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Parla Paolo Bertuccio, nuovo segretario regionale del Pri
Un Pri in continua crescita
“Con l’avvicinarsi delle elezioni comunali di Sestri Levante, il Partito Repubblicano ligure si è posizionato nel complicato panorama delle liste, sostenendo la lista civica trasversale capeggiata da Giacomo Rossignotti. Tra i candidati che appoggiano la lista trova spazio l’imprenditore Sergio Magrone che, pur non essendo iscritto al PRI, gode del suo appoggio e di quello di Rossignotti”. Paolo Bertuccio, nuovo segretario regionale del PRI, spiega così la scelta strategica del suo partito: “Due anni fa abbiamo riaperto la sede di Chiavari, che si è sviluppata in maniera significativa, tanto da diventare sede regionale del PRI, dopo il congresso che si è svolto a Genova nel mese di febbraio. L’importante appuntamento ha permesso di formare la direzione regionale che a sua volta ha nominato i quadri della dirigenza e il nuovo segretario, nella persona del sottoscritto. Questo impegno organizzativo risponde alla nostra volontà di sviluppare i nostri princìpi in favore della liberaldemocrazia, che è la scelta economica e sociale più vicina alle esigenze dei cittadini e del mondo dell’impresa, sola garanzia di sviluppo economico per tutti. Sviluppo del libero mercato aleternativo ai monopoli politici e alle oligarchie economiche: questa è la chiave della nostra politica in Liguria”.
tratto da http://www.opinione.it/pages.php?dir...57&id_art=2371


Le sedi del PRI in Liguria
Chiavari GE
Genova GE
Recco Avegno Camogli GE
Diano Marina IM
La Spezia SP
Albissola Marina SV
Savona SV


Riceviamo da Paolo Bertuccio - Segretario P.R.I. Regione Liguria
La credenza non è solo un mobile
Qualcuno ha fatto credere agli Italiani che la scuola non è da prendere troppo sul serio, perché se studiare è faticoso si possono semplificare i programmi, si può e si deve alleggerire la disciplina e se qualche insegnante non si adegua continuando imperterrito a fare coscenziosamente il suo mestiere, si può costringerlo ad abbandonare mediare il trasferimento oppure con le proteste dei genitori. Chi dovrebbe trarre il maggior vantaggio da una scuola funzionante è proprio la classe meno abbiente: se la scuola pubblica impartisce Istruzione, attenua le disuguaglianze derivanti dalla provenienza familiare, riservando parità di trattamento agli studenti.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti e l’unico concetto di merito che conoscono gli studenti è di meritare le promozioni per il solo fatto di frequentare.
Qualcuno ha fatto credere agli Italiani che il lavoro non sia da prendere troppo sul serio, perché se lavorare è faticoso, si può ricorrere ai nonni, che un introito pure lo hanno, per giunta di solito superiore alle loro necessità, per cui potranno ben dispensarne una parte ai nipoti, fino a quando questi ultimi non avranno deciso di trovarsi un’occupazione (possibilmente vicino a casa), ma che non sporchi, non costringa a riflettere troppo durante l’espletamento e soprattutto preveda un orario che lasci spazio al tempo libero.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti.
Qalcuno ha fatto credere agli Italiani che le attività produttive, le piccole e medie imprese, quelle artigianali o commerciali, siano nate dal nulla, come per incanto, e che alcun merito abbia chi le ha create o le fatte crescere in modo tale da richiedere ora l’assunzione di personale. Si può condurle alla chiusura, perché intanto non importa nulla di quelle persone… e se mancherà anche l’offerta di quei pochi posti di lavoro, chi se ne importa! C’è pur sempre l’ASL, il Comune, la Provincia…e poi.. con la giusta tessera in tasca si può anche fare carriera!
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: scarsa scolarizzazione, scarsa inclinazione all’impegno, scarsità di posti di lavoro.
Qualcuno ha fatto credere agli Italiani di aver diritto alla luce elettrica a basso prezzo bruciando petrolio, ma tuttavia senza produrla seriamente, perché a quello ci pensano i Francesi ed i Tedeschi, che notoriamente sono più creduloni di noi ed hanno costruito tutte quelle centrali che noi invece, che siamo più furbi, non abbiamo perché l’energia pulita la prendiamo dal sole. E così l’energia la compriamo dai “Cugini d’Oltralpe” e dai “Crucchi”, ma in cambio possiamo ostentare la pulizia del territorio.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: la bolletta rincara sempre, provoca anch’essa aumento del costo della vita, ma nulla deve impicciare il nostro giardino.
Qualcuno ha fatto credere agli Italiani di essere titolari di soli diritti.
Risultato: Se tutti hanno solo diritti, chi è portatore di almeno un dovere?Il resto del mondo?
Qualcuno vuol far credere agli Italiani di rappresentare il nuovo rispetto al proprio predecessore, pur essendo da decenni sulla scena politica ad alti livelli.
Risultato: fino a quando gli Italiani avranno credenza?
Chiavari, 29 Marzo 2008
Paolo Bertuccio - Segretario P.R.I. Regione Liguria


