



Il sud non può essere obbligato a diventare serio. Sarebbe come chiedere a un caimano di mettersi a dieta vegan. Il sud deve essere lasciato al suo destino di paese vittimista e infestato dalle mafie, che sono la proiezione diretta della sua cultura.
Ultima modifica di semipadano; 23-03-10 alle 09:13
L'occasione fa l'uomo italiano






Nel problema greco vi sono sicuramente molti interessi..
Ciascuno cerca di ottenere un passo avanti nel suo disegno.
Chi vuole una porta più aperta all'immigrazione, chi vuole la possibilità che la Turchia venga in Europa, chi vuole conservare la dignità all'euro., chi vuole mantenere l'unità economica europea, chi vuole dare una ripulita.
Ma il concetto di fondo è uno solo.
Adesso la democrazia come è non funziona. Perché con la parola democrazia si ottiene l'avvallo per rubare .
Pertanto i sistemi scricchiolano.
Ne deriva che se si vuole allineare paesi con il senso dello stato con la mentalità europea, con paesi con la mentalità semitica-mediterranea si crea un pasticcio irrisolvibile.
Se la Germania desidera difendere la zona dell'euro, (avendone diritto perché sull'altare dell'euro ha dovuto sacrificare il marco)deve mantenere le zone in decadenza economica.
I casi sono due.
O mandare fuori dall'euro i paesi non adatti alla mentalità europea, oppure mantenerli.
Cosa facciano in futuro dipende dagli attriti che vi sono.
Però se qualcuno mantiene la Grecia in conseguenza deve anche foraggiare l'italia.
E se mantengono l'italia devono mantenere anche la Padania che ormai è in ginocchio causa i salassi determinati dalle esigenze romane, meridionali e partitiche.
Si può consigliare che se si accetta di mantenere anche l'italia, si dovrebbe dividerla e mantenere solamente il Sud.
Senza il sistema sanguisuga meridionale e la partitocrazia levantina, il Nord potrebbe salvarsi e e non essere mantenuto.
In attesa di una decisione il Nord è divenuto una zona dove prolifera la cassa integrazione, la disoccupazione.
E' praticamente impossibile che in italia si adotti il sistema greco di cale gli stipendi.
Se vogliono salvare l'euro : o l'indipendenza o ci devono mantenere.




i teroni sono tutti alieni centralisti, comunisti mafiosi!!!
leggete cosa scrivono questi balooba maledett della grande stirpe legopadana! e del suo organo di informazione «La Padania»!
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Una lettura tra il serio e il faceto de «La Padania». Le riflessioni del prof. Francesco Tuccari sulle "crociate" della Lega Nord in vista delle Regionali piemontesi.
Chi ha coniato l’espressione “una risata che lascia l’amaro in bocca” di sicuro aveva appena finito di leggere «La Padania». Il tono cospirazionistico degno di una rivista di ufologia di serie B lascia infatti ai lettori – soprattutto se appartenenti alla specie homo sapiens – il compito ingrato di scegliere se scoppiare a ridere o restare sgomenti o, ancora, tutte e due le cose insieme. D’altronde, in linea con la “migliore” tradizione ufologica, il sottotitolo de «La Padania» potrebbe benissimo essere “sono tra noi”: formulazione tanto apocalittica quanto vaga da permettere al quotidiano di individuare nei musulmani o nei cinesi, negli insegnanti meridionali o negli intellettuali catto-comunisti i soggetti che di volta in volta minacciano l’omogeneità etnica e morale della “stirpe padana”. Perché ciò che veramente conta per il giornale leghista è descrivere un mondo semplificato ai limiti del grottesco, in cui un’isola felice chiamata Padania viene regolarmente assediata da elementi alieni.
A guidarci nei labirinti dell’informazione padana è Francesco Tuccari, docente di Storia delle dottrine politiche all’Università di Torino e candidato alle Regionali piemontesi nella lista “Insieme per Bresso, nel corso di un incontro ai Magazzini Bresso organizzato da Roberto Mastroianni, presidente di Altera. Dopo una breve introduzione sulle ragioni del successo elettorale della Lega, che è stata in grado di rispondere alle ansie derivanti dalla globalizzazione con ricette arcaiche ma assai efficaci in termini di consenso, Tuccari inizia la lettura di alcuni brani tratti dall’angolo dei lettori de «La Padania». Apriti cielo ed ecco che la rabbia populista, l’intolleranza xenofoba e l’ansia da status dei lettori leghisti vengono a galla sotto forma di italiano incerto. Così, c’è chi si augura che “i magistrati strapagati mangino la tessera del Pci per cena” e chi lamenta l’estensione dei diritti sociali agli immigrati a scapito – asserisce il lettore leghista, presumibilmente in nome dell’amore che vince sull’odio – dei cittadini padani.[*]
Tuttavia, come ha osservato Tuccari, ciò che più colpisce è l’affinità, nello stile e nei contenuti, tra gli interventi dei lettori e gli articoli dei giornalisti de «La Padania». Dalla lettura degli editoriali emergono infatti gli stessi temi, le stesse paure e le stesse ricette rozze e semplificatorie. L’Iran intende dotarsi della bomba atomica e la Cina impadronirsi dei mercati? Allora l’Occidente deve intervenire con forza. In che modo e con quali strumenti «La Padania» omette di dirlo. Ed è un peccato, perché siamo certi che al dipartimento di Stato americano ci siano attenti lettori del quotidiano della Lega che avrebbero potuto trarne indicazioni decisive!
Come se non bastasse questo campionario di formule magiche e appelli ideologici da quattro soldi, Roberto Mastroianni ci informa dei dibattiti altamente formativi che si svolgono su «Radio Padania», il “megafono” del Carroccio sull’etere.[*]
In attesa del “millennio leghista”, Tuccari chiude l’incontro leggendo un ultimo articolo de «La Padania». Il titolo si commenta da sé: “Ci chiamano barbari ma siamo fieri di esserlo”. Contenti loro…
Corriereweb.net | «La Padania», ovvero letture giornalistiche del terzo tipo
Ultima modifica di Hic sunt leones; 23-03-10 alle 12:15


