Un po di anticipazioni... FORZA LAZIO
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Articoli Cribari, Del Nero, Stadio Valmontone, Mercato delusione e le rubriche Curvarolo, Made in England e quella nuova sulle marche... E tanto altro! FORZA LAZIO
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sul poster della voce se vedono matteo,roberto....e io e daniele no perchè siamo coperti dalla bandiera de quelli della cassia![]()




Vi posto il mio articolo MADE IN ENGLAND che settimanalmente scrivo e che appare sulla Voce della Nord, soprattutto per coloro che non sono a Roma...
PETER SHILTON
Tra pochi giorni sarà la ricorrenza del compleanno di uno di quei giocatori che, sia nel calcio britannico che in quello internazionale hanno veramente lasciato il segno e che difficilmente vengono dimenticati. Per questo vogliamo ricordarlo per il suo glorioso passato e per il ricordo indelebile che ha lasciato nelle menti degli appassionati Inglesi e non.
Il 18 settembre di 58 anni fa nacque infatti nella piccola cittadina di Leicester, capoluogo del Leicestershire e maggiore centro delle Midlands Orientali, Peter Leslie Shilton, 31 lunghe stagioni da professionista, difendendo i pali di svariate squadre d’Oltremanica oltre che naturalmente quelli della storica Nazionale Inglese.
Nella sua carriera ultratrentennale, Shilton ha eguagliato e spesso abbattuto diversi record.
Si va dalle 1005 gare disputate in Premier League, alle 125 a difesa della propria patria, dalle almeno 100 presenze nella coppa di Lega in 5 degli 8 club in cui ha militato, fino alla partecipazione a 3 campionati del mondo con 10 incontri di fase finale su 17 con la porta inviolata.
Peter Shilton crebbe nel Leicester City, nel quale iniziò, alla tenera di 13 anni (1962),a muovere i primi passi nel settore giovanile del club inglese, per poi successivamente, dopo 4 stagioni di gavetta,scalare numerosi posizioni e arrivare nel giro della prima squadra.
A notarlo per primo fu il portiere titolare Gordon Banks, che si accorse subito delle eccelse qualità di quello che di lì a pochi anni sarebbe diventato il suo successore sia nel Leicester che nella Nazionale britannica e colui che sarebbe stato la causa della sua cessione: infatti Shilton, al momento di firmare il suo primo contratto da professionista con il Leicester, pose come condizione quella di poter giocare da titolare, posto che riuscì mantenere per tutti e otto gli anni di militanza.
Nel maggio del ’66, non ancora 17enne, Shilts, così soprannominato, fece il suo esordio contro l’Everton , sfoggiando una prestazione che fece innamorare da subito la sua tifoseria e l’intera dirigenza, fiera e sicura di aver messo a segno un colpo importantissimo.
Soprattutto nei primi anni trascorsi con la maglia biancoblu del Leicester, Peter riuscì a togliersi alcune soddisfazioni che segnarono in seguito la sua carriera. Tra queste si ricorda il suo unico gol realizzato direttamente da calcio di rinvio, contro il Southampton nell’ottobre del 1967 o evento ancora più importante la prima convocazione in Nazionale con la quale esordì nel novembre ’70 contro la Germania dell’Est, dopo aver catturato l’attenzione del C.T.Sir Alf Ramsey nonostante la retrocessione in Second Division del suo club e la decisione di non abbandonarlo.
Con la maglia bianca dell’Inghilterra i destini di Shilton e Banks tornarono ad incrociarsi dopo appena 5 anni. In quegli anni, infatti, Banks era il portiere titolare della Nazionale, ma nel 1972, perdendo la vista ad un occhio, fu costretto ad abbandonare e per la seconda volta, nella sua carriera, il suo successore fu proprio Peter Shilton.