Riceviamo da Paolo Bertuccio - Segretario P.R.I. Regione Liguria
VILLANOVA D’ALBENGA
Tra le cose lette sulla situazione del trasporto aereo nel nostro Paese vi è anche l’asserzione secondo la quale i piccoli aereoporti danneggerebbero Alitalia e che i piccoli aereoporti, considerati antieconomici, dovrebbero essere chiusi.
Non soddisfatto delle notizie fornite pure da autorevoli quotidiani ed in considerazione della distanza non eccessiva di Villanova d’Albenga dal luogo in cui vivo, a fine marzo ho ottenuto un appuntamento dal Generale Berta grazie ai buoni uffici dell’amico Gian Luigi Saluzzo e mi sono recato sul posto per apprendere le notizie dalla fonte.
Costruito nel 1922, quando ancora non esisteva l’aviazione italiana, l’aeroporto “Clemente Panero” di Villanova d’Albenga ha una pista perpendicolare al mare ed è racchiuso tra due piccole colline che lo proteggono dai pericoli che allora potevano provenire proprio solo dal mare.
Se escludiamo il “Cristoforo Colombo” di Genova, il “C. Panero” è l’unico aereoporto operativo sul territorio ligure e per la verità non ha nulla da invidiare al più grande e rinomato scalo della Superba, fermo da vent’anni al traffico di un milione di passeggeri all’anno, mentre Villanova cresce ad un ritmo del 10% annuo.
Vi possono atterrare aerei del peso di 45 tonnellate con 150 passeggeri a bordo e dal punto di vista tecnico è dotato di tutti i più recenti e moderni strumenti operativi. Di recente ha ottenuto la certificazione di aeroporto internazionale e l’autorizzazione al volo notturno, dispone di radio assistenza per i voli strumentali (Localizer, VOR Doppler e DME), di nuova aerostazione inaugurata nel luglio 2004 nella quale si svolgono tutti i servizi di finanza, dogana e di frontiera ed ha ottenuto la classe 5 internazionale ICAO antincendio. Tra le principali qualità: la riservatezza in arrivo e partenza, la rapidità delle procedure di imbarco e sbarco, nessuna perdita di tempo in code.
Il massimo splendore l’aeroporto di Albenga lo vive nei giorni prossimi alla gara di F1 di Montecarlo che si disputa tutti gli anni a maggio nel vicino Principato di Monaco. Bernie Ecclestone ha già prenotato da tempo uno spazio di sosta per il suo aeroplanetto e così pure han fatto gli altri big del grande carrozzone della F1.
Domanda: perché servirsi dell’aereoporto di Villanova, che pure dista alcuni chilometri da Montecarlo e non di quelli di Cannes e Nizza? La risposta del Gen. Berta non si fa attendere ed è la più ovvia per chi conosce perfettamente le potenzialità e la dinamicità del piccolo scalo.
“Cannes e Nizza sono ormai al collasso. Non possono potenziare le linee perché non hanno più spazi per la sosta degli aerei ed inoltre la grande quantità di passeggeri che vi transitano creano problemi organizzativi che stanno per diventare insormontabili. Viceversa, il nostro è uno scalo che dispone di tutte le potenzialità per ben funzionare: basta solo metterlo in grado di funzionare al meglio! E poi, affittando un’auto, da qui si può raggiungere la costa azzurra in breve tempo”.
E sulla ritenuta antieconomicità dei piccoli aeroporti?
Partiamo da un dato: l’aeroporto di Atlanta, negli USA, movimenta circa 87 milioni di passeggeri all’anno, cioè oltre duecentotrentamila persone al giorno con rispettivi bagagli al seguito. Le autorità internazionali prevedono che nei prossimi 15-20 anni il movimento di velivoli e passeggeri raddoppierà, con l’entrata in esercizio di grandi velivoli capaci di contenere oltre 600 persone e destinati a raccogliere un 3- 4% del traffico aereo mondiale. Si renderà pertanto necessario decentrare questo grande traffico e rendere operativi anche quegli aeroporti che al momento sono sottoutilizzati o per niente utilizzati.
Negli USA il programma federale avviato nel 2006 prevede il recupero, l’ingrandimento o la realizzazione ex novo di cinquantamila piccoli aeroporti; Francia, Gran Bretagna e Germania sono le nazioni europee con le quali dobbiamo quaotidianamente confrontarci ed hanno un assetto aeroportuale ben superiore al nostro, mentre la Spagna sta per superarci. Se pensiamo che in Italia abbiamo poco più della metà di aeroporti rispetto ai Paesi da ultimo citati, discende l’ovvia conseguenza che sarebbe un’assurdità chiudere i piccoli aeroporti e pertanto sia Villanova d’Albenga, che gli altri piccoli aeroporti dislocati sulla Penisola, hanno un futuro operativo (e lavorativo) assicurato.
A Villanova resta ancora da attivare, a breve, il trasporto merci (fiori, carciofi) per il quale, peraltro è già stato riottenuto il decreto autorizzativo, ed i voli charter. Intanto si sta studiando l’organizzazione di un servizio per la professione forense. Gli avvocati che dal Ponente ligure debbono recarsi in Tribunale od in Corte d’Appello a Genova, sanno quando partono, ma non possono prevedere quando arriveranno nel capoluogo di regione. L’autostrada è un vero inferno ed il servizio ferroviario non è migliore. Un collegamento giornaliero con elicottero e con soste a Sanremo, Imperia, Villanova, Savona, Genova e ritorno, potrebbe garantire maggior speditezza e certezza degli spostamenti.
Sia consentito aggiungere che sullo snodo autostradale intorno a Genova il Pri ligure si è già espresso da tempo.
In conclusione, le notizie di stampa non sembrano veritiere. I problemi di Alitalia, come sappiamo, hanno origine diversa ed i piccoli aeroporti non sono da smantellare a scatola chiusa. Anzi!
Chiavari, 28 aprile 2008
Paolo Bertuccio
Segretario P.R.I. Regione Liguria