Aiuti alla Grecia, Berlino mette il veto - LASTAMPA.it
Articolo su La Stampa .
Aiuti alla Grecia, Berlino mette il veto .
Vi è da attendere gli sviluppi.
Comunque vada devono poi pensare all'italia.


Ci siamo anche noi nel marasma.
Stampa - Weber mette l'Italia nel mirino
Stampa di martedì 23 marzo 2010, pagina 27
Weber mette l'Italia nel mirino
L'Italia tra i «maiali)? Certo. Secondo il presidente della Bundesbank Axel Weber - che aspira a guidare dal 2011 la Banca centrale europea - nell'area euro i paesi reprobi sono proprio quei 4. Cioè oltre alla Grecia, l'Italia, la Spagna e il Portogallo, con le cui iniziali la chiacchiera un pò razzista della City di Londra ha costruito la sigla “Pigs”, maiali (respinta da Giulio Tremonti). Di solito tra gli esponenti della BCE si nomina il peccato, non il peccatore. Invece Weber, in un discorso ieri a Copenaghen, non ha esitato a contrapporre i paesi che hanno fatto buon uso dell'euro», ovvero (un piccolo gruppo guidato dalla Germania) a quelli che hanno perso competitività, come i 4 dell'Europa meridionale. All'Italia come agli altri il presidente della Bundesbank prescrive ricette severe: “le imprese devono diventare più competitive” “la flessibilità del mercato del lavoro va accresciuta”, i deficit devono essere ridotti “allargando la base imponibile o, meglio, tagliando la spesa pubblica”. Ma è stata la Francia ad accusare la Germania di scelte egoistiche.


Talvolta si parla della banana economica.
Ossia della zona dell'Europa che parte dai Paesi Bassi, comprende il Lussemburgo, l'Alsazia, la Borgogna, la Svizzera e la Padania. .
E' il territorio che aveva scelto Lotario I nipote di Carlo Magno nella divisione dell'Europa.
A suo giudizio era la parte migliore.
Di questo territorio resiste come libero economicamente solamente la Svizzera.
Un piccolo segnale a cui nessuno fa caso è che il Franco Svizzero ha raggiunto il massimo storico del suo valore con l'Euro ( cambio 1,4310).
vedere l'articolo “”Aiuti alla Grecia Berlino mette il veto””
Nell'Europa vi è una zona che si potrebbe salvare egregiamente ed è la banana economica.
Pertanto se si deve salvare bisogna fare pulizia e le potatura di stagione.
Altrimenti impotenti stiamo seduti a vedere i botti.
Pensierino.
E' una combinazione ma l'Alsazia è l'unica regione francese che non ha votato come la Francia intera.
Non sono Francesi appartengono al territorio di Lotario I