Con questa casacca, Shilts prese parte a 3 campionati del Mondo(Spagna ’82, Messico ’86, Italia ’90) e a 2 Europei (Italia ’80 e Germania Ovest ’88) e fu protagonista, suo malgrado, di uno degli episodi più controversi e al tempo stesso entusiasmanti della storia del Football. Era l’estate del 1986, Città del Messico, e chi, tra gli appassionati di calcio non ricorda la scena della “Mano de Dios” di Diego Armando Maradona o la sua serpentina, lasciandosi alle spalle mezza squadra inglese e concludendo l’azione in rete. Le due reti servirono all’Argentina per raggiungere le semifinali di quel Mondiale ed eliminare quindi l’Inghilterra dopo averla sconfitta per 2 a 1. Attore non protagonista di quelle immagini fu proprio lui, Peter Shilton, che subì dal giocatore più forte di tutti i tempi quelle due reti, un misto di genio, sregolatezza e inganno. Molti si chiesero immediatamente come fosse possibile che l’Inglesone alto 1.97 potesse subire una rete di testa da un giocatore alto 30 centimetri in meno. L’arcano fu presto svelato ma il gol subito rimase comunque, a causa dell’incredibile svista arbitrale, e Shilts vide sfumare il sogno di vincere il Mondiale in quei 90 minuti da incubo.
Nel frattempo , però, altri episodi continuarono a segnare la sua vita calcistica. Nel 1973 Shilton inaugurò la tradizione per un portiere di indossare un’uniforme completamente bianca e ,curiosità molto particolare, durante la semifinale di coppa d’Inghilterra contro il Liverpool, in cui Kevin Keegan segnò con un pallonetto nella porta di Peter, un commentatore televisivo osservò che probabilmente lo stesso Keegan riuscì a valutare al meglio la posizione del portiere con la coda dell’occhio, dato il colore della maglia che ben si distingueva dallo sfondo.
Nel ’74 Shilton decise di cambiare aria e di trasferisrsi allo Stoke City, ma non furono anni particolarmente brillanti, culminati con la retrocessione del club e la successiva voglia del portiere di accasarsi altrove per non rischiare di perdere il posto in nazionale.
Gli anni successivi Peter li trascorse viaggiando per l’Inghilterra , ma il momento più importante per lui arrivo nel 1971 quando venne completato il suo passaggio al Nottingham Forest, nel quale ottenne le più importanti gratificazioni della sua carriera, vincendo 2 Coppe d’Inghilerra ma soprattutto 2 Coppe dei Campioni consecutive, nel ’79, a Monaco contro gli svedesi del Malmo e nel ’70 a Madrid contro l’Amburgo. Nelle stagioni successive, dal 1982, Shilton affrontò nuove esperienze andando a difendere le porte di club come il Southampton, il Derby County, il Plymouth, il Wimbledon, il Bolton, il Coventry e il West Ham.
Giunto a 998 partite disputate, Peter desiderò raggiungere il migliaio, cosa che ottenne con i Rossi del Leyton Orient in Terza Divisione, il 22 Dicembre del 1996 contro il Brighton.
In Italia, ad oggi, il record di longevità sui campi da gioco, è detenuto dal 43enne Marco Ballotta che difende i pali della Nostra amata Lazio e molti, tra giornalisti e opinionisti si meravigliano della voglia del portiere emiliano di continuare a mettersi alla prova. Che dire allora di Peter Shilton, che all’età di 48 anni, è riuscito ad entare nel Guinness dei Primati, tanto che una partita equiparabile ad un incontro della C2 Italiana, fu trasmesso in tutto il mondo da Sky Sport come momento culminante di una trasmissione importante. Onore perciò a questo grandissimo portiere, estroso ma molto essenziale, che, con la sua capigliatura non indifferente, ha affrontato mille situazioni nella sua lunga e gloriosa carriera, sempre con il piglio di chi non ha paura di nulla e di chi guarda la realtà dritta negli occhi. Ricorderemo perciò anche lui, Peter Shilton,uno degli interpreti più apprezzati del ruolo nel campionato Inglese, solitamente avaro di grandi Numbers One, le sue parate, il suo coraggio nelle uscite e la sua immensa voglia di mostrarsi al mondo mai sconfitto anche di fronte ai più grandi fuoriclasse di sempre che, nonostante il loro infinito talento, non riusciranno comunque ad oscurare la figura di questo immenso estremo difensore,sempre a petto in fuori e che ha scritto pagine importanti del Football d’Oltremanica, insomma un vero e proprio simbolo.
Riccardo Mancini


K spettacolo riccà !!! Se hai qualche altro articolo da postare anche della voce di irei postalo cosi chi non pùò leggere gli articoli della voce se li legge qui !


scusate l'ignoranza ma la voce della nord dove si prende? e quanto costa?


sciopero per i ragazzi diffidati...così mi hanno riferito



