Notiziario NIP - News ITALIA PRESS agenzia stampa - N° 181 - Anno XIV, 25 settembre 2007
La morte sospetta di Claudio Castagnetta
Québec City - Un'autopsia effettuata oggi dal medico legale canadese potrebbe contribuire a risolvere alcuni dei misteri che circondano la morte di Claudio Castagnetta, l'italiano arrestato martedì scorso dalla polizia di Quebec City e morto giovedì in un ospedale della città dopo due giorni di detenzione (Claudio Castagnetta: morte sospetta in un carcere del Québec News ITALIA PRESS N° 180 del 24 settembre 2007). Per quanto, come afferma oggi Giovanni Rapanà, Vice Segretario Generale del CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all'Estero) "sappiamo già che non ci potrà chiarire la dinamica del suo arresto e cosa sia potuto accadere in quella cella maledetta dove, alla luce dei fatti, non c'era nessuna ragione per entrarvi e ancor meno per morire" (Giovanni Rapanà interviene sulla morte "misteriosa" di Claudio Castagnetta News ITALIA PRESS N° 180 del 24 settembre 2007).
La polizia provinciale del Quebec ha aperto un'indagine sulle circostanze della morte di Castagnetta volta anche ad accertare eventuali responsabilità della polizia municipale di Quebec City.
L'italiano, originario di Palermo ma residente da alcuni anni in Canada dove lavorava e studiava, era stato arrestato martedì 18 settembre dalla polizia municipale di Quebec City per reati legati all'ordine pubblico. La polizia canadese avrebbe usato una pistola elettrica per calmarlo.
I familiari dell'italiano avevano ricevuto una telefonata martedì, apparentemente dopo l'arresto, in cui Castagnetta non aveva menzionato l'accaduto e aveva invece detto alla madre: "Non preoccuparti per me, sto bene". Per ora una ricostruzione dei fatti è stata fatta dai media canadesi: Castagnetta sarebbe stato portato il 19 settembre in tribunale, dove nel corso di una breve udienza il fermo era stato trasformato in arresto . Ma alla fine dell'udienza aveva chiesto di essere portato in infermeria, anzichè in cella, perchè non si sentiva bene. Dopo alcune ore Castagnetta era stato trasferito in ospedale, dove la morte sarebbe avvenuta attorno alle 13.00 di giovedì. Un portavoce della Suretè Quebec ha dichiarato che l'italiano "appariva gravemente ferito alla testa e che le ferite non erano compatibili con l'uso di una pistola elettrica". Fonti carcerarie avrebbero detto che Castagnetta si sarebbe ferito da solo dando testate contro il muro della prigione.
Le autorità consolari italiane hanno chiesto alle autorità canadesi di chiarire le circostanze che hanno portato alla morte dell'italiano ed in particolare gli eventi del suo arresto, della detenzione, del ricovero in ospedale e della sua morte.
Il Console Generale italiano a Montreal, Paolo Venier ha dichiarato a News ITALIA PRESS che "per ora le autorità canadesi non hanno rivelato nulla in più rispetto alle vaghe informazioni trapelate inizialmente. L'unico dato certo è che il ragazzo sarebbe stato fermato con l'accusa di comportamento anomalo in luogo pubblico, pertanto inizialmente non era agli arresti, ma soltanto in stato di fermo. Perché poi sia stato arrestato e come sia morto sono ancora dati sconosciuti. Perlomeno non è stata fornita nessuna versione ufficiale di ciò. Cercare di legare la morte di Castagnetta alla sua attività personale piuttosto che ad altre cause è sicuramente per ora un'operazione del tutto arbitraria. Si sa soltanto che il ragazzo era conosciuto e che aveva ricoperto un incarico importante per la Camera di Commercio italiana, ma nulla più. Per ora – ha concluso il Console – non possiamo far altro che sollecitare le autorità locali a far luce sulla vicenda ed aspettare che queste comunichino una versione ufficiale del'accaduto".
L'autopsia di Castagnetta, in programma oggi, dovrebbe aiutare a stabilire le cause della morte. I risultati delle perizia giungeranno comunque solo tra alcuni giorni. Nel frattempo i familiari dell'italiano, il padre e la sorella della vittima, sono giunti nel Quebec dove sono assistiti dal console onorario di Quebec City, Riccardo Rossini. Claudio Castagnetta lavorava in Canada per la società Olympus, dopo essersi laureato in Italia in economia ed avere poi frequentato l'Università Laval nel Quebec. Era molto conosciuto negli ambienti artistici del Quebec. I familiari e gli amici sottolineano che le accuse non sono in linea con la personalità di Castagnetta. «Claudio era una persona timida, che non dava mai in escandescenze e sicuramente non era depresso - ha affermato un familiare - È una vicenda inquietante che presenta troppi punti interrogativi». Un portavoce della polizia di Quebec City ha detto di non poter fornire informazioni sulla vicenda perchè l'indagine è adesso nelle mani della polizia provinciale. Lo stesso portavoce ha messo in evidenza che questa procedura, di una ispezione esterna, è normale in questo tipo di circostanze.
"Chiediamo alle autorità competenti di accertare se vi sono responsabilità nella morte di mio nipote avvenuta dopo essere stato arrestato". Lo ha detto ieri Alessandro Cuccio , zio di Claudio Castagnetta. Per chiarire le circostanze legate alla morte di Castagnetta si trovano già nel Quebec il padre e una sorella della vittima. "È una vicenda - afferma Cuccio - che ha troppe stranezze, ed è inquietante ciò che è accaduto, perchè Claudio era una persona timida, non era depresso, amava fare sport ed era amante del mare". Sulle cause che hanno provocato la morte di Claudio Castagnetta vi sono ancora molti dubbi. Ad esempio le procedure che le autorità canadesi non hanno effettuato in casi come questi in cui risulta coinvolto un cittadino straniero. "Il console italiano in Quebec è stato avvisato dagli amici di Claudio - dice Francesca Cuccio, cugina della vittima - e non dalle autorità del luogo". L'ultima volta che Castagnetta ha telefonato alla famiglia è stato martedì scorso, subito dopo essere stato arrestato. Ai familiari non ha detto però che si trovava in carcere, limitandosi a rassicurare la madre sorpresa dell'orario insolito al quale aveva chiamato: "Non preoccuparti per me, sto bene". L'ultimo dei suoi amici palermitani ad averlo visto in Quebec è stato Mauro Glorioso, in vacanza lo scorso maggio a casa di Claudio. "L'ho trovato sereno - dice Mauro - mi aveva detto che era felice e di tranquillizzare i genitori che stavano a Palermo. Lavorava all'Olimpus e stava studiando per un master di cui stava già completando la tesi che aveva come titolo 'L'aspetto etico applicato al marketing'. Insomma, stava bene".
News ITALIA PRESS




Rispondi Citando
)
