Beati Martiri Spagnoli Passionisti di Daimiel
Il martirio dei 26 Martiri Passionisti della Comunità di Daimiel (Ciudad Real – Spagna) ha le sue origini nel clima chiaramente anticlericale che si respirava in Spagna dopo la proclamazione della Repubblica nel 1931 e le elezioni politiche del febbraio 1936. Nello stesso anno ebbe inizio la guerra civile, che insanguinò la Spagna fino al 1939. In questo clima avvenne la tragedia della Comunità Passionista di Daimiel martirizzata dal 23 luglio al 23 ottobre del 1936.
La maggioranza dei suoi membri era composta da giovani di 18-21 anni che si preparavano con lo studio a diventare missionari per la lontane Americhe. Pertanto bisogna dire che nessuno dei confratelli era impegnato in politica, quindi tanto più chiara diventa la causa della loro morte, dovuta solo alla persecuzione anticlericale in atto, in odio alla fede cattolica, ecco perché sono martiri.
Verso la mezzanotte del 21 al 22 luglio con a capo il Padre Niceforo Diez, superiore Provinciale, furono cacciati dal convento dopo che tutti, raccolti in chiesa, ebbero fatta la loro ultima confessione, ricevuta la Comunione e sentito l’esortazione del Padre Provinciale: “Cittadini del Calvario, questo è il nostro Getsemani! La natura atterrita dalla prospettiva del Calvario, come quella di Gesù, sbigottisce e si abbatte. Gesù però sta con noi. Lui stesso ci conforta e sostiene. Tra poco staremo con Cristo, cittadini del Calvario, animo dunque, a morire per Cristo!”. Circa duecento uomini armati li cacciarono nella notte profonda, intimando loro di non rientrare in Daimiel perché sarebbero stati ammazzati.
Divisi in piccoli gruppi, iniziò la loro Via Dolorosa, essendo poi uccisi in diverse date e luoghi, ma sempre per l’unico “delitto” di restare fedeli alla loro vocazione religiosa.
15 morirono il 23 luglio, 3 il 25 luglio, 2 il 25 settembre e 6 il 23 ottobre.
Beatificati da papa Giovanni Paolo II il 1° ottobre 1989.
(Autore: Antonio Borrelli)
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