Riceviamo da Paolo Bertuccio - Segretario P.R.I. Regione Liguria
Elezioni a Sestri Levante: dopo il turno di ballottaggio.
Lavarello ha vinto. Viva Lavarello ed auguri di buon lavoro. Il turno di ballottaggio alla elezioni comunali di Sestri Levante ha evidenziato ancora una volta la vittoria della sinistra organizzata, con l’espressione di un voto esclusivamente politico rispetto alla tornata elettorale squisitamente amministrativa.
Intendiamoci: non vi è nulla di male alle elezioni comunali fare riferimento ai partiti ed ai loro simboli, ma a Sestri Levante la sinistra ha messo in campo concetti da fortezza assediata ed i continui richiami “Dì qualcosa di sinistra” e “Fai qualcosa di sinistra” sembrano evidenziare al medesimo tempo che solo a sinistra sta la fede e la verità mentre tutto il resto è male e la preoccupazione di una possibile sconfitta forse non percepita appieno dai cittadini, ma ben presente tra gli addetti ai lavori.
Anche la dichiarazione rilasciata dopo il ballottaggio da un esponente di sinistra secondo il quale votando Ianni (candidato del PDL e sostenuto al primo turno anche da Lega e UDC ed al ballottaggio anche da noi) si poteva lasciare il comune in mano ad un fascista e ad una giunta razzista, la dice lunga sul clima politicizzato di questa tornata.
Dopo quindici anni di sinistra, i cittadini sestresi scelgono di confermare le sinistre al governo della città. Non possiamo mancare di osservare che in altre città dove da quindici anni governava la sinistra (Roma, Viareggio, per fare un esempio) i cittadini hanno sentito il bisogno di cambiare, mentre qui tutto è rimasto fermo al secondo dopoguerra, quando certe affermazioni potevano ancora avere un senso.
Il tempo, galantuomo, dirà chi ha avuto ragione.
Un ringraziamento a tutti coloro che hanno gratificato con la loro preferenza l’amico Sergio Magrone ed hanno seguito con simpatia il nostro impegno elettorale.
Ai cittadini diciamo che siamo presenti sul territorio. Continueremo a portare avanti i nostri ideali di libertà, laicità (sul cui vero significato le masse dovrebbero approfondire e meditare), buongoverno ed antifascismo, punto sul quale non accettiamo lezioni da nessuno.
Chiavari, 2 Maggio 2008
Paolo Bertuccio
Segretario P.R.I. Regione Liguria


