedio tra l'attuale tassazione degli interessi sui depositi bancari e quella sulle altre attività finanziarie, con l'esclusione dei redditi di piccoli patrimoni, in coordinamento con l'imposizione societaria e la tassazione di dividendi e plusvalenze azionarie;


Dovrebbe diminuire la tassazione sul lavoro e aumentare quella sulla rendita


Secondo me il ragionamento e' corretto ma solo in un paese diverso dall'Italia.
Per chi le paga davvero le tasse in Italia sono oltre il limite di sopportazione.
L'aumento del prelievo sulle rendite colpisce in parte anche chi paga il 43 e oltre di tasse che molto probabilmente qualche titolo o qualche fondo o gestione ce l'ha.
Se il livello medio di tassazione fosse piu' basso, una armonizzazione delle tasse sulle rendite sarebbe tollerabile.