Il Pri dice addio ad Alfio Lamanna
Alfio Lamanna ci ha lasciati. Figura storica del Repubblicanesimo ligure, fu sicuro riferimento nei difficili anni novanta per i repubblicani di Genova e della Liguria. Rimase in quegli anni tra i pochi di una generazione politica in fuga, e seppe assumere la responsabilità del Partito in prima persona; per far sentire ancora la voce del Pri e preparare il rinnovamento. Così negli ultimi anni ricoprì volentieri la carica di Presidente del Pri della Liguria che i repubblicani gli vollero assegnare.
Alla famiglia e agli amici del Pri della Liguria le condoglianze della Direzione Nazionale e della redazione della "Voce Repubblicana".
I funerali si svolgeranno nella Basilica di Carignano in Genova, giovedì 19 giugno alle ore 10,00.
Per invio telegrammi l'indirizzo è il seguente: Famiglia Lamanna-Salita Spianata Castelletto n. 19-16124 Genova
tratto da http://www.pri.it/new/17%20Giugno%20...naPriAddio.htm


Riceviamo da Paolo Bertuccio - Segretario P.R.I. Regione Liguria
Ciao Alfio!
Alfio Lamanna se ne è andato. Delicatamente e quasi in silenzio, nello stesso modo in cui aveva profondamente amato gli ideali repubblicani, riferimento e guida dei pochi che nel generale fuggi fuggi negli anni novanta del secolo scorso sono invece rimasti al proprio posto, all’interno del Partito, per trasmettere ai giovani i valori nei quali hanno sempre creduto e per favorire il ricambio delle persone.
Gli amici lo ricordano – tra i numerosi incarichi ricoperti- Segretario e Presidente regionale del PRI, Assessore al Comune di Genova, e per un breve periodo Sindaco supplente della città, Presidente del Collegio Sindacale del Genoa Calcio Spa, ma non dimenticano l’Uomo, il Professionista stimato in Genova ed al di fuori dei confini della Liguria.
Ai familiari le più sentite condoglianze di quanti lo hanno conosciuto, frequentato, apprezzato e di tutti gli iscritti alle Sezioni liguri del Partito Repubblicano Italiano.
Chiavari, 17 giugno 2008
Paolo Bertuccio
Segretario P.R.I. Regione Liguria


Un’associazione al servizio dei liguri
Il PRI trova a Chiavari - città mazziniana - uno dei suoi centri principali. Sembra che Mazzini e Garibaldi (originario della zona) fossero imparentati. Qui risiede il segretario regionale Paolo Bertuccio, che progetta il rilancio dell’area laico-liberale, che ha un potenziale di elettori in Italia pari al 40%. In questa zona le scelte del Pri privilegiano la qualità e l’indipendenza, al posto dell’opportunismo, com’è avvenuto nelle recenti elezioni comunali di Sestri Levante. “Ai cittadini non serve il successo di un partito o di un guru alla Beppe Grillo, ma che le idee migliori per lo sviluppo del territorio possano diffondersi e diventare realtà”, sostiene Bertuccio, “Noi vogliamo andare in questa direzione, realizzando degli strumenti concreti”. Si parla di un’associazione, al servizio dei cittadini prima che delle istituzioni e dei partiti, basata sul confronto pluralista. “Serve uno spazio nel quale i cittadini possano conoscere e discutere le questioni importanti: pensiamo alla Colonia Fara a Chiavari, al dopo Provincia di Genova, al nuovo polo scolastico. C’è un’infinità di temi fondamentali per ogni famiglia, argomenti che devono trovare uno spazio di democrazia”. Il Pri ritiene di poter dare il via alla nuova associazione entro il prossimo autunno, e di trovare la collaborazione di altri soggetti che operano nel Tigullio. Si tratta di “dinamizzare il tessuto sociale con la cultura del social networking, che ha dimostrato la sua forza con la campagna elettorale di Barack Obama e con lo straordinario successo di MySpace e Facebook, in grande crescita in Italia e in tutto il mondo”. Una proposta che può portare a un salto di qualità nella società tigullina.
tratto da http://www.opinione.it/pages.php?dir...37&id_art=5540